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Marchionne é il mio idolo ..... Grandissimo


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Quotone da 110% per El_Ventu...
Io invece lo quoto al 96/97% perché ha voluto strafare.....
Poi c'è chi va in malattia per vedersi i mondiali, e la fiom lo sa e non li difende
:D :D :D :lol: :lol: :lol: forte questa... Poi c'è quella di un italiano un francese un tedesco..." .

 

Vogliamo parlare dell'ingiustificato assenteismo a Pomigliano o Melfi?

Pomigliano:

- 14 Marzo 2003, protesta contro guerra in Iraq ed altre motivazioni (????) 630 lavoratori con certificato medico

- 9 Aprile 2004, sciopero contro ritmi di lavoro, 861 lavoratori con certificato medico

- 16 Novembre 2007, sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro, 471 lavoratori con certificato medico

 

Questi sono solo alcuni esempi. Sempre a Pomigliano, in caso di elezioni, guarda caso la produzione si ferma (o quasi) perche' gran parte dei lavoratori diventa scrutatore: nelle elezioni dell'Aprile 2005 sono stati presentati 1494 permessi elettorali (36,4% dell'organico) ai quali si vanno ad aggiungere gli ulteriori 1341 permessi per il referendum dello stesso anno.

 

Stessa cosa nel 2006: alle politiche 1726 dipendenti hanno improvvisamente riscoperto il loro senso civico. Nello stesso anno ci sono state le comunali (426 permessi) ed il referendum (1679 permessi, 37.3% del personale). Le votazioni si sono riaperte nell`Aprile del 2008 (1518 permessi), mentre nel 2010, per le regionali, nessuno ha richiesto niente in quanto c`era gia` la cassa integrazione.

 

Facciamo i calcoli: a Pomigliano, in media i dipendenti interessati sono stati assenti per 3 giorni, con un costo a carico di Fiat di 450 Euro per dipendente per tornata elettorale

 

Stessa cosa accade a Melfi, ma qui non sto a proporvi la lunga lista di numeri che vi ho proposto per Pomigliano. Vi riporto solo il record: elezioni amministrative Marzo 2010, 3085 permessi elettorali, 54% del personale assente.

 

Poi, non ho trovato alcun dato riferito all`assenteismo quando gioca in casa il Napoli che, ti assicuro, non e` una leggenda.

 

Poi tutti questi "vagabondi" purtroppo vanno inevitabilmente ad oscurare tutti quei lavoratori capaci e con voglia di lavorare che sicuramente sono presenti anche in questi stabilimenti, purtroppo. Questa e` di fatto la soluzione e FIOM come fa ad avere la faccia tosta per difendere i "diritti" di queste persone? Bisogna cambiare rotta!

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Certo in casa loro non fanno queste porcherie...

 

...ma la loro FIOM non sciopera per la guerra, per le pensioni, per il nucleare, per i dipendenti pubblici, per Berlusconi, per Vattalapesca!

 

"Germania, la rinascita dell’auto un mix di tagli, dialogo e ricerca HANNO RINUNCIATO ALLE CERTEZZE DI AUMENTI GARANTITI E HANNO MESSO SUL PIATTO ANCHE LA MOBILITa’; TRA SEDI E CITTA’; PUR DI SALVAGUARDARE I POSTI DI LAVORO

A volte le notizie migliori vengono non solo grazie a rinunce e sacrifici passati, ma anche portando nuove rinunce e sacrifici. E’ quanto sta succedendo nel mondo dell’industria automobilistica tedesca, la prima in Europa e di fatto la più competitiva nel mondo. La buona notizia è il volo delle vendite delle auto made in Germany, dalle più piccole Volkswagen basso di gamma fino alle più prestigiose e ipertecnologiche Bmw, Porsche, Mercedes, Audi. Volo delle vendite, per cui ecco rinunce e sacrifici: ferie di Natale e Capodanno accorciate negli impiantichiave, turni più lunghi per rincorrere gli ordini. Il sindacato - attenti, non un sindacato qualunque, bensì la IgMetall, il sindacato più potente e temuto del mondo - ci sta senza riserve. La sua priorità è mantenere sempre attivo un dialogo permanente con il padronato, in nome della difesa dei posti di lavoro. A costo di dire addio a ogni certezza di aumenti garantiti, a costo di accettare più lavoro e più mobilità senza aumenti. Il padronato ringrazia: qui nessuno parla di un’uscita dal Bdi, la Confindustria tedesca, o da Gesamtmetall, la Federmeccanica locale. A chiederlo, tutti la trovano un’assurda ipotesi fantapolitica. Che farebbe solo male. E non delocalizza: produce anche moltissimo all’estero (Polonia, Repubblica Cèca, Slovacchia, Usa, Cina, Brasile, Sudafrica, Vietnam eccetera) ma perché deve produrre e vendere sempre di più in tutto il mondo, non per chiudere le case madri.

"Se facciamo il confronto tra i numeri uno dell’auto del suo paese e del mio, caro signor corrispondente, insomma tra Fiat e Volkswagen, le differenze sono enormi. Volkswagen è riuscita da tempo a vincere e imporsi un processo di miglioramento continuo di produttività e competitività globale puntando sulla qualità e l’alto contenuto tecnologico del prodotto, e sul buon rapporto con un sindacato chiamato a cogestire sacrifici e successi, sicurezze e riforme profonde. Marchionne avrà le sue ragioni, comunque visto da qui, da noi, è un americano, non un tedesco. Il suo modello sembra puntare a più competitività semplicemente tagliando i costi. Rispetto la sua opinione, ma il nostro modello è diverso. E funziona". Nevicata siberiana su tutta la Bundesrepublik, mentre ascolto il professor Ferdinand Dudenhoeffer, docente all’università di Essen, massimo esperto in assoluto del mondo dell’auto tedesca. E’ lui il guru cui si rivolgono i media e i manager industriali, i leader politici e sindacali, insomma l’establishment del sistemapaese.

"Da noi sarebbe inimmaginabile che Volkswagen uscisse dalla Confindustria, da Gesamtmetall o dalla contrattazione collettiva. Porterebbe a Vw solo problemi con le industrie dell’indotto, con i sindacati che chiederebbero ancor più soldi, con i politici che sono presenti anche nel consiglio di sorveglianza. Idee simili porterebbero solo tumultuosi disordini. Lo stesso sarebbe anche a Mercedes o Bmw. Il contratto nazionale dei lavoratori dell’auto in Germania è ancorato a quello dei metalmeccanici, ma il comparto auto è tra quelli che paga i salari di gran lunga più alti. In questi giorni la stessa Cancelliera conservatrice Angela Merkel auspica che i lavoratori partecipino di più al boom dell’auto made in Germany con aumenti retributivi, insomma un premio ad anni di grande moderazione salariale e spirito di sacrificio che hanno consentito di superare crisi durissime". La cogestione (Mitbestimmung), il dialogo sindacatiimprenditori, è un valore costitutivo della democrazia fondata a Bonn nel 1949. Ma la grande prova venne all’inizio dei Novanta, quando costi in esplosione, modelli vecchi, concorrenza asiatica sembravano incanalare l’auto made in Germany verso un declino all’italiana. Ma il modello ha saputo rinnovarsi.

Il sindacato, ricorda il professor Dudenhoeffer, seppe capire che rinunce anche dure erano nell’interesse aziendale, nazionale, della società e dei lavoratori stessi. Dall’accordo salvalavoro del ’93 (orario corto e paga ridotta per evitare 30mila licenziamenti) fino alle 5.000 assunzioni a paga ridotta ma a posto sicuro per lanciare il minivan Touran producendolo in Germania e non in impianti all’estero.

Problemi drammatici, nei decenni passati, se ne sono visti. Mercedes commise l’errore madornale di gettare miliardi dalla finestra rilevando Chrysler e Mitsubishi, Bmw fece lo stesso con Rover, Porsche stava per fallire. Uscire dal tunnel fu dura per tutti. Ma ogni taglio è stato negoziato, tra imprenditori che hanno sempre scommesso sui dividendi del dialogo e sindacalisti cresciuti nella cultura della concertazione del capitalismo ben temperato, il modello renano tedesco. "L’idea di cercare di uscire insieme dalle crisi è molto più radicata da noi nota Dudenhoeffer Se qualcuno qui avanzasse come Marchionne troppe richieste che suonano unilaterali, si andrebbe all’escalation, sarebbe un problema per la pace sociale che è un segreto del nostro successo. Un segreto importante come la grande moderazione salariale dei sindacati. E le vecchie mitologie come la settimana di 35 ore sono state gettate alle ortiche a tempo dalle organizzazioni operaie. Poi un cancelliere socialdemocratico, Gerhard Schroeder, è riuscito con l’appoggio dei sindacati a imporre al suo partito e al paese dolorose riforme del welfare e più mobilità e flessibilità del lavoro e dei contratti. Fu una rivoluzione culturale per Spd e sindacati. Se avessimo cominciato solo oggi a incamminarci su quella strada imboccata già anni addietro, sarebbe stato troppo tardi. La globalizzazione non sta ad aspettarti come un passeggero attende l’autobus alla fermata, va avanti e basta".

Nelle grandi aziende, Vw soprattutto ma anche Bmw e Mercedes, parlano di ‘comanagement’, insomma un cointeressamento del sindacato alla gestione del gruppo secondo i più efficienti criteri del capitalismo moderno e secondo i principi dello Stato sociale, spina dorsale della democrazia tedesca. Nei momenti più difficili, alla Opel come alla Porsche, sono stati spesso i leader sindacali aziendali i personaggichiave nelle scelte più dure. Non lanciando scioperi ma negoziando tagli.

Da questo confronto esce male l’Italia e la sua industria dell’auto. "Confrontiamo Vw e Fiat dice Dudenhoeffer Vw è incredibilmente più forte. Negli ultimi dieci anni ha lavorato senza sosta al meglio sulla qualità del prodotto, sulla produttività (superiore di almeno il 1020% rispetto a ogni altro produttore di massa europeo), sui mercati mondiali, su grandi investimenti per tecnologia, qualità e presenza in Usa e Cina. Ha anche la fortuna di avere con Audi, e presto persino con Porsche, un marchio al livello di Bmw e Mercedes. Certo, Ferrari è perfetta ma piccola. Al confronto del peso e della ricaduta tecnologica di Audi per Vw, Alfa, Lancia o domani Chrysler mi sembra non bastino". Ci vogliono in ogni segmento di gamma prodotti ad alto contenuto tecnologico e quindi più redditizi. Tipo Golf, per intenderci. Il consumatore si fida, a New York come a Shanghai. E il circolo virtuoso spinge avanti l’auto made in Germany. Con tutti felici a bordo, padroni e sindacati."

 

http://www.ultimissi...atto-per-lauto/

 

In grassetto sono le diversità di un sindacato potente tedesco rispetto a quello politicizzato italiano.

Con il nuovo contratto Fiat steso da Marchionne (secondo decennio del XXI secolo) chiedeva questi sacrifici..

..in Germania gli stessi sacrifici erano proposti dal Sindacato già dagli anni 90.

 

E ogni cosa fatta in passato ha portato stabilità sociale oggi...e da noi? Se avevamo un Schroeder che riformava tutto il sistema pensionistico CGIL & co. avrebbe applaudito?

 

Finchè i Sindacati sono gestiti da POLITICI che vivono di SLOGAN non si va da nessuna parte.

 

I sindacati sono tutti da mandare a casa finchè sono politicizzati come sono ora!

 

Quelli tedeschi sono sindacati veri, dove associano l'azienda come una grande famiglia e non una continua lotta tra padrone e operaio!

 

Non vi rendete conto? io non dico che solo FIOM o CGIL sono così, ma anche tutti gli altri!

 

Ripeto, un vero sindacato modello (come quello tedesco citato) tratta con l'azienda e fa proposte per mantenere i posti di lavoro, mentre i sindacati canaglie fanno scioperi controproducenti per difendere i suoi stessi sindacalisti (un esempio, Pezzotta con i "successi sindacali" è dentro nell'UDC e Cofferati con i suoi "successi sindacali" è PD ed è diventato parlamentare europeo)

Vedi, il fatto è che in germania lo stato ascolta chi parla, l'azienda ascolta chi parla, e il risultato è che un operaio tedesco prende 2000€ x 14 mensilità, lavora in un ambiente pulito, può farsi un anno sabbatico, se va in gravidanza può stare a casa senza che qualcuno gli attribuisca etichette di fancazzista.

 

Se gli cali la paga di un 20% prende 1600€, se la cali del 20% a chi già fatica ad arrivare a fine mese, è la fame.

 

Qui in italia la fiat ha un indotto di microaziende in cui la sicurezza è quella cosa che c'è scritta sulla porta a spinta sotto le parole "uscita di", dove l'ambiente è malsano, si prendono 1000€ al mese per 13 mensilità se va bene, dove se sei donna e rimani incinta a fine maternità ti conviene licenziarti perchè se no scatta il mobbing (figliare è da traditori), se lavori in fiat mettono su dei capiturno fascisti e quindi ignoranti e filodirigenziali che pretenderebbero di trasformare una squadra di operai in un plotone...

Poi c'è chi va in malattia per vedersi i mondiali, e la fiom lo sa e non li difende (tralaltro ci sono due reati dietro 'sti comportamenti, e chi è che non denuncia? L'azienda, che lo dice perchè gli fa comodo l'avere un "manganello" mediatico da dare in testa a chi pensa che ci siano operai onesti, ma che non denuncia, un finto malato e un medico accondiscendente possono andare ad allargare le fila dei barboni, per quanto mi riguarda).

 

Questo E'.

 

E se non ci credi, vai a vederti un pò di aziende dell'indotto, io ci lavoro in un azienda terzista, non per fiat, e vedo come va.

 

Punto 1: Tu lavori in Fiat? Io lavoro in un'azienda terzista per grandi marche per l'abbigliamento (e non parlo di D&G e marchi fasulli) e sicuramente vedere il fatturato (quindi il lavoro) quadruplicare in due anni ha dei lati negativi sicuramente, ma mi ritengo fortunato di lavorare in questo periodo dove sono tutti col sedere all'aria.

Tu hai collegato che ci sono aziende dell'indotto FIAT che sono aziende della morte? Mi spieghi cosa centra FIAT? E' il tuo capo che non si impegna a rispettare le semplici regole della sicurezza. Non trovi? Oppure vuoi dare la colpa a Fiat a prescindere e non il tuo capo perchè non vuoi rimanere a casa? La sicurezza ti dico è un tuo diritto, ma non è colpa del tuo cliente se non hai la sicurezza, anzi grazie al tuo cliente porti a casa i soldi (e il tuo capo se rischi la vita)

 

Punto 2: in Germania, quando sono stati alla frutta e VW voleva delocalizzare all'estero, i sindacati hanno trattato (Io posto le cose ma tu non le leggi, anzi rispondi anche molto male), hanno sputato sangue ma sono riusciti a tenere la locomotiva di VW in casa e non all'estero. E adesso hanno sempre goduto di ottimi rapporti con la dirigenza (sono dentro nel consiglio) e continuano a fare scambi e trattare per guadagnare in produttività e in denaro (come tu hai ben descritto).

Ma la FIOM e company hanno mai proposto qualcosa in questo periodo di crisi? (e non dico "nuovi modelli di lancio" perchè come vedì OPEL ne ha sparati fuori una marea e fa meno di Fiat)

 

Aspetto l'elenco delle proposte...

Ma cosa vuoi trattare, se non c'è neanche il banco?

In Germania (e nel resto d'europa) hai un margine, qui NO.

Come fai a trovare un accordo tra due parti se una vuole pagare meno e far lavorare di più e l'altra non arriva a fine mese?

E' ovvio che si arrivi allo scontro.

Non c'è margine, in un paese con paghe da fame e welfare in caduta libera.

O credi che un operaio possa mangiare un pasto al giorno?

Non so, magari se marchionne si fa i baffetti e assume ebrei potremmo metter su un carrozzone nazista, che ne dici?

 

Sai cosa vuol dire lavorare duro e non arrivare a fine mese?

Sai dove va l'abnegazione e lavoglia di lavorare?

 

Ecco, io, che sono un operaiuo specializzato con 10anni di esperienza che non valgono una sega dato che non arrivo ai 1000€, si.

 

Quindi poche chiacchiere.

Postato

Certo in casa loro non fanno queste porcherie...

 

...ma la loro FIOM non sciopera per la guerra, per le pensioni, per il nucleare, per i dipendenti pubblici, per Berlusconi, per Vattalapesca!

 

"Germania, la rinascita dell’auto un mix di tagli, dialogo e ricerca HANNO RINUNCIATO ALLE CERTEZZE DI AUMENTI GARANTITI E HANNO MESSO SUL PIATTO ANCHE LA MOBILITa’; TRA SEDI E CITTA’; PUR DI SALVAGUARDARE I POSTI DI LAVORO

A volte le notizie migliori vengono non solo grazie a rinunce e sacrifici passati, ma anche portando nuove rinunce e sacrifici. E’ quanto sta succedendo nel mondo dell’industria automobilistica tedesca, la prima in Europa e di fatto la più competitiva nel mondo. La buona notizia è il volo delle vendite delle auto made in Germany, dalle più piccole Volkswagen basso di gamma fino alle più prestigiose e ipertecnologiche Bmw, Porsche, Mercedes, Audi. Volo delle vendite, per cui ecco rinunce e sacrifici: ferie di Natale e Capodanno accorciate negli impiantichiave, turni più lunghi per rincorrere gli ordini. Il sindacato - attenti, non un sindacato qualunque, bensì la IgMetall, il sindacato più potente e temuto del mondo - ci sta senza riserve. La sua priorità è mantenere sempre attivo un dialogo permanente con il padronato, in nome della difesa dei posti di lavoro. A costo di dire addio a ogni certezza di aumenti garantiti, a costo di accettare più lavoro e più mobilità senza aumenti. Il padronato ringrazia: qui nessuno parla di un’uscita dal Bdi, la Confindustria tedesca, o da Gesamtmetall, la Federmeccanica locale. A chiederlo, tutti la trovano un’assurda ipotesi fantapolitica. Che farebbe solo male. E non delocalizza: produce anche moltissimo all’estero (Polonia, Repubblica Cèca, Slovacchia, Usa, Cina, Brasile, Sudafrica, Vietnam eccetera) ma perché deve produrre e vendere sempre di più in tutto il mondo, non per chiudere le case madri.

"Se facciamo il confronto tra i numeri uno dell’auto del suo paese e del mio, caro signor corrispondente, insomma tra Fiat e Volkswagen, le differenze sono enormi. Volkswagen è riuscita da tempo a vincere e imporsi un processo di miglioramento continuo di produttività e competitività globale puntando sulla qualità e l’alto contenuto tecnologico del prodotto, e sul buon rapporto con un sindacato chiamato a cogestire sacrifici e successi, sicurezze e riforme profonde. Marchionne avrà le sue ragioni, comunque visto da qui, da noi, è un americano, non un tedesco. Il suo modello sembra puntare a più competitività semplicemente tagliando i costi. Rispetto la sua opinione, ma il nostro modello è diverso. E funziona". Nevicata siberiana su tutta la Bundesrepublik, mentre ascolto il professor Ferdinand Dudenhoeffer, docente all’università di Essen, massimo esperto in assoluto del mondo dell’auto tedesca. E’ lui il guru cui si rivolgono i media e i manager industriali, i leader politici e sindacali, insomma l’establishment del sistemapaese.

"Da noi sarebbe inimmaginabile che Volkswagen uscisse dalla Confindustria, da Gesamtmetall o dalla contrattazione collettiva. Porterebbe a Vw solo problemi con le industrie dell’indotto, con i sindacati che chiederebbero ancor più soldi, con i politici che sono presenti anche nel consiglio di sorveglianza. Idee simili porterebbero solo tumultuosi disordini. Lo stesso sarebbe anche a Mercedes o Bmw. Il contratto nazionale dei lavoratori dell’auto in Germania è ancorato a quello dei metalmeccanici, ma il comparto auto è tra quelli che paga i salari di gran lunga più alti. In questi giorni la stessa Cancelliera conservatrice Angela Merkel auspica che i lavoratori partecipino di più al boom dell’auto made in Germany con aumenti retributivi, insomma un premio ad anni di grande moderazione salariale e spirito di sacrificio che hanno consentito di superare crisi durissime". La cogestione (Mitbestimmung), il dialogo sindacatiimprenditori, è un valore costitutivo della democrazia fondata a Bonn nel 1949. Ma la grande prova venne all’inizio dei Novanta, quando costi in esplosione, modelli vecchi, concorrenza asiatica sembravano incanalare l’auto made in Germany verso un declino all’italiana. Ma il modello ha saputo rinnovarsi.

Il sindacato, ricorda il professor Dudenhoeffer, seppe capire che rinunce anche dure erano nell’interesse aziendale, nazionale, della società e dei lavoratori stessi. Dall’accordo salvalavoro del ’93 (orario corto e paga ridotta per evitare 30mila licenziamenti) fino alle 5.000 assunzioni a paga ridotta ma a posto sicuro per lanciare il minivan Touran producendolo in Germania e non in impianti all’estero.

Problemi drammatici, nei decenni passati, se ne sono visti. Mercedes commise l’errore madornale di gettare miliardi dalla finestra rilevando Chrysler e Mitsubishi, Bmw fece lo stesso con Rover, Porsche stava per fallire. Uscire dal tunnel fu dura per tutti. Ma ogni taglio è stato negoziato, tra imprenditori che hanno sempre scommesso sui dividendi del dialogo e sindacalisti cresciuti nella cultura della concertazione del capitalismo ben temperato, il modello renano tedesco. "L’idea di cercare di uscire insieme dalle crisi è molto più radicata da noi nota Dudenhoeffer Se qualcuno qui avanzasse come Marchionne troppe richieste che suonano unilaterali, si andrebbe all’escalation, sarebbe un problema per la pace sociale che è un segreto del nostro successo. Un segreto importante come la grande moderazione salariale dei sindacati. E le vecchie mitologie come la settimana di 35 ore sono state gettate alle ortiche a tempo dalle organizzazioni operaie. Poi un cancelliere socialdemocratico, Gerhard Schroeder, è riuscito con l’appoggio dei sindacati a imporre al suo partito e al paese dolorose riforme del welfare e più mobilità e flessibilità del lavoro e dei contratti. Fu una rivoluzione culturale per Spd e sindacati. Se avessimo cominciato solo oggi a incamminarci su quella strada imboccata già anni addietro, sarebbe stato troppo tardi. La globalizzazione non sta ad aspettarti come un passeggero attende l’autobus alla fermata, va avanti e basta".

Nelle grandi aziende, Vw soprattutto ma anche Bmw e Mercedes, parlano di ‘comanagement’, insomma un cointeressamento del sindacato alla gestione del gruppo secondo i più efficienti criteri del capitalismo moderno e secondo i principi dello Stato sociale, spina dorsale della democrazia tedesca. Nei momenti più difficili, alla Opel come alla Porsche, sono stati spesso i leader sindacali aziendali i personaggichiave nelle scelte più dure. Non lanciando scioperi ma negoziando tagli.

Da questo confronto esce male l’Italia e la sua industria dell’auto. "Confrontiamo Vw e Fiat dice Dudenhoeffer Vw è incredibilmente più forte. Negli ultimi dieci anni ha lavorato senza sosta al meglio sulla qualità del prodotto, sulla produttività (superiore di almeno il 1020% rispetto a ogni altro produttore di massa europeo), sui mercati mondiali, su grandi investimenti per tecnologia, qualità e presenza in Usa e Cina. Ha anche la fortuna di avere con Audi, e presto persino con Porsche, un marchio al livello di Bmw e Mercedes. Certo, Ferrari è perfetta ma piccola. Al confronto del peso e della ricaduta tecnologica di Audi per Vw, Alfa, Lancia o domani Chrysler mi sembra non bastino". Ci vogliono in ogni segmento di gamma prodotti ad alto contenuto tecnologico e quindi più redditizi. Tipo Golf, per intenderci. Il consumatore si fida, a New York come a Shanghai. E il circolo virtuoso spinge avanti l’auto made in Germany. Con tutti felici a bordo, padroni e sindacati."

 

http://www.ultimissi...atto-per-lauto/

 

In grassetto sono le diversità di un sindacato potente tedesco rispetto a quello politicizzato italiano.

Con il nuovo contratto Fiat steso da Marchionne (secondo decennio del XXI secolo) chiedeva questi sacrifici..

..in Germania gli stessi sacrifici erano proposti dal Sindacato già dagli anni 90.

 

E ogni cosa fatta in passato ha portato stabilità sociale oggi...e da noi? Se avevamo un Schroeder che riformava tutto il sistema pensionistico CGIL & co. avrebbe applaudito?

 

Finchè i Sindacati sono gestiti da POLITICI che vivono di SLOGAN non si va da nessuna parte.

 

I sindacati sono tutti da mandare a casa finchè sono politicizzati come sono ora!

 

Quelli tedeschi sono sindacati veri, dove associano l'azienda come una grande famiglia e non una continua lotta tra padrone e operaio!

 

Non vi rendete conto? io non dico che solo FIOM o CGIL sono così, ma anche tutti gli altri!

 

Ripeto, un vero sindacato modello (come quello tedesco citato) tratta con l'azienda e fa proposte per mantenere i posti di lavoro, mentre i sindacati canaglie fanno scioperi controproducenti per difendere i suoi stessi sindacalisti (un esempio, Pezzotta con i "successi sindacali" è dentro nell'UDC e Cofferati con i suoi "successi sindacali" è PD ed è diventato parlamentare europeo)

Vedi, il fatto è che in germania lo stato ascolta chi parla, l'azienda ascolta chi parla, e il risultato è che un operaio tedesco prende 2000€ x 14 mensilità, lavora in un ambiente pulito, può farsi un anno sabbatico, se va in gravidanza può stare a casa senza che qualcuno gli attribuisca etichette di fancazzista.

 

Se gli cali la paga di un 20% prende 1600€, se la cali del 20% a chi già fatica ad arrivare a fine mese, è la fame.

 

Qui in italia la fiat ha un indotto di microaziende in cui la sicurezza è quella cosa che c'è scritta sulla porta a spinta sotto le parole "uscita di", dove l'ambiente è malsano, si prendono 1000€ al mese per 13 mensilità se va bene, dove se sei donna e rimani incinta a fine maternità ti conviene licenziarti perchè se no scatta il mobbing (figliare è da traditori), se lavori in fiat mettono su dei capiturno fascisti e quindi ignoranti e filodirigenziali che pretenderebbero di trasformare una squadra di operai in un plotone...

Poi c'è chi va in malattia per vedersi i mondiali, e la fiom lo sa e non li difende (tralaltro ci sono due reati dietro 'sti comportamenti, e chi è che non denuncia? L'azienda, che lo dice perchè gli fa comodo l'avere un "manganello" mediatico da dare in testa a chi pensa che ci siano operai onesti, ma che non denuncia, un finto malato e un medico accondiscendente possono andare ad allargare le fila dei barboni, per quanto mi riguarda).

 

Questo E'.

 

E se non ci credi, vai a vederti un pò di aziende dell'indotto, io ci lavoro in un azienda terzista, non per fiat, e vedo come va.

 

Quello che hai scritto in linea di principio potrebbe anche essere condivisibile, ma vedi, alla base di tutto c'è, OGGI, una sostanziale differenza tra i sindacati stranieri e quelli Italiani ed è che all'estero, Germania compresa, i sindacati tutelano gli interessi dei lavoratori salvaguardando anche l'impresa, spesso essendo anche coinvolti in compartecipazioni azionarie e partecipando alle scielte aziendali, mediando, accettando anche qualche compromesso per il raggiungimento dell'obiettivo finale, cioè che esistano innanzitutto i posti di lavoro e che tutti i dipendenti ne traggano il massimo beneficio indipendentemente dalle mansioni.

 

Qui invece, si dice no a tutto, e per questioni di principio oramai anacronistiche, si è disposti anche a rischiare la chiusura totale, poi si sentono la coscienza a posto per aver condotto la trattativa per assicurare un paio di anni di mobilità o CIG. E al termine, spariscono nel nulla.

 

Sai quante persone conosco, visto il periodo, che hanno vissuto un esperienza così ? Per esempio una signora di 58 anni, in questi giorni sta per esaurire la mobilità, L'INPS dice che con la riforma Fornero non ha ancora maturato il diritto alla pensione, i sindacati sono spariti e lei è disperata. Allora, come la mettiamo ?? Se esiste un sindacato che può risolvergli la situazione, fammi il nome che glielo segnalo immediatamente.

 

Guarda, premesso che il sistema sindacale è meglio che esista, ovviamente, ma loro, insieme ai Politici e ad alcuni giornalisti, dovrebbero fare un bagno di umiltà e fare qualche corso di aggiornamento all'estero allo scopo di fargli capire che siamo nel 2012 e che se si guardassero in giro, scoprirebbero che le cose sono cambiate radicalmente.

 

Te lo dice uno che fino a una decina di anni fa lavorava in una multinazionale da 350-370 dipendenti, oggi, l'azienda è sempre la stessa, ma siamo stati lentamente, ma inesorabilmente ridotti a 9 dipendenti, sai quante ne ho viste ? Non lo immagini nemmeno e i sindacati dov'erano ??

Ehm, tu lo sai che in un paese (formalmente) democratico come il nostro siamo tutti soggetti alla Legge?

E che se la legge dice che la proprietà è più forte del sindacato (che poi magari non ha un Landini a capo...), la proprietà fa quella beneamata ceppa che vuole?

Non so, magari ti aspetti che il sindacato crei un esercito con cui eliminare gli oppositori?

 

IO, che non sono democratico nè formalmente nè praticamente, lo farei anche...

Ma pare che noi siamo una minoranza.

Postato

Certo in casa loro non fanno queste porcherie...

 

...ma la loro FIOM non sciopera per la guerra, per le pensioni, per il nucleare, per i dipendenti pubblici, per Berlusconi, per Vattalapesca!

 

"Germania, la rinascita dell’auto un mix di tagli, dialogo e ricerca HANNO RINUNCIATO ALLE CERTEZZE DI AUMENTI GARANTITI E HANNO MESSO SUL PIATTO ANCHE LA MOBILITa’; TRA SEDI E CITTA’; PUR DI SALVAGUARDARE I POSTI DI LAVORO

A volte le notizie migliori vengono non solo grazie a rinunce e sacrifici passati, ma anche portando nuove rinunce e sacrifici. E’ quanto sta succedendo nel mondo dell’industria automobilistica tedesca, la prima in Europa e di fatto la più competitiva nel mondo. La buona notizia è il volo delle vendite delle auto made in Germany, dalle più piccole Volkswagen basso di gamma fino alle più prestigiose e ipertecnologiche Bmw, Porsche, Mercedes, Audi. Volo delle vendite, per cui ecco rinunce e sacrifici: ferie di Natale e Capodanno accorciate negli impiantichiave, turni più lunghi per rincorrere gli ordini. Il sindacato - attenti, non un sindacato qualunque, bensì la IgMetall, il sindacato più potente e temuto del mondo - ci sta senza riserve. La sua priorità è mantenere sempre attivo un dialogo permanente con il padronato, in nome della difesa dei posti di lavoro. A costo di dire addio a ogni certezza di aumenti garantiti, a costo di accettare più lavoro e più mobilità senza aumenti. Il padronato ringrazia: qui nessuno parla di un’uscita dal Bdi, la Confindustria tedesca, o da Gesamtmetall, la Federmeccanica locale. A chiederlo, tutti la trovano un’assurda ipotesi fantapolitica. Che farebbe solo male. E non delocalizza: produce anche moltissimo all’estero (Polonia, Repubblica Cèca, Slovacchia, Usa, Cina, Brasile, Sudafrica, Vietnam eccetera) ma perché deve produrre e vendere sempre di più in tutto il mondo, non per chiudere le case madri.

"Se facciamo il confronto tra i numeri uno dell’auto del suo paese e del mio, caro signor corrispondente, insomma tra Fiat e Volkswagen, le differenze sono enormi. Volkswagen è riuscita da tempo a vincere e imporsi un processo di miglioramento continuo di produttività e competitività globale puntando sulla qualità e l’alto contenuto tecnologico del prodotto, e sul buon rapporto con un sindacato chiamato a cogestire sacrifici e successi, sicurezze e riforme profonde. Marchionne avrà le sue ragioni, comunque visto da qui, da noi, è un americano, non un tedesco. Il suo modello sembra puntare a più competitività semplicemente tagliando i costi. Rispetto la sua opinione, ma il nostro modello è diverso. E funziona". Nevicata siberiana su tutta la Bundesrepublik, mentre ascolto il professor Ferdinand Dudenhoeffer, docente all’università di Essen, massimo esperto in assoluto del mondo dell’auto tedesca. E’ lui il guru cui si rivolgono i media e i manager industriali, i leader politici e sindacali, insomma l’establishment del sistemapaese.

"Da noi sarebbe inimmaginabile che Volkswagen uscisse dalla Confindustria, da Gesamtmetall o dalla contrattazione collettiva. Porterebbe a Vw solo problemi con le industrie dell’indotto, con i sindacati che chiederebbero ancor più soldi, con i politici che sono presenti anche nel consiglio di sorveglianza. Idee simili porterebbero solo tumultuosi disordini. Lo stesso sarebbe anche a Mercedes o Bmw. Il contratto nazionale dei lavoratori dell’auto in Germania è ancorato a quello dei metalmeccanici, ma il comparto auto è tra quelli che paga i salari di gran lunga più alti. In questi giorni la stessa Cancelliera conservatrice Angela Merkel auspica che i lavoratori partecipino di più al boom dell’auto made in Germany con aumenti retributivi, insomma un premio ad anni di grande moderazione salariale e spirito di sacrificio che hanno consentito di superare crisi durissime". La cogestione (Mitbestimmung), il dialogo sindacatiimprenditori, è un valore costitutivo della democrazia fondata a Bonn nel 1949. Ma la grande prova venne all’inizio dei Novanta, quando costi in esplosione, modelli vecchi, concorrenza asiatica sembravano incanalare l’auto made in Germany verso un declino all’italiana. Ma il modello ha saputo rinnovarsi.

Il sindacato, ricorda il professor Dudenhoeffer, seppe capire che rinunce anche dure erano nell’interesse aziendale, nazionale, della società e dei lavoratori stessi. Dall’accordo salvalavoro del ’93 (orario corto e paga ridotta per evitare 30mila licenziamenti) fino alle 5.000 assunzioni a paga ridotta ma a posto sicuro per lanciare il minivan Touran producendolo in Germania e non in impianti all’estero.

Problemi drammatici, nei decenni passati, se ne sono visti. Mercedes commise l’errore madornale di gettare miliardi dalla finestra rilevando Chrysler e Mitsubishi, Bmw fece lo stesso con Rover, Porsche stava per fallire. Uscire dal tunnel fu dura per tutti. Ma ogni taglio è stato negoziato, tra imprenditori che hanno sempre scommesso sui dividendi del dialogo e sindacalisti cresciuti nella cultura della concertazione del capitalismo ben temperato, il modello renano tedesco. "L’idea di cercare di uscire insieme dalle crisi è molto più radicata da noi nota Dudenhoeffer Se qualcuno qui avanzasse come Marchionne troppe richieste che suonano unilaterali, si andrebbe all’escalation, sarebbe un problema per la pace sociale che è un segreto del nostro successo. Un segreto importante come la grande moderazione salariale dei sindacati. E le vecchie mitologie come la settimana di 35 ore sono state gettate alle ortiche a tempo dalle organizzazioni operaie. Poi un cancelliere socialdemocratico, Gerhard Schroeder, è riuscito con l’appoggio dei sindacati a imporre al suo partito e al paese dolorose riforme del welfare e più mobilità e flessibilità del lavoro e dei contratti. Fu una rivoluzione culturale per Spd e sindacati. Se avessimo cominciato solo oggi a incamminarci su quella strada imboccata già anni addietro, sarebbe stato troppo tardi. La globalizzazione non sta ad aspettarti come un passeggero attende l’autobus alla fermata, va avanti e basta".

Nelle grandi aziende, Vw soprattutto ma anche Bmw e Mercedes, parlano di ‘comanagement’, insomma un cointeressamento del sindacato alla gestione del gruppo secondo i più efficienti criteri del capitalismo moderno e secondo i principi dello Stato sociale, spina dorsale della democrazia tedesca. Nei momenti più difficili, alla Opel come alla Porsche, sono stati spesso i leader sindacali aziendali i personaggichiave nelle scelte più dure. Non lanciando scioperi ma negoziando tagli.

Da questo confronto esce male l’Italia e la sua industria dell’auto. "Confrontiamo Vw e Fiat dice Dudenhoeffer Vw è incredibilmente più forte. Negli ultimi dieci anni ha lavorato senza sosta al meglio sulla qualità del prodotto, sulla produttività (superiore di almeno il 1020% rispetto a ogni altro produttore di massa europeo), sui mercati mondiali, su grandi investimenti per tecnologia, qualità e presenza in Usa e Cina. Ha anche la fortuna di avere con Audi, e presto persino con Porsche, un marchio al livello di Bmw e Mercedes. Certo, Ferrari è perfetta ma piccola. Al confronto del peso e della ricaduta tecnologica di Audi per Vw, Alfa, Lancia o domani Chrysler mi sembra non bastino". Ci vogliono in ogni segmento di gamma prodotti ad alto contenuto tecnologico e quindi più redditizi. Tipo Golf, per intenderci. Il consumatore si fida, a New York come a Shanghai. E il circolo virtuoso spinge avanti l’auto made in Germany. Con tutti felici a bordo, padroni e sindacati."

 

http://www.ultimissi...atto-per-lauto/

 

In grassetto sono le diversità di un sindacato potente tedesco rispetto a quello politicizzato italiano.

Con il nuovo contratto Fiat steso da Marchionne (secondo decennio del XXI secolo) chiedeva questi sacrifici..

..in Germania gli stessi sacrifici erano proposti dal Sindacato già dagli anni 90.

 

E ogni cosa fatta in passato ha portato stabilità sociale oggi...e da noi? Se avevamo un Schroeder che riformava tutto il sistema pensionistico CGIL & co. avrebbe applaudito?

 

Finchè i Sindacati sono gestiti da POLITICI che vivono di SLOGAN non si va da nessuna parte.

 

I sindacati sono tutti da mandare a casa finchè sono politicizzati come sono ora!

 

Quelli tedeschi sono sindacati veri, dove associano l'azienda come una grande famiglia e non una continua lotta tra padrone e operaio!

 

Non vi rendete conto? io non dico che solo FIOM o CGIL sono così, ma anche tutti gli altri!

 

Ripeto, un vero sindacato modello (come quello tedesco citato) tratta con l'azienda e fa proposte per mantenere i posti di lavoro, mentre i sindacati canaglie fanno scioperi controproducenti per difendere i suoi stessi sindacalisti (un esempio, Pezzotta con i "successi sindacali" è dentro nell'UDC e Cofferati con i suoi "successi sindacali" è PD ed è diventato parlamentare europeo)

Vedi, il fatto è che in germania lo stato ascolta chi parla, l'azienda ascolta chi parla, e il risultato è che un operaio tedesco prende 2000€ x 14 mensilità, lavora in un ambiente pulito, può farsi un anno sabbatico, se va in gravidanza può stare a casa senza che qualcuno gli attribuisca etichette di fancazzista.

 

Se gli cali la paga di un 20% prende 1600€, se la cali del 20% a chi già fatica ad arrivare a fine mese, è la fame.

 

Qui in italia la fiat ha un indotto di microaziende in cui la sicurezza è quella cosa che c'è scritta sulla porta a spinta sotto le parole "uscita di", dove l'ambiente è malsano, si prendono 1000€ al mese per 13 mensilità se va bene, dove se sei donna e rimani incinta a fine maternità ti conviene licenziarti perchè se no scatta il mobbing (figliare è da traditori), se lavori in fiat mettono su dei capiturno fascisti e quindi ignoranti e filodirigenziali che pretenderebbero di trasformare una squadra di operai in un plotone...

Poi c'è chi va in malattia per vedersi i mondiali, e la fiom lo sa e non li difende (tralaltro ci sono due reati dietro 'sti comportamenti, e chi è che non denuncia? L'azienda, che lo dice perchè gli fa comodo l'avere un "manganello" mediatico da dare in testa a chi pensa che ci siano operai onesti, ma che non denuncia, un finto malato e un medico accondiscendente possono andare ad allargare le fila dei barboni, per quanto mi riguarda).

 

Questo E'.

 

E se non ci credi, vai a vederti un pò di aziende dell'indotto, io ci lavoro in un azienda terzista, non per fiat, e vedo come va.

 

Quello che hai scritto in linea di principio potrebbe anche essere condivisibile, ma vedi, alla base di tutto c'è, OGGI, una sostanziale differenza tra i sindacati stranieri e quelli Italiani ed è che all'estero, Germania compresa, i sindacati tutelano gli interessi dei lavoratori salvaguardando anche l'impresa, spesso essendo anche coinvolti in compartecipazioni azionarie e partecipando alle scielte aziendali, mediando, accettando anche qualche compromesso per il raggiungimento dell'obiettivo finale, cioè che esistano innanzitutto i posti di lavoro e che tutti i dipendenti ne traggano il massimo beneficio indipendentemente dalle mansioni.

 

Qui invece, si dice no a tutto, e per questioni di principio oramai anacronistiche, si è disposti anche a rischiare la chiusura totale, poi si sentono la coscienza a posto per aver condotto la trattativa per assicurare un paio di anni di mobilità o CIG. E al termine, spariscono nel nulla.

 

Sai quante persone conosco, visto il periodo, che hanno vissuto un esperienza così ? Per esempio una signora di 58 anni, in questi giorni sta per esaurire la mobilità, L'INPS dice che con la riforma Fornero non ha ancora maturato il diritto alla pensione, i sindacati sono spariti e lei è disperata. Allora, come la mettiamo ?? Se esiste un sindacato che può risolvergli la situazione, fammi il nome che glielo segnalo immediatamente.

 

Guarda, premesso che il sistema sindacale è meglio che esista, ovviamente, ma loro, insieme ai Politici e ad alcuni giornalisti, dovrebbero fare un bagno di umiltà e fare qualche corso di aggiornamento all'estero allo scopo di fargli capire che siamo nel 2012 e che se si guardassero in giro, scoprirebbero che le cose sono cambiate radicalmente.

 

Te lo dice uno che fino a una decina di anni fa lavorava in una multinazionale da 350-370 dipendenti, oggi, l'azienda è sempre la stessa, ma siamo stati lentamente, ma inesorabilmente ridotti a 9 dipendenti, sai quante ne ho viste ? Non lo immagini nemmeno e i sindacati dov'erano ??

 

Infatti i sindacati italiani sono politicizzati fino al buus del gnao...

 

I sindacati devono esserci, ma non possono essere delle fabbriche di politici (prettamente di sinistra), devono essere apolitici e con interessi costruttivi per l'azienda e protettivi per i lavoratori.

Senti, per caso compri anche tu quei faldoni di carta igienica marchiati Libero o Il Giornale?

Io no, finchè non li fanno doppio velo non mi vanno a genio.

Postato

Gioia, la FIOM è un sindacato, e un sindacato fa gli interessi dei lavoratori, non deve fare proposte.

E' come la Confindustria, fa i ccazzi degli industriali, chiacchiera tanto, ma poi cosa fa?

Fa i ###### degli industriali.

 

La FIOM di buono c'è che non chiacchiera, ma agisce.

 

Tanto per iniziare NON FA AFFATTO gli interessi dei lavoratori, ma i suoi.

Punto 2, per fare gli interessi dei lavoratori DEVE fare proposte, e proposte SERIE. I sindacati servono a dare un supporto ai lavoratori, una persona che non ha i fondamenti di economia, di finanza, di diritto a chi si rivolge per avere i suoi interessi tutelati? Al sindacato, che dovrebbe proporre ai lavoratori delle vie d'uscita dalla crisi, in TEORIA.

Confindustria, dal canto suo punta pure lei alla politica e poco all'economia, ma qui c'entra poco.

FIOM, in conclusione parla tanto, si guadagna le paginette sui giornali, fa casino e così facendo tiene in scacco le imprese e di riflesso l'intero paese. Ma gli interessi dei lavoratori dove sarebbero tutelati?

 

Comunque tornando al thread, considerare Marchionne un "idolo" rappresenta il capolinea del raziocinio! Basta farsi una ricerca sui suoi annunci non mantenuti proprio sui programmi Alfa per capire che quanto poco sia credibile... E non è una consolazione che sia un po' meglio di qualche suo predecessore.

Personalmente non idolatro nessuno. Mi sento però di dire che sia MOLTO meglio dei suoi predecessori. Al di là dei piani di produzione che vanno e non vanno (ma fatti un giro nel topic Audi per vedere cosa fa la concorrenza) ha risollevato un'azienda zombi, ha acquistato una delle big three, è tornato nel mercato USA, è entrato in quello Cina, rimette in ordine Pomigliano (io avrei chiuso e buttato ia la chiave al posto suo, sinceramente) e chiude pure in positivo.

La mia conclusione è che sia un ottimo manager, pur coi suoi pregi e difetti (ad esempio accentra troppo decisioni che spettano ad altri manager).

 

PS: la storia del picco di assenteismo del 50% a Pomigliano in occasione delle partite della nazionale è vera, purtroppo. :(

Ahah certo, la FIOM dovrebbe prendere le redini delle industrie, salvarle con proposte luminose, portarle al successo...

Certo.

 

LSD?

Psillocybe?

 

 

La fiom è un sindacato, non un manager.

Quello è minchionne.

 

Magari se gli viene di far qualcosa di serio, invece che puntare sui cessi americani in un periodo in cui la broda costa più del sangue, in un momento in cui anche VW fa delle scatolette come la Up!, si potrebbe dargli ragione...

 

Invece no, ma che bello il friimont, peccato che beve come un caterpillar da cava, ma è tanto béélo.

 

1000€ al mese dovrebbe prendere, così magari capisce che piega ha preso il mondo.

Postato

[...]speriamo che sia l'inizio di un cambiamento d rotta.

 

'spetta, che non mi ricordo il motivetto...

 

Com'è che muore quello che ha vissuto sperando?

:D :D

Postato

Quotone da 110% per El_Ventu...
Io invece lo quoto al 96/97% perché ha voluto strafare.....
Poi c'è chi va in malattia per vedersi i mondiali, e la fiom lo sa e non li difende
:D :D :D :lol: :lol: :lol: forte questa... Poi c'è quella di un italiano un francese un tedesco..." .

 

Vogliamo parlare dell'ingiustificato assenteismo a Pomigliano o Melfi?

Pomigliano:

- 14 Marzo 2003, protesta contro guerra in Iraq ed altre motivazioni (????) 630 lavoratori con certificato medico

- 9 Aprile 2004, sciopero contro ritmi di lavoro, 861 lavoratori con certificato medico

- 16 Novembre 2007, sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro, 471 lavoratori con certificato medico

 

Questi sono solo alcuni esempi. Sempre a Pomigliano, in caso di elezioni, guarda caso la produzione si ferma (o quasi) perche' gran parte dei lavoratori diventa scrutatore: nelle elezioni dell'Aprile 2005 sono stati presentati 1494 permessi elettorali (36,4% dell'organico) ai quali si vanno ad aggiungere gli ulteriori 1341 permessi per il referendum dello stesso anno.

 

Stessa cosa nel 2006: alle politiche 1726 dipendenti hanno improvvisamente riscoperto il loro senso civico. Nello stesso anno ci sono state le comunali (426 permessi) ed il referendum (1679 permessi, 37.3% del personale). Le votazioni si sono riaperte nell`Aprile del 2008 (1518 permessi), mentre nel 2010, per le regionali, nessuno ha richiesto niente in quanto c`era gia` la cassa integrazione.

 

Facciamo i calcoli: a Pomigliano, in media i dipendenti interessati sono stati assenti per 3 giorni, con un costo a carico di Fiat di 450 Euro per dipendente per tornata elettorale

 

Stessa cosa accade a Melfi, ma qui non sto a proporvi la lunga lista di numeri che vi ho proposto per Pomigliano. Vi riporto solo il record: elezioni amministrative Marzo 2010, 3085 permessi elettorali, 54% del personale assente.

 

Poi, non ho trovato alcun dato riferito all`assenteismo quando gioca in casa il Napoli che, ti assicuro, non e` una leggenda.

 

Poi tutti questi "vagabondi" purtroppo vanno inevitabilmente ad oscurare tutti quei lavoratori capaci e con voglia di lavorare che sicuramente sono presenti anche in questi stabilimenti, purtroppo. Questa e` di fatto la soluzione e FIOM come fa ad avere la faccia tosta per difendere i "diritti" di queste persone? Bisogna cambiare rotta!

E per contrastare il fenomeno malattie cosa fa l'azienda?

NIENTE.

 

Gli serve, è strutturale al sistema fiat;

Bisogna potersi lamentare di qualcosa, se avesse lavorato alla riduzione del problema (magari, che ne so, potrebbe iniziare a fare in modo da far lavorare bene la gente, e vedi che le mele marcie vengono a galla) avrebbe perso un arma fortissima.

 

Agli italiani, dalla campania in su, puoi dire che devi fare una certa cosa perchè (riassumendo) 'sti terroni campani non lavorano, mietendo buoni risultati...cioè recuperando consensi.

I discorsi seri non servono, in Italia.

Meglio la demagogia.

Postato

:rolleyes: ..qui, più che di cieca idolatria, trattasi oramai di banale adulazione surreale ... ^_^

Ah ecco.

:D ..come ulteriormente confermato e definitivamente acclarato dalle ultime minchionnate galattiche, come quella da guinness dei primati delle rubynate: "Firenze? ..una città piccola e povera!" :huh: :blink:

 

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

 

..uuuuuh, che mardepanza! :rolleyes:

Postato
Ma cosa vuoi trattare, se non c'è neanche il banco?

In Germania (e nel resto d'europa) hai un margine, qui NO.

Come fai a trovare un accordo tra due parti se una vuole pagare meno e far lavorare di più e l'altra non arriva a fine mese?

E' ovvio che si arrivi allo scontro.

Non c'è margine, in un paese con paghe da fame e welfare in caduta libera.

O credi che un operaio possa mangiare un pasto al giorno?

Non so, magari se marchionne si fa i baffetti e assume ebrei potremmo metter su un carrozzone nazista, che ne dici?

 

Sai cosa vuol dire lavorare duro e non arrivare a fine mese?

Sai dove va l'abnegazione e lavoglia di lavorare?

 

Ecco, io, che sono un operaiuo specializzato con 10anni di esperienza che non valgono una sega dato che non arrivo ai 1000€, si.

 

Quindi poche chiacchiere.

Fuori dalle chiacchere uno andrebbe a vedere cos'è successo a Pomigliano. Non si tratta di lavorare di più per meno, ma di guadagnarsi lo stipendio.

 

Ehm, tu lo sai che in un paese (formalmente) democratico come il nostro siamo tutti soggetti alla Legge?

E che se la legge dice che la proprietà è più forte del sindacato (che poi magari non ha un Landini a capo...), la proprietà fa quella beneamata ceppa che vuole?

Non so, magari ti aspetti che il sindacato crei un esercito con cui eliminare gli oppositori?

 

IO, che non sono democratico nè formalmente nè praticamente, lo farei anche...

Ma pare che noi siamo una minoranza.

Il problema è che di riffa o di raffa in questo paese formalmente democratico c'è poca gente che si fa un mazzo enorme e deve produrre anche per chi non fa niente. E alla fine ad essere protetto è il secondo.

 

Ahah certo, la FIOM dovrebbe prendere le redini delle industrie, salvarle con proposte luminose, portarle al successo...

Certo.

 

LSD?

Psillocybe?

 

 

La fiom è un sindacato, non un manager.

Quello è minchionne.

 

Magari se gli viene di far qualcosa di serio, invece che puntare sui cessi americani in un periodo in cui la broda costa più del sangue, in un momento in cui anche VW fa delle scatolette come la Up!, si potrebbe dargli ragione...

 

Invece no, ma che bello il friimont, peccato che beve come un caterpillar da cava, ma è tanto béélo.

 

1000€ al mese dovrebbe prendere, così magari capisce che piega ha preso il mondo.

No: la FIOM dovrebbe fare il suo lavoro di SINDACATO: proteggere l'operaio che lavora, eventualmente ANCHE dal suo collega fancazzista. Dovrebbe fare proposte invece che protestare e basta. Però è vero: per immaginare soltanto una sitazione del genere bisogna essere strafatti.

Quanto a Marchionne, i bilanci dicono che il suo lavoro lo fa e bene. Le vendite della Up, della Panda e del Freemont starebbero anche a dimostrarlo, volendo.

Però se vuoi possiamo continuare a raccontarci la storia del padrone e del proletario. :D

Postato
E per contrastare il fenomeno malattie cosa fa l'azienda?

NIENTE.

Contratto Pomigliano, e basta questo per stroncare le altre boiate.

Cos'hanno fatto invece i sindacati per proteggere chi lavora?

 

:D ..come ulteriormente confermato e definitivamente acclarato dalle ultime minchionnate galattiche, come quella da guinness dei primati delle rubynate: "Firenze? ..una città piccola e povera!" :huh: :blink:

 

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

 

..uuuuuh, che mardepanza! :rolleyes:

Per correttezza dovresti dire anche la provocazione di Renzi.

Resta che comunque Firenze è effettivamente piccola ed è povera. Nessuno ha parlato di arte o storia.

Io, per esempio, vengo dalla Firenze del Sud e, al netto di storia, arte ed architettura, mi trovo in una città piccola e povera. Dov'è il punto? Che la storia, l'arte e l'architettura risalgono ai tempi in cui la città piccola e povera non era. Non si vive solo di passato, purtroppo, e se manca lo spirito imprenditoriale l'arte finiscono per comprarsela i tedeschi che l'arte non sanno dove sia di casa ma piccoli e poveri non sono.

Postato

Quotone da 110% per El_Ventu...
Io invece lo quoto al 96/97% perché ha voluto strafare.....
Poi c'è chi va in malattia per vedersi i mondiali, e la fiom lo sa e non li difende
:D :D :D :lol: :lol: :lol: forte questa... Poi c'è quella di un italiano un francese un tedesco..." .

 

Vogliamo parlare dell'ingiustificato assenteismo a Pomigliano o Melfi?

Pomigliano:

- 14 Marzo 2003, protesta contro guerra in Iraq ed altre motivazioni (????) 630 lavoratori con certificato medico

- 9 Aprile 2004, sciopero contro ritmi di lavoro, 861 lavoratori con certificato medico

- 16 Novembre 2007, sciopero per il rinnovo del contratto di lavoro, 471 lavoratori con certificato medico

 

Questi sono solo alcuni esempi. Sempre a Pomigliano, in caso di elezioni, guarda caso la produzione si ferma (o quasi) perche' gran parte dei lavoratori diventa scrutatore: nelle elezioni dell'Aprile 2005 sono stati presentati 1494 permessi elettorali (36,4% dell'organico) ai quali si vanno ad aggiungere gli ulteriori 1341 permessi per il referendum dello stesso anno.

 

Stessa cosa nel 2006: alle politiche 1726 dipendenti hanno improvvisamente riscoperto il loro senso civico. Nello stesso anno ci sono state le comunali (426 permessi) ed il referendum (1679 permessi, 37.3% del personale). Le votazioni si sono riaperte nell`Aprile del 2008 (1518 permessi), mentre nel 2010, per le regionali, nessuno ha richiesto niente in quanto c`era gia` la cassa integrazione.

 

Facciamo i calcoli: a Pomigliano, in media i dipendenti interessati sono stati assenti per 3 giorni, con un costo a carico di Fiat di 450 Euro per dipendente per tornata elettorale

 

Stessa cosa accade a Melfi, ma qui non sto a proporvi la lunga lista di numeri che vi ho proposto per Pomigliano. Vi riporto solo il record: elezioni amministrative Marzo 2010, 3085 permessi elettorali, 54% del personale assente.

 

Poi, non ho trovato alcun dato riferito all`assenteismo quando gioca in casa il Napoli che, ti assicuro, non e` una leggenda.

 

Poi tutti questi "vagabondi" purtroppo vanno inevitabilmente ad oscurare tutti quei lavoratori capaci e con voglia di lavorare che sicuramente sono presenti anche in questi stabilimenti, purtroppo. Questa e` di fatto la soluzione e FIOM come fa ad avere la faccia tosta per difendere i "diritti" di queste persone? Bisogna cambiare rotta!

E per contrastare il fenomeno malattie cosa fa l'azienda?

NIENTE.

 

Gli serve, è strutturale al sistema fiat;

Bisogna potersi lamentare di qualcosa, se avesse lavorato alla riduzione del problema (magari, che ne so, potrebbe iniziare a fare in modo da far lavorare bene la gente, e vedi che le mele marcie vengono a galla) avrebbe perso un arma fortissima.

 

Agli italiani, dalla campania in su, puoi dire che devi fare una certa cosa perchè (riassumendo) 'sti terroni campani non lavorano, mietendo buoni risultati...cioè recuperando consensi.

I discorsi seri non servono, in Italia.

Meglio la demagogia.

 

Ma come fa l`azienda a risolvere questa situazione? Solo con misure restrittive! E sai benissimo anche tu che inferno si scatenerebbe in questo caso... :rolleyes:

 

Ti sbagli, io con i dati che ti ho riportato non volevo fare un discorso di terroni o di polentoni...io ti semplicemente riportato i dati di quelli stabilimenti che da sempre sono considerati i piu' critici dell'intera galassia Fiat!

Postato

E per contrastare il fenomeno malattie cosa fa l'azienda?

NIENTE.

Contratto Pomigliano, e basta questo per stroncare le altre boiate.

Cos'hanno fatto invece i sindacati per proteggere chi lavora?

 

:D ..come ulteriormente confermato e definitivamente acclarato dalle ultime minchionnate galattiche, come quella da guinness dei primati delle rubynate: "Firenze? ..una città piccola e povera!" :huh: :blink:

 

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

 

..uuuuuh, che mardepanza! :rolleyes:

Per correttezza dovresti dire anche la provocazione di Renzi.

Resta che comunque Firenze è effettivamente piccola ed è povera. Nessuno ha parlato di arte o storia.

Io, per esempio, vengo dalla Firenze del Sud e, al netto di storia, arte ed architettura, mi trovo in una città piccola e povera. Dov'è il punto? Che la storia, l'arte e l'architettura risalgono ai tempi in cui la città piccola e povera non era. Non si vive solo di passato, purtroppo, e se manca lo spirito imprenditoriale l'arte finiscono per comprarsela i tedeschi che l'arte non sanno dove sia di casa ma piccoli e poveri non sono.

 

Lascia perdere...tra l'uno e l'altro non so chi fa più pena...

 

...uno vive ancora nel pieno del '700 e l'altro crede ancora ai giornali (però solo quelli che vuole lui)

 

Voglio fare una provocazione...chissà come mai prima di essere invitato da Fazio nessuno non lo cagava di striscio.

 

....dopo quella sera dove il signor maglioncino ha detto una REALTA' 100% italiana, basta...per certe fazioni politiche è il demonio, il secondo Berlusconi.

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