alfo Postato 9 Giugno 2007 Report Postato 9 Giugno 2007 Forse è meglio che spieghi meglio il mio intervento per non passare per un talebano anti Visco-pro Speciale: Dal punto di vista del' ATTO AMMINISTRATIVO trasferimento (che, ricordo, viene deciso da un apposito organo collegiale), devono ricorrerne i presupposti: o di automaticità (anni di servizio nella medesima sede) oppure di eccezionalità (incompatibilità, gravi mancanze disciplinari, violazioni penali, ecc...). Ebbene quest'ultimi vanno specificati(quindi scritti) dinanzi alla commissione. A tutt'oggi Visco non ha mai messo per iscritto nulla su questo argomento alla commissione pretendendone la sostituzione a seguito di pressioni verbali!! Qui non si tratta di decidere se Speciale sia "buono" e Visco "cattivo", è che siamo proprio dinanzi a un tentativo di violazione di leggi e regolamenti a cui la politica vuole che si pieghino altri corpi dello Stato per assecondarla....visto che c'è abituata. Per inciso, la legge in effetti prevede (inopportunamente, a mio avviso) la comunicazione dell'inizio di tale atto amministrativo all'esecutivo, ma ne specifica e limita le forme (scritte e motivate) di intervento. Poi c'è la solita pantomima della classe politica opposta che ne approfitta per attaccare e bal bla... Altro punto fermo: Il Presidente della Repubblica è il CAPO delle Forze Armate, quindi è più che mai parte in causa; il suo non intervento ha solo motivazioni politiche giacchè l'intervenire non potrebbe che far cadere il governo, quindi si andrebbe a nuova elezioni con l'attuale legge elettorale che è schifosa in quanto consente ai "partiti" di scegliere, mettendoli in cima alla lista", chi verrà eletto, anche se questi prende meno voti di chi lo segue!! Altro punto fermo: A una persona diffidata in quella maniera non si propone il posto di consigliere della corte dei conti, posto proposto solo come contentino per evitare ricorsi che sbugiarderebbero il governo, ricorsi che Speciale non ha fatto per evitare che qualcuno tirasse fuori qualche porcata che egli ha fatto, porcata che non c'entra nulla con l'affare in argomento ma che evidentemente gli farebbe perdere la faccia (favoritismi vari) e quindi preferisce andare in pensione. Se si fosse trattato di un semplice "non ha più la fiducia del governo", credo che nessuno avrebbe dato un diniego alla richiesta di Speciale di restare in carica almeno fino al 27 giugno, festa della G.d.F., quanto meno per evitare polemiche rischiosissime (e lo stiamo vedendo) per l'esecutivo. Evidentemente si è voluto punire con una certa boria chi ha osato ribellarsi alla volontà politica. Tutto questo non ha nulla a che vedere con un "destra contro sinistra", termini che in ogni caso non c'entrano nulla con la nostra attuale realtà politica, in cui si dovrebbe invece parlare di due diversi schieramenti ognuno garante di diversi potentati economici...E BASTA!! Quote
Weightless Postato 9 Giugno 2007 Report Postato 9 Giugno 2007 La situazione del generale speciale era conosciuta da oltre un anno dal governo, la requisitoria dello schioppo al senato dipinge la figura di un gaglioffo dedito solo a conservare il suo potere nella guardia di finanza. ora io mi chiedo perchè mai un simile malfattore è stato tenuto al suo posto per oltre un anno e cacciato solo quando si è messo di traverso al ministro "fisco" ??? e mi chiedo ancora perchè mai ad un simile malfattore è stato offerto un posto alla corte dei conti !! organismo il cui compito principale è controllare i bilanci dello stato e delle istituzioni locali :S è semplicemente incredibile quello che succede nell'indifferenza generale :S ogni regola è sovvertita per questi personaggi fanno il comodo loro in barba a qualsiasi legge o codice :S è la dimostrazione che l'apparato dello stato le istituzioni sono corrotte fino al midollo e nulla di tutto questo è ormai recuperabile. come ciliegina sulla torta in questi giorni il senatore buttiglione insieme ad una senatrice diessina hanno presentato una richiesta formale ai questori del senato... voi vi chiederete quale importante e fondamentale tema sia oggetto di questa richiesta ???? ebbene vogliono i gelato alla bouvette del senato... pare infatti che ne sia sprovvista.... ma andate AFF... Quote
alfo Postato 9 Giugno 2007 Report Postato 9 Giugno 2007 Ah...altra barzelletta: presi dalla boria di cacciare chi abbia osato tanto, hanno pure sbagliato gli atti, pertanto Speciale sarebbe ancora in carica e lo sarebbe pure il neo nominato. La G.d.F. attualmente avrebbe 2 comandanti generali!!! e in tutto questo la cessione delle deleghe sulla G.d.F. da parte di Visco sarebbe solo fittizia, in quanto è palese che ad acque calmate sarebbero restituite: un pò come quando si danno le dimissioni per motivi di facciata, sapendo che tanto verranno respinte! Quote
paber Postato 11 Giugno 2007 Report Postato 11 Giugno 2007 Non mi voglio rodere il fegato spiegando cose a persone che non vogliono sentirle. ODDIO... poverino... Ti rodi il fegato...? Dio, come sei magnanimo a voler interloquire con noi comuni mortali... Poi, sono articoli molto precisi e, come sempre, cerco di essere obiettivo, con l'articolo di Travaglio capace di identificare chiaramente le manchevolezze, ovunque esse siano. BEURGH... Scusa, ho vomitato... Cioè, tu ti riferisci al Travaglio di questo sito? Quello che avrebbe fatto impallidire una mandria di bolscevichi? Sì, dai, va bene... Togli la C e la V dalla tastiera così fai più fatica a fare copia incolla e dici meno ____zate... Quote
paber Postato 11 Giugno 2007 Report Postato 11 Giugno 2007 è la dimostrazione che l'apparato dello stato le istituzioni sono corrotte fino al midollo e nulla di tutto questo è ormai recuperabile. Sai cos'è che mi preoccupa più di tutto? Che poco prima della rivoluzione di Mao, in Cina erano arrivati a questi livelli. E dopo, quando è scoppiato il bognone è arrivato Mao e quello che è successo non è certamente da ricordare... Quote
paber Postato 11 Giugno 2007 Report Postato 11 Giugno 2007 Chiudo e vado a casa. Ascoltavo una canzone del 1992 di Fabio Concato, mai così attuale... Fabio Concato - Provaci tu Oggi vorrei scappare da questo inferno che non puo' cambiare piu', sono stanco e non mi sento di combattere anche se lo chiedi tu. Vorrei scappare da questo lungo inverno che non vuol finire mai, io cosi' diverso, io che vivo male circondato da troppi banditi e da troppa imbecillita' ma chi l'ha detto che cambiera' cosi' tenere le canzoni che parlano ancora di grande futuro e di liberta'; si, liberi di fare tutto, anche di non lavorare, di non avere un posto d'abitare con la speranza di non stare male: liberi anche di morire. Bisognerebbe non pensare a niente troppa gente gia' lo fa, ritornare a casa e chiudersi la porta per godersi l'intimita' ma anche dentro queste non va bene perche' e' fuori che non va, tutti ci portiamo dentro questo senso d'impotenza cosi' profonda e di sottile infelicita' ma chi l'ha detto che cambiera' cosi' teneri i nostri figli gli abbiamo insegnato che cosa importante la liberta' si, siamo liberi di fare tutto, anche di spararci addosso, di distruggere e di rubare e di saltare in aria in mezzo al cielo: liberi anche di non sapere. Oggi vorrei scappare da questo inferno che non puo' cambiare piu' questa sera proprio non mi riesce di sperare: se hai voglia provaci tu Quote
dbev Postato 12 Giugno 2007 Report Postato 12 Giugno 2007 Non mi voglio rodere il fegato spiegando cose a persone che non vogliono sentirle. Poi, sono articoli molto precisi e, come sempre, cerco di essere obiettivo, con l'articolo di Travaglio capace di identificare chiaramente le manchevolezze, ovunque esse siano. se posso permettermi dò ragione a weightless. un copia incolla di un articolo altrui, lunghissimo peraltro, mi interessa molto ma molto meno di due semplici righe di un tuo pensiero, qualunque esso sia Fatica a leggere? anche se questi prende meno voti di chi lo segue!! Errore: non ci sono le preferenze... non puoi sapere quanti voti ha preso il singolo candidato, semplicemente perché non puoi scrivere i nomi dei candidati. Secondariamente, per le alte cariche ci sono gli atti di alta amministrazione, che non sono propriamente amministrativi.... se proprio la vogliamo mettere in punta di diritto. Poi, è normale in tutti i Paesi democratici che le forze armate siano sottomesse al Parlamento. E Speciale ha quasi commesso il reato di tradimento, sia per non aver voluto ubbidire agli ordini del suo superiore gerarchico (con viva voce incorporato), sia per aver promesso al capo dell'opposizione un "Sempre agli ordini Presidente" che suona molto da colpo di Stato, specialmente se pensiamo che l'azione berlusconiana si rifà ai dettami della P2. America e Italia Furio Colombo Quello che sto per scrivere è la registrazione di alcuni fatti avvenuti nelle stesse ore e negli stessi giorni (mercoledì, giovedì, venerdì) a Washington e a Roma. La conoscenza attenta e accurata di questi due gruppi di fatti dice con chiarezza, anche a coloro che si sono sentiti in dovere di dimostrare contro l’America, che il pericolo che stiamo correndo è qui, è adesso, è in Italia e occorre una certa cecità selettiva per non vedere che un dramma pericoloso si sta svolgendo intorno a noi. Mi riferisco all’estremo rischio per una repubblica democratica: spingere le Forze armate allo scontro con le istituzioni elette, puntare sulla rivolta dei generali, che la stampa berlusconiana, infatti, chiama a raccolta con un linguaggio grave e irresponsabile. Tutto ciò non ha a che fare con la rigorosa lealtà dei militari italiani che restano fermamente legati al giuramento costituzionale. Ma è la peggior prova che una classe politica (in questo caso tutta l’opposizione inclusi i presunti moderati di Casini) possa dare di sé. Credo di poter riassumere così, per condividere con i lettori il senso di allarme. *** Primo. Per una giornata intera (mercoledì 6 giugno) quasi tutti i senatori italiani che fanno riferimento a Berlusconi (in questo non si nota alcuna differenza importante fra uomini di azienda, affiliati e presunti indipendenti) hanno spiegato a lungo che i politici eletti sono esseri inferiori ai generali e che il vice-ministro Visco è una spregevole creatura indegna anche solo di porsi accanto al generale Speciale, figuriamoci di dare su di lui un giudizio negativo e una decisione di congedo. A lungo i senatori eletti dell’opposizione si sono impegnati a superarsi l’un l’altro nella denigrazione e nel ridicolo della politica a confronto con l’onore dei generali. "Un generale non può mentire", è stato declamato. E anche: "come può un vice-ministro osare di contrapporsi a un soldato?". Tutto ciò prima che il ministro Padoa-Schioppa, titolare della Economia e a cui risponde il corpo di polizia (tecnicamente non militare) della Guardia di Finanza, prendesse la parola per dare le sue spiegazioni, assumersi la responsabilità della destituzione di un comandante di quel corpo (che non viene dai ranghi di quel corpo e dunque, nel bene o nel male, rappresenta prima di tutto, se stesso e la sua storia) e offrire motivate ragioni. Vorrei chiarire al lettore. Non sto tentando di discutere o di sostenere quelle ragioni. Non è questo che è avvenuto in Senato, che avrebbe avuto tutto il diritto di rivedere i particolari e le svolte decisionali della vicenda. No. Quello che è accaduto è stata una pioggia di insulti infamanti lanciati al colmo della voce (alcuni erano afoni, quando è scesa la notte) non da tutti ma purtroppo da moltissimi membri del Senato che (fanno fede i verbali) sono incorsi anche in sgrammaticature tremende pur di superare ad ogni intervento, gli insulti di chi li aveva preceduti. Secondo. L’intento non era - e tutt’ora non è - in questa importante e delicata vicenda, la discussione parlamentare. L’intento, fin troppo vistosamente proclamato e francamente vergognoso da parte di membri autorevoli di un Parlamento, è di tentare lo scontro, montando la scena macabra dell’offesa alle Forze armate e, dunque, di un presumibile diritto di risposta. Se mi riferisco alla esperienza giornalistica posso dire che soltanto nel Parlamento di Atene, nel maggio del 1967, mentre ero nella tribuna stampa insieme ad Alberto Ronchey, Bernardo Valli, Luciana Castellina, ho assistito allo stesso spettacolo di denigrazione violenta di un governo e della politica. Ma eravamo a poche ore da un colpo di Stato. Se mi riferisco a quella incredibile profezia che è stato a volte il cinema italiano, ricorderò la scena finale di "Cadaveri eccellenti", di Francesco Rosi, le urla dei dimostranti, il rombo minaccioso di motori militari. Spesso la realtà è più squallida del cinema (almeno di quel cinema, che prefigurava tragedie civili con impressionante bellezza). Ma alcune cose, se non da cinema certo da tragico avanspettacolo, erano state previste, come le gigantografie di Visco sventolate in Aula per mostrare alle telecamere il volto ignobile di un pericolo che deve essere eliminato. Come l’idea non riuscita (c’è stata anche una protesta formale per gli intoppi burocratici che casualmente l’hanno impedita) di riempire di militari della Guardia di Finanza le gallerie del Senato, e di organizzare di fronte al Senato una manifestazione di giovani con striscioni inneggianti al generale, giovani che (avrebbero voluto farci credere) erano militari in abiti civili “decisi a difendere il loro onore”. Terzo. La giornata del dibattito, che sarebbe stata comunque tesa e difficile anche fra parlamentari disposti, e anzi decisi, a discutere una situazione comunque complessa, comunque bisognosa di chiarimenti, è stata preceduta da una opportuna serata della Tv di Stato, nel talk show "Porta a porta". In esso il conduttore, in preda a particolare concitazione, si è assunto il compito di accusatore dei due parlamentari dell’Unione, Violante e Russo Spena presenti in studio, sopravanzando spesso in precisazioni ostili, difese dei generali e confutazioni delle affermazioni di Violante e Russo Spena, i pur abili e implacabili senatori Schifani e Castelli, portando così a tre, nel programma, il numero di militanti fermamente schierati nella stessa parte politica. Esagero? La Rai può fugare ogni dubbio in proposito facendo pervenire (anche a spese del ricevente) un Dvd di "Porta a porta" di martedì 5 giugno. Nessuno dirà una parola perché la rappresaglia, come è noto, è non essere più invitati nel prestigioso talk show. Ma almeno potremo mettere quel Dvd nell’archivio del Senato per sapere con quale cura, la sera di martedì 5 giugno, è stata preparata la tensione che si sarebbe dovuta scatenare il giorno dopo, mercoledì 6 giugno, nell’Aula del Senato in luogo della normale discussione parlamentare. *** Ma adesso vediamo il confronto con corrispondenti eventi della vita politica americana. Se i giornali e le Tv italiane ne parlassero in luogo delle avventure carcerarie di Paris Hilton, alcune marce contro l’imperialismo Usa, munite anche di autorevoli presenze politiche, diventerebbero eventi in difesa della democrazia e delle istituzioni adesso, qui, in Italia. Ecco, siamo nel Senato degli Stati Uniti. Parla il senatore Carl Levin: "Generale, ma le sembra possibile che proprio lei riuscirà a portare un minimo di coerenza a una politica militare del tutto incoerente, una politica incerta e vacillante dopo quattro anni di morti e di guerra?". Senatore Jack Reed: "Generale, se lei va avanti ha un compito impossibile. Se lei fa un passo indietro dimostrerà in modo devastante che l’apparato politico e di sicurezza nazionale della Casa Bianca non esiste". Senatore Carl Levin: "Ma generale, non si è accorto che Baghdad brucia? Non vede che la stanno mettendo in una situazione impossibile, di inevitabile fallimento?". Racconta il "New York Times" (8 giugno): "Il generale Lute (definito “zar della guerra” per i compiti di completa revisione della strategia americana che gli sono stati affidati) ha risposto con candore: "Siamo in un vero rischio. Non sono certo contento di come vanno le cose. Temo anch’io che il governo iracheno non sia in grado di rispondere. Le soluzioni di rigido antiterrorismo in Afghanistan non sono la risposta giusta. Dobbiamo tentare altre strade". *** Ho citato una buona pagina di civiltà democratica. Prima di assumere un incarico cruciale in due guerre in atto, il generale Lute, che ha fama di intellettuale perché, oltre a West Point, ha anche una laurea ad Harvard, si presenta ai senatori, che sono il potere politico eletto del suo Paese, per essere interrogato, valutato discusso, invitato a rispondere a domande imbarazzanti, richiesto di esporre piani e idee, di confrontarsi con il netto e diverso parere di alcuni senatori, per ore, per giorni, fino a quando la commissione Difesa del Senato non si sarà persuasa che il Presidente ha scelto l’uomo giusto per “il compito impossibile” di cui parla il senatore Levin, uno dei legislatori più risolutamente contrari alla guerra. S’intende che i senatori sanno in ogni momento di essere anch’essi sotto esame sia perché i giornali danno di queste audizioni resoconti precisi, non folkloristici, non piegati a tifoserie occasionali. Sia perché - attraverso la buona informazione che in modo assoluto evita il filtraggio di “talk show” di partito - l’opinione pubblica, in caso di errore, non fa sconti né ai senatori né ai generali. Non tollera ombre e pretende il meglio da entrambe le parti. Ma sa che tocca ai politici eletti dire l’ultima parola per poi risponderne col voto. È la condizione assoluta, ma anche la definizione, della democrazia. È esattamente ciò che le scomposte urla in Senato, il lancio di manifesti e gigantografie insultanti, il progetto di riempire di militari - che per fortuna non sono venuti - le gallerie del Senato, hanno tentato in tutti i modi di danneggiare. È un peccato che - fra coloro che volevano dimostrare contro il “pericolo americano” - nessuno, neppure parlamentari che ormai vivono questa esperienza ogni giorno, abbia visto in tempo che il pericolo è italiano, è qui, è adesso. E non sappiamo neppure se è un pericolo scampato. La situazione del generale speciale era conosciuta da oltre un anno dal governo, la requisitoria dello schioppo al senato dipinge la figura di un gaglioffo dedito solo a conservare il suo potere nella guardia di finanza. ora io mi chiedo perchè mai un simile malfattore è stato tenuto al suo posto per oltre un anno e cacciato solo quando si è messo di traverso al ministro "fisco" ??? e mi chiedo ancora perchè mai ad un simile malfattore è stato offerto un posto alla corte dei conti !! organismo il cui compito principale è controllare i bilanci dello stato e delle istituzioni locali :S è semplicemente incredibile quello che succede nell'indifferenza generale :S ogni regola è sovvertita per questi personaggi fanno il comodo loro in barba a qualsiasi legge o codice :S è la dimostrazione che l'apparato dello stato le istituzioni sono corrotte fino al midollo e nulla di tutto questo è ormai recuperabile. come ciliegina sulla torta in questi giorni il senatore buttiglione insieme ad una senatrice diessina hanno presentato una richiesta formale ai questori del senato... voi vi chiederete quale importante e fondamentale tema sia oggetto di questa richiesta ???? ebbene vogliono i gelato alla bouvette del senato... pare infatti che ne sia sprovvista.... ma andate AFF... Perché la lobby degli alti comandi militari è potentissima. Non mi voglio rodere il fegato spiegando cose a persone che non vogliono sentirle. ODDIO... poverino... Ti rodi il fegato...? Dio, come sei magnanimo a voler interloquire con noi comuni mortali... Poi, sono articoli molto precisi e, come sempre, cerco di essere obiettivo, con l'articolo di Travaglio capace di identificare chiaramente le manchevolezze, ovunque esse siano. BEURGH... Scusa, ho vomitato... Cioè, tu ti riferisci al Travaglio di questo sito? Quello che avrebbe fatto impallidire una mandria di bolscevichi? Sì, dai, va bene... Togli la C e la V dalla tastiera così fai più fatica a fare copia incolla e dici meno ____zate... Purtroppo, ci sono anche i meno abili... scusa, per i quali Travaglio, noto per essere di destra, è di sinistra. Se hai vomitato, dipende dal cervello. E, effettivamente, quando mi riferivo alle incazzature, mi riferivo proprio a quelli come te che, a mio parere, sono l'archetipo dell'italiano da modificare per far andare meglio le cose. Infine, torno a fine giugno in Italia, dopo aver tentato di fare un PhD in Gran Bretagna.... noi saremo anche messi poco bene, ma qui sono proprio fascisti.... oltre ad essere inefficienti come in Italia ed il 50% più cari in quasi tutto.... una cosa da incubo. Quote
alfo Postato 12 Giugno 2007 Report Postato 12 Giugno 2007 L'atto di alta amministrazione è la nomina del comandante in capo (che peraltro hanno sbagliato in quanto la revoca del precedente incarico è imperfetta). I trasferimenti sono un ATTO AMMINISTRATIVO, e quindi si svolgono dinanzi a un organo collegiale. Il comandante in Capo può solo dare inizio a tale atto con la proposta di traferimento. I criteri, come ho detto sopra, sono quelli di normale avvicendamento oppure quelli straordinari da produrre per iscritto dinanzi alla commissione. Il nocciolo del problema è solo questo: Visco non ha voluto mettere accuse ai trasferendi per iscritto.Nessun alto tradimento. Che le forze armate debbano sottostare alla legge e quindi al volere del parlamento è inconfutabile. Non mi pare altrettanto vero che un generale o qualunque militare debba andare in delega alla legge per obbedire a un ordine "verbale" illegittimo: poi, non appena sarebbe scoppiato un qualche bubbone, il ministro avrebbe negato e sarebbe risultato che Speciale avrebbe "sua sponte" fatto pressioni sulla commissione. La medesima cosa che è accaduta, guarda caso, nel caso Abu Omar, e in cui i politici italiani sono maestri! Non ho espresso pareri politici in base a simpatie, ma ho fatto una valutazione tecnica. Altrimenti avrei condannato il "sempre agli ordini" rivolto al capo dell'opposizione e altri comportamenti di Speciale che non c'entrano nulla con il discorso in argomento. Quote
paber Postato 12 Giugno 2007 Report Postato 12 Giugno 2007 Fatica a leggere? Fatica a scrivere? Se hai vomitato, dipende dal cervello. Sì, dal tuo. E, effettivamente, quando mi riferivo alle incazzature, mi riferivo proprio a quelli come te che, a mio parere, sono l'archetipo dell'italiano da modificare per far andare meglio le cose. DBEV, se c'è un esempio di Italiano da modificare, sei tu. Dimostri una prolissità accademica delle peggiori, fatta di parole altrui prese a peso nei mercatini della bassezza umana, un riferimento agli stereotipi sinistroidi della peggior specie e l'incapacità assoluta di spiegare con parole tue la benchè minima opinione, però sempre pronto ad offendere. Sei il classico comunista bertinottiano. Infine, torno a fine giugno in Italia, dopo aver tentato di fare un PhD in Gran Bretagna.... noi saremo anche messi poco bene, ma qui sono proprio fascisti.... oltre ad essere inefficienti come in Italia ed il 50% più cari in quasi tutto.... una cosa da incubo. Infine: uno che parla così della Gran Bretagna e della sua economia farebbe bene a starci qualche anno per imparare cosa voglia dire vivere in una nazione che la sola cosa inevoluta che ha sono gli hooligans. Il peggior impiegato parastatale inglese molto probabilmente è più efficiente di te. Quote
paber Postato 12 Giugno 2007 Report Postato 12 Giugno 2007 Hai detto tutto. Divertiti. Come volevasi dimostrare. Non hai più niente da copiare e incollare... Quote
paber Postato 12 Giugno 2007 Report Postato 12 Giugno 2007 Riprendo il discorso e chiedo scusa agli altri utenti, fra me e DBEV non è mai corso buon sangue, anche se alla sua uscita ero stato uno di quelli che gli avevano chiesto di non andarsene da forum. Ma del resto le opinioni divergenti ci stanno... Ci stanno un po' meno le offese, vero DBEV? No, quello che continuo a dire è che, credo, la maggior colpa in questa storia ce l'abbia proprio la destra che non si impunta e non pretende le dimissioni di questo governo, un governo che, all'apertura di dossier scomodi, ne ha subito recuperati altri per poter fare un po' di ulteriore confusione nella testa della gente. Questo, a tutti, dovrebbe dare il senso di che elementi sono... Quote
dbev Postato 12 Giugno 2007 Report Postato 12 Giugno 2007 Clementina facci sognare di Marco Travaglio Oggi l’Unità non sarà in edicola per uno sciopero sacrosanto (gli editori stanno cercando di far fuori il direttore Antonio Padellaro e di rimetter mano al contratto di collaborazione di Furio Colombo). Dunque non uscirà nemmeno la rubrica “Uliwood Party”. Chiedo ospitalità al sito per dire quel che penso delle intercettazioni del caso Unipol. Se in Italia non esistesse Berlusconi con la fairy band dei Previti e dei Dell’Utri, ce ne sarebbe a sufficienza per chiedere le dimissioni di Massimo D’Alema da vicepremier, di Piero Fassino da segretario dei Ds e di Nicola Latorre da vicecapogruppo dell’Ulivo al Senato. Quello che emerge dalle loro telefonate con Giovanni Consorte (e, nel caso di Latorre, anche con il preclaro “compagno” Stefano Ricucci) ha un solo nome: conflitto interessi, e dei più gravi. Naturalmente tutto il dibattito è falsato dalla presenza in Parlamento di Berlusconi e della fairy band, al cui confronto il gravissimo conflitto d’interessi Ds-Unipol-coop rosse impallidisce. Ma in un paese normale (espressione cara a D’Alema), nel quale dunque Berlusconi & C. fossero già stati sbattuti fuori dalla vita pubblica, i telefonisti rossi se ne dovrebbero andare su due piedi. Fassino doveva incontrare il banchiere Luigi Abete (chissà perché, poi) e non sapeva cosa dirgli: perciò chiedeva a Consorte di scrivergli i testi. Poi si lamentava perché Chicco Gnutti era andato a una cena elettorale di Berlusconi: credeva che anche lui fosse un “compagno”, solo perché aveva partecipato all’orrenda scalata Telecom insieme a Consorte e Colaninno, e osservava che Gnutti stava puntando sul cavallo sbagliato, il Cavaliere, che prevedibilmente di lì a un anno avrebbe perso le elezioni. Intanto Latorre amoreggiava con Ricucci, un tipo che Enrico Berlinguer non avrebbe sfiorato nemmeno con una canna da pesca. Ci scherzava, lo trattava da pari a pari, faceva il tifo per lui. D’Alema, che com’è noto è molto intelligente, avvertiva Consorte delle possibili intercettazioni telefoniche (“attenzione alle comunicazioni”) parlandogli al telefono: una mossa davvero geniale, machiavellica, volpina. Poi lo esortava ad “andare avanti” nella scalata alla banca romana, abbandonandosi a un tifo da stadio (“facci sognare!”). E si occupava personalmente della quota detenuta in Bnl da Vito Bonsignore, pregiudicato per corruzione nonché europarlamentare dell’Udc. Stiamo parlando dei tre massimi dirigenti de Ds che, due estati fa, negavano spudoratamente di essersi occupati dell’Opa di Unipol alla Bnl, affermando di essersi limitati a rivendicare il buon diritto dell’assicurazione delle coop rosse a partecipare alla contesa bancaria. Latorre negava addirittura di aver passato il suo telefono a D’Alema perché parlasse con Consorte. I cavalli sui quali questi insigni statisti puntavano sono poi finiti tutti sotto inchiesta per gravissimi reati finanziari. Ricucci addirittura in galera e in bancarotta. Consorte e Gnutti hanno condanne non definitive per insider trading. Se questa non è una gigantesca “questione morale”, come solo Parisi, Di Pietro e pochi altri politici dissero fin dall’estate 2005, non si sa proprio che cosa lo sia. Ma, nelle reazioni del Botteghino alla divulgazione di brani di intercettazioni, non c’è un’ombra di autocritica, di ripensamento, di riflessione. Anzi si sentono e si leggono frasi copiate pari pari dalla propaganda berlusconiana e craxiana: “veleni”, “attacco”, “operazione scandalistica”, fughe di notizie”, “circuito mediatico-giudiziario”. Condite con attacchi vergognosi alla giudice Clementina Forleo, che ha fatto semplicemente il suo dovere, applicando una legge demenziale - la Boato - varata da destra e sinistra amorevolmente a braccetto nell’estate 2003. Se ieri, per tutta la giornata, sono usciti brandelli di intercettazioni, è soltanto perché, con una decisione giuridicamente inedita quanto discutibile, il vertice del Tribunale di Milano ha stabilito che gli avvocati difensori degli 83 indagati del caso Antonveneta potessero soltanto prendere appunti dalle centinaia di pagine di trascrizioni, ma non prelevarne copia. Se, come dovrebbe avvenire in un paese civile, e come infatti avviene in America e in Inghilterra, gli atti giudiziari non più segreti venissero messi integralmente a disposizione delle parti e anche della stampa, si saprebbe tutto subito, e si eviterebbe di costringere i giornalisti a pendere dalle labbra di questo o quell’avvocato, a fidarsi dei loro appunti non certo completi né disinteressati. Chi è causa del suo mal, pianga se stesso. Ma qui non c’è alcun “attacco”, nessuna “operazione”, nessun “circuito mediatico-giudiziario”. Si chiama, molto più semplicemente, “informazione”. I cittadini da oggi sanno qualcosa in più delle scalate bancarie illegali all’Antonveneta, alla Bnl e alla Rcs avviate dai furbetti del quartierino sotto l’alta protezione dello sgovernatore Fazio, dell’allora premier Berlusconi, dei vertici dei Ds, della Lega Nord e di Forza Italia (ci sono anche i berlusconiani Cicu, Grillo e Comincioli, al telefono con Fiorani). Ed è doveroso che sappiano, visto che su quelle telefonate il Parlamento sarà chiamato molto presto a votare pro o contro l’autorizzazione a usarle nei processi ai furbetti. Invece il senatore-avvocato Guido Calvi, già difensore di Ricucci e di D’Alema, nonché attuale difensore dell’ottimo Geronzi, dunque in pieno conflitto d’interessi anche lui, dice cose assurde contro i giudici di Milano e contro i giornalisti. Invoca interventi della Procura per “bloccare” le notizie che doverosamente la libera stampa fornisce ai cittadini. E chiede l’immediata approvazione al Senato della legge-bavaglio-Mastella, già varata dalla Camera con maggioranza bulgara: tutti i partiti affratellati, nessuno escluso. I voti del centrodestra all’ennesima porcata non mancheranno: Berlusconi ha già solidarizzato con D’Alema e D’Alema ha già solidarizzato con Berlusconi per la splendida contestazione (uova a parte) subìta da Bellachioma a Sestri Ponente. E la Cdl ha già annunciato con non userà politicamente quelle telefonate, onde evitare che a qualcuno, a sinistra, salti in mente di usare i gravissimi reati della fairy band berlusconiana per rinfacciare finalmente la questione morale alla destra. Persino Veltroni perde la testa e vaneggia di “crisi del sistema democratico”: ma non per il contagio del conflitto d’interessi che infetta il maggior partito della sinistra, bensì perché è finalmente affiorato alla luce del sole. Come se il problema non fosse ciò che i suoi compagni dicevano al telefono con personaggi ben poco raccomandabili, nel pieno di un’Opa e di una contro-Opa, in spregio alle più elementari regole del libero mercato; ma il fatto che finalmente tutto ciò stia venendo fuori. Hai la faccia sporca? Invece di andarti a lavare, dai la colpa allo specchio che la riflette. E tenti di romperlo, lo specchio, per non vedere mai più la faccia sporca. Che schifo. --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- E Marco Travaglio http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio è l'ultimo allievo di una persona di destra "vera" come Indro Montanelli: http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Quote
gekko Postato 12 Giugno 2007 Report Postato 12 Giugno 2007 dbev, ma non fai prima a darci direttamente il link, anziché fare sempre i copia-incolla? oltretutto snellisci i topics e non intasi le pagine..... Quote
Ruggine Postato 12 Giugno 2007 Report Postato 12 Giugno 2007 No, quello che continuo a dire è che, credo, la maggior colpa in questa storia ce l'abbia proprio la destra che non si impunta e non pretende le dimissioni di questo governo[..] E la storia della spallata al governo (che continua da un anno ormai) cos'è allora?? Poi il governo può andare a casa solo se va sotto al senato, solo in quel caso, e anche Napolitano("tirato" in ballo varie volte)si attiene a questa regola... Quote
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