pao81 Postato 18 Giugno 2013 Report Postato 18 Giugno 2013 il problema non sono i ciclisi (almeno non tutti, gli stupidi sono ovunque), ma la mancanza di piste ciclabili... Non è del tutto vero. I ciclisti della domenica, quelli che si vestono come i professionisti e vanno in giro in gruppo non andrebbero mai sulle piste ciclabili Quote
numanese Postato 18 Giugno 2013 Report Postato 18 Giugno 2013 confermo, a Numana hanno fatto la pista e i ciclisti in tutina non la usano, quelli che la usano camminano sopra la riga gialla, intralciando come se fossero in strada... Poi nessuno sa che l'utilizzo è obbligatorio e che nella fattispecie quella pista è a doppio senso... Quote
marimasse Postato 22 Giugno 2013 Report Postato 22 Giugno 2013 Beh, per immaginare una comitiva di 15 o 20 ciclisti che corre nella pista ciclabile, magari superando altri ciclisti (più lenti) estranei alla comitiva e magari incrociandone altri per via del doppio senso di marcia e magari superando e incrociando anche i pedoni nel caso assai frequente di cosiddetta pista ciclo-pedonale, ci vuole una buona dose di fantasia o ipocrisia. Affinché un simile scenario fosse sensato la pista ciclabile dovrebbe essere larga almeno 3 metri, mentre nella stragrande maggioranza dei casi le suddette "piste" hanno una larghezza tale da rendere difficoltoso e potenzialmente pericoloso anche il solo incontro di due biciclette (o di due pedoni non magri o con borse della spesa) che viaggino in direzioni opposte. Magari con tanto di linea di mezzeria e simboletti grafici vari, a rendere il tutto ancora più insulso e ridicolo. Tali "piste" (che più onestamente andrebbero chiamate viottoli o sentieri) sembrano realizzate immaginando che debbano rimanere per la maggior parte del tempo deserte, occasionalmente percorse da un pedone che va di qua OPPURE da un pedone che va di là OPPURE da uno o due ciclisti che vanno di qua OPPURE di là. Contemporaneamente, dimostrando la solita attitudine alla coerenza e alla logica elementare, si lanciano vari e più o meno roboanti inviti al camminare e al pedalare, lasciando a casa i veicoli a motore (DOPO averli comprati, però, altrimenti l'economia e i posti di lavoro...). Senza dubbio si tratta di attività salutari e benefiche, MA se tali inviti venissero accolti anche solo da una minoranza di coloro cui sono diretti la quasi totalità delle cosiddette piste di cui tanto ci si vanta si trasformerebbe in un caos totale, palesando inequivocabilmente, anche ai tanti occhi distratti o ipocriti, l'insulsaggine che le caratterizza. Per quanto riguarda l'obbligo di usare la pista ciclabile ove essa sia presente, valgono a mio modesto avviso analoghe considerazioni. Quando vado in giro in bicicletta nemmeno mi sogno di utilizzare "piste" in cui rischierei facilmente di farmi male solo incrociando qualcuno o in cui rischierei facilmente di investire qualche pedone (che magari, pazzo sconsiderato, esce dal portone di casa "dimenticandosi" di guardare a destra e a sinistra per verificare che sulla "pista-marciapiedi" nessun ciclo stia arrivando). Rischio di essere multato? Pazienza; si tratterà di uno dei tanti casi, dal numero in costante crescita, in cui la sanzione costituisce il pericolo di gran lunga minore. Quote
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