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Marchionne é il mio idolo ..... Grandissimo


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...esilarante... a dir poco! Io non avrei saputo fare meglio.

E comunque ha fatto anche di più: "...(l'Alfa) non gliela dò!" Ha dichiarato con tono colorito. E poi: "Piuttosto che parlare tanto degli altri, si vadano a risolvere i loro problemi con SEAT da soli..."

"A quelli tra di voi che sono sul libro paga di Wolsburg chiedo di dire ai vostri proprietari tedeschi che l'Alfa Romeo non e' in vendita". "Il fatto di attaccarsi allo straniero come salvatore dell'Italia è la più grande pirlata che abbia mai sentito in vita mia".

 

E ancora: "Della Valle la smetta di rompere le scatole. Non parliamo di gente che fa borse, io faccio vetture. Dite a Della Valle - prosegue l'ad Fiat - che con quanto lui investe in un anno in ricerca e sviluppo noi non ci facciamo nemmeno una parte di un parafango".

 

Ora si spera solo che si prenda anche le responsabilità che comportano queste dichiarazioni...Perchè Io lo farei.

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Ho visto l intervento di Sergio su SKY . Fantastico l intervento relativo ad alfa e rivolto ai prezzolati di das fidanken in dialetto piemontese .

Meglio ancora l intervento in rompi scatolese su della valle.

 

 

Grande grande grande .... È adesso vai con i modelli alfa

Postato

minchionne dovrebbe produrre auto decenti, in italia, venderle, restituire allo stato tutti gli aiuti dati a fiat nell'ultimo secolo e poi, solo dopo, andarsene dove gli pare a produrre in brasile, in serbia, in polonia oppure in bangladesh...

 

del resto l'inghilterra ci dimostra chiaramente che si può benissimo vivere SENZA un'industria automobilistica patria! tantopiù se il passivo è dei contribuenti e i profitti servono a pagare cocaina e transessuali per lapo

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Che non voglia vendere Alfa ai crucchi mi sembra il minimo, Alfa ha nome e storia.

 

Se in futuro vedremo vere Alfa, e non Fiat sportivizzate o poco più, sarà probabilmente l'unica lode che potrò fare a Marchionne...

 

Poi stà sempre a lamentarsi, prima era colpa degli operai, poi della Fiom, adesso gli operai sono tutti buoni, ma il sistema no...

 

La verità è che ha preso ottimi aiuti promettendo un piano d'investimento mirabolante, e adesso tentenna sui fatti.

 

Che continuasse a prendere per il collo e per il culo la Serbia, ma smettesse di fare il cafone provocatorio in Italia con gli Italiani.

 

Che abbia grandi capacità è evidente, ha spillato soldi a Polonia, Serbia, ITALIA, USA, Messico e chissà chi altri, ma un signore, dietro le parole, porta i FATTI, non le scuse o i ritrattamenti...

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minchionne dovrebbe produrre auto decenti, in italia, venderle, restituire allo stato tutti gli aiuti dati a fiat nell'ultimo secolo e poi, solo dopo, andarsene dove gli pare a produrre in brasile, in serbia, in polonia oppure in bangladesh...

 

del resto l'inghilterra ci dimostra chiaramente che si può benissimo vivere SENZA un'industria automobilistica patria! tantopiù se il passivo è dei contribuenti e i profitti servono a pagare cocaina e transessuali per lapo

 

Forse i soldi allo Stato lì ha versati pagando l'assenteismo di molti operai, degli scioperi politicizzati, dei politici che non riescono a sviluppare le infrastrutture, nè in grado di attuare una politica per favorire lo sviluppo di infrastrutture e incentivi alle aziende serie e non mantenimento delle persone

 

Dalle mie parti si fanno più sagre che asfaltare le strade, la gente si lamenta che d'inverno non ci sono gli spalaneve ma vogliono più attività in paese a costo zero...insomma vogliono la botte piena e la moglie ubriaca

 

E' dagli anni 70 che è così...e più andiamo avanti e più si va indietro rispetto agli altri.

Politica energetica non c'è, riduzione della spesa pubblica a stento, evasione fiscale sempre alta, politica industriale zero,....

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minchionne dovrebbe produrre auto decenti, in italia, venderle, restituire allo stato tutti gli aiuti dati a fiat nell'ultimo secolo e poi, solo dopo, andarsene dove gli pare a produrre in brasile, in serbia, in polonia oppure in bangladesh...

 

del resto l'inghilterra ci dimostra chiaramente che si può benissimo vivere SENZA un'industria automobilistica patria! tantopiù se il passivo è dei contribuenti e i profitti servono a pagare cocaina e transessuali per lapo

Che non voglia vendere Alfa ai crucchi mi sembra il minimo, Alfa ha nome e storia.

 

Se in futuro vedremo vere Alfa, e non Fiat sportivizzate o poco più, sarà probabilmente l'unica lode che potrò fare a Marchionne...

 

Poi stà sempre a lamentarsi, prima era colpa degli operai, poi della Fiom, adesso gli operai sono tutti buoni, ma il sistema no...

 

La verità è che ha preso ottimi aiuti promettendo un piano d'investimento mirabolante, e adesso tentenna sui fatti.

 

Che continuasse a prendere per il collo e per il culo la Serbia, ma smettesse di fare il cafone provocatorio in Italia con gli Italiani.

 

Che abbia grandi capacità è evidente, ha spillato soldi a Polonia, Serbia, ITALIA, USA, Messico e chissà chi altri, ma un signore, dietro le parole, porta i FATTI, non le scuse o i ritrattamenti...

^_^ quotone galattico per entrambi!! ;) ..finalmente una ventata d'aria fresca, cominciavo a disperare... :D

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.... Politica energetica non c'è, riduzione della spesa pubblica a stento, evasione fiscale sempre alta, politica industriale zero,....

:rolleyes: ed ovviamente è tutta colpa dei comunistacci lavativi della FIOM, nevvero? :lol:

Postato

.... Politica energetica non c'è, riduzione della spesa pubblica a stento, evasione fiscale sempre alta, politica industriale zero,....

:rolleyes: ed ovviamente è tutta colpa dei comunistacci lavativi della FIOM, nevvero? :lol:

 

Certo che no, ma che proposte arrivano dalla FIOM? A parte tirare dentro VW in Italia cosa propone? Fammi l'elenco per favore...

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.... Politica energetica non c'è, riduzione della spesa pubblica a stento, evasione fiscale sempre alta, politica industriale zero,....

:rolleyes: ed ovviamente è tutta colpa dei comunistacci lavativi della FIOM, nevvero? :lol:

Certo che no, ma che proposte arrivano dalla FIOM? A parte tirare dentro VW in Italia cosa propone? Fammi l'elenco per favore...

..sai com'è micé, è un pelo arduo fare proposte quando si viene illegittimamente (ed anti-costituzionalmente) esclusi dalla rappresentanza aziendale, non ne convieni? :rolleyes:

Postato

Che non voglia vendere Alfa ai crucchi mi sembra il minimo, Alfa ha nome e storia.

 

Se in futuro vedremo vere Alfa, e non Fiat sportivizzate o poco più, sarà probabilmente l'unica lode che potrò fare a Marchionne...

 

Poi stà sempre a lamentarsi, prima era colpa degli operai, poi della Fiom, adesso gli operai sono tutti buoni, ma il sistema no...

 

La verità è che ha preso ottimi aiuti promettendo un piano d'investimento mirabolante, e adesso tentenna sui fatti.

 

Che continuasse a prendere per il collo e per il culo la Serbia, ma smettesse di fare il cafone provocatorio in Italia con gli Italiani.

 

Che abbia grandi capacità è evidente, ha spillato soldi a Polonia, Serbia, ITALIA, USA, Messico e chissà chi altri, ma un signore, dietro le parole, porta i FATTI, non le scuse o i ritrattamenti...

 

In Italia ha sempre rifiutato tutti gli aiuti e loha fatto ancora una volta ieri.

 

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.... Politica energetica non c'è, riduzione della spesa pubblica a stento, evasione fiscale sempre alta, politica industriale zero,....

:rolleyes: ed ovviamente è tutta colpa dei comunistacci lavativi della FIOM, nevvero? :lol:

Certo che no, ma che proposte arrivano dalla FIOM? A parte tirare dentro VW in Italia cosa propone? Fammi l'elenco per favore...

..sai com'è micé, è un pelo arduo fare proposte quando si viene illegittimamente (ed anti-costituzionalmente) esclusi dalla rappresentanza aziendale, non ne convieni? :rolleyes:

 

Certo...i poveretti della FIOM sanno di essere accolti a braccia aperte per i distruttori di un'azienda automobilistica concorrente...

 

http://blog.ilmanife...enza-sindacato/

 

E se poi se ne pentono???? :rolleyes: (SOTTOLINEO "In Germania" alla fine dell'articoletto)

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minchionne dovrebbe produrre auto decenti, in italia, venderle, restituire allo stato tutti gli aiuti dati a fiat nell'ultimo secolo e poi, solo dopo, andarsene dove gli pare a produrre in brasile, in serbia, in polonia oppure in bangladesh...

 

del resto l'inghilterra ci dimostra chiaramente che si può benissimo vivere SENZA un'industria automobilistica patria! tantopiù se il passivo è dei contribuenti e i profitti servono a pagare cocaina e transessuali per lapo

 

Forse i soldi allo Stato lì ha versati pagando l'assenteismo di molti operai, degli scioperi politicizzati, dei politici che non riescono a sviluppare le infrastrutture, nè in grado di attuare una politica per favorire lo sviluppo di infrastrutture e incentivi alle aziende serie e non mantenimento delle persone

 

Dalle mie parti si fanno più sagre che asfaltare le strade, la gente si lamenta che d'inverno non ci sono gli spalaneve ma vogliono più attività in paese a costo zero...insomma vogliono la botte piena e la moglie ubriaca

 

E' dagli anni 70 che è così...e più andiamo avanti e più si va indietro rispetto agli altri.

Politica energetica non c'è, riduzione della spesa pubblica a stento, evasione fiscale sempre alta, politica industriale zero,....

 

 

Ricordo la situazione di termini imerese. Marchionne non voleva vendere ma almeno chiedeva infrastrutture per far in modo che lo stabilimento non restasse una vera e propria cattedrale nel deserto. La mafia e Roma lo hanno impedito .

Postato

http://blog.ilmanife...enza-sindacato/

 

E se poi se ne pentono???? :rolleyes: (SOTTOLINEO "In Germania" alla fine dell'articoletto)

..assolutamente d'accordo sulla condotta deplorevole, ma se ci pensi è perchè negli USA si usa così da sempre o quasi <_< ma se noti in casa loro non s'azzardano a fare delle simili porcherie! B)

Postato

Certo in casa loro non fanno queste porcherie...

 

...ma la loro FIOM non sciopera per la guerra, per le pensioni, per il nucleare, per i dipendenti pubblici, per Berlusconi, per Vattalapesca!

 

"Germania, la rinascita dell’auto un mix di tagli, dialogo e ricerca HANNO RINUNCIATO ALLE CERTEZZE DI AUMENTI GARANTITI E HANNO MESSO SUL PIATTO ANCHE LA MOBILITa’; TRA SEDI E CITTA’; PUR DI SALVAGUARDARE I POSTI DI LAVORO

A volte le notizie migliori vengono non solo grazie a rinunce e sacrifici passati, ma anche portando nuove rinunce e sacrifici. E’ quanto sta succedendo nel mondo dell’industria automobilistica tedesca, la prima in Europa e di fatto la più competitiva nel mondo. La buona notizia è il volo delle vendite delle auto made in Germany, dalle più piccole Volkswagen basso di gamma fino alle più prestigiose e ipertecnologiche Bmw, Porsche, Mercedes, Audi. Volo delle vendite, per cui ecco rinunce e sacrifici: ferie di Natale e Capodanno accorciate negli impiantichiave, turni più lunghi per rincorrere gli ordini. Il sindacato - attenti, non un sindacato qualunque, bensì la IgMetall, il sindacato più potente e temuto del mondo - ci sta senza riserve. La sua priorità è mantenere sempre attivo un dialogo permanente con il padronato, in nome della difesa dei posti di lavoro. A costo di dire addio a ogni certezza di aumenti garantiti, a costo di accettare più lavoro e più mobilità senza aumenti. Il padronato ringrazia: qui nessuno parla di un’uscita dal Bdi, la Confindustria tedesca, o da Gesamtmetall, la Federmeccanica locale. A chiederlo, tutti la trovano un’assurda ipotesi fantapolitica. Che farebbe solo male. E non delocalizza: produce anche moltissimo all’estero (Polonia, Repubblica Cèca, Slovacchia, Usa, Cina, Brasile, Sudafrica, Vietnam eccetera) ma perché deve produrre e vendere sempre di più in tutto il mondo, non per chiudere le case madri.

"Se facciamo il confronto tra i numeri uno dell’auto del suo paese e del mio, caro signor corrispondente, insomma tra Fiat e Volkswagen, le differenze sono enormi. Volkswagen è riuscita da tempo a vincere e imporsi un processo di miglioramento continuo di produttività e competitività globale puntando sulla qualità e l’alto contenuto tecnologico del prodotto, e sul buon rapporto con un sindacato chiamato a cogestire sacrifici e successi, sicurezze e riforme profonde. Marchionne avrà le sue ragioni, comunque visto da qui, da noi, è un americano, non un tedesco. Il suo modello sembra puntare a più competitività semplicemente tagliando i costi. Rispetto la sua opinione, ma il nostro modello è diverso. E funziona". Nevicata siberiana su tutta la Bundesrepublik, mentre ascolto il professor Ferdinand Dudenhoeffer, docente all’università di Essen, massimo esperto in assoluto del mondo dell’auto tedesca. E’ lui il guru cui si rivolgono i media e i manager industriali, i leader politici e sindacali, insomma l’establishment del sistemapaese.

"Da noi sarebbe inimmaginabile che Volkswagen uscisse dalla Confindustria, da Gesamtmetall o dalla contrattazione collettiva. Porterebbe a Vw solo problemi con le industrie dell’indotto, con i sindacati che chiederebbero ancor più soldi, con i politici che sono presenti anche nel consiglio di sorveglianza. Idee simili porterebbero solo tumultuosi disordini. Lo stesso sarebbe anche a Mercedes o Bmw. Il contratto nazionale dei lavoratori dell’auto in Germania è ancorato a quello dei metalmeccanici, ma il comparto auto è tra quelli che paga i salari di gran lunga più alti. In questi giorni la stessa Cancelliera conservatrice Angela Merkel auspica che i lavoratori partecipino di più al boom dell’auto made in Germany con aumenti retributivi, insomma un premio ad anni di grande moderazione salariale e spirito di sacrificio che hanno consentito di superare crisi durissime". La cogestione (Mitbestimmung), il dialogo sindacatiimprenditori, è un valore costitutivo della democrazia fondata a Bonn nel 1949. Ma la grande prova venne all’inizio dei Novanta, quando costi in esplosione, modelli vecchi, concorrenza asiatica sembravano incanalare l’auto made in Germany verso un declino all’italiana. Ma il modello ha saputo rinnovarsi.

Il sindacato, ricorda il professor Dudenhoeffer, seppe capire che rinunce anche dure erano nell’interesse aziendale, nazionale, della società e dei lavoratori stessi. Dall’accordo salvalavoro del ’93 (orario corto e paga ridotta per evitare 30mila licenziamenti) fino alle 5.000 assunzioni a paga ridotta ma a posto sicuro per lanciare il minivan Touran producendolo in Germania e non in impianti all’estero.

Problemi drammatici, nei decenni passati, se ne sono visti. Mercedes commise l’errore madornale di gettare miliardi dalla finestra rilevando Chrysler e Mitsubishi, Bmw fece lo stesso con Rover, Porsche stava per fallire. Uscire dal tunnel fu dura per tutti. Ma ogni taglio è stato negoziato, tra imprenditori che hanno sempre scommesso sui dividendi del dialogo e sindacalisti cresciuti nella cultura della concertazione del capitalismo ben temperato, il modello renano tedesco. "L’idea di cercare di uscire insieme dalle crisi è molto più radicata da noi nota Dudenhoeffer Se qualcuno qui avanzasse come Marchionne troppe richieste che suonano unilaterali, si andrebbe all’escalation, sarebbe un problema per la pace sociale che è un segreto del nostro successo. Un segreto importante come la grande moderazione salariale dei sindacati. E le vecchie mitologie come la settimana di 35 ore sono state gettate alle ortiche a tempo dalle organizzazioni operaie. Poi un cancelliere socialdemocratico, Gerhard Schroeder, è riuscito con l’appoggio dei sindacati a imporre al suo partito e al paese dolorose riforme del welfare e più mobilità e flessibilità del lavoro e dei contratti. Fu una rivoluzione culturale per Spd e sindacati. Se avessimo cominciato solo oggi a incamminarci su quella strada imboccata già anni addietro, sarebbe stato troppo tardi. La globalizzazione non sta ad aspettarti come un passeggero attende l’autobus alla fermata, va avanti e basta".

Nelle grandi aziende, Vw soprattutto ma anche Bmw e Mercedes, parlano di ‘comanagement’, insomma un cointeressamento del sindacato alla gestione del gruppo secondo i più efficienti criteri del capitalismo moderno e secondo i principi dello Stato sociale, spina dorsale della democrazia tedesca. Nei momenti più difficili, alla Opel come alla Porsche, sono stati spesso i leader sindacali aziendali i personaggichiave nelle scelte più dure. Non lanciando scioperi ma negoziando tagli.

Da questo confronto esce male l’Italia e la sua industria dell’auto. "Confrontiamo Vw e Fiat dice Dudenhoeffer Vw è incredibilmente più forte. Negli ultimi dieci anni ha lavorato senza sosta al meglio sulla qualità del prodotto, sulla produttività (superiore di almeno il 1020% rispetto a ogni altro produttore di massa europeo), sui mercati mondiali, su grandi investimenti per tecnologia, qualità e presenza in Usa e Cina. Ha anche la fortuna di avere con Audi, e presto persino con Porsche, un marchio al livello di Bmw e Mercedes. Certo, Ferrari è perfetta ma piccola. Al confronto del peso e della ricaduta tecnologica di Audi per Vw, Alfa, Lancia o domani Chrysler mi sembra non bastino". Ci vogliono in ogni segmento di gamma prodotti ad alto contenuto tecnologico e quindi più redditizi. Tipo Golf, per intenderci. Il consumatore si fida, a New York come a Shanghai. E il circolo virtuoso spinge avanti l’auto made in Germany. Con tutti felici a bordo, padroni e sindacati."

 

http://www.ultimissi...atto-per-lauto/

 

In grassetto sono le diversità di un sindacato potente tedesco rispetto a quello politicizzato italiano.

Con il nuovo contratto Fiat steso da Marchionne (secondo decennio del XXI secolo) chiedeva questi sacrifici..

..in Germania gli stessi sacrifici erano proposti dal Sindacato già dagli anni 90.

 

E ogni cosa fatta in passato ha portato stabilità sociale oggi...e da noi? Se avevamo un Schroeder che riformava tutto il sistema pensionistico CGIL & co. avrebbe applaudito?

 

Finchè i Sindacati sono gestiti da POLITICI che vivono di SLOGAN non si va da nessuna parte.

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