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Eni ed Enel pronte a mettersi il colbacco

(18/11/2004)

 

 

 

L’Italia potrebbe aver trovato nel riassetto del sistema energetico russo il suo Eldorado. Eni è in prima linea nel tentativo di accaparrarsi le attività del colosso petrolifero Yukos e ora spunta un nuovo nome: quello di Enel. Ma c’è di più perché anche altre società del Bel Paese potrebbero imboccare la strada che si sta aprendo.

 

Quanto al gruppo guidato da Paolo Scaroni, le voci filtrate parlano di un suo coinvolgimento nella fase di privatizzazione del settore elettrico dell’ex Urss. L’interesse del governo di Mosca è stato manifestato per le imprese italiane in generale ma, a conti fatti, l’Enel sembra l’unica in grado di assumersi un compito del genere.

 

Una delegazione guidata dal ministro per le Attività produttive, Antonio Marzano, è da ieri impegnata in una serie di colloqui con le autorità russe. Ufficialmente, l’incarico è quello di dare il via libera agli accordi politici stipulati a inizio mese tra Silvio Berlusconi e Vladimir Putin, ma la sensazione è che sul tappeto ci siano anche possibili sinergie in campo energetico.

 

Ne è più di un semplice indizio il fatto che, tra gli uomini al seguito del ministro italiano, ci sia anche Massimo Goti, uno dei massimi esperti di crack finanziari e conseguenti scorpori societari dei gruppi in difficoltà. Il riferimento a Yukos è così immediato, visto che il gigante russo è proprio alle prese con una grave bancarotta che lo vedrà costretto a una strategia di dismissione di attività.

 

Nonostante i richiami alla prudenza da parte di Marzano, il coinvolgimento della società guidata da Vittorio Minacato sembra più di una semplice ipotesi. Il presidente Putin non vuole certo privare la Russia del suo maggior esportatore di greggio e ha infatti precisato che un ruolo fondamentale nell’acquisizione dgli asset dismessi sarà giocato da Gazprom, gigante del gas di cui il governo di Mosca si è da poco assicurato più del 50%.

 

Il gruppo avrà però bisogno di aiuto sia in termini di liquidità che di competenze. E qui entrano in gioco le società italiane, in uno scenario che potrebbe ampliarsi. Al di là di Enel ed Eni, prospettive interessanti si aprirebbero anche per altre aziende, all’interno di un progetto che vede la Russia impegnata nella creazione di una efficiente rete di utility.

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