gekko Postato 4 Gennaio 2008 Report Postato 4 Gennaio 2008 vogliamo il trasporto su ferro ma non devono bucare le montagne e non deve passare vicino casa la ferrovia etc etc ....già! quella storia mi fa imbufalire ogni volta che ci penso! Quote
massicre64 Postato 5 Gennaio 2008 Author Report Postato 5 Gennaio 2008 J'accuse dell'autore di Gomorra: la tragedia è che Napoli si sta rassegnando all'avvelenamento Imprese, politici e camorra ecco i colpevoli della peste Gli ultimi dati dell'Oms parlano di un aumento vertiginoso, oltre la media nazionale, dei casi di tumore a pancreas e polmoni di ROBERTO SAVIANO Roberto Saviano è l'autore di Gomorra, il best-seller che racconta un viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra È UN territorio che non esce dalla notte. E che non troverà soluzione. Quello che sta accadendo è grave, perché divengono straordinari i diritti più semplici: avere una strada accessibile, respirare aria non marcia, vivere con speranze di vita nella media di un paese europeo. Vivere senza dovere avere l'ossessione di emigrare o di arruolarsi. E' una notte cupa quella che cala su queste terre, perché morire divorati dal cancro diviene qualcosa che somiglia ad un destino condiviso e inevitabile come il nascere e il morire, perché chi amministra continua a parlare di cultura e democrazia elettorale, comete più vane delle discussioni bizantine e chi è all'opposizione sembra divorato dal terrore di non partecipare agli affari piuttosto che interessato a modificarne i meccanismi. Si muore di una peste silenziosa che ti nasce in corpo dove vivi e ti porta a finire nei reparti oncologici di mezza Italia. Gli ultimi dati pubblicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità mostrano che la situazione campana è incredibile, parlano di un aumento vertiginoso delle patologie di cancro. Pancreas, polmoni, dotti biliari più del 12% rispetto alla media nazionale. La rivista medica The Lancet Oncology già nel settembre 2004 parlava di un aumento del 24% dei tumori al fegato nei territori delle discariche e le donne sono le più colpite. Val la pena ricordare che il dato nelle zone più a rischio del nord Italia è un aumento del 14%. Ma forse queste vicende avvengono in un altro paese. Perché chi governa e chi è all'opposizione, chi racconta e chi discute, vive in un altro paese. Perché se vivessero nello stesso paese sarebbe impensabile accorgersi di tutto questo solo quando le strade sono colme di rifiuti. Forse accadeva in un altro paese che il presidente della Commissione Affari Generali della Regione Campania fosse proprietario di un'impresa - l'Ecocampania - che raccoglieva rifiuti in ogni angolo della regione e oltre, e non avesse il certificato antimafia. Eppure non avviene in un altro paese che i rifiuti sono un enorme business. Ci guadagnano tutti: è una risorsa per le imprese, per la politica, per i clan, una risorsa pagata maciullando i corpi e avvelenando le terre. Guadagnano le imprese di raccolta: oggi le imprese di raccolta rifiuti campane sono tra le migliori in Italia e addirittura capaci di entrare in relazione con i più importanti gruppi di raccolta rifiuti del mondo. Le imprese di rifiuti napoletane infatti sono le uniche italiane a far parte della EMAS, francese, un Sistema di Gestione Ambientale, con lo scopo di prevenire e ridurre gli impatti ambientali legati alle attività che si esercitano sul territorio. Se si va in Liguria o in Piemonte numerosissime attività che vengono gestite da società campane operano secondo tutti i criteri normativi e nel miglior modo possibile. A nord si pulisce, si raccoglie, si è in equilibrio con l'ambiente, a sud si sotterra, si lercia, si brucia. Guadagna la politica perché come dimostra l'inchiesta dei Pm Milita e Cantone, dell'antimafia di Napoli sui fratelli Orsi (imprenditori passati dal centrodestra al centrosinistra) in questo momento il meccanismo criminogeno attraverso cui si fondono tre poteri: politico imprenditoriale e camorristico - è il sistema dei consorzi. Il Consorzio privato-pubblico rappresenta il sistema ideale per aggirare tutti i meccanismi di controllo. Nella pratica è servito a creare situazioni di monopolio sulla scelta di imprenditori spesso vicini alla camorra. Gli imprenditori hanno ritenuto che la società pubblica avesse diritto a fare la raccolta rifiuti in tutti i comuni della realtà consorziale, di diritto. Questo ha avuto come effetto pratico di avere situazioni di monopolio e di guadagno enorme che in passato non esistevano. Nel caso dell'inchiesta di Milite e Cantone accadde che il Consorzio acquistò per una cifra enorme e gonfiata (circa nove milioni di euro) attraverso fatturazioni false la società di raccolta ECO4. I privati tennero per se gli utili e scaricarono sul Consorzio le perdite. La politica ha tratto dal sistema dei consorzi 13.000 voti e 9 milioni di euro all'anno, mentre il fatturato dei clan è stato di 6 miliardi di euro in due anni. Ma guadagnano cifre immense anche i proprietari delle discariche come dimostra il caso di Cipriano Chianese, un avvocato imprenditore di un paesino, Parete, il suo feudo. Aveva gestito per anni la Setri, società specializzata nel trasporto di rifiuti speciali dall'estero: da ogni parte d'Europa trasferiva rifiuti a Giugliano-Villaricca, trasporti irregolari senza aver mai avuto l'autorizzazione dalla Regione. Aveva però l'unica autorizzazione necessaria, quella della camorra. Accusato dai pm antimafia Raffaele Marino, Alessandro Milita e Giuseppe Narducci di concorso esterno in associazione camorristica ed estorsione aggravata e continuata, è l'unico destinatario della misura cautelare firmata dal gip di Napoli. Al centro dell'inchiesta la gestione delle cave X e Z, discariche abusive di località Scafarea, a Giugliano, di proprietà della Resit ed acquisite dal Commissariato di governo durante l'emergenza rifiuti del 2003. Chianese - secondo le accuse - è uno di quegli imprenditori in grado di sfruttare l'emergenza e quindi riuscì con l'attività di smaltimento della sua Resit a fatturare al Commissariato straordinario un importo di oltre 35 milioni di euro, per il solo periodo compreso tra il 2001 e il 2003. Gli impianti utilizzati da Chianese avrebbero dovuto essere chiusi e bonificati. Invece sono divenute miniere in tempo di emergenza. Grazie all'amicizia con alcuni esponenti del clan dei Casalesi, hanno raccontato i collaboratori di giustizia, Chianese aveva acquistato a prezzi stracciati terreni e fabbricati di valore, aveva ottenuto l'appoggio elettorale nelle politiche del 1994 (candidato nelle liste di Forza Italia, non fu eletto) e il nulla osta allo smaltimento dei rifiuti sul territorio del clan. La Procura ha posto sotto sequestro preventivo i beni riconducibili all'avvocato-imprenditore di Parete: complessi turistici e discoteche a Formia e Gaeta oltre che di numerosi appartamenti tra Napoli e Caserta. L'emergenza di allora, la città colma di rifiuti, i cassonetti traboccanti, le proteste, i politici sotto elezione hanno trovato nella Resit con sede in località Tre Ponti, al confine tra Parete e Giugliano, la loro soluzione. Sullo smaltimento dei rifiuti in Campania ci guadagnano le imprese del nord-est. Come ha dimostrato l'operazione Houdini del 2004, il costo di mercato per smaltire correttamente i rifiuti tossici imponeva prezzi che andavano dai 21 centesimi a 62 centesimi al chilo. I clan fornivano lo stesso servizio a 9 o 10 centesimi al chilo. I clan di camorra sono riusciti a garantire che 800 tonnellate di terre contaminate da idrocarburi, proprietà di un'azienda chimica, fossero trattate al prezzo di 25 centesimi al chilo, trasporto compreso. Un risparmio dell'80% sui prezzi ordinari. Se i rifiuti illegali gestiti dai clan fossero accorpati diverrebbero una montagna di 14.600 metri con una base di tre ettari, sarebbe la più grande montagna esistente ma sulla terra. Persino alla Moby Prince, il traghetto che prese fuoco e che nessuno voleva smaltire, i clan non hanno detto di no. Secondo Legambiente è stata smaltita nelle discariche del casertano, sezionata e lasciata marcire in campagne e discariche. In questo paese bisognerebbe far conoscere Biùtiful cauntri (scritto alla napoletana) un documentario di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero: vedere il veleno che da ogni angolo d'Italia è stato intombato a sud massacrando pecore e bufale e facendo uscire puzza di acido dal cuore delle pesche e delle mele annurche. Ma forse è in un altro paese che si conoscono i volti di chi ha avvelenato questa terra. E' in un altro paese che i nomi dei responsabili si conoscono eppure ciò non basta a renderli colpevoli. E' in un altro paese che la maggiore forza economica è il crimine organizzato eppure l'ossessione dell'informazione resta la politica che riempie il dibattito quotidiano di intenzioni polemiche, mentre i clan che distruggono e costruiscono il paese lo fanno senza che ci sia un reale contrasto da parte dell'informazione, troppo episodica, troppo distratta sui meccanismi. [an error occurred while processing this directive]Non è affatto la camorra ad aver innescato quest'emergenza. La camorra non ha piacere in creare emergenze, la camorra non ne ha bisogno, i suoi interessi e guadagni sui rifiuti come su tutto il resto li fa sempre, li fa comunque, col sole e con la pioggia, con l'emergenza e con l'apparente normalità, quando segue meglio i propri interessi e nessuno si interessa del suo territorio, quando il resto del paese gli affida i propri veleni per un costo imbattibile e crede di potersene lavare le mani e dormire sonni tranquilli. Quando si getta qualcosa nell'immondizia, lì nel secchio sotto il lavandino in cucina, o si chiude il sacchetto nero bisogna pensare che non si trasformerà in concime, in compost, in materia fetosa che ingozzerà topi e gabbiani ma si trasformerà direttamente in azioni societarie, capitali, squadre di calcio, palazzi, flussi finanziari, imprese, voti. E dall'emergenza non si vuole e non si po' uscire perché è uno dei momenti in cui si guadagna di più. L'emergenza non è mai creata direttamente dai clan, ma il problema è che la politica degli ultimi anni non è riuscita a chiudere il ciclo dei rifiuti. Le discariche si esauriscono. Si è finto di non capire che fino a quando sarebbe finito tutto in discarica non si poteva non arrivare ad una situazione di saturazione. In discarica dovrebbe andare pochissimo, invece quando tutto viene smaltito lì, la discarica si intasa. Ciò che rende tragico tutto questo è che non sono questi i giorni ad essere compromessi, non sono le strade che oggi solo colpite delle "sacchette" di spazzatura a subire danno. Sono le nuove generazioni ad essere danneggiate. Il futuro stesso è compromesso. Chi nasce neanche potrà più tentare di cambiare quello che chi li ha preceduti non è riuscito a fermare e a mutare. L'80 per cento delle malformazioni fetali in più rispetto alla media nazionale avvengono in queste terre martoriate. Varrebbe la pena ricordare la lezione di Beowulf, l'eroe epico che strappa le braccia all'Orco che appestava la Danimarca: "Il nemico più scaltro non è colui che ti porta via tutto, ma colui che lentamente ti abitua a non avere più nulla". Proprio così, abituarsi a non avere il diritto di vivere nella propria terra, di capire quello che sta accadendo, di decidere di se stessi. Abituarsi a non avere più nulla. non c'è altro da aggiungere penso Quote
massicre64 Postato 6 Gennaio 2008 Author Report Postato 6 Gennaio 2008 da corriere.it la mega struttura e il buco milionario Il "call center spazzatura" E la Corte dei conti condannò il governatore Sapete quanta diossina hanno liberato ieri, nel cielo (ex) azzurro di Napoli, i 65 cassonetti di pattume bruciati nelle rivolte di piazza? Poco meno di 9 mila microgrammi. Pari a quanta ne butta fuori l'inceneritore di Marghera in 546 giorni a pieno ritmo. E quante polveri nocive si sono levate, da quei cassonetti? Quante ne espelle il termovalorizzatore di Brescia in 441 giorni. Lo dicono i dati dell'Istituto superiore di sanità basati su numeri del governo svedese. Dati ripresi anche da un ambientalista al di sopra d'ogni sospetto quale il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci. Certo, lo sa benissimo anche lui che l'ideale sarebbe fare a meno degli inceneritori grazie a una virtuosa riduzione dei consumi, a una raccolta differenziata capillare, al recupero di tutto ciò che è riciclabile, all'uso di nuove tecnologie come quel "dissociatore molecolare" che Alfonso Pecoraro Scanio descrive con l'entusiasmo che Giovanni da Pian del Carpine metteva nel descrivere la residenza del Gran Khan Guyuk. Quello è il punto di arrivo. Ma intanto? Cosa fare, della esondazione di "munnezza" che sta allagando Napoli e le sue disperate periferie? Come rimuovere il bubbone di oggi così da poter approntare le cure di domani? Cosa fare di quelle 95 mila tonnellate di spazzatura che traboccano sulle strade e delle 7 milioni di fetide "ecoballe" ("testate" all'inceneritore di Terni, lo hanno bloccato per mesi rivelandosi gonfie di sostanze radioattive) oggi accatastate in oscene piramidi così ingombranti da avere paralizzato l'attività perfino dell'impianto Cdr di Caivano? Il piano Bertolaso Sempre lì si torna: al piano di Guido Bertolaso. Che aveva proposto di guadagnare un anno di tempo scaricando tutto ciò che si poteva nella grande cava dismessa di argilla di Serre, in provincia di Salerno, e usare quel tempo per concludere i lavori al termovalorizzatore di Acerra e insieme avviare sul serio la raccolta differenziata così da permettere ai nuovi impianti di bruciare "ecoballe" vere. Progetto saltato per l'ennesima ribellione di piazza e sostituito, con la benedizione dello stesso Pecoraro, con la sventurata creazione a pochi chilometri di una discarica nuova, ottenuta a costi esorbitanti abbattendo centinaia di querce secolari. Misteri ambientalisti. E adesso? C'è chi dice che non c'è scampo, piaccia o non piaccia, alla riapertura della orrenda cloaca di Pianura. Chi non vede alternative a caricare decine di treni per la Germania o la Roma nia. Chi suggerisce, come Walter Ganapini, già protagonista di quel "miracolo" che vide Milano risolvere l'annoso problema delle discariche e passare in quattro settimane dal 3 al 33% di raccolta differenziata, di tamponare l'emergenza usando siti dello stato soggetti a servitù militari. Ciò che è certo, è che quelle cataste di spazzatura stanno causando non solo a Napoli ma a tutto il Paese un danno di immagine inaccettabile. Che si aggiunge al danno fatale: l'inquinamento della terra, delle falde, dei pascoli che non solo, come ha ricordato Roberto Saviano, ha fatto impennare del 24% i malati di tumore nelle aree a rischio. Ma ha fatto abbattere migliaia di pecore, mucche, bufale perché il loro latte, come denuncia Realacci, "doveva essere trattato come un liquido tossico da smaltire". Lo scaricabarile Cosa sarà deciso? Soprattutto: chi prenderà queste decisioni? E sarà disposto a raccogliere davvero la sfida dichiarando guerra frontale alla camorra? Boh... Lo scaricabarile di questi giorni tra Antonio Bassolino e il governo, Rosa Russo Iervolino e Alfonso Pecoraro Scanio, assolutamente convinti che la colpa non sia affatto loro (o perlomeno vada spartita con tutti) e che dunque ogni richiesta di dimissioni sia pretestuosa, la dice lunga. Tutti colpevoli? Nessun colpevole. La Corte dei conti però, almeno in un caso, è convinta che un colpevole ci sia. E lo ha individuato nel governatore campano. Fu lui, infatti, nel ruolo di Commissario, a dare vita alla Pan (Protezione, ambiente e natura: sic) creata nel 2002, con un capitale di 255 mila euro poi trasferito gratuitamente alla Provincia di Napoli e all'Arpac (l'agenzia regionale di protezione ambientale), per dare un servizio informativo sull'emergenza ambientale ma rivelatasi un carrozzone clientelare. Venti mila dipendenti Non l'unico carrozzone, sia chiaro. Come ha scritto sul Corriere del Mezzogiorno Simona Brandolini, con la scusa dell'emergenza i dipendenti dei 18 consorzi di bacino sono via via aumentati fino a diventare ventimila: "Uno ogni 300 abitanti. La Lombardia produce più immondizia della Campania ma per ogni netturbino lombardo risultano esserci 25 netturbini campani ". Di più: "Quelli che devono raccogliere la "sfraucimma" (cioè il materiale di risulta dei cantieri) sono allergici alla polvere, quelli che devono selezionare il cartone non possono sollevare più di due chili causa un mal di schiena ben certificato". Per non dire di quanti hanno denunciato il Commissariato perché "non lavorando, si sono giocati lo stipendio a tressette". Tornando al Pan, la sentenza della Corte dei conti dice che assunse senza motivo 100 lavoratori socialmente utili. In realtà, stando al bilancio della società, al 31 dicembre 2006 gli Lsu erano 180. Su un totale di 208 lavoratori. Che facevano? In 34, come abbiamo raccontato, "lavoravano " a un call center dove ricevevano mediamente una telefonata a testa alla settimana. Gli altri seguivano non meglio precisati progetti degli enti locali, in particolare della Provincia di Napoli, il cui presidente è quel Riccardo Di Palma che del commissariato per l'emergenza (dettaglio stigmatizzato della commissione parlamentare presieduta da Paolo Russo, anche per i 400 mila euro di compensi) era consulente. Risultati? L'anno scorso ha incassato 4,3 milioni di euro di fondi pubblici (insufficienti perfino a pagare gli stipendi: 5,6 milioni) chiudendo con un buco di 1,2. L'anno prima, nel 2005, ne aveva persi il doppio: 2,3. Un disastro tale che due mesi fa, quando stava per arrivare la sentenza di primo grado (in appello si vedrà: auguri) la società è stata cancellata. Meglio, è stata fusa in un'altra, l'Arpac multiservizi, controllata dall'Arpac, l'Agenzia regionale di protezione ambientale. Troppo tardi, però, per evitare la stangata dei giudici contabili. Che chiedono a Bassolino di risarcire 3,2 milioni di euro. Sergio Rizzo Gian Antonio Stella per trovare i colpevoli di quello che sta accadendo basta leggere bene l'articolo Quote
gekko Postato 8 Gennaio 2008 Report Postato 8 Gennaio 2008 cmq che casino co 'sta immondizia. ieri sera a Porca a Porca da Vespa c'erano Bassolino, Pecoraro Scanio.....si discuteva il problema. Confesso finora di essere stato molto superficiale nel valutare il problema, incolpando i napoletani della solita sindrome del NIMBY! Comincio a farmi un quadro più ampio e diverso del problema, ed inizio anche a capire che questa gente che protesta è stata anche dimenticata da uomini e istituzioni troppo presi da altre problematiche legate al "seggiolino". Avrei molto altro da aggiungere e sui provvedimenti che prenderei se fossi il Presidente del Consiglio.....ma è meglio stare zitti Quote
massicre64 Postato 8 Gennaio 2008 Author Report Postato 8 Gennaio 2008 attenzione che molti di questi che protestano sono sobillati dalla camorra, il problema è che vogliono che l'immondizia vada nelle discariche gestite dalla malavita... come mai non protestavano prima quando la "monnezza" veniva gettata in quelle abusive con i rischi connessi? poi parliamoci chiaro gli è stato prospettato l'inceneritore e non lo vogliono, costruito con tutti i criteri di sicurezza si presuppone; non vogliono le discariche in luoghi chiamamoli sicuri, quindi tutto questo è per far rimanere le cose come prima ovvero gestite dalla camorra... fanno "ammoina" così si dice a Napoli per nascondere il vero problema; poi l'attacco a forze dell'ordine e alle autoambulanze si commenta da sé e ti fa capire chi c'è dietro Quote
gekko Postato 8 Gennaio 2008 Report Postato 8 Gennaio 2008 non posso darti torto......ma non dimentichiamoci che nel passato col cavolo che hanno investito sul problema....il ruolo della politica e degli enti locali è fondamentale in questo. e....l'ostruzionismo politico sui termovalorizzatori? certo, mettici poi il ruolo della camorra, ed il cocktail è bello e servito! cmq 'sta gente stava seduta su una bomba a orologeria....il conto alla rovescia sarebbe finito prima o poi....! Chiaro che 'ste cose accadono poi laddove lo stato è "controllato" da organizzazioni criminali storicamente ben radicate sul territorio...... è inutile che oggi dai palazzi di roma parta l'ordine di ripulire nottetempo davanti alle scuole, di mandare i militari dell'esercito, ecc...... il solito problema italiano: dall'anarchia totale e l'acchiappo selvaggio alla tolleranza zero quando "ci scappa il morto"! Dov'era lo Stato quando tutti se ne fregavano del problema monnezza? Ci accorgiamo del problema solo quando si appalesa, ce ne freghiamo di prevenirlo! Dov'è oggi lo stato quando c'è bisogno di energia? Siamo dipendenti dagli stati confinanti, e la nostra politica energetica è fortemente basata sull'oro nero, ma a nessuno gliene frega una mazza! Quando l'acqua si farà bassa imploreremo i reattori nucleari che abbiamo abolito nell'86 col referendum, ed il Ministero dell'ambiente (che oggi dice no a tutto) consentirà pure la fissione dell'uranio nel garage di casa, se non vorremo tornare alle candele fatte con la sugna del maiale! ....ma i nostri politici, invece di parlare di energia, sono troppo presi dal maggioritario tedesco misto al proporzionale alla francese con presidenzialismo alla checcaxxoneso e sbarramento minimo all'x% .......mah! Quote
massicre64 Postato 8 Gennaio 2008 Author Report Postato 8 Gennaio 2008 da corriere .it L'INTERVENTO Cari napoletani, colpa anche nostra Io so. Così iniziava un famoso articolo di Pasolini. Lui sapeva o presumeva di sapere, insomma aveva un'idea precisa nella testa di quel che era il Palazzo del potere. Ma io come posso cominciare questo articolo sulla monnezza a Napoli, come posso se non con un accorato: Io non so. Io non so, non capisco, eppure vorrei sapere, per scrivere, per far sentire il mio cordoglio per quel che avviene a Napoli, perché, pur non vivendo a Napoli da più di mezzo secolo, Napoli fa parte di me, della mia memoria, e dunque tutto ciò che avviene a Napoli, nel bene e nel male, mi riguarda. Tempo fa, più di dieci anni fa, avevo scritto: "Napoli è una città intellettualmente vivace, dicono. Mostre, convegni... poi esci dalla mostra e dal convegno e ti ritrovi con sdegno in una strada così lontana dalla cultura a causa della lordura, che inevitabilmente sei portato a pensare: Ma non sarebbe meglio, in nome della cultura, cominciare prima a pulire il vico (vicolo) e poi occuparsi del Vico (autore de "La Scienza Nuova")? " Ma questi sarcasmi che allora compensavano la mia indignazione oggi non bastano più, torna meglio quel detto di Nietzsche: "Nessuno mente più dell'indignato". Allora per non assumere la parte dell'indignato riprendo il discorso da dove lo avevo lasciato e ricomincio: Io non so. Io vorrei sapere, ma non so. Io non so perché a Napoli si sia arrivati al punto in cui si è, non so come è potuto avvenire, per quali meccanismi perversi si è potuto arrivare, sotto lo sguardo del sindaco, dei commissari, degli amministratori e dei circa due milioni di abitanti che conta la città, fino al punto in cui si è. Com'è stato possibile? Qualcuno avrebbe dovuto spiegarcelo. Ma io ho letto i giornali, ho letto molti articoli, ho letto quello di Saviano su la Repubblica, ho capito che c'entra anche (e quando mai no?) la camorra, ma come effettivamente stanno le cose, nessuno, né i giornalisti, né Saviano, né chi ha amministrato in questi anni la città, ha saputo dirlo. Questa incapacità di sapere, questa nube che confonde le cose, questa mancanza di analisi dei fatti accaduti, è già essa stessa un dato negativo. Perché se non si sa bene come è potuta avvenire una certa cosa, come si può non farla più accadere? Come sì può trovare il rimedio? Come si può riportare l'emergenza alla normalità, là dove è la normalità lo stato d'emergenza? Leggo i giornali e leggo la dichiarazione di Bassolino che lealmente dichiara la sua parte di responsabilità "per non essere riuscito nei tempi giusti a costruire i termovalorizzatori". Ma perché, gli domando, con la stessa lealtà non dici quali sono le ragioni per cui non sei riuscito a costruirli? Quali le cause? Perché non le hai individuate in tempo? Che vuoi dire "nei tempi giusti"? Se sapevi quali erano i tempi giusti perché li hai oltrepassati? Chi, che cosa, ti ha impedito di intervenire in tempo? Sono queste le risposte che mi aspetterei per sapere qualcosa di più. E ora dalla dichiarazione di Bassolino passo a quella di Prodi: "Il governo si assume tutte le responsabilità riguardo a questa emergenza perché sta mettendo in gioco il Paese. Tutti ci osservano e non voglio che l'Italia dia quest'immagine negativa di sé". Bravo Prodi, vedremo cosa saprà fare in breve per cancellare l'immagine negativa che l'Italia sta dando di sé a tutta l'Europa, vedremo cosa si metterà in atto, dopo queste sue dichiarazioni, per fare sparire in tempi brevi la monnezza dalle strade di Napoli. E non solo per cancellare l'immagine che l'Italia dà di sé davanti all'Europa, ma anche perché la monnezza, soprattutto quando viene imprudentemente bruciata nelle strade, porta malattie, tumori e altre gravi conseguenze per la salute dei napoletani e gli abitanti della Campania. E infetta i prodotti dell' agricoltura. Ma riprendendo le parole di Prodi vorremmo allargarne il significato e dire a Prodi come a qualsiasi altro rappresentante del governo: non è questa assunzione di responsabilità che l'Italia tutta avrebbe dovuto storicamente e da sempre prendersi nei confronti delle regioni meridionali del Paese? Se ne accorgono solo ora, in un momento di emergenza come questo, che Napoli è anche Italia, nonostante il parere contrario del senatore Calderoli? Se nel bel corpo d'Italia la punta della gamba è lasciata andare in cancrena non è tutto il corpo che ne soffre e s'ammala? Oppure rimediamo come vorrebbe Calderoli con una bella amputazione? Dopo queste domande rivolte a Prodi è d'obbligo rivolgerne anche una, e grande, a tutti i napoletani. Cari napoletani, è difficile trovare gente attaccata alla propria città più di voi. Quest' amore è proclamato non solo da versi e canzoni che vanno per il mondo, ma anche da rimpianti, ricordi, nostalgie, da una continua produzione di libri, di incisioni, di gouaches, fotografie, che tramandano la decantata bellezza della nostra città. So di napoletani che da lontano sognano Napoli e so di altri che per averla dovuta abbandonare sono morti. E allora come si spiega che voi abbiate assistito senza batter ciglio e con suprema indifferenza, quasi si trattasse di una città nemica da distruggere, a tutti gli scempi che negli anni hanno devastato la nostra città fino a renderla irriconoscibile? E ora assistiate a questa estrema derisione della monnezza, che se fosse accumulata in un punto farebbe una montagna più alta del Vesuvio? Quando la monnezza ha cominciato ad apparire nelle strade, perché nessun occhio l'ha guardata, si è allarmato, ha denunciato, o fatto qualcosa per fermarla in tempo? Fu distrazione, negligenza, abitudine, abulia, parassitismo, o fu mancanza di senso civico, di spirito di iniziativa, di classe dirigente, di coraggio intellettuale, di orgoglio, di cultura, di amore infine. O di che altro? Vogliamo domandarcelo una buona volta? Raffaele La Capria Quote
massicre64 Postato 8 Gennaio 2008 Author Report Postato 8 Gennaio 2008 di male in peggio e poi dietro non c'è la camorra? http://www.videocomunicazioni.com/2008/01/...etre-e-bastoni/ Quote
gekko Postato 11 Gennaio 2008 Report Postato 11 Gennaio 2008 ....dunque, è abbastanza fresca la notizia dei tafferugli sardi per la monnezza partenopea. a cagliari ci vanno giù pesante perchè non vogliono diventare la pattumiera napoletana, e non entro nel merito. il punto è questo: i sardi hanno votato e si tengono un governatore (creatore della Tiscali) di un certo colore, che sosteneva che dovessero pagare la tassa "sul lusso" gli avventori estivi nell'isola. apparte il concetto di tassa sul lusso: tu governatore dici che chi ha la barca a vela da x metri ed entra nelle acque sarde deve pagare una tassa (sorvoliamo poi sulle tasse delle case in riva al mare....), ma contemporaneamente lasci che attracchino nei porti sardi i "monnezza-cargo" e permetti di scaricare tonnellate di ###### sul suolo che sostieni di difendere e tutelare? Spero che i nostri connazionali residenti sull'isola dei "quattro mori" si rendano realmente conto della situazione..... Quote
Gufo Postato 12 Gennaio 2008 Report Postato 12 Gennaio 2008 Alla fine il problema è sempre quello! Chi sbaglia non paga o paga pene irrisorie! La camorra, la mafia o come la si vuole chiamare è il cervello e trova sempre balordi per gestire i propri traffici! Ne metti in galera 100? Lei ne trovo altri 100! Il carcere non fa più paura soprattutto a sta gentaglia! Ci vuole una pena che ci costi poco, che non ci faccia mantenere sti delinquenti e che risolva il problema alla radice! Il balordo viene a riscuotere il pizzo nel tuo negozio? Ci sono tutte le prove schiaccianti, filmati, testimoni etc. di conseguenza si farà un processo lampo, in pochi giorni, senza appello! Bene questo signore non si mette in galera ma basterà tagliargli le mani. RISOLTO IL PROBLEMA PER SEMPRE! Lui è libero ma non potrà più delinquere, neanche se vuole! Lo stesso si fa con gli spacciatori, strupratori, rapinatori, assassini, mafiosi, ladri, balordi, truffatori e chi più ne ha più ne metta! Si tagliano le mani, o le braccia e si castrano in modo che il loro sporco seme non si diffonda... Quote
massicre64 Postato 12 Gennaio 2008 Author Report Postato 12 Gennaio 2008 ....dunque, è abbastanza fresca la notizia dei tafferugli sardi per la monnezza partenopea. a cagliari ci vanno giù pesante perchè non vogliono diventare la pattumiera napoletana, e non entro nel merito. il punto è questo: i sardi hanno votato e si tengono un governatore (creatore della Tiscali) di un certo colore, che sosteneva che dovessero pagare la tassa "sul lusso" gli avventori estivi nell'isola. apparte il concetto di tassa sul lusso: tu governatore dici che chi ha la barca a vela da x metri ed entra nelle acque sarde deve pagare una tassa (sorvoliamo poi sulle tasse delle case in riva al mare....), ma contemporaneamente lasci che attracchino nei porti sardi i "monnezza-cargo" e permetti di scaricare tonnellate di ###### sul suolo che sostieni di difendere e tutelare? Spero che i nostri connazionali residenti sull'isola dei "quattro mori" si rendano realmente conto della situazione..... ed anche noi del Lazio lo prenderemo in quel posto, pardon prendemo l'immondizia il nostro governatore ha detto che deve essere temporanea, come no!!! trattata e di quantità limitata per dirne una gekko le baracche sulle rive del tevere stanno sorgendo nuovamente, dopo il repulisti avvenuto a proposito della tragedia della signora assasinata è tutto come prima Quote
gekko Postato 14 Gennaio 2008 Report Postato 14 Gennaio 2008 fate scorrere tutta la pagina e guardate i sacchetti che la gente porta in corteo..... http://canali.libero.it/affaritaliani/cron...ecore110108.htm Quote
Maxj Postato 16 Gennaio 2008 Report Postato 16 Gennaio 2008 La lettera dei Raffaele La Capria sul Corriere sintetizza bene il problema, soprattutto nel finale. Solo i Napoletani potranno risolvere i loro problemi. Hanno votato con il 70% del consenso una giunta regionale, riconfermandola. Non importa di destra o di sinistra, l'hanno riconfermata con quei soggetti. Forse le migliori menti sono andate via dalla Campania e ne conosco più di una che dopo l'università non è tornata nella sua Regione e nella sua città, perché non avrebbe avuto opportunità per far valere i propri studi e le proprie virtù. Mi dispiace perché ho molti amici campani e napoletani che sono persone splendide e non meritano di vedere la loro Regione devastata dalla monnezza e dai monnezzai. Eppure ci sono dei Comuni campani che hanno delle percentuali di raccolta differenziata importante. Il discorso sul riciclo e sulla politica dei rifiuti è invece un discorso delicato è della massima importanza insieme a quello delle energie alternative al petrolio e purtroppo non viene affrontato con la dovuta serietà. Ciao Max Quote
Micio Postato 17 Gennaio 2008 Report Postato 17 Gennaio 2008 Ce la possono fare...anche se la cultura igienica napoletana (raccontata da miei amici non giovani che hanno fatto il militare laggiù) è sporca....mi dicevano che si gettavano gli S.tron.zi per strada Il problema lo devono risolvere loro e infretta Quote
Maxj Postato 21 Gennaio 2008 Report Postato 21 Gennaio 2008 Bisognerebbe finirla con i commissari straordinari, con l'emergenza che oramai è normalità. Ci vuole oltre alla solidarietà la responsabilità! Che i campani se la sbrighino da soli con la loro immondizia. Se una comunità non è in grado di scegliere i propri rappresentanti, addirittura quando questi si sono dimostrati del tutto incompetenti gli rinnova il mandato e con il suo voto manda in parlamento un partito come l'udeur, che fa del clientelismo la sua origine, rivendicandone pure la liceità di poter gestire posti di lavoro nella sanità piuttosto che nella raccolta dei rifiuti, allora deve prendersi le sue responsabilità! Ad aiutarli si fa come il medico pietoso che fa la piaga verminosa. Prima di pulire le strade i campani dovrebbero chiedere la pulizia delle loro amministrazioni, dei comuni (per fortuna ce ne sono anche di virtuosi), delle province, della regione fino ai propri rappresentanti in parlamento e al senato, che oltre ad arricchirsi e gestire il potere cosa hanno fatto per la loro comunità? Rabbrividisco a vedere immagini di persone che tentano di proteggere i capi camorristi quando questi vengono arrestati, che inneggia ai ceppalonidi come martiri della patria. Se li vogliono che se li tengano, però poi che ne scontino le conseguenze senza reclamare aiuti esterni. Spero solo che le coscienze ancora "sane" dentro e fuori la Regione sappiano sollevarsi dal pattume morale e politico in cui versa una parte considerevole della popolazione e la guidino fuori da questo stato di inciviltà. Una volta si diceva della Campania "felix", ora l'unico appellativo che mi viene in mente è "olet". Ciao Max Quote
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