VW GOLF IV Postato 5 Gennaio 2005 Report Postato 5 Gennaio 2005 I conti pubblici che quadrano Quando i numeri parlano: avanzo 19 mld di Paolo Del Debbio dal "Giornale" Le finanze pubbliche italiane erano sull'orlo dello sfascio. Anzi, l'orlo era già stato superato da Tremonti prima e da Siniscalco poi. Regnante Berlusconi. Così dal centro-sinistra. Ma i conti parlano un'altra lingua da quella della politica: questa dice quello che dovrebbe essere, i conti quello che è. In questo caso, fortunatamente, una volta tanto, le cose coincidono: i conti, così come sono, sono proprio come dovrebbero essere. Ricordiamo i numeri. A dicembre c'è stato un avanzo, ben 19 miliardi di euro. Questo ha consentito di chiudere l'anno con un deficit di cassa (la differenza tra quello che si è speso e quello che si è incassato) di 41,5 miliardi invece dei 62 che il governo, non volendo e non potendo nascondere una situazione difficile, aveva scritto nei suoi documenti di previsione. 1,2 miliardi meno che nel 2003. A parte il commento di Vincenzo Visco, ex ministro delle Finanze ulivista, che fa il suo mestiere, e che dubita dei conti, le cifre sono queste. Dunque, un bel successo. E sono numeri importanti. La loro importanza non si capisce tanto nella vita quotidiana. Né leggendo la busta paga. Né facendo i conti nel borsellino dopo essere stati a fare la spesa. Per capire l'importanza di questi conti bisogna pensare ad un'altra parola. Credibilità: questo è il vocabolo che ci fa capire perché bisogna che i governi rispettino i conti imposti da Maastricht (tra l'altro, e per inciso, il governo presieduto da Berlusconi, fino ad oggi, questi conti li ha rispettati). Quando Siniscalco diventò ministro fece togliere dal suo ufficio una serie di ammennicoli e fece collocare una serie di computer sui quali poteva leggere in tempo reale l'andamento dei mercati. Lo fece per controllare, appunto, la credibilità economico-finanziaria del nostro Paese, per capire se il nostro Paese è percepito come affidabile o no dai mercati. Se, come dicevamo sopra, è credibile. Per decidere della credibilità i mercati guardano tante cose, tanti dati ma, tra i più importanti, ci sono certamente quelli che riguardano Ie finanze pubbliche. E se questo è importante sempre, lo è ancora di più quando un governo decide di praticare una riduzione fiscale pur in presenza di una finanza pubblica in condizioni di oggettiva difficoltà. I parametri con i quali si leggono i dati di finanza pubblica non prevedono che un abbassamento delle tasse possa allargare la base di coloro che le pagano (imponibile), e quindi anche il gettito fiscale stesso, e, quindi, produca anche un effetto positivo per il risanamento dei conti pubblici. La riduzione delle tasse è "permessa" solo in presenza di una pari riduzione delle spese. Anche per questo è molto importante che i conti abbiano tenuto: danno credibilità anche alla manovra che riguarderà l'abbassamento delle tasse che si potrà vedere nelle buste paga già da questo mese. Il centro-sinistra non ci credeva e lo disse. Manifestò anche, ma i conti, almeno loro, per fortuna, non si lasciano impressionare né intimidire. Rimangono se stessi. Del resto anche il presidente Chirac, ieri, ha ricordato che, tra le priorità del 2006, ci saranno la riduzione delle tasse per favorire la ripresa dei consumi e la discussione sulla revisione del Patto di Maastricht. Non sono obiettivi distanti da quelli del presidente del Consiglio italiano. Ma, nel frattempo che si attende la revisione dei parametri europei, qui, in Italia, nel nostro piccolo, quei parametri li stiamo anche rispettando. Ci fa comunque piacere che i cugini francesi la pensino come noi. La cosa non guasta, visto che in Europa la loro parola pesa. Eccome. Quote
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