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Benzina a 1,8€ con possibilità di arrivare a 2€ ? non facciamo nu


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La storia è sempre la stessa, da alcuni decenni a questa parte.

Le speculazioni sui carburanti continuano sempre più spudorate, tutti brontolano e se ne lamentano, tanti invocano chissà quali "ribellioni" tanto eclatanti quanto inattuabili (smettiamo tutti di usare l'auto, fondiamo un partito politico ad hoc...) o oggettivamente insignificanti (facciamo una domenica di "sciopero", possibilmente quando è brutto tempo...) e, nel frattempo, TUTTI continuano a comprare le stesse identiche quantità di carburante, aprendo il portafoglio e pagando il prezzo richiesto, addirittura (novità degli ultimi anni molto significativa) scegliendo i distributori dove i prezzi sono più alti.

 

Quando parlo di "stesse identiche quantità" NON mi riferisco certo al carburante relativo agli spostamenti necessari, ma piuttosto a quello che riguarda gli altri spostamenti, non indispensabili, che costituiscono per tutti noi una percentuale consistente del totale e che potrebbero benissimo essere sensibilmente ridotti (non "azzerati", altrimenti si ricade nella sterile utopia) senza particolari sacrifici degni di essere chiamati tali.

 

Insomma, si brontola si brontola si brontola ma si continua a comprare e a pagare, invocando l'avvento di qualcuno (una sorta di grande mamma) che dall'alto giunga a castigare i cattivi per noi.

 

Siamo ancora lontani anni luce dal capire che in questo mondo, fondato sul denaro e sul mercato, abbiamo molto più (potenziale) potere come consumatori che come elettori e che, in tal senso, l'arma più potente che abbiamo in mano si chiama portafoglio. Se io, allegro e intraprendente speculatore, aumento il prezzo della merce che vendo e vedo che di fatto continuo a venderne le stesse quantità di prima, per quale ragione dovrei fare marcia indietro? Perché i clienti brontolano? Chi se ne importa, il mio scopo è incassare quattrini, NON complimenti e ringraziamenti.

Anzi, gli ottimi risultati ottenuti con l'ultima speculazione mi spingono senz'altro a farne un'altra più avanti. O no? Perché mai non dovrei? Che imprenditore sarei?

 

é un meccanismo che funziona egregiamente da almeno 40 anni, durante i quali i prezzi sono raddoppiati più volte, ogni volta con il consueto corredo di lamentele, di dichiarazioni del tipo "così non si può andare avanti", "di questo passo si dovrà andare in bicicletta" ecc. ecc., mentre nel frattempo le auto in circolazione sono diventate sempre di più (qualcuno le avrà pur comprate...) e il traffico NON lavorativo è diventato sempre più caotico.

Non solo: ancora oggi si continuano a comprare con disinvoltura vetture anche piccole che alla resa dei conti consumano tanto quanto le loro antenate di 20 o 30 anni fa; al momento dell'acquisto, si attribuisce molta più importanza agli psico-cavalli e alle dotazioni elettroniche e al design invidiabile che agli effettivi consumi e costi di esercizio. Tanto è vero che i costruttori, di conseguenza, anziché proporre vetture magari sobrie che consumino e costino poco di manutenzione, si muovono in altre direzioni.

 

Il prossimo spauracchio di turno è costituito dai 2€ al litro; esso verrà raggiunto e poi superato, come sempre.

Ci saranno brontolamenti, lamentele, indignazioni scritte e parlate e, nel frattempo, i distributori più cari NON resteranno deserti, le strade nei fine settimana continueranno ad essere frequentate come al solito ecc. ecc. ecc.

Perché mai dovrebbe accadere qualcosa di diverso?

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Dott. Marimasse, prima di replicare devo fare qualche premessa, una delle quali in M.P.

Il mio punto di vista non è dei più obiettivi, abitando in una zona con i prezzi più alti (fatto il pieno Venerdì a 1,868 - prezzo già scontato di 7 cent. - ad una 50ina di km da casa, in altra regione, ho visto prezzi inferiori di 15 cent.) sperimentando già di fatto i 2€/l.

In secondo luogo per il misero 'lavoro' precario che ho (anche come reddito), necessitano spostamenti in auto variabili dalle diverse decine a qualche centinaio di km settimanali, con prezzi dei carburanti sotto costante osservazione e crescente incidenza sui costi personali.

Va detto che condivido le sue opinioni in larga parte e volentieri argomenterei punto per punto ma così facendo farei un post chilometrico e finirei facilmente o.t.

 

... e, nel frattempo, TUTTI continuano a comprare le stesse identiche quantità di carburante, aprendo il portafoglio e pagando il prezzo richiesto

 

Credo che stavolta sia diverso.

Ho sottomano il grafico pubblicato da 4R (quello nell'articolo sulle pompe bianche) con i prezzi annuali a partire dal 1990: i prezzi sono crescenti ma sopportabili fino al 2003; dall'anno successivo inizia un cambiamento del quale ce ne possiamo rendere conto solo a posteriori osservando il grafico. In quegli anni, non ancora così lontani, viene registrato anche il massimo dei consumi dei carburanti per traffico privato (lo vedo da un altro grafico basato sui dati dell'Unione Petrolifera, aggiornato al 2009

http://4.bp.blogspot...o%2Bprivato.png ) da lì in poi si ha un declino ancora moderato.

E poi c'è il 2011: anno di 'rottura' con la tradizione, con il record del prezzo industriale ed i provvedimenti montiani e 3montiani (anche qui il tutto è ben evidente nel 1° grafico citato).

Ho calcolato che in 30€ di rifornimento 18€ circa sono tasse (basandomi sui dati % di Nomisma Energia ed i prezzi in zona).

Imho, di questa situazione ne sta soffrendo e diventando consapevole una quota crescente di persone (che in generale farebbero bene a guardare quanto poco si muove la lancetta del livello carburante dopo una spesa 'rilevante' tipo 50€ o, meglio ancora, leggere i litri erogati una volta terminato il rifornimento).

 

Se io, allegro e intraprendente speculatore, aumento il prezzo della merce che vendo e vedo che di fatto continuo a venderne le stesse quantità di prima, per quale ragione dovrei fare marcia indietro? Perché i clienti brontolano? Chi se ne importa, il mio scopo è incassare quattrini, NON complimenti e ringraziamenti.

Anzi, gli ottimi risultati ottenuti con l'ultima speculazione mi spingono senz'altro a farne un'altra più avanti. O no? Perché mai non dovrei?

 

Questo si attaglia a quello che sta facendo lo Stato e a quanto ho scritto sopra: il gettito per il Fisco a Gennaio è aumentato del 30% circa rispetto a 12 mesi prima nonostante i provvedimenti e quant'altro è successo nel 2011 ed i consumi di carburante non certamente in crescita. Ma il periodo mese su mese secondo me è troppo breve, basta qualche fattore straordinario ad alterarne le valutazioni.

Vedo che Monti è fermo e convinto nelle sue decisioni; ha affermato nei giorni scorsi che la tassazione va maggiormente spostata sulle imposte indirette.

Sta facendo danni in molti settori e mettendo concretamente e pesantemente le mani nelle tasche degli italiani (svuotandole).

Il solo motivo che mi viene in mente e che 'giustifica' questa 'condotta' è il fatto che Monti sarebbe a conoscenza e ben consapevole del fatto che negli anni a venire i carburanti saranno disponibili in quantità via via decrescenti a prezzi inevitabilmente sempre più cari.

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Dott...

Perché mai? Nessun dottore.

Solo un tizio qualunque di mezza età abbondante e di discreta memoria che da anni cerca di osservare le cose con obiettività e spera di riuscirci almeno in parte.

 

...Il mio punto di vista non è dei più obiettivi, abitando in una zona con i prezzi più alti ... spostamenti in auto variabili dalle diverse decine a qualche centinaio di km settimanali, con prezzi dei carburanti sotto costante osservazione e crescente incidenza sui costi personali...

Non metto in dubbio neanche una parola.

Ciò che io volevo sottolineare è il fatto che, indipendentemente dalla media dei prezzi delle varie zone, i distributori dai prezzi più alti (che ci sono ovunque, così come quelli dai prezzi meno alti) NON rimangono affatto deserti. Il che significa che ci sono molte persone che nonostante gli aumenti e la derivante (comprensibilissima) rabbia continuano a rifornirsi senza dare alcuna importanza all'unica e sola vera arma che forse potrebbe rivelarsi in qualche modo efficace.

Inoltre gli spostamenti non necessari (uscite serali, gite domenicali e nei ponti festivi...) non hanno affatto subito, fino ad oggi, alcun drastico calo a seguito degli aumenti dei prezzi dei carburanti. Non solo negli anni e nei decenni scorsi, durante i quali i prezzi sono più volte raddoppiati, ma anche in occasione delle festività di fine 2011, ovvero subito dopo uno degli aumenti più pesanti/repentini di cui si abbia memoria.

 

...Credo che stavolta sia diverso. Ho sottomano il grafico pubblicato ...

Io non sono altrettanto meticoloso e non ho in mano grafici pubblicati da questa o quella fonte più o meno autorevole e disinteressata, anche perché non mi fido più di tanto dei cosiddetti "dati numerici" (quelli che in teoria mai dovrebbero mentire) che vengono ovviamente raccolti e confezionati e presentati da esseri umani (che invece mentono fin troppo spesso).

Quanto al fatto che questa volta la situazione sia diversa, penso che una verifica abbastanza oggettiva si potrà avere già nelle prossime settimane di invitante clima primaverile, osservando appunto l'intensità del traffico non lavorativo. In ogni caso, però, non va dimenticato che l'eventuale riduzione del traffico non si potrà automaticamente attribuire ad una finalmente raggiunta determinazione a brontolare meno e ad agire di più. Un conto è non comprare la benzina (o la macchina nuova o altro) perché non si hanno quattrini (vorrei tanto comprare ma non posso e appena potrò lo farò), un conto è non comprare perché si vuole protestare attivamente contro qualcosa che si ritiene ingiusto (potrei comprare ma non voglio). Sono due cose molto simili in apparenza ma profondamente diverse.

 

...Sta facendo danni in molti settori e mettendo concretamente e pesantemente le mani nelle tasche degli italiani (svuotandole)...

Questo è un discorso molto delicato e sfaccettato, che troppo spesso mi pare venga affrontato (per convenienza economica o elettorale, per disinformazione, per consolazione in buona fede o per altri motivi, sempre validissimi agli occhi di chi li promuove) "dimenticando" che la nostra oggettivamente disastrosa attuale situazione finanziaria non si è creata in sei mesi o in un anno e non si è nemmeno creata ad opera di una o due o dieci o cento persone cattive e dispotiche, ma si è creata molto gradualmente e collettivamente nel corso di decenni nei quali, oltre tutto, il paese non è stato governato da dittature ma da persone regolarmente elette e spesso e volentieri RI-elette.

 

Io non voglio santificare né demonizzare e non sono certo depositario della verità, però parto da un presupposto forse molto elementare ma a mio avviso ineludibile: se un atleta un po' alla volta si è abituato al doping lasciandosi convincere da chi gli ha raccontato la storiella delle prestazioni in perenne crescita e sviluppo e più o meno consapevolmente si è ridotto a prendere ogni giorno nuove pastiglie per "incentivare" la propria carriera e mantenersi competitivo e si è abituato a considerare "normale" tale andazzo, quando le sostanze assunte presenteranno il conto e si ritroverà ricoverato d'urgenza con medici e parenti e amici che gli diranno che ha il fisico seriamente danneggiato e che dovrà darsi una pesante calmata, dimenticando le vittorie "finte" e sottoponendosi a un difficile e anche doloroso periodo di disintossicazione per recuperare uno stato di salute molto meno sfavillante ma anche potenzialmente molto più durevole, come reagirà?

Dirà

"è giusto, avete ragione, sono stato incosciente"

oppure dirà

"non se ne parla affatto, io sto benissimo, non potete rovinarmi la vita togliendomi le mie pastiglie, sono tre giorni che non le prendo e già mi sento male per colpa vostra, devo subito ricominciare a prenderle (magari aumentando un pochino le dosi) per tornare a stare bene"

e così via?

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Dott...

Perché mai? Nessun dottore.

 

Dott. Marimasse, prima di replicare devo fare qualche premessa, una delle quali in M.P.

La spiegazione è nel messaggio privato che ho inviato; non c'è alcun tipo di ironia, in realtà le sue opinioni le conoscevo già da tempo.

(nel breve messaggio c'è anche altro, che non ritengo pertinente all'oggetto del thread)

 

Ciò che io volevo sottolineare è il fatto che, indipendentemente dalla media dei prezzi delle varie zone, i distributori dai prezzi più alti (che ci sono ovunque, così come quelli dai prezzi meno alti) NON rimangono affatto deserti. Il che significa che ci sono molte persone che nonostante gli aumenti e la derivante (comprensibilissima) rabbia continuano a rifornirsi senza dare alcuna importanza all'unica e sola vera arma che forse potrebbe rivelarsi in qualche modo efficace.

Inoltre gli spostamenti non necessari (uscite serali, gite domenicali e nei ponti festivi...) non hanno affatto subito, fino ad oggi, alcun drastico calo a seguito degli aumenti dei prezzi dei carburanti.

 

In linea di massima concordo; i distributori con prezzi più alti (senza esagerare con la nomenclatura) convengono se si usa una scheda telefonica (sim) della loro 'famiglia' (sconto -10 cent.) oppure viene accreditato in c/c uno sconto % se viene utilizzato un determinato 'bancomat', oppure ancora facendo spesa e rifornimento con la carta 'nectar'.

Personalmente faccio molta attenzione al prezzo ma non mi va di fare strada e perdere tempo per inseguire il prezzo più basso; in realtà le differenze tra distributori vicini sono molto piccole.

Ci sono invece certe zone relativamente distanti, in cui comunque devo transitare, dove i prezzi per vari motivi un po' si 'avvallano'.....

Ma continuo a pensare che 'non esistano pasti gratis' e nel prezzo più basso sempre e comunque spesso 'gatta ci cova' (vale per carburanti ed ogni altro tipo di merce)

http://www.latina24o...meno-carburante

http://www.bsnews.it...ato_il_gestore_

 

Nelle stesse conclusioni dell'articolo sulle 'pompe bianche' si afferma che l'organico per le verifiche è insufficiente e bisogna affidarsi all'onestà del gestore più che a quella del marchio relativamente noto.

Armi molto efficaci da me adottate sono il 'piede leggero' ed il contenimento degli spostamenti facendone ognuno per più cose contemporaneamente (ad es. non prendo mai l'auto esclusivamente per andare a fare rifornimento)

 

...una quota crescente di persone (che in generale farebbero bene a guardare quanto poco si muove la lancetta del livello carburante dopo una spesa 'rilevante' tipo 50€ o, meglio ancora, leggere i litri erogati una volta terminato il rifornimento).

 

come Formigoni da 1:20

"Ahò, qui in venti secondi s'è presa 10€". Mo vediamo quanti litri sono" :lol:

 

http://www.youtube.com/watch?v=eAvu1S87qaE

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Con 10 euro di metano si possono percorrere 158 km

http://www.ilgiornal...rcorrere-158-km

"Con l’attuale struttura dei prezzi dei carburanti per auto, con 10 € un’auto di media cilindrata può percorrere 158 km se è alimentata a metano, 97 km se è alimenta a Gpl, 69 km se è alimentata a gasolio e 58 chilometri se è alimentata a benzina."

Che significa 'bruciare' una moneta da 1 € per fare 6 km. Per quanto mi riguarda, con la mia Punto 55 riesco ancora a stare a cavallo dei 10 km con 1€ (non ancora per molto...) sui giornali, ecc.

Ci sto ampiamente dentro anche con la mia nei 10 €*158 km. Volendo potrei percorrere anche un pò di chilometri in più.
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...non mi va di fare strada e perdere tempo per inseguire il prezzo più basso; in realtà le differenze tra distributori vicini sono molto piccole...

Capisco.

Diciamo che "inseguire" il prezzo più basso, secondo me, assume una valenza che va al di là dell'aspetto strettamente monetario e riguarda invece un altro aspetto, forse simile ma in realtà assai diverso.

 

Per fare un esempio volutamente esagerato, non di rado capita che alcune persone (lavoratori, studenti ecc. ecc.) si imbarchino in azioni assai energiche e ostinate e durevoli, magari anche faticose e molto stressanti e per molti versi costose, per protestare contro qualcosa che, in termini strettamente economici, provocherebbe un danno oggettivamente assai inferiore a quello derivante dalle proteste stesse. Ciò nonostante protestano ugualmente, non tanto per l'aspetto monetario quanto piuttosto per una questione di principio.

 

In questa ottica, secondo me, rientra l'idea di comprare il carburante dove costa meno caro anche se ciò comporta qualche "sacrificio" e anche se, per dire, il risparmio derivante dal minor prezzo viene annullato o quasi dai km in più fatti per raggiungere il distributore scelto.

Le speculazioni sui carburanti (e non solo quelle) trovano da sempre un ottimo alleato proprio nel fatto che tanta gente si fa guidare da ragionamenti del tipo "non mi conviene" oppure, più frequentemente ancora, "in fin dei conti sono tre euro su un pieno, cosa vuoi che cambi?".

Ragionamenti ovviamente legittimi e sensati (in termini strettamente economici), ma ANCHE, appunto, fedeli alleati di chi proprio su di essi fa affidamento.

O no?

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...non mi va di fare strada e perdere tempo per inseguire il prezzo più basso; in realtà le differenze tra distributori vicini sono molto piccole...

Capisco.

Diciamo che "inseguire" il prezzo più basso, secondo me, assume una valenza che va al di là dell'aspetto strettamente monetario e riguarda invece un altro aspetto, forse simile ma in realtà assai diverso.

 

Per fare un esempio .... per una questione di principio.

 

In questa ottica, secondo me, rientra l'idea di comprare il carburante dove costa meno caro anche se ciò comporta qualche "sacrificio" e anche se, per dire, il risparmio derivante dal minor prezzo viene annullato o quasi dai km in più fatti per raggiungere il distributore scelto.

Le speculazioni sui carburanti (e non solo quelle) trovano da sempre un ottimo alleato proprio nel fatto che tanta gente si fa guidare da ragionamenti del tipo "non mi conviene" oppure, più frequentemente ancora, "in fin dei conti sono tre euro su un pieno, cosa vuoi che cambi?".

Ragionamenti ovviamente legittimi e sensati (in termini strettamente economici), ma ANCHE, appunto, fedeli alleati di chi proprio su di essi fa affidamento.

O no?

 

Tutto sommato direi che finiamo per fare le stesse cose, anche se partendo da presupposti in parte diversi; nel mio caso, da ragioniere taccagno che pensa al suo tornaconto innanzitutto.

Con uno stipendio 'regolare' sarei anche disposto a perseguire certe ragioni di principio che, per quanto mi concerne, significherebbe andare in quella pompa di tipo 'ghost' (dove non c'è nessun servizio, ci si serve sempre da soli in qualsiasi orario) distante una 15ina di km da casa ed in cui 'risparmio' 6 cent. abbondanti. In quella pompa mi servo comunque (saltuariamente; a seconda della convenienza; si può trovare di meglio molto più distante) quando ci devo necessariamente passare davanti anche se non sono prossimo al 'livello di riserva': infatti per rifornire non aspetto di finire il carburante ma 'programmo' rifornimenti variabili tra i 20 ed i 40€ dove so che, lì, convengono.

Una questione di principio che perseguo (in breve, per non andare troppo o.t.) è quella di non rifornire nella g.d.o. In verità in zona l'impianto più vicino ce l'ho ad una 40ina di km, per cui non si tratta di rinunciare a qualcosa; ma nelle poche volte che mi capita di passarci davanti, ne approfitto per rifornire nel distributore vicino e concorrente a quello del mega centro commerciale (per giunta pure più comodo, rimanendo sulla mia stessa strada senza fare deviazioni, ne' code di attesa) 'godendo' del 'beneficio' di un prezzo inferiore alla media dovuto alla presenza dell'ipermercato, ma senza farci la spesa.

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...direi che finiamo per fare le stesse cose, anche se partendo da presupposti in parte diversi; nel mio caso, da ragioniere taccagno che pensa al suo tornaconto innanzitutto...

Al mio tornaconto penso senz'altro anch'io e non credo proprio sia cosa sbagliata, fintanto che non comporta comportamenti scorretti o sleali o disonesti nei confronti di terzi.

 

Forse io sono più disposto a "perdere" parte del risparmio (o anche il risparmio intero) in favore della questione di principio. In altre parole, se per andare "apposta" a fare rifornimento a 20km di distanza il risparmio derivante dal minor prezzo viene assorbito dai quei 40km (e quindi il viaggio diventa inutile in termini di stretta e immediata convenienza) io lo faccio ugualmente, perché spero che ciò possa dare un concreto contributo a contrastare le speculazioni. Certamente molto più concreto dei brontolamenti e delle chiacchiere.

 

Non sono amante degli atteggiamenti fondamentalisti, per cui capisco benissimo chi fa delle scelte diverse, magari intermedie; io stesso certe volte, non avendo tempo di andare in quel posto, compro un po' di carburante altrove, sempre evitando peraltro le pompe più care.

 

C'è anche da dire che la mia auto con un pieno di gasolio cammina 1200km, il che rende le cose più semplici.

 

Quello che non mi piace è che ci sia moltissima gente che si lamenta animosamente e che poi, all'atto pratico, nemmeno lontanamente si preoccupa di questi aspetti e fa rifornimento dove capita o dove è più comodo, tirando sempre in ballo discorsi come "tanto su un pieno si risparmia solo qualche euro" oppure "cosa vuoi che cambi anche se io vado a comprare da un'altra parte" e così via. Per la gioia degli speculatori.

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La questione carburanti è assai più delicata delle altre, ma pur sempre trova base nel sistema prezzi italiano, che paradossalmente, non è condizionato da un mercato non liberalizzato, ma da "magagne" che stanno alla base e che in qualche modo limitano notevolmente la liberta di prezzo...partiamo ad esempio dal mio campo...i farmaci...si dice che le liberalizzazioni porteranno ad abbassare il prezzo....allora mi spiegate perchè i farmaci di automedicazione costano di più rispetto a 5 anni fa eppure da 6 anni c'è il prezzo libero voluto da bersani, ci sono i corner ci sono le parafarmacie...ma...la rinazina costava 5 euro nel 2005 ed oggi costa 7.20...è vero..ci può essere il collega che fa una "campagna" promozionale e quindi vende tale farmaco a meno...ma magari vende l'aspirina a più...questo vuol dire che accade in tutto e per tutto quello che accade con la GDO ed i prodotti da essa trattati..specchietti per le allodole con il parmigiano a 8 euro il kilo in offerta e il last al limone che costa di più rispetto da un altro supermercato dove trovi il last in offerta ma magari il salame a pieno prezzo maggiorato....quindi, a meno di non fare i viandanti tra supermercati si finirà per spendere lo stesso se nn di più nel grande ipermercato dove spinto dalla voglia di acquistare che genera l'esposizione ti porti a casa cavolate che non servono....Sapete perchè i farmaci non costeranno mai di meno rispetto al passato...? perchè effettivamente il prezzo è calato ma di quelli di fascia A quelli rimborsati con la ricetta...e quindi...quelli che deve pagare lo stato..e siccome lo stato pretende da farmaindustria uno sconto detto payback ormai sull 80% dei farmaci di fascia A , farmaindurtria per rifarsi delle perdite alza il prezzo di quelli a pagamento o peggio degli integratori alimentari (quelli cioè non registrati come farmaco ma con funzioni terapeutiche), con l'aggravio che questi non sono nemmeno scaricabili dalle tasse...e dal 2007 tutta la filiera può alzare il prezzo perchè il grande pico della mirandola di bersani ha fatto si che il prezzo dei farmaci di fascia c otc e sop fosse libero con possibilità di praticare il prezzo voluto per tutta la filiera...viene da se che anche il corriere che mi porta le medicine può chiedermi il 3% sul consegnato e farlo gravare sulla bolla e quindi sul costo finale che io dovrò praticare al pubblico....avete capito cari signori come stanno le cose?......come tutti sappiano il 70% del costo dei carburanti sono tasse accise dirette o indirette..abbassare tali voci è impossibile per i conti dello stato specie in periodi di risanamento e finche ci sarà il Sig. Monti che si preoccuperà del pareggio di bilancio e di portare i conti a zero a spese della gente si potrà fare ben poco.....perchè il ragionamento sarà sempre quello ...io metto i conti a posto perchè questo è il mio mandato...poi..chi vivrà vedrà....con questa ottica si può forse aggiustare il problema carburanti? è logico che come già detto su questo forum l'aumento genera un aumento delle entrate per lo stato che è solo momentaneo......ma è quello che persegue lo stato in questo momento per fare la sua bella figura con l'europa...poi il gpl...compraiamo auto a gpl o metano..quando saranno il 40% del parco cicolante ecco la mazzata come per il gasolio nei primi del 2000

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...a meno di non fare i viandanti tra supermercati...

Fare i viandanti tra i supermercati per comprare questo prodotto di qua e l'altro prodotto di là sarebbe un atteggiamento estremista e quindi ovviamente, proprio in quanto tale, improponibile. All'estremo opposto c'è l'atteggiamento di chi compra le cose dove capita, magari lasciandosi abbagliare dai prodotti civetta e dando per scontato che anche tutti gli altri siano altrettanto convenienti, SENZA assumere alcun atteggiamento "attivo" al di là del brontolamento e delle frasi come "tanto non serve".

Nel caso dei carburanti, da un lato avremmo colui che fa ogni settimana lunghi viaggi per fare il pieno solo al distributore meno caro della regione ovunque esso sia, dall'altro colui che fa il pieno dove capita o dove gli è più comodo senza neanche badare alle differenze di prezzo ma comunque brontolando per gli aumenti e sostenendo la totale inutilità di cambiare distributore per risparmiare "solo" 3 o 4 o 7 euro su un pieno.

 

Tra i due estremi, come sempre, ci sono molte possibili vie di mezzo, assai più concrete e potenzialmente efficaci, che però richiedono una certa dose di impegno, attenzione e anche... ""sacrificio"" (tra doppie virgolette per non offendere chi nella vita è costretto a sacrifici veri).

Cose che, come ben sanno da sempre gli speculatori, risultano indigeste alla maggior parte dei consumatori, che a quanto pare preferiscono rimanere in attesa di qualcuno che, arrivando dall'alto, sistemi le cose castigando i cattivi e premiando i buoni. O no?

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Marimasse...il tuo discorso non fa una piega ed è perfetto...vero è che tra le diverse offerte che abbiamo oggi occorre sapersi districare...tornando al supermercato..tra i sue estremi...tra quello che gira mezza regione alla ricerca del parmigiano scontato e della carta igienica in offerta, e quello che si fa il giro dei supermercati di quartiere per fare la spesa c'è chi purtroppo questo tempo proprio non ce l'ha...ad esempio...io e mia moglie usciamio alle 8 e torniamo entrambi alle 20 tutti i giorni tranne al sabato...io torno a pranzo a casa di mio padre uscendo dal lavoro alle 13...come è possibile quindi fare la spesa girando per supermercati...è chiaro che se vediamo il sabato il dixan in offerta al conad andiamo li e magari li compriamo anche il parmigiano....ecco in questo senso si può fare ma se dovessi passare un intero sabato unico mio giorno libero a girare per supermercati allora meglio spararsi da soli.

Per quanto concerne la benzina è un pò la stessa cosa...ovvio è che vado di sera all'agip perchè all'automatico mi costa meno..ovvio che se capito a cosenza c'è l'agip di viale parco che fa 9 centesimi in meno e vado li...ma se dovessi partire da casa mia farmi 18 km all'anadate e 18 al ritorno per andare alla q8 di rende a fare il pieno..il risparmio me lo sono bello e mangiato.....potrei anche pagare il gasolio a 2.OO che sarebbe lo stesso....

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