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vincenzinox

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  1. Mi lascia perplesso allungare la molla perché in varie altre situazioni (che nulla hanno a che fare con gli iniettori) ho visto che in poco tempo le molle allungate tornavano ad esercitare la forza di prima.Credo che uno spessore non ballerebbe perché la molla anche in posizione di riposo dovrebbe essere leggermente "precompressa". Nonostante i miei iniettori non vadano molto bene, non faccio delle prove per due ragioni; 1° uso l'automobile tutti i santi giorni e non posso rischiare di rimanere a piedi; 2° non mi piace molto fare le cose "a occhio". Occorrerebbe un sistema per misurare la forz
  2. bravo ottimo lavoro!! attenzione quando lo richiudi che sia una chiusura uniforme e non sbieca.riportalo esattamente nella pozione iniziale. fammi sapere se risolverai il problema. ciao Intanto complimenti! mi chiedevo se in alternativa ad allungare la molla, non si possa mettere uno spessorino da un lato della molla, tipo rondellina/rondelline inox. Vincenzo
  3. Agli amici pongo un questito a proposito di "cambio tipo di iniettori". Posto che iniettore con una resistenza più bassa significa probabilmente (per non dire sicuramente) iniettore più prestante/ iniettore più potente, ma anche iniettore che assorbe una corrente maggiore; non può accadere che una centralina non sia progettata per alimentare quel maggior carico e che di conseguenza si possa guastare? grazie per la eventuale risposta.
  4. Ci avevo pensato, ma da quello che leggo molto spesso si misurano valori di resistenza più alti del normale e non più bassi. Personalmente poi credo che le vernici isolanti siano abbastanza buone e collaudte. Normalmente quello che potrebbe accadere in un solenoide è come dici, un corto circuito tra le spire, ma per quello occorrono tenzioni elevate e non i 12V. Per la verità delle extratensioni sono possibili quando si alimenta un solenoide con impulsi. Rimane il fatto che molti lamentano un aumento di resistenza e non una diminuzione.
  5. Cordy, ho sistemato i caratteri, grandi in seguito ad un copia incolla. Per il tester allora meglio dirla tutta: devono avere resistenza altissima se misurano tensione; bassissima quando misurano correnti. Per gli errori di un tester, sempre meglio leggere sul disply (o quadrante) valori alti, insomma usare la scala quanto più piccola consentito. Infatti, se un tester ha insito un errore di 1 ohm e stai misurando 4 ohm, hai un errore terrificante del 20%; se invece stai misurando 100ohm hai un errore dell'1%. Il discorso dell'impedenza per me si fa difficile perché "normalmente" si parla di i
  6. Su questo stesso forum leggo e ne faccio tesoro: """Una precisazione, non fatevi spaventare dai valori di impredenza bassi, che farebbero pensare a correnti elevatissime (1.2 ohm a 12V sono 10 ampere) perchè tutti gli iniettori sono pilotati con sistemi elettronici (speed-up o peak and hold) che prevedono un picco di chiamata iniziale seguito da un mantenimente a correnti (e credo tensioni) più basse. Certo che un'elettronica che deve gestire 10 A (anche se per solo qualche millisecondo) sarà ben più sollecitata da una che usa 2 A. Ciao""" Resta il fatto che la resistenza da me misurata indi
  7. Misurare direttamente resistenze di piccolo valore (dell’ordine di qualche ohm) con tester ordinari è sconsigliabile perché per una serie di motivi si possono avere errori notevoli. Molto meglio “misurare” quelle resistenze per via indiretta come ha già scritto qualcuno. Cioè: si alimenta l’iniettore e si misura la corrente che circola in esso per poi DEDURNE la resistenza con un calcolino (R = V/I) MA. MA. MA, Essendo un iniettore costruito per essere alimentato solo per brevi istanti (impulsi), alimentarlo in modo fisso (o per troppo tempo) dovrebbe essere a grave rischio di cottura avvolgi
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