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Incendio con due auto a metano


robertomrc

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Ecco l'articolo di un incendio di 6 macchine con ben due di queste alimentate a metano... nessun problema :ph34r:

 

Rogo in piazza, 6 auto distrutte dal fuoco

 

 

ROVERETO. Un inferno di fiamme che si levano alte dagli abitacoli, tra lamiere contorte e annerite dalla fuliggine. Il rogo che si è scatenato alle due del mattino in piazza della Libertà a Borgo Sacco s’è divorato quattro automobili, danneggiandone altre due in maniera seria. I proprietari sono tutte persone di Borgo Sacco. L’ipotesi più probabile è il dolo. Il fuoco è partito da una Ford Focus station wagon che si trovava parcheggiata nell’ultimo stallo della piazza sul versante dell’Adige. Ieri mattina l’auto è stata esaminata con gli strumenti a disposizione dei vigili del fuoco - l’esplosimetro, un dispositivo che misura le esalazioni del materiale bruciato, rilevando la composizione di gas e fumi - ma ciò non ha permesso di giungere a conclusioni certe. L’unico elemento sicuro è che al momento nessuno ha notato tracce di innesco. Vale a dire che potrebbe trattarsi di un banale cortocircuito, degenerato grazie al vento, che nell’alveo del fiume spira verso valle, trasmettendo cioè le fiamme dalla prima auto incendiata (la Focus, appunto) a quelle di fianco (nell’ordine: una Suzuki Wagon R, una Fiat Bravo e una Chevrolet Kalos, danneggiando anche il muso di un’Alfa Romeo 147 e di una Mercedes 200). L’esito avrebbe potuto essere molto più drammatico: sia la Mercedes che la Kalos erano alimentate a gas metano. Se il rischio è stato evitato sulla berlina tedesca, in quanto il serbatoio del gas si trovava nel bagagliaio, mentre era il muso ad essere rivolto verso il fuoco, la piccola Chevrolet avrebbe potuto trasformarsi in una bomba: il serbatoio è alloggiato nel vano della ruota di scorta (il sistema della cosiddetta “ciambella”) e le fiamme hanno devastato sia il fianco della Kalos che le tappezzerie interne, lasciando però integro il piccolo vano bagagli. La polizia segue le indagini, coordinate dal sostituto procuratore De Angelis, benché alcuni dei danneggiati si siano rivolti ai carabinieri. Fa eccezione il titolare della Focus, un sessantatreenne di Sacco, che sporgendo denuncia al commissariato ha raccontato di alcuni passati dissapori, per motivi affettivi e di affari, che potrebbero - nell’ipotesi del dolo - rivelarsi delle piste preziose. Per ora però si tratta di pure ipotesi, ci vorranno alcuni giorni per ottenere tutti i referti delle analisi: oltre a quelle dei pompieri permanenti di Trento ci sono le rilevazioni dei pompieri roveretani e quelle eseguite dalla polizia scientifica. Ieri sono stati prelevati dei campioni di materiali bruciati, l’analisi potrebbe svelare se si tratti di dolo o meno. "Ma le auto non bruciano da sole" dice ridacchiando un anziano di Sacco reggendo la bicicletta. Lui è per la tesi della mano umana. A mezzanotte però le auto erano lì, parcheggiate nello stesso ordine. Se lo ricorda bene Giorgio Francesconi: "Sono arrivato fin qui in cerca di parcheggio, avrei messo la mia auto in fondo, ma c’era già la Focus, così sono tornato indietro e ho rimediato un posto in piazza". Se l’auto era ferma, va capito come mai tre ore dopo era carbonizzata.

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Ecco l'articolo di un incendio di 6 macchine con ben due di queste alimentate a metano... nessun problema :D

 

Rogo in piazza, 6 auto distrutte dal fuoco

 

 

ROVERETO. Un inferno di fiamme che si levano alte dagli abitacoli, tra lamiere contorte e annerite dalla fuliggine. Il rogo che si è scatenato alle due del mattino in piazza della Libertà a Borgo Sacco s’è divorato quattro automobili, danneggiandone altre due in maniera seria. I proprietari sono tutte persone di Borgo Sacco. L’ipotesi più probabile è il dolo. Il fuoco è partito da una Ford Focus station wagon che si trovava parcheggiata nell’ultimo stallo della piazza sul versante dell’Adige. Ieri mattina l’auto è stata esaminata con gli strumenti a disposizione dei vigili del fuoco - l’esplosimetro, un dispositivo che misura le esalazioni del materiale bruciato, rilevando la composizione di gas e fumi - ma ciò non ha permesso di giungere a conclusioni certe. L’unico elemento sicuro è che al momento nessuno ha notato tracce di innesco. Vale a dire che potrebbe trattarsi di un banale cortocircuito, degenerato grazie al vento, che nell’alveo del fiume spira verso valle, trasmettendo cioè le fiamme dalla prima auto incendiata (la Focus, appunto) a quelle di fianco (nell’ordine: una Suzuki Wagon R, una Fiat Bravo e una Chevrolet Kalos, danneggiando anche il muso di un’Alfa Romeo 147 e di una Mercedes 200). L’esito avrebbe potuto essere molto più drammatico: sia la Mercedes che la Kalos erano alimentate a gas metano. Se il rischio è stato evitato sulla berlina tedesca, in quanto il serbatoio del gas si trovava nel bagagliaio, mentre era il muso ad essere rivolto verso il fuoco, la piccola Chevrolet avrebbe potuto trasformarsi in una bomba: il serbatoio è alloggiato nel vano della ruota di scorta (il sistema della cosiddetta “ciambella”) e le fiamme hanno devastato sia il fianco della Kalos che le tappezzerie interne, lasciando però integro il piccolo vano bagagli. La polizia segue le indagini, coordinate dal sostituto procuratore De Angelis, benché alcuni dei danneggiati si siano rivolti ai carabinieri. Fa eccezione il titolare della Focus, un sessantatreenne di Sacco, che sporgendo denuncia al commissariato ha raccontato di alcuni passati dissapori, per motivi affettivi e di affari, che potrebbero - nell’ipotesi del dolo - rivelarsi delle piste preziose. Per ora però si tratta di pure ipotesi, ci vorranno alcuni giorni per ottenere tutti i referti delle analisi: oltre a quelle dei pompieri permanenti di Trento ci sono le rilevazioni dei pompieri roveretani e quelle eseguite dalla polizia scientifica. Ieri sono stati prelevati dei campioni di materiali bruciati, l’analisi potrebbe svelare se si tratti di dolo o meno. "Ma le auto non bruciano da sole" dice ridacchiando un anziano di Sacco reggendo la bicicletta. Lui è per la tesi della mano umana. A mezzanotte però le auto erano lì, parcheggiate nello stesso ordine. Se lo ricorda bene Giorgio Francesconi: "Sono arrivato fin qui in cerca di parcheggio, avrei messo la mia auto in fondo, ma c’era già la Focus, così sono tornato indietro e ho rimediato un posto in piazza". Se l’auto era ferma, va capito come mai tre ore dopo era carbonizzata.

 

Beata ignoranza questi giornalisti..la chevrolet kalos la danno di serie a gpl..e la ciambella di metano non esiste.. cmq beh..ovvio che se un impianto è fatto bene non dovrebbe esplodere.

Per chi volesse vedere un video di cosa succede a un impianto gpl fatto bene e uno fatto male, ecco a voi:

http://www.youtube.com/watch?v=fBXS21uh6lc

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