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Arriva la nuova 500L!


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Nuova Fiat 500L a 5 e 7 posti

La Fiat registra ufficialmente il marchio “500L”, nome che viene dato alla nuova monovolume compatta in arrivo al Salone di Ginevra di marzo

 

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(30/01/2012)

Il nome Fiat 500L è ora ufficiale

La MVP (monovolume compatta) che tutti credevamo prendere il nome di Fiat Ellezero si chiamerà invece Fiat 500L, un cambiamento ora ufficiale visto che dopo i rumors dello scorso weekend Fiat ne ha ora registrato il marchio.

Il nome 500L (dove L sta per Large) va quindi a sostituire L0 o Ellezero, forse una denominazione meno identificativa dell'iconica vettura torinese. In attesa del debutto ufficiale in quel di Ginevra al Salone Internazionale dell'Auto in marzo, Fiat scopre dunque le sue carte e rivela questo modello previsto sia nella versione 5 posti che in quella a 7 posti. Se il modello a 5 posti dovrebbe fare la sua uscita sul mercato a luglio, la versione 7 posti (più lunga di circa 10mm) dovrebbe seguirlo di 2-3 mesi ed essere disponibile tra settembre ed ottobre.

 

Fiat 500L prodotta in Serbia ma venduta in tutto il mondo

Mentre la versione 5 posti è prevista non solo per il mercato europeo ma anche per quello statunitense (non prima di inizio 2013), il modello a 7 posti non verrà per il momento commercializzato negli States. La 500L, sostituta della Fiat Idea che esce di produzione a fine anno, va quindi a competere con vetture quali Mini Countryman, Citroen C3 Picasso e Ford B-Max e viene prodotta in Serbia nello stabilimento di Kragujevac nel quale Fiat ha investito oltre 700 milioni di euro.

La produzione della 500L ha inizio tra maggio e giugno e dovrebbe raggiungere le 40.000 unità prodotte quest'anno, mentre dall'anno prossimo ci si aspettano 100.000 vetture prodotte annualmente.

 

 

...beh, che ve ne pare?... :)

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Mha..... è un mix : Frontale dell 500; Tetto e montanti stile MINI Country e passaruote modello Fiesta ... bisognerà vederla dal vero ... E poi se la FIAT applicherà la solita sua politica dei prezzi .......

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Mha..... è un mix : Frontale dell 500; Tetto e montanti stile MINI Country e passaruote modello Fiesta ... bisognerà vederla dal vero ... E poi se la FIAT applicherà la solita sua politica dei prezzi .......

 

Infatti, sono curioso di vederla dal vero. Così, mi ricorda un po' la mini.

 

In ogni caso, a prima vista, mi sembra carina, in ogni caso, nelle foto non riesco ad apprezzarne le dimensioni e le proporzioni.

 

Per ora le do un bel 7, poi vedremo.

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per me come arriva può anche andar via...Mai più macchine prodotte in era Minchionne, non fosse altro che per principio nei confronti dell'italiano rinnegato di Detroit.

:D ..quotone cum laude... ;)

 

alla facciazza dell'innovazione, poi... :huh: non mi capacito di come siano incredibilmente riusciti a farla ancora +brutta della mini clubman, che IMHO è già piuttosto agghiacciante di suo... ^_^

 

Peccato perchè una cosa che ha portato Minchionne in FIAT è il concetto di qualità e di soddisfazione del cliente ....

:rolleyes: ..finchè parliamo di concetti, forse si, ma nella vita reale mi sa proprio che siano ancora tutte da vedere (e dimostrare), sia la qualità che la soddisfazione... ^_^ :lol:

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I monovolume non sono il mio genere preferito, e questa si preannuncia la classica 7 posti o 5 + bagagliaio, la Multipla resterà un caso unico nella storia purtroppo :( . Il grosso dei monovolumi è di una banalità allucinante e con questa hanno voluto rischiare, è una cosa molto positiva secondo me e devo dire che il risultato non è malissimo (sempre da vedere dal vivo!).

 

Se applicano la politica di prezzi simile a quella usata per il Freemont avrà ottimi risultati, ancor di più se mettono il 1,4 120Cv a metano.

 

per me come arriva può anche andar via...Mai più macchine prodotte in era Minchionne, non fosse altro che per principio nei confronti dell'italiano rinnegato di Detroit.

 

Corolla

sei un clone di cristianim o la scuole elementari non sorvegliano bene le sale computer? :D

 

Peccato perchè una cosa che ha portato Minchionne in FIAT è il concetto di qualità e di soddisfazione del cliente ....

:rolleyes: ..finchè parliamo di concetti, forse si, ma nella vita reale mi sa proprio che siano ancora tutte da vedere (e dimostrare), sia la qualità che la soddisfazione... ^_^ :lol:

mi permetto di ricordarti i bilanci

e le statistiche tedesche sulla soddisfazione degli utenti. La cultura aziendale è una cosa importante, sai? :D

Studia!

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Caro Crank, permettimi di risponderti più chiaramente.

 

Di Fiat non ne comprerei per principio, non perchè ultimamente non stia sfornando macchine buone, economiche e affidabili, ma perchè da Italiano non è mia intenzione contribuire nemmeno con un euro a ciò che Marchionne ha combinato qui da noi con i contratti fatti ad hoc infischiandosi delle regole di concertazione, pontendo degli Aut Aut pericolosissimi per i diritti dei lavoratori.

 

Sia chiaro infatti che le minacce di fronte alle quali ha escluso alcune sigle sindacali, ha imposto contratti di secondo livello senza concertarli con i rappresentanti dei lavoratori, con l'uscita di fatto da confindustria, è una barbarie contro la società italiana, perpetrata da uno che se ne sta comodamente tra detroit e i piani alti della fiat di Torino.

 

Non per la Fiat in se, ma per le conseguenze di questi accordi nei confronti di altri, scatenando una corsa al massacro dei contratti in favore di forme più schiavizzanti e a favore del datore di Lavoro.

 

In Germania, anzichè metter in cassa integrazione, o fare piani vergognosi, riducono l'orario al personale, in attesa di tempi migliori, e puntano su formazione e innovazione. In Italia invece,a questo canadese senza scrupoli (non lo chiamo nemmeno italiano), gli viene permesso di venire a chiuder le fabbriche come se nulla fosse, a ricattar i poveracci, e a dar corda alle sue farneticazioni economiche, come se fossimo una economia di mercato senza regole e non avessimo uno stato sociale.

 

Prova tu a metterti nei panni dei poveracci di Termini Imerese, prova a metterti nei panni di coloro che appartengono alla CGIL, che è il maggior sindacato d'Italia, estromesso dagli accordi semplicemente perchè non si voleva concordar con la FIOM....una cosa vergognosa, che grida vendetta contro tutti coloro che hanno perso la vita come morti bianche, o in malattie lavorative, o in famiglie distrutte...

 

Fan.culo minchionne e la Fiat.

 

Corolla

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Caro Crank, permettimi di risponderti più chiaramente.

 

Di Fiat non ne comprerei per principio, non perchè ultimamente non stia sfornando macchine buone, economiche e affidabili, ma perchè da Italiano non è mia intenzione contribuire nemmeno con un euro a ciò che Marchionne ha combinato qui da noi con i contratti fatti ad hoc infischiandosi delle regole di concertazione, pontendo degli Aut Aut pericolosissimi per i diritti dei lavoratori.

 

Sia chiaro infatti che le minacce di fronte alle quali ha escluso alcune sigle sindacali, ha imposto contratti di secondo livello senza concertarli con i rappresentanti dei lavoratori, con l'uscita di fatto da confindustria, è una barbarie contro la società italiana, perpetrata da uno che se ne sta comodamente tra detroit e i piani alti della fiat di Torino.

 

Non per la Fiat in se, ma per le conseguenze di questi accordi nei confronti di altri, scatenando una corsa al massacro dei contratti in favore di forme più schiavizzanti e a favore del datore di Lavoro.

 

In Germania, anzichè metter in cassa integrazione, o fare piani vergognosi, riducono l'orario al personale, in attesa di tempi migliori, e puntano su formazione e innovazione. In Italia invece,a questo canadese senza scrupoli (non lo chiamo nemmeno italiano), gli viene permesso di venire a chiuder le fabbriche come se nulla fosse, a ricattar i poveracci, e a dar corda alle sue farneticazioni economiche, come se fossimo una economia di mercato senza regole e non avessimo uno stato sociale.

 

Prova tu a metterti nei panni dei poveracci di Termini Imerese, prova a metterti nei panni di coloro che appartengono alla CGIL, che è il maggior sindacato d'Italia, estromesso dagli accordi semplicemente perchè non si voleva concordar con la FIOM....una cosa vergognosa, che grida vendetta contro tutti coloro che hanno perso la vita come morti bianche, o in malattie lavorative, o in famiglie distrutte...

 

Fan.culo minchionne e la Fiat.

 

Corolla

 

 

:D :D

 

Che bel concentrato di pressapochismo...complimenti

Comunque ti consiglio questa lettura del Giuslavorista Pietro Ichino, un pò di cultura (non quella con la Q) fa sempre bene.

 

POMIGLIANO: QUANDO LA SINISTRA SBAGLIA IL BERSAGLIO

 

 

RIFLESSIONI IN MARGINE ALLA VISITA DELLO STABILIMENTO FIAT E A UN EPISODIO DI CONTESTAZIONE NELL’UNIVERSITà DI NAPOLI AL GRIDO “CONTRO MARCHIONNE, CONTRO IL PRECARIATO”: CHI DEMONIZZA UN INSEDIAMENTO INDUSTRIALE ECCELLENTE COME QUESTO SI ASSUME UNA RESPONSABILITà GRAVISSIMA VERSO IL PAESE

Lettera sul lavoro pubblicata sul Corriere della Sera del 24 gennaio 2012 - Seguono la replica dei rappresentanti della Fiom di Pomigliano, pubblicata dal Corriere della Sera il 26 gennaio, e la mia controreplica pubblicata dallo stesso quotidiano il giorno successivo

Caro Direttore, venerdì mattina ho visitato in ogni reparto il nuovo stabilimento della Fiat di Pomigliano. Il pomeriggio dello stesso giorno, all’Università di Napoli, ho assistito all’intervento urlato di un gruppo di contestatori; uno dei loro slogan era “contro Marchionne e contro il precariato”. Ho provato una stretta al cuore per l’inganno di cui quei ragazzi sono vittime. E per la responsabilità grave che tanta parte della sinistra italiana si assume demonizzando un insediamento industriale come questo.

Ho visto moltissime fabbriche metalmeccaniche; ma una come questa di Pomigliano non l’ho vista mai. Non mi riferisco all’esercito dei robot del reparto lastratura, che compiono interamente da soli il lavoro più pesante e pericoloso: il montaggio e la saldatura della scocca, la struttura della Panda. Mi ha impressionato molto di più il resto della fabbrica, dove a operare direttamente sono le persone. La prima cosa che mi ha colpito è stata l’assenza di rumore, l’ampiezza degli spazi, la distribuzione della luce, l’azzurro della rete dei vialetti, con strisce spartitraffico e passaggi pedonali, che attraversano le zone di lavoro; gli uffici con le pareti di cristallo collocati in mezzo al percorso del montaggio, quasi a sottolineare il superamento di ogni distinzione tra operai e impiegati. Poi il serpentone giallo: la nuova “catena” che catena non è più, collocata su di un largo nastro di parquet tirato a lucido, che si sposta lentamente, dove anche a me estraneo viene consentito di muovermi liberamente nei larghi spazi tra una postazione e l’altra. Tutto è strutturato in funzione della persona che lavora: è la scocca ad abbassarsi o rovesciarsi, non le braccia ad alzarsi. I lavoratori, per lo più giovani, ragazzi e ragazze, tutti con una tuta bianca pulitissima, suddivisi in gruppi di cinque o sei e tra loro intercambiabili. Scelgo a caso quelli o quelle con cui parlare a tu per tu. Tutti mi dicono che la nuova organizzazione è meno pesante della precedente. La paga-base mensile lorda di un quinto livello, qui, è sopra i 1700 euro, quasi 1550 per un terzo livello; poi ci sono il premio e gli scatti; quando entrerà in funzione il terzo turno, a questi si aggiungerà il compenso per l’ora e mezza media settimanale di straordinario e la maggiorazione per il lavoro notturno.

Uscito di lì, attraversando le vie sdrucite della periferia di Napoli, mi frulla per la testa la frase più benevola che ho sentito dalle mie parti politiche riguardo a questo stabilimento due anni fa, quando si discuteva del progetto “Fabbrica Italia”: “Sì, purché sia un’eccezione”. Ma perché questa diffidenza? Solo per le due deroghe marginali che il progetto comportava rispetto al contratto collettivo nazionale, delle quali la più rilevante riguardava appunto la possibilità di un’ora e mezza di straordinario alla settimana? A me sembra che dovremmo, semmai, auspicare altri cento stabilimenti come questo per lo sviluppo del nostro Mezzogiorno, per rimettere in moto la crescita del nostro Paese. Altro che “un’eccezione”!

Oggi l’obiezione è che a Pomigliano si viola la democrazia sindacale, perché non viene riconosciuto il diritto della Fiom-Cgil a una rappresentanza in fabbrica. Questo è il risultato ‑ conforme, peraltro, alla legge vigente ‑ del rifiuto opposto dalla stessa Fiom alla firma di qualsiasi contratto collettivo applicato dalla Fiat. Cambiamo questa norma. Però l’attacco violentissimo contro il piano “Fabbrica Italia” è venuto molto prima che sorgesse il problema della rappresentanza sindacale. E la guerriglia giudiziaria contro il progetto, l’opposizione a che qualche cosa di simile a Pomigliano si faccia anche altrove, prescinde da questo particolare problema.

Si dice, ancora: “La Fiat non ha chiarito il suo piano industriale”. Sarà; ma qui c’è un investimento colossale che sta dando lavoro per almeno quattro anni a migliaia di persone; e lavoro di alta produttività e qualità, relativamente ben retribuito. Chiediamo pure chiarimenti ulteriori sul futuro, ma qui c’è già qualcosa di chiarissimo per il presente, che stiamo disprezzando senza neppure degnarlo di uno sguardo (il sindaco di Napoli De Magistris ha rifiutato di visitare lo stabilimento!). Oltretutto, disprezzandolo, presentiamo a tutte le multinazionali che potrebbero essere interessate a investire da noi un’immagine repellente del nostro Paese.

Ai ragazzi del centro sociale “contro Marchionne e contro il precariato” ho chiesto: non vi accorgete che, tolto Marchionne, vi resta solo il lavoro nei sottoscala controllati dalla camorra? Chi incita al rifiuto di un investimento come quello della Fiat-Chrysler su Pomigliano, da dove pensa che possa venire lo sviluppo del Mezzogiorno e la crescita di questo Paese?

 

 

Qui invece è possibile approfondire il dibattito nato con la replica (inconsistente) da parte di Fiom

http://www.pietroichino.it/?p=19200

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Nuova Fiat 500L a 5 e 7 posti

La Fiat registra ufficialmente il marchio “500L”, nome che viene dato alla nuova monovolume compatta in arrivo al Salone di Ginevra di marzo

 

file103145374012692576254_big.jpg

 

(30/01/2012)

Il nome Fiat 500L è ora ufficiale

La MVP (monovolume compatta) che tutti credevamo prendere il nome di Fiat Ellezero si chiamerà invece Fiat 500L, un cambiamento ora ufficiale visto che dopo i rumors dello scorso weekend Fiat ne ha ora registrato il marchio.

Il nome 500L (dove L sta per Large) va quindi a sostituire L0 o Ellezero, forse una denominazione meno identificativa dell'iconica vettura torinese. In attesa del debutto ufficiale in quel di Ginevra al Salone Internazionale dell'Auto in marzo, Fiat scopre dunque le sue carte e rivela questo modello previsto sia nella versione 5 posti che in quella a 7 posti. Se il modello a 5 posti dovrebbe fare la sua uscita sul mercato a luglio, la versione 7 posti (più lunga di circa 10mm) dovrebbe seguirlo di 2-3 mesi ed essere disponibile tra settembre ed ottobre.

 

Fiat 500L prodotta in Serbia ma venduta in tutto il mondo

Mentre la versione 5 posti è prevista non solo per il mercato europeo ma anche per quello statunitense (non prima di inizio 2013), il modello a 7 posti non verrà per il momento commercializzato negli States. La 500L, sostituta della Fiat Idea che esce di produzione a fine anno, va quindi a competere con vetture quali Mini Countryman, Citroen C3 Picasso e Ford B-Max e viene prodotta in Serbia nello stabilimento di Kragujevac nel quale Fiat ha investito oltre 700 milioni di euro.

La produzione della 500L ha inizio tra maggio e giugno e dovrebbe raggiungere le 40.000 unità prodotte quest'anno, mentre dall'anno prossimo ci si aspettano 100.000 vetture prodotte annualmente.

 

 

...beh, che ve ne pare?... :)

 

Attenti a non farsi ingannare da questa ricostruzione, troppo Mini Countryman oriented secondo me con proporzioni profondamente sbagliate

La 500L è un monovolume dalle forme più tradizionali, la ricostruzione che più si avvicina al reale è questa di AlVolante, anche se è un pò schiacciata...

fiat500lrendering.jpg"]http://fiat500lrendering.jpg [/url]

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...

Qui invece è possibile approfondire il dibattito nato con la replica (inconsistente) da parte di Fiom

http://www.pietroichino.it/?p=19200

 

Risposta che risulta non solo inconsistente, ma anche, e come al solito, infarcita di considerazioni sostanzialmente autoreferenziali.

In questo Nazione, il tipo di sviluppo di un territorio, di qualsiasi territorio, non lo decide la FIOM... Ne questa si può permettere autonomamente, oltre a pretendere di poterlo fare addirittura impunemente, di scegliersi il tipo di impresa e perfino gli imprenditori che più gli aggradano. Soprattutto in questo difficile momento storico e rischiando di fare un danno a tutto il Paese... Temerari! <_<

 

Questo non toglie che le considerazioni di "corolla" siano davvero sentite... e non solo le sue, per la verità, che per certi versi comprendo.

Votarsi per ora alla tattica credo sarebbe meglio, però... per tutti! ;)

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Attenti a non farsi ingannare da questa ricostruzione, troppo Mini Countryman oriented secondo me con proporzioni profondamente sbagliate

La 500L è un monovolume dalle forme più tradizionali, la ricostruzione che più si avvicina al reale è questa di AlVolante, anche se è un pò schiacciata...

http://fiat500lrendering.jpg

 

Si, è vero... cosi sembra anche a me più verosimile.

Ma Al Volante si sà: è "l'infiltrato speciale" nei meandri del gruppo Fiat... :ph34r: :D

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Caro Crank, permettimi di risponderti più chiaramente.

 

Di Fiat non ne comprerei per principio, non perchè ultimamente non stia sfornando macchine buone, economiche e affidabili, ma perchè da Italiano non è mia intenzione contribuire nemmeno con un euro a ciò che Marchionne ha combinato qui da noi con i contratti fatti ad hoc infischiandosi delle regole di concertazione, pontendo degli Aut Aut pericolosissimi per i diritti dei lavoratori.

 

Sia chiaro infatti che le minacce di fronte alle quali ha escluso alcune sigle sindacali, ha imposto contratti di secondo livello senza concertarli con i rappresentanti dei lavoratori, con l'uscita di fatto da confindustria, è una barbarie contro la società italiana, perpetrata da uno che se ne sta comodamente tra detroit e i piani alti della fiat di Torino.

 

Non per la Fiat in se, ma per le conseguenze di questi accordi nei confronti di altri, scatenando una corsa al massacro dei contratti in favore di forme più schiavizzanti e a favore del datore di Lavoro.

 

In Germania, anzichè metter in cassa integrazione, o fare piani vergognosi, riducono l'orario al personale, in attesa di tempi migliori, e puntano su formazione e innovazione. In Italia invece,a questo canadese senza scrupoli (non lo chiamo nemmeno italiano), gli viene permesso di venire a chiuder le fabbriche come se nulla fosse, a ricattar i poveracci, e a dar corda alle sue farneticazioni economiche, come se fossimo una economia di mercato senza regole e non avessimo uno stato sociale.

 

Prova tu a metterti nei panni dei poveracci di Termini Imerese, prova a metterti nei panni di coloro che appartengono alla CGIL, che è il maggior sindacato d'Italia, estromesso dagli accordi semplicemente perchè non si voleva concordar con la FIOM....una cosa vergognosa, che grida vendetta contro tutti coloro che hanno perso la vita come morti bianche, o in malattie lavorative, o in famiglie distrutte...

 

Fan.culo minchionne e la Fiat.

 

Corolla

 

 

:D :D

 

Che bel concentrato di pressapochismo...complimenti

Comunque ti consiglio questa lettura del Giuslavorista Pietro Ichino, un pò di cultura (non quella con la Q) fa sempre bene.

 

POMIGLIANO: QUANDO LA SINISTRA SBAGLIA IL BERSAGLIO

 

 

RIFLESSIONI IN MARGINE ALLA VISITA DELLO STABILIMENTO FIAT E A UN EPISODIO DI CONTESTAZIONE NELL’UNIVERSITà DI NAPOLI AL GRIDO “CONTRO MARCHIONNE, CONTRO IL PRECARIATO”: CHI DEMONIZZA UN INSEDIAMENTO INDUSTRIALE ECCELLENTE COME QUESTO SI ASSUME UNA RESPONSABILITà GRAVISSIMA VERSO IL PAESE

Lettera sul lavoro pubblicata sul Corriere della Sera del 24 gennaio 2012 - Seguono la replica dei rappresentanti della Fiom di Pomigliano, pubblicata dal Corriere della Sera il 26 gennaio, e la mia controreplica pubblicata dallo stesso quotidiano il giorno successivo

Caro Direttore, venerdì mattina ho visitato in ogni reparto il nuovo stabilimento della Fiat di Pomigliano. Il pomeriggio dello stesso giorno, all’Università di Napoli, ho assistito all’intervento urlato di un gruppo di contestatori; uno dei loro slogan era “contro Marchionne e contro il precariato”. Ho provato una stretta al cuore per l’inganno di cui quei ragazzi sono vittime. E per la responsabilità grave che tanta parte della sinistra italiana si assume demonizzando un insediamento industriale come questo.

Ho visto moltissime fabbriche metalmeccaniche; ma una come questa di Pomigliano non l’ho vista mai. Non mi riferisco all’esercito dei robot del reparto lastratura, che compiono interamente da soli il lavoro più pesante e pericoloso: il montaggio e la saldatura della scocca, la struttura della Panda. Mi ha impressionato molto di più il resto della fabbrica, dove a operare direttamente sono le persone. La prima cosa che mi ha colpito è stata l’assenza di rumore, l’ampiezza degli spazi, la distribuzione della luce, l’azzurro della rete dei vialetti, con strisce spartitraffico e passaggi pedonali, che attraversano le zone di lavoro; gli uffici con le pareti di cristallo collocati in mezzo al percorso del montaggio, quasi a sottolineare il superamento di ogni distinzione tra operai e impiegati. Poi il serpentone giallo: la nuova “catena” che catena non è più, collocata su di un largo nastro di parquet tirato a lucido, che si sposta lentamente, dove anche a me estraneo viene consentito di muovermi liberamente nei larghi spazi tra una postazione e l’altra. Tutto è strutturato in funzione della persona che lavora: è la scocca ad abbassarsi o rovesciarsi, non le braccia ad alzarsi. I lavoratori, per lo più giovani, ragazzi e ragazze, tutti con una tuta bianca pulitissima, suddivisi in gruppi di cinque o sei e tra loro intercambiabili. Scelgo a caso quelli o quelle con cui parlare a tu per tu. Tutti mi dicono che la nuova organizzazione è meno pesante della precedente. La paga-base mensile lorda di un quinto livello, qui, è sopra i 1700 euro, quasi 1550 per un terzo livello; poi ci sono il premio e gli scatti; quando entrerà in funzione il terzo turno, a questi si aggiungerà il compenso per l’ora e mezza media settimanale di straordinario e la maggiorazione per il lavoro notturno.

Uscito di lì, attraversando le vie sdrucite della periferia di Napoli, mi frulla per la testa la frase più benevola che ho sentito dalle mie parti politiche riguardo a questo stabilimento due anni fa, quando si discuteva del progetto “Fabbrica Italia”: “Sì, purché sia un’eccezione”. Ma perché questa diffidenza? Solo per le due deroghe marginali che il progetto comportava rispetto al contratto collettivo nazionale, delle quali la più rilevante riguardava appunto la possibilità di un’ora e mezza di straordinario alla settimana? A me sembra che dovremmo, semmai, auspicare altri cento stabilimenti come questo per lo sviluppo del nostro Mezzogiorno, per rimettere in moto la crescita del nostro Paese. Altro che “un’eccezione”!

Oggi l’obiezione è che a Pomigliano si viola la democrazia sindacale, perché non viene riconosciuto il diritto della Fiom-Cgil a una rappresentanza in fabbrica. Questo è il risultato ‑ conforme, peraltro, alla legge vigente ‑ del rifiuto opposto dalla stessa Fiom alla firma di qualsiasi contratto collettivo applicato dalla Fiat. Cambiamo questa norma. Però l’attacco violentissimo contro il piano “Fabbrica Italia” è venuto molto prima che sorgesse il problema della rappresentanza sindacale. E la guerriglia giudiziaria contro il progetto, l’opposizione a che qualche cosa di simile a Pomigliano si faccia anche altrove, prescinde da questo particolare problema.

Si dice, ancora: “La Fiat non ha chiarito il suo piano industriale”. Sarà; ma qui c’è un investimento colossale che sta dando lavoro per almeno quattro anni a migliaia di persone; e lavoro di alta produttività e qualità, relativamente ben retribuito. Chiediamo pure chiarimenti ulteriori sul futuro, ma qui c’è già qualcosa di chiarissimo per il presente, che stiamo disprezzando senza neppure degnarlo di uno sguardo (il sindaco di Napoli De Magistris ha rifiutato di visitare lo stabilimento!). Oltretutto, disprezzandolo, presentiamo a tutte le multinazionali che potrebbero essere interessate a investire da noi un’immagine repellente del nostro Paese.

Ai ragazzi del centro sociale “contro Marchionne e contro il precariato” ho chiesto: non vi accorgete che, tolto Marchionne, vi resta solo il lavoro nei sottoscala controllati dalla camorra? Chi incita al rifiuto di un investimento come quello della Fiat-Chrysler su Pomigliano, da dove pensa che possa venire lo sviluppo del Mezzogiorno e la crescita di questo Paese?

 

 

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http://www.pietroichino.it/?p=19200

 

Ichino? i principi della riforma di legge son buoni...peccato che significa metter in mutande ulteriormente i lavoratori di fronte alla malafede e furbizia di certi datori di lavoro.. che schifo che uno con quel passato faccia proposte simili.

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