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OCSE: "L'Italia in declino, sulle tasse solo


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OCSE: "L'Italia in declino, sulle tasse solo confusione, servirà una manovra-bis"

di red

 

l'Unità

 

Recessione e una riforma fiscale confusa, che richiederà una manovra correttiva. La visione dell’Ocse sull’Italia non migliora affatto con la Finanziaria. Anzi. L'Italia - dice - è in fase declinante e per risollevarla sono necessari interventi strutturali per ora lontani dall’essere messi in pratica. Ma a parte questi, gli interventi previsti in Finanziaria "non bastano", e così per rispettare i parametri di Maastricht "bisognerà rimetterci mano": questa almeno è la convinzione di Enrico Giovannini, capo del dipartimento statistico dell'OCSE, intervenuto alla presentazione del rapporto previsionale 2004-2006 dell’Associazione Banche Italiane.

 

I tagli della Finanziaria, anche e soprattutto quelli alle tasse, non convincono l’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico. E il giudizio è netto: "C'è confusione sulla reale portata della manovra fiscale sia sui flussi finanziari che sull'impatto sulle famiglie". Secondo Giovannini, infatti, "per capire quanto le famiglie potranno beneficiare delle riduzioni fiscali ci metteranno un anno".

 

Giovannini spiega che "le coperture sono chiaramente indicate nella manovra di finanza pubblica e, prendendo a valore facciale la stessa manovra, il deficit è contenuto e non sfonda il 3%". L'economista ha ricordato comunque che il rapporto Ocse pubblicato ieri "ha indicato un rischio nel 2006 e l'organizzazione suggerisce quindi che bisogna aumentare la componente strutturale della manovra".

 

Suggerimento che il governo, per bocca del sottosegretario Vegas, continua a dire di non voler rispettare: "Non credo ci sarà una manovra bis", dice Vegas. Non crede. Già tra "escludo" e "non credo", c'è la sua differenza.

 

Secondo l'Ocse comunque "crederà", visto che "i problemi strutturali - fa notare Giovannini - sono quelli che fanno sì che nel 2003 l'Italia abbia avuto un reddito pro capite inferiore a quello medio europeo e questo prima dell'ingresso dei nuovi 10"."Questo è successo perché‚ abbiamo perso ogni anno qualche decimo. Abbiamo avuto un po’ più di inflazione, un po’ meno di crescita che cumulati in 10-15 anni portano a questo risultato. Ancora oggi le nostre e le vostre previsioni indicano una crescita dello 0,4% in meno rispetto alla zona euro, questo è il declino. Il Paese deve imparare a guardarsi dentro", ha aggiunto Giovannini.

 

"Sull' Italia sono particolarmente pessimista - conclude Giovannini - perché un clima estremamente grigio che poi influenza anche la fiducia"

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Lo ha detto Enrico Giovannini, capo delle statistiche dell'Istituto

L'economista non si aspetta un grande stimolo ai consumi

L'Ocse: "La Finanziaria non basta, necessaria manovra aggiuntiva"

 

la Repubblica

 

ROMA - Servirà una nuova manovra aggiuntiva per far quadrare i conti pubblici e rientrare nei parametri del Patto di stabilità. Ne è convinto Enrico Giovannini, capo delle statistiche dell'Ocse, l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico. Parlando alla presentazione del rapporto di previsione Afo 2004-2006 dell' Abi, Giovannini ha detto che gli interventi previsti in Finanziaria "non bastano, bisognerà rimetterci mano". Non solo. Secondo Giovannini la Finanziaria che il Parlamento si appresta a varare non avrà quegli effetti di stimolo sui consumi delle famiglie e sulla crescita economica che l'esecutivo si aspetta.

 

"Abbiamo visto interessanti dati - ha spiegato Giovannini facendo riferimento alle previsioni Afo secondo cui il deficit italiano sarà vicino al 3% sia quest'anno che il prossimo - dove il deficit rischia di sfondare, ed è stato detto che si parla di un valore facciale della manovra". Giovannini ha quindi sottolineato che "se ci mettiamo le normali incertezze sappiamo che non basta quello che è stato fatto, bisognerà rimetterci mano e di nuovo questo avrà un impatto sulla fiducia".

 

L'economista dell'Ocse ha detto di non aspettarsi un grande stimolo sulla fiducia delle famiglie italiane da questa manovra, "mentre le preoccupazioni sulla capacità di tenere sotto controllo il deficit quelle sì influiscono".

 

A suo avviso c'è un clima di grigiore e visto che siamo vicini alla fine della legislatura e c'è solo un' altra Finanziaria da fare - ha avvertito - se questo era il colpo di reni all'economia che qualcuno diceva e quindi non ci dobbiamo aspettare altri colpi di reni fino alle elezioni, credo che ci sarà una delusione complessiva della politica eco

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