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Grido di dolore per crisi auto, ma non è FIAT a chiedere aiuti.


MultiJet170

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Allarme per il rischio di perdita di posti di lavoro nelle concessionarie Italiane.

 

Qui, c'è un articolo preoccupante:

 

http://www.repubblica.it/motori/attualita/2012/02/02/news/auto_a_rischio_crack_serve_un_segnale_dal_governo-29195260/?ref=HRLV-7

 

Cominciate a leggerlo, poi, eventualmente, ne parliamo.

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Per me possono anche scordarseli gli incentivi statali. Primo perchè non ci sono soldi. Secondo perchè non si può stare a comprar continuamente automobili se non quando queste servono. Terzo perchè anche se in crisi chi ha sempre lavorato bene continuerà a farlo ugualmente e saranno maggiormente penalizzati coloro che hanno razzolato male a suo tempo, e cioè in tempi di vacche grasse.

Quindi mi dispiace ma credo che ci siano problemi più seri che stare appresso a questi piagnistei. Se vogliono posson sempre abbassar i prezzi delle auto e offrir di più. Solo così continueranno a vendere. Alcuni lo stanno facendo e resistono senza problemi, mentre altri piangono miseria e chiudono...

 

Corolla

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Abbassare i prezzi...

 

La stessa Ford Fiesta, stesso motore, stesso allestimento in italia viene 18'000€, in USA appena meno di 12'000€...

 

Con 6000€ ci esce una suzuki alto 1.0 a km zero...

 

Le vendite poi dovranno avere un calo sicuramente, dopare le vendite con incentivi è un "falso in bilancio".

 

Adesso abbiamo un parco auto circolanti più nuovo di quello che avremmo avuto senza incentivi, adesso tutte queste auto nuove, si devono invecchiare...

 

Ovvio che qualche concessionaria passerà giornatacce, poi adesso ci sono i gruppi che hanno più marchi, o concessionarie con 7 o 8 succursali, quelli al singolo gli fanno giustamente paura, purtroppo il mercato è questo, si chiama capitalismo e per fortuna o purtroppo è il sistema che abbiamo adottato.

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Anche perchè in Italia gli incentivi provocano sempre un lievitare dei prezzi ingiustificato ......................... bisogna eliminare i "privilegi" e "gentaglia varia" il resto poi verrà da sè

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Io sono sempre stato contrario agli incentivi,ma credo che sia ora di ripensarli in maniera seria,non come è sempre stato fatto:

Intanto,sul fatto che non ci sono soldi (inteso come stato,che non ha i soldi per gli incentivi) ricordo che con la sola iva e tasse varie,l'incentivo è pienamente ripagato,se poi aggiungiamo,un minor costo per via di ammortizzatori sociali,cassa integrazione etc...si ha un ulteriore guadagno.

Faccio notare a chi pensa che con gli incentivi si aiutano anche le marche estere,che tante aziende meccaniche lavorano per case straniere,anche nel campo della subfornitura.

Piccolo esempio,ieri ero da un mio clliente che produce stampi,e vedevo delle commesse della ZF di Norimberga,è l'azienda che produce i cambi.

 

Certo,ci vorrebbe un piano PLURIENNALE di incentivi,non fatti un'anno,e poi vedere come vanno le cose,e modulato sulle emissioni di co2,faccio un esempio semplicissimo...

 

2012 sotto i 100 gr

2013 sotto i 95

2014 sotto i 90

2015 sotto gli 85

2016 sotto gli 80....

 

In modo da "costringere" le case a produrre auto sempre meno inquinanti e con renimenti in fatto di consumi sempre migliori.

 

Ho finito....

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Io sono sempre stato contrario agli incentivi,ma credo che sia ora di ripensarli in maniera seria,non come è sempre stato fatto:

Intanto,sul fatto che non ci sono soldi (inteso come stato,che non ha i soldi per gli incentivi) ricordo che con la sola iva e tasse varie,l'incentivo è pienamente ripagato,se poi aggiungiamo,un minor costo per via di ammortizzatori sociali,cassa integrazione etc...si ha un ulteriore guadagno.

Faccio notare a chi pensa che con gli incentivi si aiutano anche le marche estere,che tante aziende meccaniche lavorano per case straniere,anche nel campo della subfornitura.

Piccolo esempio,ieri ero da un mio clliente che produce stampi,e vedevo delle commesse della ZF di Norimberga,è l'azienda che produce i cambi.

 

Certo,ci vorrebbe un piano PLURIENNALE di incentivi,non fatti un'anno,e poi vedere come vanno le cose,e modulato sulle emissioni di co2,faccio un esempio semplicissimo...

 

2012 sotto i 100 gr

2013 sotto i 95

2014 sotto i 90

2015 sotto gli 85

2016 sotto gli 80....

 

In modo da "costringere" le case a produrre auto sempre meno inquinanti e con renimenti in fatto di consumi sempre migliori.

 

Ho finito....

 

Si bravo, così poi arrivano gli Alfisti vecchio stampo e ti dicono che le Alfa Romeo attuali non hanno più la grinta di una volta. B) ;)

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Abbassare i prezzi...

 

La stessa Ford Fiesta, stesso motore, stesso allestimento in italia viene 18'000€, in USA appena meno di 12'000€...

 

Con 6000€ ci esce una suzuki alto 1.0 a km zero...

occhio che la differenza è anche nel mercato di dimensioni diverse. Gli USA sono la federazione che l'UE non è mai riuscita a diventare.

 

cosa vuol dire....

chi vuola la grinta,i cavalli fa a meno dell'incentivo,dove sta il problema.

Forse qualcuno dovrebbe ragionare un minimo sulla bolletta energetica del paese.

solo per l'ultima frase meriterebbe un applauso :D

 

personalmente comunque continuo a pensare che si dovrebbero ridurre le "spese accessorie", ciò che dovrebbe salvare il paese, cioé le tasse, sono anche la cosa che lo sta soffocando. perché ci sono molti sprechi, ma anche perché esistono leggi vecchissime, nonché perché esistono politicanti che danno fiato alla bocca sensa pensare ed un popolino che li segue pure.

Vuoi rilanciare un settore? Comincia a ridurre, per quanto possibile, tutte quelle spese che l'acquisto di un'auto si porta dietro, magari caricando quelle che sono le esternalità negative, come l'inquinamento (CO2 diceva Schema), il peso (maggiore inquinamento, usura delle strade, spreco di gomme, freni, carburante), le dimensioni (maggiore traffico ed ingorghi). Tu orienti la clientela verso un'acquisto responsabile, poi uno vuole per forza il suvvone? paga alla società il costo della sua scelta.

Corollario per chi mi ritiene il solito fiattaro: una scelta del genere non aiuterebbe proprio FIAT, date le dimensioni dei suoi ultimi modelli, quanto le giappe abituate ad una tassazione di questo tipo.

Altra cosa che si potrebbe fare sono le "liberalizzazioni" (termine di moda in questo periodo). L'Italia è da sempre una terra di motori, piena di piccole imprese di accessori, di aftermarket e via dicendo. Rendere più facile il tuning innocuo non sarebbe male.

Uno è truzzo? Peggio per lui, intanto comprandosi lo scarico cromato e tingendosi l'Ibiza di fuxia non sta facendo male a nessuno ma sta dando lavoro a tanta gente emiliana.

Uno vuole prepararsi la Serie 1? Va da una persona preparata, si fa rivedere 3-4 cose IN SICUREZZA, l'ingegnere dichiara che i tubi freno in treccia (per dire) non sono un pericolo nè per il guidatore nè per il traffico, si fa pagare la consulenza e la modifica viene messa a libretto dalla motorizzazione.

Con un processo simile si potrebbero anche legalizzare tante modifiche ai vari cinquantini, col risultato di far girare l'economia pulita e limitare il numero di modifiche folli che si fanno su quei mezzi. Ovviamente per guidare un cinquantino senza limitazioni servirebbe una patente A1. Il vantaggio sarebbe per le case che producono pezzi modificati che fuori dal sommerso aumenterebbero le vendite (tipo la Malossi), per le case che producono cinquantini che stanno chiudendo, mentre lo svantaggio sarebbe per le pericolosissime macchinette senza patente.

 

Certo resta un sogno.

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Non è questione di mercati, è questione che in europa siamo babbi...

 

In USA le auto costan meno che in EU, tutte dall'Alfa alla VW.

 

Se il governo riuscisse a ridurre la spesa corrente, potrebbe abbassare le tasse, l'economia riperderebbe fiato..

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"Crank", hai proprio rotto!... B)

Non puoi scrivere sempre e solo quello che penso... almeno accordiamoci, prima. :lol:

 

Per rafforzare i tuoi concetti, il tuning regolamentato, e in certi casi anche piuttosto estremo, in Europa è possibile effettuarlo fin dalla notte dei tempi. Soprattutto in Germania. Da loro, basta acquistare solo componenti omologati e pagare l'installatore autorizzato, che il più delle volte li fornisce direttamente, e il necessario per la verifica effettuata dal TÜV, che non costa neanche tanto. L'ingegnere che esegue materialmente la verifica viene addirittura fino in officina per effettuarla... figurati.

 

La Novitec di Stetten ne è un esempio lampante. Con questi ne ho avuto esperienza personalmente: con 5.500 euri circa, modificarono la mia ex 166 3.2 Busso, che comprai lì usata a 10.000 euri nel 2004 e venduto qui circa quattro anni fa, facendola diventare un vero spettacolo. E tutto regolamentato e riportato nel libretto di circolazione: modifiche alle sospensioni, ai freni, agli iniettori, alla centralina del motore, all'aspirazione e allo scarico, oltre a qualche altro piccolo particolare che non rientrava nei controlli obbligatori. Giunto in Italia ho poi cambiato le targhe e le modifiche sono diventate regolari anche qui.

 

Conciata com'era, e tutto regolare da libretto, lo rivenduta dopo anni ad un prezzo di poco inferiore al suo costo di acquisto compreso quello per le modifiche. Da loro, questo settore fornisce centinaia di migliaia di posti di lavoro, spesso super specializzato, e incassa fior di miliardi ogni anno, con pari soddisfazione per il loro erario. ;)

Peccato solo che non gli possa portare la mia Giulietta... :ph34r: :D

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