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parole di Papa Benedetto XVI


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Non so se abbiano colpito qualcuno le ultime vicende legate al discorso del Papa in Germania, che ha scatenato le polemiche del mondo arabo e islamico (certamente non proprio moderato).

Sinceramente non riesco a capire la necessità di alcune parole di quel discorso, che seppur logiche dal punto di vista teologico cristiano e che in parte condivido (es. nessuna guerra è santa), non era il caso di pronunciarle a tutto il mondo che non è tutto cristiano; nemmeno capisco tanti leader del mondo arabo, ai quali non conviene cercare pretesti per aumentare la contrapposizione e la tensione tra i due mondi, esagerando nelle reazioni di protesta, che possono sfociare in guerre di religione, che nulla hanno a che vedere con le religioni stesse.

 

Purtroppo non ho amici o conoscenti di religione islamica e non posso avere un dialogo e confronto con loro.

 

Riporto i passi del discorso del Papa all'Università di Ratisbona che ha causato le forti reazioni nel mondo islamico:

 

"Illustri Signori, gentili Signore!

 

È per me un momento emozionante stare ancora una volta sulla cattedra dell'università e una volta ancora poter tenere una lezione. I miei pensieri, contemporaneamente, ritornano a quegli anni in cui, dopo un bel periodo presso l'Istituto superiore di Freising, iniziai la mia attività di insegnante accademico all’università di Bonn. Era - nel 1959 - ancora il tempo della vecchia università dei professori ordinari. Per le singole cattedre non esistevano né assistenti né dattilografi, ma in compenso c'era un contatto molto diretto con gli studenti e soprattutto anche tra i professori. Ci si incontrava prima e dopo la lezione nelle stanze dei docenti. I contatti con gli storici, i filosofi, i filologi e naturalmente anche tra le due facoltà teologiche erano molto stretti. Una volta in ogni semestre c'era un cosiddetto dies academicus, in cui professori di tutte le facoltà si presentavano davanti agli studenti dell'intera università, rendendo così possibile una vera esperienza di universitas: il fatto che noi, nonostante tutte le specializzazioni, che a volte ci rendono incapaci di comunicare tra di noi, formiamo un tutto e lavoriamo nel tutto dell'unica ragione con le sue varie dimensioni, stando così insieme anche nella comune responsabilità per il retto uso della ragione - questo fatto diventava esperienza viva. L'università, senza dubbio, era fiera anche delle sue due facoltà teologiche. Era chiaro che anch'esse, interrogandosi sulla ragionevolezza della fede, svolgono un lavoro che necessariamente fa parte del "tutto" dell'universitas scientiarum, anche se non tutti potevano condividere la fede, per la cui correlazione con la ragione comune si impegnano i teologi. Questa coesione interiore nel cosmo della ragione non venne disturbata neanche quando una volta trapelò la notizia che uno dei colleghi aveva detto che nella nostra università c'era una stranezza: due facoltà che si occupavano di una cosa che non esisteva - di Dio. Che anche di fronte ad uno scetticismo così radicale resti necessario e ragionevole interrogarsi su Dio per mezzo della ragione e ciò debba essere fatto nel contesto della tradizione della fede cristiana: questo, nell'insieme dell'università, era una convinzione indiscussa.

 

Tutto ciò mi tornò in mente, quando recentemente lessi la parte edita dal professore Theodore Khoury (Münster) del dialogo che il dotto imperatore bizantino Manuele II Paleologo, forse durante i quartieri d'inverno del 1391 presso Ankara, ebbe con un persiano colto su cristianesimo e islam e sulla verità di ambedue. Fu poi probabilmente l'imperatore stesso ad annotare, durante l'assedio di Costantinopoli tra il 1394 e il 1402, questo dialogo; si spiega così perché i suoi ragionamenti siano riportati in modo molto più dettagliato che non le risposte dell'erudito persiano. Il dialogo si estende su tutto l'ambito delle strutture della fede contenute nella Bibbia e nel Corano e si sofferma soprattutto sull'immagine di Dio e dell'uomo, ma necessariamente anche sempre di nuovo sulla relazione tra le "tre Leggi": Antico Testamento - Nuovo Testamento - Corano. Vorrei toccare in questa lezione solo un argomento - piuttosto marginale nella struttura del dialogo - che, nel contesto del tema "fede e ragione", mi ha affascinato e che mi servirà come punto di partenza per le mie riflessioni su questo tema.

 

Nel settimo colloquio (διάλεξις - controversia) edito dal prof. Khoury, l'imperatore tocca il tema della jihād (guerra santa). Sicuramente l'imperatore sapeva che nella sura 2, 256 si legge: "Nessuna costrizione nelle cose di fede". È una delle sure del periodo iniziale in cui Maometto stesso era ancora senza potere e minacciato. Ma, naturalmente, l'imperatore conosceva anche le disposizioni, sviluppate successivamente e fissate nel Corano, circa la guerra santa. Senza soffermarsi sui particolari, come la differenza di trattamento tra coloro che possiedono il "Libro" e gli "increduli", egli, in modo sorprendentemente brusco, si rivolge al suo interlocutore semplicemente con la domanda centrale sul rapporto tra religione e violenza in genere, dicendo: "Mostrami pure ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverai soltanto delle cose cattive e disumane, come la sua direttiva di diffondere per mezzo della spada la fede che egli predicava". L'imperatore spiega poi minuziosamente le ragioni per cui la diffusione della fede mediante la violenza è cosa irragionevole. La violenza è in contrasto con la natura di Dio e la natura dell'anima. "Dio non si compiace del sangue; non agire secondo ragione (σὺν λόγω) è contrario alla natura di Dio. La fede è frutto dell'anima, non del corpo. Chi quindi vuole condurre qualcuno alla fede ha bisogno della capacità di parlare bene e di ragionare correttamente, non invece della violenza e della minaccia. Per convincere un'anima ragionevole non è necessario disporre né del proprio braccio, né di strumenti per colpire né di qualunque altro mezzo con cui si possa minacciare una persona di morte.".

 

L'affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. L'editore, Theodore Khoury, commenta: per l'imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest'affermazione è evidente. Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza. In questo contesto Khoury cita un'opera del noto islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazn si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l'uomo dovrebbe praticare anche l'idolatria.

 

Per leggere integralmante il testo del discorso:

http://www.oecumene.radiovaticana.org/it1/...olo.asp?c=94879

 

La contrapposizione tra il mondo detto occidentale e quello islamico è uno dei problemi più difficili e delicati da risolvere per il progresso dell'intera umanità e fino ad ora le soluzioni adottate dall'una e dall'altra parte non hanno fatto altro che peggiorare le cose.

 

Buona domenica

 

 

Max

 

P.S.

Spero se l'argomento interessa che possa essere trattato senza trascendere con toni sopra le righe ma con spirito costruttivo.

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Postato

:D bhe che queto Papa fosse un integralista lo si sapeva non mi stupisce anzi ci ha messo troppo a esprimersi ha passato tutti questi mesi a imitare giovanni paolo II un grande Papa tollerante e diplomatico difatti Giovanni paolo II e Ratsinger hanno litigato molte volte per via delle posizioni concilianti di giovanni paolo II.

Questo è il vero ratsinger che sono sicuro che ridurrà al minimo i tentativi di conciliazione con le altre fedi CRISTIANE.

Postato

Nel corso dell'Angelus, Benedetto XVI si è detto "vivamente rammaricato" per aver offeso con le sue parole pronunciate in Germania il mondo Islamico. "Il testo citato, ritenuto offensivo per la sensibilità dei credenti musulmani, non esprime il mio pensiero. Spero che questo serva a placare gli animi e invito ad un dialogo aperto e sincero

 

mamma mia Papa da cosi poco tempo e gia prende le trasse dei Ns politici :D

Postato

nulla da eccepire sulla qualità della persona

e sono anche convito che sia uno dei pochi

che crede fermamente in ciò che dice, ma

purtroppo siamo davanti ad un uomo che

si è formato leggendo polverosi libri di

teologia, e non ha la minima idea delle

difficoltà che la vita pone a noi poveri

mortali.

Postato

Questi musulmani che fanno baldoria per quanto detto dal Papa sono soltanto un mucchio di degenerati, terroristi. E siamo alle solite.

In quella zona sono il 99% ad essere così.

 

Saluti

Postato

caro ziobertex,

ma secondo te condannare la violenza significa essere integralisti ??? essere contro la guerra significa essere ottusi e retrogradi ??? a me sembra il contrario...

A me sembra ke tu sia il retrogrado...ragioni ancora cm un bambino, vuoi ke tutti la pensino cm te e se nn la pensano cm te vanno presi a botte...

In qst mondo nn andremo mai tutti d'accordo, ma nn x qst io autorizzo la violenza contro ki nn la pensa cm me !!! Se Benedetto XVI pensa ke l'Islam usi solo la violenza x imporsi ,può benissimo pensarlo e dirlo e nn deve rendere conto a nessuno !!!

Ma visto ke l'Islam invece d confrontarsi sa solo minacciare...a me sembra ke abbia ragione il Papa..

nn trovi???

Postato

già... e magari di là pensano che il 99% di noi occidentali siamo un mucchio di degenerati che vogliamo esportare democrazia dappertutto....

 

il papa, come ogni capo di stato, deve saper dire quello che vuol dire ....

Postato

il papa può dire ciò che vuole ma i fatti

gli danno torto , perchè è stata proprio

la chiesa in passato a sporcarsi le mani

di sangue islamico con le crociate, quando

i crociati invadevano una citta non lasciavano

in piedi un solo muro e tutti gli abitanti

maschi venivano uccisi, le donne violentate e

poi uccise, non credo che l'Islam attuale sia

molto diverso dalla chiesa del passato.

 

penso che l'Islam andrà incontro alla stessa

evoluzione storica della chiesa cattolica e

che nel futuro si depurerà degli estremismi

diventando moderato.

ma questo percorso richiede tempo.

Postato

Purtroppo non ho amici o conoscenti di religione islamica e non posso avere un dialogo e confronto con loro.

Ho amici e conoscenti di fede islamica. Loro sanno come la penso. Non c'è modo di avere un dialogo con loro. O parli d'altro o ci litighi di brutto. Quindi meglio parlare d'altro. Non sono terroristi o delinquenti, sono normalissime persone, lavoratori e si parla di cibo, thè e cavolate di qualunque tipo. Ma non di religione. Perchè comunque, tutti sono al limite dell'integralismo.

Postato

infatti ha detto che non era ul suo pensiero il Papa quindi :huh: si è reso conto che quello che ha detto ha dato motivo ai fanatici di scatenare un casino senza fine.

Da un tronde non serve un genio a capire che frange di queste popolazioni non aspettano altro e servirle su un piatto d'argento e da cretini.

Postato

Certe manifestazioni di intolleranza e di estremismo mi fanno letteralmente schifo..

Leggere frasi deliranti tipo "conquisteremo Roma"...ma cosa volete conquistare...statevene a casa vostra imbecilli, qui non siete graditi.

Spendere tante e tali energie per questioni religiose ( ??) fa capire, più di tante parole spese per loro, quanto siano esseri inferiori e non degni di abitare il nostro stesso pianeta.

Postato

essendo in tema, dato che la Fallaci e' appena morta, m'e' tornata costantemente in mente la parola EURABIA, coniata da lei nel secondo libro della "rabbia e orgoglio"... e c'e' tanto su cui riflettere in questa semplice parola....

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