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UE/AUTO, EMISSIONI CO2


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Bruxelles, 2 feb. (Apcom) - Continua il braccio di ferro interno alla Commissione europea - ma con il pesante intervento esterno dell'industria automobilistica tedesca e del governo di Berlino - sulla proposta di legislazione Ue che dovrebbe imporre obiettivi obbligatori di riduzione dello CO2 (biossido di carbonio) emesso dalle autovetture nuove, da raggiungere entro il 2012.

 

Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, si è impegnato a presentare mercoledì prossimo la 'comunicazione' che - pur non essendo ancora la proposta legislativa - conterrà gli obiettivi e annuncerà l'eventuale arrivo delle norme obbligatorie per raggiungerli. Ma negli ultimi giorni le posizioni contrapposte dei due 'fronti', quello del commissario all'Ambiente Stavros Dimas e quello del collega alle Imprese Guenter Verheugen, si sono divaricate invece di convergere verso il punto di consenso che aveva auspicato Barroso il 24 gennaio, quando aveva deciso di rinviare una decisione evidentemente ancora non matura.

 

Dimas, insiste sul 'target', da conseguire entro il 2012, di 120 grammi di CO2 per chilometro percorso, e sulla necessità di imporlo ai costruttori con una legislazione vincolante. Il commissario all'Ambiente sottolinea che l'industria europea dell'auto aveva già accettato quest'obiettivo nel 1999, stipulando con la Commissione un accordo volontario in cui si impegnava a raggiungerlo, insieme ad un altro obiettivo intermedio di 140 g/km per il 2008.

 

Ma, mentre i costruttori italiani e francesi hanno mantenuto quest'impegno, e si avviano a centrare anche l'obiettivo del 2012, i tedeschi sono rimasti indietro, avendo sviluppato e promosso negli anni scorsi soprattutto auto di lusso, grosse cilindrate e Suv, con motori ad alto consumo ed alte emissioni. tanto che la media delle nuove auto vendute in Europa è rimasta ferma a un livello di emissioni pari a 163 g/km.

 

I tedeschi chiedono perciò adesso di rivedere gli obiettivi al ribasso, soprattutto per le grosse cilindrate, e pretendono che la Commissione non proceda a proporre le norme obligatorie (che gli accordi prevedevano invece chiaramente in caso di fallimento degli impegni volontari). In caso contrario, avvertono i costruttori, vi saranno un calo drammatico delle vendite e delocalizzazioni della produzione fuori dell'Ue, con pesanti conseguenze per l'occupazione.

 

 

...eh come sempre gli sporchi interessi prendono il sopravvento,

pretendendo proroghe o altre strade, mentre quì per fregar soldi :lol:

al cittadino, fanno ricompare auto nuove, 'mettendo via quelle

vecchie', che (in molti casi) di vecchio non hanno nulla,

ahinoi :lol: :D!

 

CHE VERGOGNA :blink:!

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...eh come sempre gli sporchi interessi prendono il sopravvento,

pretendendo proroghe o altre strade, mentre quì per fregar soldi :)

al cittadino, fanno ricompare auto nuove, 'mettendo via quelle

vecchie', che (in molti casi) di vecchio non hanno nulla,

ahinoi :( ;)!

 

CHE VERGOGNA :angry:!

 

I fatto è che gli accordi volontari tra ACEA, JAMA, KAMA e l'Unione Europea del 1995 e che prevedevanoemissioni massime di 140Gr/Km per il parco delle vetture nuove entro il 2008/2009 sono falliti, e i consumi veri sono molto maggiori (165gr/km e oltre).

 

Era ovvio o quasi che senza sanzioni in caso di mancato rispetto dell'accordo che era una specie di moral suasion sarebbe andata a finire così.

 

Ora si vuol mettere mano con leggi, quindi vincolanti e che andranno rispettate e imporre limiti molto più bassi 120Gr/km...ovvio che i produttori protestino.

 

Non so però in che altro modo si possa contrastare la tendenza delle autovetture ad aumentare sempre più di dimensioni ed a mangiarsi i progressi tecnologici che porterebbero a ridurre i consumi in aumento costante della potenza, necessaria amuovere auto sempre più grandi (un circolo vizioso).

 

Come al solito si paventa lo spettro dell'occupazione e del lavoro, ma i problemi dall'altra parte non sono sciocchezze.

 

O si dice che il riscaldamento globale è un emerita ca@@ata, che il 99% degli scienziati ha preso un abbaglio colossale e che di petrolio a disposizione ne esiste ancora per secoli e secoli anche quando ogni famiglia cine se e indiana avrà la sua bella berlina in garage, oppure qualcosa bisogna iniziare a fare.

 

La realtà e che i macchinoni (SUV ecc) che consumano tanto hanno margini di profitto enormi mentre sulle utilitarie (che in genere anche senza tanti accorgimenti tecnologici) consumano poco, i profitti sono molto risicati....fate due più due e capirete perchè alla fine credo si farà una cosa a metà che in pratica avrà effetti nulli o quasi rispetto al problema che si vorrebbe affrontare.

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Era ovvio o quasi che senza sanzioni in caso di mancato rispetto dell'accordo che era una specie di moral suasion sarebbe andata a finire così.

 

 

 

 

basterebbe imporre il limite d'emissione tra i requisiti d'omologazione :lol:

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basterebbe imporre il limite d'emissione tra i requisiti d'omologazione :lol:

 

E infatti questo parrebbe essere l'indirizzo del limite attuale, vale a dire limite di emissione di CO2 per modello e imposto per legge.

 

L'accordo precedente era come gia detto un accordo volontario, senza sanzioni per il mancato rispetto e senza obbligatorietà e per di più non per singolo modello, ma come intero parco macchine.

 

Ora come ora, sotto i 120gr/km ci sono solo le piccole diesel e alcuni ibridi, quindi sarebbero "fuorilegge" come minimo il 95% delle autovetture attualmente messe in vendita.

 

Dall'oggi al domani è ovvio che è impossibile, e poi non me lo vedo un 500 hp turbo fare 120gr/km di CO2, ma gia ora esistono auto con consumi così ridotti, basterebbe puntare alla riduzione dei consumi e non alle prestazioni.

 

Il fatto è che alla maggior parte delle persone non interessa quanto consuma la loro auto, anzi, nemmeno sanno quanto consuma, interessa molto di più l'immagine dell'auto e lo status che trasmette. Le industrie dell'auto si adeguano anche perchè non è che non gli faccia comodo.

 

Alla fine ne uscirà un limite ben più alto e dilatato nel tempo, ergo effetto pratico zero, visto che non basterà nemmeno a controbilanciare la tendenza all'aumento del numero delle autovetture e dei Km percorsi. :P

 

Del resto, se andremo tutti sott'acqua per l'innalzamento del livello del mare, non credo ci vorrà molto a convertire le fabbriche di auto in fabbriche di barche.. :)

 

Chi ha terreni in media collina se li tenga stretti, saranno le spiagge del futuro. :D (amaro)

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Chi ha terreni in media collina se li tenga stretti, saranno le spiagge del futuro. :lol: (amaro)

 

Da mia mamma nel Monferrato si trovano conchiglie, segno che o si è alzato il terreno o s'è abbassato il mare

 

 

tutte e due le cose dato che la pianura padana s'è formata x sedinmentazione...ergo le colline che la circondano, una volta, erano lambite dal mare ;)

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