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Ciao a tutti,

anch'io sono un nostalgico del vero autocapital, indimenticabile e irriproducibile, figlio di tempi e di un entusiasmo che non sono più tornati nella nostra repubblica delle banane.

 

Avendo avuto l'occasione di partecipare attivamente qualche anno fa nei ranghi di una testata mensile automobilistica vorrei segnalare alcuni aspetti che mi pare non siano emersi in questo topic:

 

Fare un servizio ex-novo completo costa parecchi soldi, in particolar modo le session fotografiche (fotografo+assistente+viaggio in località amene sono costi sensibili), mentre la stesura degli articoli è molto meno onerosa.

E'evidente che Grandori, uomo di indiscutibili capacità,(vedi autocapital prima versione, gulliver prima versione, dove) abbia scelto DI TRADURRE MOLTI ARTICOLI di AUTOCAR UK per garantirsi una base editoriale con costi governabili, con le seguenti conseguenze:

A) Gli articoli tradotti, che sono anche quasi tutti quelli delle prove su strada, denunciano lo stile editoriale inglese, hanno buona qualità, foto più che buone ma rispecchiano il loro punto di vista sulle automobili, e sono spesso fin troppo enfatici e non esenti da strafalcioni.

B)Anche il listino finale è figlio della stessa filosofia: in questo caso sarebbe da saltare a piè pari e considerare che la redazione italiana è sicuramente costretta ad accontentarsi di un copia-incolla dall'inghilterra in attesa di capire se le vendite le permetteranno di avere delle risorse per crearne uno ad hoc "made in italy".

C) l'obiettivo di Grandori è da sempre creare delle riviste di costume e life style dedicati ad una fascia di popolazione benestante ma sofisticata, chiaramente lo speccho della borghesia medio-alta milanese: o ci si riconosce in tale immagine, e quindi si è in grado di apprezzare tutta una serie di commenti e considerazioni inimitabili anche dalle riviste straniere, o è semplicemente meglio cambiare rivista.

Detto questo traggo le mie personali conclusioni in merito ad Autocar:

 

-E' evidente che lal rivista sia partita con poche risorse, con la conseguenza che, malgrado il tangibile entusiasmo e la qualità di taluni testi il tutto appare molto confuso, poco controllato e con una qualità delle foto spesso lontana da quanto regalatoci all'epoca con autocapital.

- In un italia fatta di Ricucci, Fiorani, Grandi Fratelli, Isole dei famosi, Amici, calciatori e veline sembra che il target di riferimento si stia inevitabilmente assottigliando con la conseguenza che tutta una serie di chicche e riferimenti non vengano capiti e apprezzati con immediate ricadute sulle vendite e sulla possibilità di avere risorse per migliorarsi.

-Ho la personalissima impressione che l'ottimo Grandori, sugli scudi da tanti anni, abbia voluto apparecchiare questo progetto per lasciarne il controllo ai suoi discendenti, azione naturale e legittima, ma che non è garanzia di una futura qualità del prodotto.

 

 

 

Il mio consiglio da vero appassionato è quello di continuare a comprare la rivista in edicola (non sono 4 euro che cambiano le carte in tavola per nessuno che abbia più di 12 anni) , senza abbonamenti, se si apprezza la filosofia, per darle il coraggio e risorse necessarie per lo sviluppo del progetto editoriale. Se poi non ci sarà una maturazione sarà sempre possibile rivolgersi altrove.

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Allora non sono l'unico sostenitore della rivista...

:)

 

Anche se, relativamente alle "poche risorse", credo siano poche le riviste che pardono con così tanta (e di qualità) pubblicità. Ma d'altra parte dietro c'è la de Agostini (e la H. Rusconi).

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Qualche giorno fa sono andato in un'edicola di quelle dove i giornali sono tutti esposti e (praticamente) sfogliabili. Come al solito ho guardato subito il settore auto. Tra le varie riviste vedo una pigna di "Autocar" e, dopo aver visto la copertina, mi chiedo subito come mai dopo tanto tempo non è ancora uscito il terzo numero. Vista la considerazione per la rivista faccio sparire subito il dubbio e mi concentro sulle altre testate....fino a che non mi viene in mente un dettaglio, ovvero che la copertina che pensavo fosse del numero 2 non aveva stampata una Hyundai Coupè (tra l'altro, avete visto che bella l'elaborazione by Hamann? :lol: :D :D) bensì una Freelander! Dopo essermi capottato dalle risate e aver pensato più volte che se continuano così vedremo ancora poche copertine simili, poichè in seguito non ne vedremo proprio più, ho preso il primo giornale che mi è capitato sotto mano e sono uscito! :D

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Ho comprato oggi il numero nuovo....

Premetto che a me l'idea della copertina sempre a sfondo nero piace: identifico subito la rivista.

Non l'ho neppure ancora sfogliata, è ancora in auto.

La prima critica? La ferari in copertina... In OGNI NUMERO perdono pagine a magnificare le ultime ferari-jappo...

Ok, che tra i nomi c'è Shon, però ragazzi.... un minimo di dignità e credibilità... sembra che quella rivista esca dall'ufficio stampa della rossocorsa...

 

Quanto all'interessante intervento sopra:

Capisco pienamente il discorso economico, ma io speravo che nomi come quelli di Grandori o Stefano Pasini dovessero legarsi ad una rivista che fosse qualcosa di differente dalla traduzione di una testata inglese con allegata una perenne pubblicità alla ferari...

Molti degli articoli scritti in Italia peraltro sono anche peggio di quelli scritti in Inghitlerra...

In pratica, buona l'idea, ottimi i nomi, buone le premesse, buono lo stile.... ma i contenuti mancano....

Nel numero di dicembre il raggio di luce era dato dall'articolo dell'ottimo Pasini sulle Porsche usate, perchè se no, era davvero triste...

Io continuo a sperare in un miglioramento della testata, forse più per i nomi che per ciò che ho finora visto...

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Quanto all'interessante intervento sopra:

Capisco pienamente il discorso economico, ma io speravo che nomi come quelli di Grandori o Stefano Pasini dovessero legarsi ad una rivista che fosse qualcosa di differente dalla traduzione di una testata inglese con allegata una perenne pubblicità alla ferari...

Molti degli articoli scritti in Italia peraltro sono anche peggio di quelli scritti in Inghitlerra...

In pratica, buona l'idea, ottimi i nomi, buone le premesse, buono lo stile.... ma i contenuti mancano....

Nel numero di dicembre il raggio di luce era dato dall'articolo dell'ottimo Pasini sulle Porsche usate, perchè se no, era davvero triste...

Io continuo a sperare in un miglioramento della testata, forse più per i nomi che per ciò che ho finora visto...

 

Esattamente. Le premesse erano tali da potersi aspettare ben di più..

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