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Anche in questo frangente le immagini parlano da sole.

 

Un mezzo ecologico con i suoi sostenitori, anch'esso con i suoi ebeti alla guida, poi ci si lamenta e si piange se si viene coinvolti in incidenti. Secondo me occorrerebbe una patente anche per questo mezzo considerato che circola su strada e deve rispettare le varie norme di circolazione. Oltretutto determinati comportamenti ti portano a trasgredire a tua volta per metterti in sicurezza il prima possibile.

 

Causa possibili imprecazioni, se non gradite, azzerate il volume, siamo in modalità "Real Life"!!

Se fate qualche osservazione ad una determinata porzione del filmato indicate il minuto e il secondo in maniera da poter rispondere precisamente.

 

http://youtu.be/D1NjHf6DaGw

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esiste una sanzione per chi va in bici in statale o provinciale se in parallelo esiste una pista ciclabile?

Postato

esiste una sanzione per chi va in bici in statale o provinciale se in parallelo esiste una pista ciclabile?

 

Si, Articolo 182 comma 9 del codice della strada....

 

 

Anche in questo frangente le immagini parlano da sole.

 

Un mezzo ecologico con i suoi sostenitori, anch'esso con i suoi ebeti alla guida, poi ci si lamenta e si piange se si viene coinvolti in incidenti. Secondo me occorrerebbe una patente anche per questo mezzo considerato che circola su strada e deve rispettare le varie norme di circolazione. Oltretutto determinati comportamenti ti portano a trasgredire a tua volta per metterti in sicurezza il prima possibile.

 

Causa possibili imprecazioni, se non gradite, azzerate il volume, siamo in modalità "Real Life"!!

Se fate qualche osservazione ad una determinata porzione del filmato indicate il minuto e il secondo in maniera da poter rispondere precisamente.

 

http://youtu.be/D1NjHf6DaGw

 

 

 

 

0:57 STENDILI TUTTI, in salita in file parallele...

 

1:27 io gli chiudo la strada quando li becco contromano, sono tentato di investirli, ma mi limito ad occupare la mia corsia fregandomene di lasciargli spazio....

Postato

ecco io li multerei a raffica in modo da poter almeno in parte ripagare le piste ciclabili vuote, ma costruite con i soldi pubblici....

Postato

Concordo, ma con il populismo odierno, se un comune si mettesse ad APPLICARE IL CODICE AI VELOCIPEDI come minimo finirebbe su striscia o alle Iene...

 

Personalmente gli metterei gli specchietti obbligatori...

Postato

esiste una sanzione per chi va in bici in statale o provinciale se in parallelo esiste una pista ciclabile?

Se per "in parallelo" intendi a fianco della strada, si.

Se intendi in altra carreggiata, no, non è obbligatorio.

Postato

Boh, che ci siano tanti idioti in bici è fuori dubbio.

 

Ma finchè quelli in auto saranno in misura maggiore, direi che vista la pericolosità maggiore di un mezzo a motore che pesa svariati q nei confronti di un mezzo a trazione umana che pesa pochi kg, direi che da limitare sarebbero più i comportamenti pericolosi in auto.

 

Poi, certo, le file di pagliacci vestiti in stile giro d'italia son fastidiose.

Io mi son vendicato di qualche genio simile (come salendo da passo S.Giovanni, verso Torbole, da Loppio dietro ad un ciclistere 50enne che di stare a destra non ne voleva sapere...) in un modo simile a

, volendo peggiore -per la durata-...col vecchio TD bastava dare pedale sotto i 1500rpm per trasformare l'acceleratore in una macchina del fumo.
Postato

Effettivamente anche dalle mie parti ci sono tanti ebeti che si comportano come nel video postato da sat, in particolar modo sono i ciclisti della domenica che vanno a coppia di 6 persone e si mettono al centro della carreggiata e non si spostano anche su strade provinciali.

Postato

A me sembra che la figura del ciclista sia oggetto di una crescente e ipocrita confusione, mediante la quale si tenta di far passare per nobili degli atteggiamenti sostanzialmente maleducati e anche assai pericolosi.

 

Non mi riferisco soltanto agli ormai classici gruppi (= DUE o più esemplari) domenicali, che da anni mettono puntualmente in scena lo stesso spettacolo in cui si pretende che qualunque veicolo presente sulla strada nello stesso senso di marcia diligentemente si accodi e proceda placido a 30-35km/h fino a quando la sorte vorrà far coincidere il suo percorso con quello del gruppo

(per verificare la buona fede e la coerente nobiltà d'animo di tali individui basterebbe piazzarsi in bicicletta davanti alla loro automobile il lunedì quando, tolto il costume, si recano al lavoro e magari hanno un orario da rispettare...).

 

Mi riferisco anche e soprattutto alla recentissima e crescente tendenza del ciclista alla rapida e opportunistica commutazione cerebrale tra i vari generi di utenza stradale e, in particolare, tra lo stato di veicolo e quello di pedone. Grazie a tale innovativa modalità il cosiddetto ciclista si muove nel più totale arbitrio, passando con la massima sfacciata disinvoltura dalla strada (in cui dovrebbe rispettare le regole stabilite per i veicoli, ad esempio fermandosi al semaforo rosso) al marciapiede (in cui invece valgono le regole relative ai pedoni) a seconda delle personali e soggettive comodità e preferenze del momento. Cosa senza dubbio conveniente, per lui. Ad esempio: i sensi unici non valgono per i pedoni? benissimo, mi "trasformo" in pedone e vado contromano.

 

Ecco allora che il cosiddetto ciclista, arrivando (sulla strada) a un semaforo rosso, passa tra le auto in modalità slalom e, arrivato in prima fila, attiva (nel suo cervello) la modalità pedone, sale sul marciapiede, attraversa l'incrocio sulle strisce pedonali, sale sull'altro marciapiede e ne scende dall'altra parte, ri-attivando la modalità veicolo. Il tutto mai scendendo di sella. Alla faccia degli imbecilli retrogradi che aspettano che il semaforo diventi verde. Se qualcuno si permette di esprimere qualche forma di dissenso, viene guardato con profondo disprezzo se non addirittura fatto oggetto di insulti e gestacci vari. Infatti il cosiddetto ciclista, nell'attuare tali comportamenti, si ritiene immune da qualsivoglia errore o colpa; anzi, non di rado si ritiene saggio e meritevole di plauso.

Le commutazioni avvengono anche in assenza di incroci, con ciclisti che lungo il loro percorso vanno per un po' sulla strada, poi "commutano" e passano con disinvoltura dalla strada al marciapiede, per un po' vanno sul marciapiede, poi "commutano" di nuovo e tornano sulla strada e così via.

Inoltre, quando hanno il commutatore cerebrale nella posizione "pedone", entrano nella parte così bene che non disdegnano affatto di percorrere le strisce pedonali, sempre rimanendo in sella. Di conseguenza è sempre meno raro che il guidatore di veicolo a motore si trovi costretto (non certo dal codice ma dal desiderio di evitare un incidente) a fermarsi davanti a un attraversamento pedonale per non andare addosso a un ciclista che bellamente vi transita sopra, magari assorto nell'ascolto della musica dalle cuffie.

 

Per non parlare del crescente rischio, mentre si cammina sul marciapiede, di essere investiti da un ciclista che ci arriva silenziosamente alle spalle. Affinché qualcuna delle tante menti illuminate (a cominciare da quelle che promuovono come "innovative" le cosiddette piste ciclo-pedonali) si "accorga" di quanto ciò sia insulso e pericoloso bisognerà aspettare che qualche pedone, possibilmente anziano o bambino, si faccia male perché travolto da un ciclista.

Postato

Marimasse la tua descrizione del "ciclista" non poteva essere redatta in maniera più soddisfacente, impeccabile, sintetica e descrittiva.

Hai descritto l'essenza di questo frequentatore della strada e .......... del marciapiede!

QUOTONE!!!" :)

Postato

Boh, io sono uno di quelli che in bici fa la beata minchia che gli pare, nel senso che del CdS me ne frego altamente.

So ragionare, ad ogni modo, e evito di mettere in atto comportamenti pericolosi, non faccio slalom tra le auto, se vado sui marciapiedi (per evitare di farmi stirare da qualcuno che è acido anche se sto a Dx della carreggiata) e c'è gente, do la precedenza e mi faccio sentire, e sui marciapiedi vado piano.

Non mi vedrete mai affiancato ad altri, ma tutto il discorso di "commutazione" tra pedone e ciclista, cum grano salis, lo metto in atto anch'io.

 

Certo, a chi prima che uomo ama definirsi automobilista da fastidio, ma che vuoi fare, c'è chi può e chi non può.

Sicuro non sto in fila a sorbirmi i gas di scarico o a farmi insultare per la scarsa ripresa sui pedali da gentaglia che ha la smania di usare l'acceleratore come manganello...se passo, vado avanti, e se riesco, passo l'incrocio.

Postato

Anche io quando andavo in bici (fino a 16 anni circa) facevo qualche "commutazione", ma sapendo di essere in torto pieno, quindi cercando di non infastidire nessuno...

 

Ho fatto pure qualche senso vietato, ma veramente a passo d'uomo e fermandomi nel momento dell' incrocio.

 

Comunque il modo di usare la bici in Italia è lontanissimo da quello nordico che cerchiamo di assimilare e copiare con piste ciclabili e affini...

 

In Olanda se con la bici non prendi la ciclabile quando disponibile, (o qualsiasi altra violazione del CDS) ti rincorrono e ti fanno la multa....

Postato
...a chi prima che uomo ama definirsi automobilista da fastidio...

 

Per quanto mi riguarda io non amo definirmi automobilista. Mi definisco tale quando vado in automobile; mi definivo motociclista quando andavo in moto, mi definisco ciclista quando vado in bicicletta e pedone quando vado a piedi.

 

Sui marciapiedi con la bicicletta non vado; avrò schemi mentali antiquati, ma ritengo che quello sia uno spazio riservato a chi va a piedi, così come ritengo che la strada sia uno spazio riservato ai veicoli. Non ci vado, anche, perché quando a mia volta sono pedone non mi va proprio l'idea di poter essere investito da una bicicletta così come non mi va l'idea di dover "stare attento", ad esempio prima di voltarmi o alzare un braccio per salutare qualcuno o spostarmi sul marciapiede, che non arrivino biciclette alle mie spalle.

 

Se, da ciclista, voglio "approfittare" dei passaggi pedonali per superare un incrocio con minore disagio o pericolo, scendo dalla bicicletta (diventando così oggettivamente un pedone), attraverso sulle strisce e risalgo in sella una volta arrivato dall'altra parte. Come giustamente qualcuno ha osservato, la commutazione in sé non è necessariamente inaccettabile; lo diventa quando accoppiata ad arroganza, prepotenza, ottusità ecc.

 

Ovviamente, SE e QUANDO ci sono buona educazione e rispetto per il prossimo, tutto o quasi si può fare; si possono anche infrangere tante (insulse) regole del codice senza per questo produrre alcun oggettivo pericolo o disagio (cosa che dimostra in pieno l'insulsaggine delle regole insulse).

 

Quando invece la buona educazione scarseggia o manca il discorso cambia drasticamente.

Mi è capitato qualche mese fa di passeggiare avanti e indietro su un tratto di marciapiede largo circa 1 metro mentre aspettavo che una persona uscisse dal lavoro per venire a pranzo con me. La strada era urbana e poco frequentata: niente traffico intenso o pesante, niente alte velocità. A un certo punto sento un debole singolo suono di campanellino e prima ancora di aver finito di pensare a cosa potesse essere vengo letteralmente sfiorato da un tizio in bicicletta che pedalava parecchio spedito e che evidentemente non solo riteneva che io dovessi prontamente farmi da parte per lasciarlo passare ma riteneva anche che quel singolo tocco di campanello dovesse essere più che sufficiente a farmi capire che lui stava per piombarmi alle spalle (e se fossi stato debole di udito? e se anch'io, come lui, fossi stato intelligentemente assorto nell'ascolto di musica in cuffia?). Poco più tardi, quando nel mio andare e venire mi sono girato per l'ennesima inversione di marcia, per un pelo non sono stato preso in pieno da un altro simile individuo, che non aveva neanche suonato e che evidentemente non si aspettava la mia "improvvisa" manovra. In entrambi i casi ho osato lamentarmi (niente offese o gestacci, per quanto opportuni, ma solo una esclamazione ad alta voce del tipo "beh?!" oppure "e allora?!") e in entrambi casi ho ricevuto in risposta un inequivocabile invito a dedicarmi ad accoppiamenti posteriori.

Da quella volta ho cominciato ad osservare il fenomeno con maggiore attenzione, arrivando alle conclusioni che ho espresso ieri.

 

Chissà, forse la bicicletta si è recentemente aggiunta alla lista dei mezzi con cui le persone maleducate possono e amano... esprimersi.

Postato

Io faccio il muratore, in una località balneare.

 

Stavamo ristrutturando un locale, nel dettaglio stavamo piastrellando l'esterno.

 

A fine giornata, con il mio manovale, ci siamo messi a raccogliere tutte le scatole di cartone (una montagna) per buttarle nel cassonetto della carta.

 

Mentre scaricavo la montagna di cartone arriva un gruppetto di 10 biciclette, che occupando tutta la corsia inizia a strillare "STRADA STRADA"...

 

"Strada Strada???" Pensavo dentro di me MA CHE CAVOLO VOGLIONO!!!

 

La mia risposta è stata STRADA UN CA***, io in quel frangente ero un pedone, appena fuori dalla riga che delimita la FINE della carreggiata e l'inizio della banchina; faccio presente che per i cassonetti era stato messo anche un attraversamento pedonale.

 

Morale???

 

Più sono invasati, "intutinati", aggruppati, più sono somari...

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