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alcoltest pericolosi...al cromo


pietro53

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la ns. azienda anni fà ha abbandonato l'alcoltest che conteneva il cromo perchè tale sostanza è classificata cancerogena per l’uomo e dannosa per l'ambiente e quindi abbiamo brevettato un alcooltest biodegradabile senza cromo e non invasivo.

 

Riceviamo molte richieste di chiarimenti sulla tipologia degli alcooltest monouso e considerando il recente sviluppo del settore e l'infiltrazione in senso speculativo sul mercato di prodotti di dubbia provenienza e certificazione, è doveroso aggiornarVi per quanto è di ns. conoscenza affinchè possiate valutare con la massima sicurezza i rischi o i pregi.

 

Consigliamo di fare attenzione ai test che contenendo cromo, non menzionano affatto l'esistenza di tale pericolosa sostanza sulle istruzioni d'uso e sulla confezione, contravvenendo alle direttive 67/548/CEE.

Per visualizzare la legge ( dir. 67/548/CEE) che vieta e regola l'utilizzo di sostanze pericolose( cromo) andare ai link:

http://www.cspo.it/database/mostra.asp?idFile=432

http://www.iss.it/spps/docu/cont.php?id=17&lang=1&tipo=6

http://www.iss.it/binary/spps/cont/MSDS%20....1111746973.pdf

 

Gli alcoltest al cromo si riconoscono dal reagente di colore giallo che diventa verde con l'alcol.

 

Nella confezione di questi alcool test è omessa la dichiarazione obbligatoria che questi contengono cromo (che è sostanza cancerogena) e spesso viene citato soltanto il riferimento ad una certificazione generale o addirittura solo sommariamente la pericolosità dell'uso senza specificare le serie conseguenze all'uso come il rischio di cancro, di mutagenesi, di ustioni, ecc. per inalazione o contatto.

Questi alcoltest trattandosi di “rifiuto speciale” a causa della presenza del cromo, nelle indicazioni per lo smaltimento non vi è riportato nessun avvertimento affinché vengano gettati nei rifiuti speciali, anzi si invita allo smaltimento come un normale rifiuto contribuendo cosi gravemente all’inquinamento dell’ambiente !

 

I richiami a certificazioni generali non sono sufficienti a garantire la bontà e la sicurezza del prodotto in base all'uso preposto. Ad esempio non è sufficiente che si citi una certificazione emessa da un rinomato organismo, come se fosse chissà quale eccezionale e migliore prova di laboratorio, quando le indicazioni del prodotto non prevedono e non citano affatto il grado del rischio all'uso in base alla dir. 67/548/CEE .

 

In altri prodotti addirittura non vi è richiamo affatto alla tolleranza di precisione ed ai valori di taratura attribuiti al test per i quali lo strumento è preposto commercialmente all’idoneità d'uso, traendo in inganno chi ci si affida.

 

Questi alcol test al cromo devono risportare in modo obbligatorio, chiaro ed inconfondibile sulla confezione i simboli di pericolo dell 'I.S.S. e la dicitura :" Rifiuto speciale" ed il luogo e la procedura di smaltimento ed i valori metrologici legati alla tolleranza certificata.

 

Un altro serio pericolo proviene dai test monouso che non utilizzano il palloncino : -

- senza unità di campionatura di espirato per il riferimento alla misurazione un test non vale nulla.

 

Il ns. Brevetto alcooltest SENZA CROMO Fiala CEC , CEC1 o Altik è il risultato di una lunga ricerca che sigilla la riuscita del progetto per la tutela della sicurezza umana, dell'ambiente e garantisce una precisione di lettura affidabile di tutto rispetto del 97% con una tolleranza pari al 3% e max 5%.

 

Desideriamo inoltre avvisarVi che l’unico nome del ns. brevetto senza cromo è CEC o CEC1 da non confondersi con alco-check : - quest’ultimo è un test al cromo.

 

Pietro Caimmi 01/06/2006

Avvertenze_per_prodotti_al_cromo.doc

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basterebbe vietare la vendita di alcolici in determinate fascei (nei fine settimana),in determinati luoghi(discoteche).e,negli altri giorni,basterebbe fare una legge che dica "il barista non deve dare + di tot bicchieri di alcolici al cliente).

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basterebbe vietare la vendita di alcolici in determinate fascei (nei fine settimana),in determinati luoghi(discoteche).e,negli altri giorni,basterebbe fare una legge che dica "il barista non deve dare + di tot bicchieri di alcolici al cliente).

Certo... Così io, per sballare, vado al supermercato al venerdì pomeriggio e mi riempo la macchina di superalcolici.

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basterebbe vietare la vendita di alcolici in determinate fascei (nei fine settimana),in determinati luoghi(discoteche).e,negli altri giorni,basterebbe fare una legge che dica "il barista non deve dare + di tot bicchieri di alcolici al cliente).

Certo... Così io, per sballare, vado al supermercato al venerdì pomeriggio e mi riempo la macchina di superalcolici.

e un altra legge dovrebbe dire:

è vietato vendere ad una persona dosi di alcol superiori a tot.

fanno le bottigliette monouso + piccole,in base al contenuto alcolico,e le vendono solo una dose per una persona.

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Per me la soluzione migliore sarebbe dotare tutte le auto in commercio della chiave di accensione con annesso etilometro già sperimentata da Volvo . Prima di accendere si deve fare il test con la chiave, se il limite viene superato l'auto non si accende . Se il sistema fosse veramente sicuro e quindi inattaccabile da hacker, smanettoni, delinquenti & C. sarebbe veramente l'ideale ... se bevi non guidi, non ci sono azzi ... quindi o vai a piedi o eviti di imbriacarti :lol:

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bah, per me il problema non è l'alcool che è la conseguenza ma è la noia che è la fonte, insieme ad altri fattori; il collante che causa il fenomeno produce la conseguenza è certamente di natura modaiola, inutile a dirsi, sballarsi va di moda, di droga e di alcool,

 

far vedere immagini di gente sfracellata per incidenti stradali da fatto o ubriachi nei licei, obbligando tutti a stare con gli occhi aperti, incontri con ex alcolisti e tossici, questo sarebbe utile, altro che chiavette... :lol:

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Giusto per la cronaca, esiste già una legge che obbliga gli esercenti a non servire alcool a chi è in evidente stato di ebbrezza; è nel codice penale, non ricordo il n° dell'articolo, ma credo sia una contravvenzione (cioè un art. situato dopo il 650 c.p.)

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I sistemi "repressivi" non risolvono un bel niente...

 

- Se il barista non mi serve più (premesso che è alquanto improbabile, visto che gli è "imposto" di servire quanti più cocktail possibile), apro il bagagliaio della macchina in cui, essendo previdente, tengo un paio di bottiglie di rum e vodka e nessuno può dirmi nulla

 

- Se la chiave della macchina mi obbliga a fare prima il test, lo faccio fare da qualcuno che non ha bevuto (ovviamente sono così intelligente che poi non faccio guidare lui, anche se "sano", perchè non mi fido)

 

 

 

Poi in un supermercato non ti possono certo impedire di comprare 20 bottiglie di rum, 12 di vodka, 10 di whiskey, ecc... Se uno organizza una festa con 300 invitati cosa fa? Deve presentare una richiesta scritta?

 

 

 

Il punto è che ci vogliono maggiori controlli all'uscita delle discoteche e maggiori campagne di responsabilizzazione...

 

Quanto agli alcool-test... Sono davvero così efficaci? A me risulta che, in alcuni casi, "toppano" alla grande... L'unico modo per essere sicuri è l'analisi del sangue, ma ovviamente è una cosa non fattibile...

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Tutto giusto, Paul..

Forse facendo pagare una lattina di birra 50 euro e una boccia di rhum 200 euro limitiamo il problema, senza però annullarlo.

In Germania, a Monaco, molti locali si trovano in una zona ben precisa ( di cui non ricordo il nome ) e raggiungibile comodamente con la metropolitana...all'uscita, anche alle 3 o alle 4, c'é una fila di taxi ( davvero tanti ) che di notte e in quella zona praticano prezzi molto più bassi..non é una soluzione definitiva, ma ho visto tanti ragazzi storti che con questo sistema evitavano di mettersi alla guida e rischiare la pelle..

Alla fine é sempre un problema di coscienza e di autocontrollo..dubito che esista una soluzione a questo malcostume :o

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In Germania, a Monaco, molti locali si trovano in una zona ben precisa ( di cui non ricordo il nome ) e raggiungibile comodamente con la metropolitana...all'uscita, anche alle 3 o alle 4, c'é una fila di taxi ( davvero tanti ) che di notte e in quella zona praticano prezzi molto più bassi..non é una soluzione definitiva, ma ho visto tanti ragazzi storti che con questo sistema evitavano di mettersi alla guida e rischiare la pelle..

 

La soluzione è questa.

Se i locali fossero serviti da mezzi adeguati, proposti ad un prezzo "popolare" (in fin dei conti si risparmia sulle spese ospedaliere), vedermmo limitare di parecchio gente malmessa alla guida (d'altronde, se tengono i prezzi ai livelli di adesso dei taxi in Italia capisco che uno studente possa anche avere dei problemi a pagarlo...).

Poi bisogna anche dire che in troppi casi vedo sopravvalutare il caso (definire "in stato di ebbrezza" una persona con 0,7 g/l, in Italia, dove abbiamo la cultura del vino, mi sembra un tantino eccessivo....).

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Poi bisogna anche dire che in troppi casi vedo sopravvalutare il caso (definire "in stato di ebbrezza" una persona con 0,7 g/l, in Italia, dove abbiamo la cultura del vino, mi sembra un tantino eccessivo....).

 

Assolutissimamente d'accordo..quando si fa una legge bisognerebbe fare una "media", sia per i limiti di velocità ( 130 Km/h per gran parte delle auto di oggi fanno ridere ) , sia per i limiti di alcool nel sangue..

Conosco più di una persona che con mezzo bicchiere di Tavernello inizia a cantare le canzoni dei cartoni giapponesi anni '80...altri ( :D ) che con una boccia non risentono per nulla...

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Il problema del taxi è che le tariffe, già elevate di loro, aumentano la sera e diventano quasi proibitive. Una volta al mese uno 30€ di taxi per tornare a casa li può anche spendere (forse), ma almeno una volta a settimana direi di no... E gli amici che abitano "in zona" e disposti a dividere non sempre si trovano...

 

Diciamo che a questo proposito, almeno a Milano, un servizio molto interessante è il Radio Taxi: pulmino di medie dimensioni, arriva a qualsiasi ora (almeno credo), costa relativamente poco e ti permette di dividere con gli amici...

 

 

Quanto al livello di tolleranza: per alcuni 0,7 g/lt sono pochi, per altri iniziano ad essere troppi (quelli che "cantano" dopo un bicchiere di rosso). E qui sorge l'altro problema: perchè quello che magari si è bevuto una birra media ma è già "conciato" può girare ed io, che ho bevuto mezza bottiglia di vino rosso, ma che sono perfettamente in forma (visto che lo bevo ogni sera), devo andare a piedi o rischiare di farmi ritirare la patente?

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Il problema del taxi è che le tariffe, già elevate di loro, aumentano la sera e diventano quasi proibitive. Una volta al mese uno 30€ di taxi per tornare a casa li può anche spendere (forse), ma almeno una volta a settimana direi di no... E gli amici che abitano "in zona" e disposti a dividere non sempre si trovano...

 

Diciamo che a questo proposito, almeno a Milano, un servizio molto interessante è il Radio Taxi: pulmino di medie dimensioni, arriva a qualsiasi ora (almeno credo), costa relativamente poco e ti permette di dividere con gli amici...

 

Dalle mie parti per chiamare il taxi, devi chiamre le cosiddette "vetture di noleggio con conducente" (una Thesis, una 7er ed una A6, nda), cone prezzi un filo alti....

 

Quanto al livello di tolleranza: per alcuni 0,7 g/lt sono pochi, per altri iniziano ad essere troppi (quelli che "cantano" dopo un bicchiere di rosso). E qui sorge l'altro problema: perchè quello che magari si è bevuto una birra media ma è già "conciato" può girare ed io, che ho bevuto mezza bottiglia di vino rosso, ma che sono perfettamente in forma (visto che lo bevo ogni sera), devo andare a piedi o rischiare di farmi ritirare la patente?

 

Ne avevamo già parlato: sistema americano o tedesco (dove la polizia è davvero ferrea): esame "visivo" e poi se uno sembra davvero brillo, alcool test...

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