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Pro o contro Nucleare???


Pro o contro Nucleare???  

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  1. 1. Sei favorevole o no al Nucleare In italia?

    • SI
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    • NO
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Postato

In questo momento sto approfondendo gli studi sulle energie alternative e quanto ci costano ne sentirete delle belle.

Ciccio per i raffronti... cerca il costo kw/ora del nucleare reale (cioè con tutti i costi post processo), ma difficilmente lo troverai...

i bistecconi che fanno tale analisi non sono riusciti a calcolarlo finora...

comunque se trovi qualcosa, ben venga, mi farebbe piacere capire....

 

Effettivamente non posso darti toro, il problema dipende dall'aleatorietà del costo dello "smaltimento" o stoccaggio delle scorie.

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Postato

Ciccio per i raffronti... cerca il costo kw/ora del nucleare reale (cioè con tutti i costi post processo), ma difficilmente lo troverai...

i bistecconi che fanno tale analisi non sono riusciti a calcolarlo finora...

Effettivamente non posso darti toro, il problema dipende dall'aleatorietà del costo dello "smaltimento" o stoccaggio delle scorie.

:huh: ..adesso capisco perchè sta nevicando così tanto a metà aprile... :blink:

 

:D :lol: :lol:

 

:P ..c'è voluto un annetto circa, ma forse che forse, almeno su questo punto siamo riusciti a raggiungere una posizione ragionevolmente condivisibile... :rolleyes: ..peccato che a seguito di questa ammissione, scommetto che non ci sarà, come sarebbe logico aspettarsi, anche l'ovvio riconoscimento che l'energia nucleare per uso civile è a tutti gli effetti un controsenso assoluto!! ^_^ :D

Postato

E ti sbagli altamente.

^_^ ..nel senso che allora ammetti che l'energia nucleare per uso civile è a tutti gli effetti un controsenso assoluto?!? :D

Postato

.... Il nucleare serve anche per uso civile :)

:D ..ed infatti ha subito smesso di nevicare... :lol: :lol:

 

:rolleyes: ..beata incoscienza!! :P

Postato

Effettivamente non posso darti toro, il problema dipende dall'aleatorietà del costo dello "smaltimento" o stoccaggio delle scorie.

che dal mio punto di vista è incalcolabile odiernamente...

 

in più resta il fatto che attualmente questo è ingestibile dalla politica italiana... basti pensare che non vi è ancora un deposito si stoccaggio delle scorie nazionali, dopo decenni di nucleare (ricordo che vi è anche quello di carattere medico-scientifico).

Postato

Ma perchè parliamo ancora di nucleare ?

 

http://cianciullo.blogautore.repubblica.it/2012/04/19/sicilia-60-di-elettricita-da-rinnovabili/

 

Dopo 4 anni di Fotovoltaico ed Eolico ..... spendiamo 6mld di € per le sovvenzioni ma ne risparmiamo 2 di tariffa di punta con costi in rapida discesa degli impianti ..... volete ancora aspettare 12-15 anni che una centrale entri in funzione ? Ormai nel bene o nel male è tardi.

Postato

Appunto : Pensa un pò nessuno degli scriventi c'è l'ha eppure già produce l'equivalente di una centrale nucleare in quattro anni di incentivi ... è costoso ma evita tanti costi "collaterali" tra cui l'adeguamento della rete

Postato

Appunto : Pensa un pò nessuno degli scriventi c'è l'ha eppure già produce l'equivalente di una centrale nucleare in quattro anni di incentivi ... è costoso ma evita tanti costi "collaterali" tra cui l'adeguamento della rete

 

Scusa ma sai almeno di cosa parli? Da quello che scrivi sembra proprio di no.

Sai quanti ettari di terreno di pannelli fotovoltaici ci vogliono per produrre la stessa energia che è in grado di produrra una centrale nucleare? Conosci i rendimenti?

Postato

Il fotovoltaico installato ad oggi produce l'equivalente di 1 delle centrali ipotizzate in italia

 

http://www.gse.it/it/Dati%20e%20Bilanci/GSE_Documenti/osservatorio%20statistico/Solare%20fotovoltaico%20-%20Rapporto%20Statistico%202010.pdf

 

Secondo i dati del GSE, il totale di potenza fotovoltaica installata in Italia ha raggiunto i 7 GW in Giugno di quest’anno. Tenendo conto della resa del fotovoltaico, che possiamo considerare intorno a 1200 ore equivalenti all’anno, questi impianti tutti insieme hanno una potenza media superiore a quella di un impianto nucleare tipico.

 

Gli ettari sono disponibili : Basta guardare quanti tetti liberi ci sono, il problema sono i costi solo che quelli del fotovoltaico li vedi subito e non ce ne sono di occulti

Postato

quanti anni avete? no realmente vi chiedo quanti anni avete?

sinceramente mi ricordavo questi "climi" alle scuole dell'obbligo.... :wacko:

 

dal mio punto di vista dovremmo parlare apertamente esponendo i nostri pro e contro, senza scendere a queste stupidaggini infantili....

 

vi ringrazio

Postato

allora parliamo nuovamente di dati certi ed acquisiti così coloro che leggono possono fari un idea della demenza di chi ancora è fautore del nucleare, parliamo solo del problema delle scorie sorvolando sulla pericolosità intrinseca delle centrali operaitve di cui potremo parlare più avanti

 

L'energia nucleare origina nel suo ciclo produttivo rifiuti che generalmente vengono chiamati scorie. La creazione dei rifiuti nucleari comincia nelle miniere d'uranio, prosegue nei centri di arricchimento e si conclude nelle centrali elettronucleari e negli impianti nucleari militari. Durante questo percorso vengono prodotti rifiuti nucleari che hanno la caratteristica di essere sempre altamente tossici: ci sono le scorie al plutonio, combustibili irradiati delle centrali nucleari estremamente pericolosi e destinati a restare attivi per migliaia di anni, e scorie "meno" pericolose che dimezzano la loro radioattività, e quindi il rischio, nel giro di pochi anni. Gli effetti di questi materiali sono noti: una irradiazione provocata da materiale contaminato può causare lo sviluppo di tumori o la nascita di bambini malformati. Com'è noto la malattia può svilupparsi anche parecchi anni dopo e colpisce a caso: nessuno può prevedere chi fra gli irraggiati verrà colpito né quando verrà colpito. Ma, a parte qualche caso sporadico, la scienza ammette l'estrema pericolosità delle scorie nucleari.

 

Si calcola che le scorie prodotte a livello mondiale dalle centrali elettronucleari e dagli impianti di arricchimento e ritrattamento del combustibile nel 2005 erano pari a circa 270mila tonnellate. Negli Stati Uniti si producono circa 2300 tonnellate di rifiuti nucleari ogni anno, in Francia 1200 tonnellate. Un problemino non da poco visto che... nessuno sa esattamente dove metterle! Il costo per la conservazione delle scorie è enorme, praticamente incalcolabile poiché si tratta di confinare in modo sicuro materiale che rimarrà attivo e pericoloso per migliaia di anni e nessuno ha mai progettato un sistema che deve restare impenetrabile per così tanto tempo. Attualmente si prospettano tre possibili soluzioni:

 

 

1) Confinamento a grandi profondità: è presentata come "la" soluzione al problema. In realtà il seppellimento solleva molteplici questioni: come sarà possibile garantire che i bidoni in cui verrebbero conservate le scorie resistano per così tanto tempo e non sversino all'esterno il loro terrificante contenuto? Come evitare i rischi d'intrusione umana? Chi può garantire la stabilità del sottosuolo per migliaia di anni?

2) Condizionamento e deposito di lunga durata in gallerie costruite in superficie dove le scorie dovrebbero rimanere, al massimo, per 300 anni. Si tratterebbe di depositi "temporanei": la soluzione del problema sarebbe rinviata ai nostri discendenti!

3) Separazione e trasmutazione: poiché è impossibile neutralizzare la radioattività si sta studiando la possibilità di "trasmutare" una parte degli elementi radioattivi in atomi stabili dalla vita più corta. Si tratterebbe di un procedimento complesso, proposto agli inizi degli anni '90 dall'americano Bowman e da Carlo Rubbia, che però rischia di creare, a sua volta, rifiuti pericolosi. Queste ricerche vengono considerate da molti scienziati come semplici ma costose curiosità di laboratorio!

 

La sola "messa in sicurezza", diciamo così, "provvisoria" delle scorie altamente tossiche costerà agli Stati Uniti circa 110 miliardi di dollari (al valore 1996). Dopo 25 anni di studi gli americani, che con circa 70mila tonnellate di scorie sono il paese con il maggior quantitativo di queste porcherie, hanno deciso di costruire un sito nazionale individuato in una cavità situata in profondità sotto lo Yucca Mountain, nel Nevada meridionale a circa 160 km da Las Vegas e nelle immediate vicinanze del Nevada Test Site dove fino a pochi anni fa venivano effettuati i test nucleari. Nei suoi tunnel dovrebbero essere conservati 11mila contenitori sigillati in modo da non rilasciare all'esterno le scorie provenienti dagli impianti elettronucleari e da quelli militari. Si tratta di un'operazione dai costi enormi ed enormemente complessa e pericolosa. Solo per gli studi preliminari del terreno e per il progetto sono stati spesi circa 7 miliardi di dollari; per la costruzione del deposito si prevede una spesa di circa 58 miliardi di dollari. Il materiale verrà trasferito dai 131 depositi "provvisori" attualmente attivi con 4600 viaggi via treno o autocarro che dovranno attraversare 44 Stati con i relativi rischi di incidente. L'opposizione, molto forte nel Nevada e fra gli ambientalisti, sostiene, fra l'altro, che quando il deposito sarà ultimato (forse nel 2015) si saranno accumulate talmente tante altre scorie che sarà necessario costruirne un altro. Ma dove?

I principali centri di stoccaggio in Europa si trovano a La Hague (Francia) e a Sellafield (Regno Unito). Si tratta di impianti che ritrattano le scorie nucleari per produrre nuovo combustibile nucleare; le scorie vengono cioè ridotte di quantità ma il problema non si risolve.

A Sellafield si trovano anche una parte delle scorie altamente radioattive prodotte fra il 1960 e il 1987 dalle centrali nucleari italiane. In Italia hanno funzionato quattro centrali (Caorso, Trino Vercellese, Latina e Garigliano), cinque impianti di ritrattamento del combustibile (Saluggia, Bosco Marengo, due a Casaccia e Trisaia), una dozzina di centri di ricerca (Varese, Torino, Legnaro, S. Piero a Grado, ecc.) oltre ad una decina di piccoli depositi (Milano, Udine, Forlì, Campobasso, Taranto, ecc.). In totale si dovrebbe trattare di circa 64mila metri cubi di scorie radioattive, la maggior parte dei quali (35mila) sono conservati nelle quattro vecchie centrali. Il resto è conservato negli altri siti, principalmente a Saluggia e Casaccia. Quando si individuò Scanzano come sito del deposito nucleare italiano si parlò di circa 80/90mila tonnellate di materiale radioattivo da conferire in Basilicata. Una cifra enorme perché comprensiva delle strutture provenienti dalla demolizione delle quattro centrali chiuse. A Scanzano la gente si è ribellata e non se ne è fatto di nulla. Ma il problema rimane, in Italia come nel resto del mondo. è sconcertante constatare che a più di mezzo secolo dal lancio del nucleare civile nessuno sa come risolvere il problema della messa in sicurezza dei rifiuti nucleari. Se non ci fossero pressanti interessi economici e militari basterebbe solo questa considerazione per scartare l'ipotesi nucleare. E invece...

 

Le categorie dei rifiuti nucleari

 

Bassa attività (1° grado): si tratta di materiali contaminati provenienti dallo smantellamento dei siti nucleari come macerie, calcestruzzo, infissi, ecc. Poco attivi ma spesso di lunga durata, questi rifiuti hanno dimensioni gigantesche.

Media attività (2° grado): la loro radioattività ha una durata media di circa 300 anni. Sono principalmente rifiuti tecnologici (guanti, vestiario, utensili, ecc.) rimasti contaminati durante il loro utilizzo. Le agenzia atomiche ritengono che potrebbe essere sufficiente stoccarli in depositi in "superficie".

Alta attività (3° grado): sono principalmente i rifiuti ad alta e altissima radioattività provenienti dal cuore del reattore. In essi si concentra una quantità enorme di radioattività. Rimangono pericolosi per migliaia se non per milioni di anni. Per questi rifiuti si sta studiando la possibilità di interrarli in cavità profonde.

 

Esistono poi altri rifiuti nucleari, non classificati dalle varie legislazioni nazionali come pericolosi, che vengono riutilizzati per la fabbricazione di beni di largo consumo come la lana di vetro, l'acciaio o la ceramica.

 

 

Il periodo radioattivo

 

Si tratta del tempo necessario perché il 50% degli atomi di un elemento si siano disintegrati. Così dopo due periodi ne resta il 25%, dopo tre periodi ne resta il 12,5%, e cosi via. Si stima che la radioattività sia quasi del tutto scomparsa dopo dieci periodi. Per il plutonio questo significa 241mila anni!

 

Radon 222 4 giorni

Iodio 131 8 giorni

Cesio 137 30anni

Carbonio 14 5500 anni

Plutonio 239 24100 anni

Uranio 234 245000 anni

Uranio 235 710 milioni di anni

Uranio 238 4,5 miliardi di anni

 

 

 

adesso cortesemente chi è che mi spiega dove sarebbe la convenienza di fare energia oggi e poi tenermi le scorie sotto casa per 4,5 miliardi di anni??????

 

aspetto dati grazie

Postato

quanti anni avete? no realmente vi chiedo quanti anni avete?

 

Appoggio in pieno: non ne vale la pena farsi venire questi mal di pancia per una discussione su un forum, per quanto avvincente sia, principi o meno (che poi di principi sono pieni i cimiteri). Tralaltro visto da fuori non è che sia un gran bello spettacolo

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