El_Ventu Postato 8 Febbraio 2014 Report Postato 8 Febbraio 2014 No, un attimo, vediamo di chiarire un attimino... L'Euro può essere un problema come no. Non è solo una moneta, implicitamente l'esserci entrati presuppone l'accettazione di una serie di regole. Regole che, per vari motivi, non abbiamo mai rispettato. Regole che, in ogni caso, hanno un costo proporzionale al "dissesto" dei conti di ogni stato. Entrare nell'euro ci ha aperto i mercati. Allo stesso tempo, ci ha legato le mani in merito alle politiche da seguire per la riduzione del debito pubblico. Il problema non è l'euro in se, per noi, ma il fatto che ci siamo entrati con un paese corrotto, indebitato e mal governato e con un fisco pesantissimo. Il sistema Euro semplicemente ti costringe a star dentro certi parametri, se non ci stai paghi di più la moneta, cosa che ti fa andare ancor più fuori parametri, praticamente l'evasione fa aumentare il costo del denato, che fa aumentare l'evasione e avanti. Avere la sovranità monetaria ti permette di svalutare, e svalutare è un salvagente. Non tiratemi fuori il fatto che si è svalutato a nastro negli anni 70, per il semplice motivo che si è svalutato gonfiando il debito (non come misura d'emergenza ma strutturale, quella si a fini elettorali). Quello che la gente non vuole capire, è che in un paese come l'italia, priva di risorse, un sistema che dia benessere a tutti può funzionare solo in un modo. Deve redistribuire la ricchezza. E distribuire la ricchezza vuol dire che oltre un tot semplicemente non puoi accumulare, vai oltre ad un certo limite e ti sego con una tassazione sul patrimonio, e se pensi di andartene non c'è problema, come Stato ti sequestro i capitali, se fai conti all'estero idem, e ti mando ai servizi sociali, se hai un'industria e vuoi delocalizzare la statalizzo. Ma siamo tanto cretini, l'italiano medio brama di poter diventare ricco, e allora, galleggiando nei suoi sogni, vota i ricchi come se fossero suoi amici. Quote
Umbi Postato 10 Febbraio 2014 Report Postato 10 Febbraio 2014 Mha ..... il problema è che l'euro ha dei costi (Parlamento e relativi parlamentari) ... e dei vantaggi tra i quali gli aiuti alle zone depresse (Che l'Italia puntualmente perde causa macchina statale non funzionante, e dato che per farla funzionare devi "oliare" e nessuno nella comunità europea si sogna di farlo ) che l'Italia non usa .... vedi pubblica amministrazione e relativa inefficienza/corruzione. Il problema della mancata competitività e dovuto ai costi della macchina pubblica gonfiata a dismisura con stipendi pubblici (Quelli si) anche oltre la media europea, vedi dipendenti Senato Camere, Guistizia, Militari (Non scolastici) ecc. ecc. ...... Oltre al proliferare di "Poltronifici" vari con tutti gli annessi e connessi del caso. Quote
Pinkus Postato 10 Febbraio 2014 Report Postato 10 Febbraio 2014 Per caso sono capitato sulla pagina che vi linko http://lucabottura.net/2014/02/10/a-noi-cha-rovinato-leuro/ ed improvvisamente ho pensato a questo topic, mi pare ci caschi a fagiolo Quote
marimasse Postato 11 Febbraio 2014 Report Postato 11 Febbraio 2014 ...L'Euro può essere un problema come no. Non è solo una moneta, implicitamente l'esserci entrati presuppone l'accettazione di una serie di regole. Regole che, per vari motivi, non abbiamo mai rispettato. Regole che, in ogni caso, hanno un costo proporzionale al "dissesto" dei conti di ogni stato... Indubbiamente l'ottica secondo cui l'euro sarebbe colpevole dei nostri mali è parecchio seducente. Sembra quasi che prima di entrare nell'euro noi avessimo i conti in ordine e fossimo diligenti, abituati a fare sempre passi di lunghezza compatibile con quella delle gambe, sempre attenti a non fare scelte o mosse tali da innescare possibili problemi finanziari a medio o lungo termine e così via. Poi, DOPO l'ingresso nell'euro e a CAUSA di tale ingresso, ALTRE persone, straniere e malvagie, ci avrebbero appioppato debiti e problemi che nulla avevano a che fare con noi, comportandosi insomma come una specie di medico criminale che premeditatamente attira con l'inganno nel suo ambulatorio una persona perfettamente sana e poi la lega a un letto e le inietta un virus mortale. Questo punto di vista, guarda caso, piace assai, tanto è vero che chiunque lo proponga raccoglie senza difficoltà applausi (e voti). Però, a mio modesto avviso, per essere davvero convinti che le cose stiano così, specie se se si è superata l'adolescenza e si dispone di un minimo di memoria funzionante, ci vuole non poca... creatività. Quote
Pinkus Postato 12 Febbraio 2014 Report Postato 12 Febbraio 2014 Aggiungo anche che sto ritornello di poter svalutare la moneta, stampandone alla bisogna, per sostenere l'export ha anche un po' rotto i maroni. E' una gran cosa avere la sovranità monetaria, perché in condizioni contingenti si possono usare manovre monetarie di sostegno all'economia, ma fatto come si faceva in Italia (dunque sistematico) mi pare posticipare all'infinito il problema (peccato non si possa posticipare all'infinito, però...). Il problema europeo, semmai, è non avere contemporaneamente una struttura di governo vero, oltre la sovranità monetaria, che dovrebbe agire di concerto con la politica economica. Invece abbiamo n stati ognuno con la propria politica economica (e non solo economica), chiaramente orientata al proprio interesse nazionale, ma una politica monetaria "unica" (unica per modo di dire, nel senso che ognuno certa di tirarla verso i propri interessi, ma almeno è una sintesi di diverse istanze) Quote
marimasse Postato 13 Febbraio 2014 Report Postato 13 Febbraio 2014 ...E' una gran cosa avere la sovranità monetaria, perché in condizioni contingenti si possono usare manovre monetarie di sostegno all'economia, ma fatto come si faceva in Italia (dunque sistematico) mi pare posticipare all'infinito il problema (peccato non si possa posticipare all'infinito, però...)... Anch'io, pur non essendo affatto esperto in questioni macro-economiche (già ho il mio bel da fare con la micro-economia personale e domestica...), ho l'impressione che la disinvolta fiducia da molti riposta nel... meccanismo della "svalutazione alla bisogna" sia parecchio immeritata. D'altra parte sembra essere molto diffusa (e persino normale, ovvia, ordinaria) la tendenza a riporre immeritata e poco sensata fiducia nella sistematica applicazione di metodi che per loro stessa natura dovrebbero essere stra-ordinari, ovvero applicati in rare situazioni di emergenza e applicati per un periodo di tempo assai limitato perché altrimenti gli effetti collaterali negativi (inevitabilmente inclusi nel pacchetto) prendono il sopravvento e diventano assai più dannosi del malanno di partenza. Un po' come accade in medicina, con certi farmaci o trattamenti parecchio invasivi; il fatto che dopo una brutta frattura l'assunzione temporanea di massicce dosi di potenti antidolorifici porti innegabile sollievo e permetta di superare la fase critica senza eccessiva sofferenza NON significa certo che si possano tenere quegli antidolorifici sempre a portata di mano assumendoli ogniqualvolta si hanno dei dolori o addirittura assumendoli quotidianamente a scopo preventivo. In fin dei conti quando si entra a far parte di una qualsiasi entità collettiva (società, condominio, squadra lavorativa o sportiva, comunità, forum in rete...) si hanno da un lato dei vantaggi e dall'altro delle regole da rispettare; le regole, proprio in quanto tali, inevitabilmente costituiscono VINCOLI o LIMITI alla propria libertà. Entro nella congrega perché ritengo che la cosa mi porti dei vantaggi e in cambio di quei vantaggi sono disposto a rispettare le regole; PRETENDO però che esse vengano rispettate da tutti gli appartenenti alla congrega stessa. Credo che chiunque di noi, nel momento in cui dovesse fondare una società nella quale riversare una buona quantità di denari propri, pretenderebbe da tutti gli altri soci il rigido impegno a gestire i conti in maniera corretta; credo anche che se sapessimo che uno dei soci, la cui presenza tutto sommato ci è gradita e anche conveniente, ha la tendenza a indebitarsi con disinvoltura ed entra nella società con una situazione finanziaria traballante, non solo pretenderemmo da lui ogni sorta di garanzie sulle mosse future ma lo terremmo anche costantemente sott'occhio, preoccupati dalle ricadute sulla società (e quindi anche sui nostri quattrini) di un suo eventuale mancato mantenimento delle promesse. O no? Quote
Pinkus Postato 13 Febbraio 2014 Report Postato 13 Febbraio 2014 Corretto, è aggiungo anche che tecnicamente una banconota, che non ha alcun valore intrinseco, altro non è che una promessa di pagamento a vista, dunque a sua volta rappresenta un debito, così come una cambiale (da decenni non esiste più la base aurea a garanzia delle banconote emesse). Se però il giochino della stampa ab libitum si protrae troppo, rischia di diventare un debito inesigibile, ergo si passa da cartamoneta a cartastraccia. Quote
Post consigliati
Partecipa alla discussione
Puoi scrivere ora e registrarti in seguito. Se hai un account, accedi ora