Jump to content

Post consigliati

Postato

Fermo amministrativo

 

ADDIO GANASCE FISCALI

 

Multe non pagate? Tranquilli non c'è più il rischio di "fermo amministrativo". Lo ha deciso il Consiglio di Stato. Tra le motivazioni: la mancanza di un regolamento attuativo e la sproporzione tra debito insoluto e danno arrecato al cittadino. Chi lo ha subíto può fare ricorso

 

15/7/2004

 

ROMA - Le "ganasce fiscali" escono dagli incubi degli automobilisti italiani: da oggi in poi chi ha debiti con lo stato, per multe non pagate, non incorrerà infatti più nel rischio di vedersi bloccare il proprio veicolo.

 

A stabilirlo, mandando così in pensione il "fermo amministrativo", è stato il Consiglio di Stato che - hanno annunciato oggi i consumatori del Codacons - ha respinto il ricorso del ministero dell'Economia e del Monte dei Paschi di Siena contro l'ordinanza del Tar del Lazio che, nelle scorse settimane, aveva appunto sospeso la pratica delle ganasce fiscali, accogliendo un ricorso presentato dal Codacons.

 

"E' una battaglia vinta non a vantaggio dei furbi - spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons - ma per far sì che per pagare i debiti si utilizzino metodi appropriati e adeguati al debito stesso. Anticamente coloro che non pagavano le tasse subivano il carcere o peggio ancora il taglio delle mani e la stessa cosa si voleva fare con l'appello del ministro dell'Economia al Consiglio di Stato".

 

Sono stati 250mila, secondo il Codacons, i provvedimenti di fermo, attuati o in via di attuazione, a partire dal 2003, da quando cioè, nonostante mancasse il regolamento attuativo necessario, è stato applicato il blocco amministrativo di un'automobile in caso di tributi non pagati. In sostanza, si arrivava subito all'iscrizione del provvedimento di blocco nel Pubblico registro automobilistico, senza passare per un primo tentativo di pignoramento ordinario.

 

Tutti questi provvedimenti amministrativi sono ora bloccati dalla decisione del Consiglio di Stato che - riporta il Codacons - riconosce tra le motivazioni della sua pronuncia proprio la mancanza di un regolamento attuativo e la sproporzione tra il debito insoluto nei confronti dello stato e il danno arrecato al cittadino con il provvedimento di fermo, così come già aveva fatto il Tar del Lazio.

 

Al via, a questo punto, le cause e i ricorsi per risarcimento danni: il Codacons ricorda che numerose azioni legali sono state avviate dinanzi ai giudici di pace per il risarcimento danni, non solo quelli materiali, ma anche quelli da stress, da parte di chi ha ricevuto provvedimenti di fermo della propria automobile.

Partecipa alla discussione

Puoi scrivere ora e registrarti in seguito. Se hai un account, accedi ora

Guest
Rispondi a questo topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
×
×
  • Create New...