dbev Postato 5 Settembre 2004 Report Postato 5 Settembre 2004 Quanto segue è molto off-topic, ma anche molto interessante. Per cortesia leggete tutto. Toni Barra dopo le vacanze... Le indagini di un investigatore privato per conto del Sindacato Metalmeccanici Nota bene La storia dell’elettricità citata nel racconto è vera. Se vuoi strabuzzare gli occhi e dire: “non ci posso credere!!!” vai su dagospia.it http://213.215.144.81/public_html/6000-699...icolo_6507.html Visto che la scuola è ancora chiusa ne approfittavo per dormire fino alle nove del mattino. Poi avremmo fatto colazione, io, Rosa e la piccola. Poi avremmo portato la piccola da una sua amichetta e avremmo fatto sesso fino a mezzogiorno. Poi bagno caldo, andare a riprendere la piccola e farci una pizza biologica alla mensa del Sindacato Metalmeccanico. Lo Slow Food le ha dato 4 stelle. Queste le mie intenzioni. Alle 8,45 Sacco e Vanzetti tentarono di sfondare la porta bussando con le loro manone da pressa idraulica. Aprii la porta e chiesi: “Che succede?” Loro risposero con una domanda (odio quando lo fanno): “Perché non hai portato la piccola a scuola? È malata?” “No, le scuole sono ancora chiuse.” “Ah...” Dissero all’unisono. “Il Capo ti vuole. Andiamo.” “E la colazione?” “Mi misero in mano un bicchiere di carta con il tappo e un cappuccino dentro. Ne avevano portato uno anche per Rosa... e anche le brioches. Mi diedero 480 secondi per fare pipì, lavarmi i denti, vestirmi, mangiare, bere e baciare mia moglie. Impiegai metà del tempo a lavarmi i denti e baciare mia moglie. Al Sindacato stavano ammonticchiando sacchetti di sabbia intorno alle porte d’ingresso, squadre di fabbri rinforzavano il portone con lastre d’acciaio, elettricisti e muratori e tecnici dei condizionatori stavano trasformando le cantine in un rifugio d’emergenza dotato di impianto autonomo di filtraggio dell’aria. “Checcazzo succede? È iniziata la terza guerra mondiale?” chiesi a Sacco e Vanzetti. “Finalmente te ne sei accorto bello. Ben svegliato. Hanno ammazzato Baldoni hanno ammazzato tutti quei poveri bambini in Ossezia. Non ci sono più buoni e cattivi, solo bersagli.” rispose Sacco. Vanzetti faceva di sì con il capoccione rapato. Il Capo era in maniche di camicia e non in tuta mimetica. Questo mi rassicurò. “Perché pensi che qualcuno voglia attaccare il Sindacato con le armi pesanti?” “Io non penso.” rispose lui. “Qualunque sforzo mentale è inutile, la realtà è impazzita. Sparano su uno della Croce Rossa che contemporaneamente è un giornalista pacifista. Per loro ogni europeo è un nemico mortale. Senza distinzioni. Questo è quello che vedo. E ammazzano bambini come fossero mosche. Per entrambi gli schieramenti ammazzare mille bambini è un effetto collaterale trascurabile. A confronto Erode era un frate Comboniano. Ti rendi conto che Mèdicins Sans Frontière ha abbandonato l’Afghanistan dopo che gli hanno ammazzato altri cinque volontari? Due eserciti di folli si fronteggiano. E noi stiamo in mezzo. Permetti che almeno si prenda qualche precauzione...” “Mi aspettavo un’azione più politica da parte del Sindacato...” “Toni, non farmi incazzare, le abbiamo fatte tutte le azioni politiche. Abbiamo lanciato la consociazione degli acquisti, i contratti collettivi per banche, telefoni, assicurazioni. Stiamo proponendo il boicottaggio delle multinazionali del dolore, incrementando il commercio equo e solidale, le cooperative sociali. Ho mille uomini fuori a riprendere con le telecamere gli ingressi delle aziende che sfruttano il lavoro nero, e altri mille stanno facendo verifiche sul bilancio dello Stato per stanare sprechi e imbrogli. Ma chi credi che l’abbia fatta la soffiata sulla truffa dell’Enipower? La madre di tutte le truffe... Ma perché questo lavoro dia i suoi frutti ci vorranno anni. Questi sparano adesso e l’unica cosa da fare, mentre si lavora perché l’albero della consociazione dia i suoi frutti, è rinforzare le porte.” “Mi sembri un po’ depresso Capo....” gli dissi. “Senti, mettiti al lavoro e non perdere tempo. Da te voglio sapere una cosa. Ti ricordi l’inchiesta sui sessantamila miliardi di lire vaporizzati nell’arco di quindici anni grazie al fatto che l’Italia compra energia prodotta dal gas fingendo che il gas sia una fonte rinnovabile e quindi equiparato al sole e quindi degno di un finanziamento pubblico?” “Certo che mi ricordo, da circa dieci anni continuiamo a regalare miliardi ogni ora a un gruppo di amici degli amici e nessuno dice niente. Anzi, adesso hanno equiparato l’energia prodotta dalla pirolizzazione degli scarti di produzione del petrolio all’energia solare. Sono dei veri ganzi.” “No, ti sbagli, qualcuno ne ha parlato, il libro “Licenziare i padroni” di Mucchetti, vicedirettore dell’Espresso, ne parla. E anche in internet ci sono molte denunce. Ma sai com’è di certe cose fino a quando non ne parla Striscia la Notizia nessuno se ne accorge. E a volte anche dopo” “Ho perso il filo, dove vuoi arrivare?” “Voglio sapere perché succede, Toni. Perché persone apparentemente oneste e intelligenti decidono di chiudere gli occhi di fronte a imbrogli con inciucio di proporzioni galattiche. Perché nessuno si preoccupa di prendere elementari misure di sicurezza negli aeroporti... Perché il mondo non si ribella contro chi spara sui soccorsi e ammazza i bambini... Cosa c’è che non funziona nella mente umana?” “Capo, hanno paura, qualcuno accetta qualche favore, qualcuno pensa che un domani potrebbe aver bisogno di un aiutino. Qualcuno non vuole esporsi... Altri non hanno tempo... L’essere umano è debole e anche un po’ ######. Che ci vuoi fare?” “Toni, io sono il capo del sindacato! Io devo farci qualche cosa. Sono qui per questo. Un milione di metalmeccanici rinuncia a un caffè alla settimana per pagare anche il mio stipendio. E lo fanno perché pensano che io mi occupi del loro benessere. Ma oggi il loro benessere non dipende da qualche euro in più sugli straordinari. Questa è guerra, Toni. E se non capiamo perché l’essere umano è così ###### continueranno a spararci addosso fino a quando non finiscono i proiettili. Dobbiamo trovare una soluzione, Toni. E tu sei l’uomo giusto per farlo. Vai là fuori, per le strade. Parla con la gente con la quale nessuno vuol parlare, strapazza i riottosi, corrompi gli altri... Mi serve la verità Toni. Questo è l’imperativo assoluto. E non mi serve solo la verità. Mi serve una soluzione. Voglio sapere se c’è modo di uscirne in fretta o se siamo vincolati ad attendere a lungo il lento sviluppo della mente umana. Forse la soluzione non c’è Toni. Forse siamo nella ###### e basta. Ma so che se c’è un uomo che la può trovare questo sei tu.” “######, Capo, questa è la madre di tutte le domande!!!” “###### Toni, non mettertici anche tu. Questo pianeta potrebbe essere un paradiso d’amore e gioco e invece è un inferno di stragi continue e imbrogli illimitati. E questo perché una massa di cerebro-shoccati non sono in grado di agire in modo solidale. Checcazzo vuoi fare Toni? Il Sindacato ti chiede di affrontare la vita e dare il tuo contributo alla causa degli esseri umani. Porca zozza, Toni, oggi un milione di operai hanno rinunciato al loro caffè anche per te. Alza il culo e buttati nella strada. Se questa è la madre di tutte le domande vai a cercare la madre di tutte le risposte!” Minchia! Le facce di un milione di operai davanti alla loro tazzina vuota mi scorrevano nella mente mentre uscivo dalla sede del Sindacato. ######. La cosa che mi dava più fastidio era che tutte quelle facce di operai mi guardavano sorridendo. Mi dicevano: “Vai Toni! Ce la puoi fare.” Porca miseria ladra. Odio la retorica operaia. Ma, ######, quando mi prende perdo il controllo. Credo che nella nostra mente ci sia un istinto da ape. Fai il tuo pezzo di lavoro, per quanto piccolo, pensando che contribuisca alla grande opera perché milioni di altri stanno realizzando il loro piccolo pezzo. Fantastico! Ma perché poi non funziona e il socialismo reale è stato solo un camuffamento del peggior fascismo? E perché non funziona la democrazia? Onestamente nessuno costringe la gente a votare Berlusconi o D’Alema. Se il popolo si impuntasse potrebbe eleggere gente più simpatica: avremmo una sfida elettorale tra Mike Buongiorno e Beppe Grillo. Già le cose andrebbero meglio. E perché le donne, pur essendo tutte convinte che gli uomini siano ######, non eleggono delle donne? Nel mondo le donne sono la maggioranza... Potrebbero farlo. Ma non vogliono. Andai a trovare la Beba. Una ragazza di Quarto Oggiaro che era in debito con me perché l’avevo salvata da una terribile atrofia delle ghiandole lacrimali. Doveva mettersi il collirio 40 volte al giorno. Ne faceva fuori due boccette alla settimana a 8 euro cadauna. Una vera rapina per un po’ di acqua distillata con due granelli di sale. Quando mi raccontò il suo dramma oculare la guardai nelle pupille e iniziai a sbadigliare. Lei fece la faccia seccata. Io le dissi: “Sbadiglia!!!” Lei ubbidì. C’era una componente sadomaso nella sua anima che la induceva a ubbidire agli ordini perentori. Iniziò a sbadigliare. E anch’io. Sbadigliammo insieme, guardandoci negli occhi per cinque minuti. Poi lei gridò: “Piango! Piango!” “Certo che piangi, tesoro. Sbadigliare fa piangere e rivitalizza le ghiandole lacrimali. Ha l’unico difetto di essere gratis. Prescrivere il collirio è meglio che prescrivere lo sbadiglio. Specie se adori i regali che ti fanno le case farmaceutiche.” Era entusiasta. Telefonò al suo oculista e gli disse che gli faceva causa se non le ripagava tutto il collirio che aveva dovuto comprare. E voleva un frigorifero nuovo dalla casa farmaceutica. Glielo comprarono. Di questi tempi le case farmaceutiche sono terrorizzate. Le chiesi se sapesse niente delle ragioni della stronzaggine umana. Mi raccontò che suo marito l’aveva appena lasciata per una diciottenne e lei aveva scoperto di essere incinta di 8 settimane. Continuava a piangere. Le lacrimali funzionavano in modo eccellente. Riusciva a schizzare dei lacrimoni a 4 centimetri di distanza. Poi mi confessò che suo marito si era messo con un’altra dopo che aveva scoperto che lei aveva avuto una storia con l’oculista. “Quello del collirio?” chiesi io? “Sì.” Disse lei. Non potevo crederci. Andare a letto col nemico...Perchè? Comunque una cosa utile me la disse. Secondo lei era tutta una questione visiva, legata alle fantasie della prima infanzia, sulla reale forma dei sessi delle altre persone. Siamo inconsciamente convinti che se li nascondono hanno i loro bravi motivi. C’è gente che nasconde nelle mutande serpenti a sette teste e cactus carnivori. Mi diede l’indirizzo del suo bioenergetico reichiano. Mi disse che, comunque, dietro a tutto c’era il sesso. William Reich è l’autore de “La rivoluzione sessuale”. Da lui discendono, tra l’altro, i bioenergetici reichiani e i massaggiatori groddeckiani (da Groddeck, “Il libro dell’es”). Ma questa è un’altra storia. Il suo bioenergetico era una donna imponente, con un seno orgoglioso e due gambe che spuntavano da una minigonna inguinale di plastica nera che spuntava da un grembiulino bianco tagliato a giacca. Molto bella. Piangeva. “Che succede?” Chiesi io. “Mia figlia. Le devono togliere le adenoidi sennò diventa sorda. Già non sente più nulla. Ha i canali che vanno dall’orecchio al naso ingorgati e c’è rischio di infezione, solo togliendo le adenoidi si possono liberare i canali...È così piccola, ha sette anni, sarà uno shock per lei...” Ho il cuore sensibile per i bambini. “Nove su dieci lo risolve facendo così: (e mi concentrai per muovere la base della lingua e la gola lì intorno per produrre uno schiocco in fondo al palato). Sei capace di farlo?” Lei era capace. Non è difficile. È una cosa che facevo da bambino. “Insegna a tua figlia a farlo e poi insegnale a farlo senza emettere il suono. In questo modo si produce un’aspirazione un po’ più indietro, proprio in corrispondenza del canale che proviene dall’orecchio. Così si sgorga. In una settimana dovrebbe andare tutto a posto.” “Come lo sai?” “È successo a mia figlia. Volevano operare anche lei. Poi ho incontrato un medico, mio vecchio amico che mi ha detto: “Ma lo sai che i medici sono a volte dei veri imbecilli? Nel mio manuale del medico a domicilio, stampato nel 1946, c’era scritto come risolvere questo problema senza chirurgia. Ma sembra che preferiscano i bisturi... Chissà perché?...” Poi mi spiegò come si fa e con mia figlia ha funzionato. Provaci.” Mi abbracciò come solo le mamme in pena sanno fare. Dal suo entusiasmo era chiaro che era convinta che avrebbe funzionato. Poi mi chiese come potesse sdebitarsi. Le posi la domanda. Lei la soppesò, sorrise e disse: “Forse anch’io ti posso aiutare.” Due ore dopo ero a casa di Donizzetti. Ero seduto su un grande divano di pelle rossa, scurita dal tempo. Un divano a forma leggermente circolare, con i braccioli laterali e lo schienale un po’ a conchiglia. La finestra era aperta, il sole entrava nella stanza illuminando pile di libri. Donizzetti, ex professore dell’Università di Milano, docente del Politecnico, stava in piedi di fronte a me. Per un attimo pensai che non avrei dovuto fargli quella domanda. Aveva l’aria di uno che quando inizia a parlare non smette più. E non ero sicuro fosse sano di mente. Indossava una giacca alla coscia, di lana tessuta a maglia, aveva sotto la camicia e il panciotto. E aveva due baffoni che si univano alla basetta, da ufficiale austriaco ottocentesco. “Lei mi ha posto la domanda della mia vita!” Disse. Poi continuò: “L’essere umano non è capace di ragionare in modo sensato e di vivere bene su questo meraviglioso pianeta perché ha subito una serie di traumi. Separato alla nascita dalla madre dopo un parto in condizioni non naturali, lasciato da solo a dormire fin da piccolo, costretto a rispettare comportamenti contrari al suo istinto, avvilito nella sua fantasia da anni di noia scolastica, represso nei suoi bisogni sessuali, alimentato in modo da acuire la sua instabilità emotiva, terrorizzato dall’idea di vivere in un mondo dove ti ammazzano senza motivo, ecco, l’essere umano diventa incapace di ragionare e distrugge tutto e tutti in preda all’angoscia.” “Ma c’è una via d’uscita?” Chiesi io sperando che non volesse leggermi tutto Lorenz, Leboier, l’“origine della donna” della Morgan e “Il piacere è sacro” della Eisler. Invece tagliò corto: “Per uscire dal labirinto in cui ormai siamo dovremmo risolvere in un colpo solo la questione della miseria e della repressione sessuale. Si fa troppo poco sesso. Non si può ragionare con uno che gli sta saltando il sistema nervoso per l’astinenza. Ma sarebbe necessaria una rivoluzione totale della morale sessuale. Fare l’amore dovrebbe diventare l’imperativo assoluto. Farlo tutti i giorni almeno una volta, per anni. Solo così potremmo ottenere risultati concreti. E contemporaneamente la gente dovrebbe essere liberata dall’angoscia della fame. Ci vorrebbe un salario minimo garantito a tutti. E vedresti che dopo qualche anno la gente inizierebbe a ragionare.” Ok, ero ormai convinto di aver a che fare con un cretino. Poi lui mi stupì. “Ma queste sono solo chiacchiere, starà pensando lei, e lei non ha tempo da perdere. Io però ho la soluzione: una macchina in grado di produrre 5000 kilowatt di energia elettrica, per un controvalore al prezzo corrente di circa 100 euro. Mettiamola in produzione e ognuno troverà il suo stipendio minimo garantito semplicemente facendo l’amore con chi preferisce.” Stavo per dire: prima bisognerebbe inventarla. Quando improvvisamente Donizzetti si mosse, raggiunse teatralmente l’armadio a muro che occupava la parete di fondo della stanza e spalancò le ante. Tutto l’interno era occupato da una macchina con rotelle, grande quanto un frigorifero. Donizzetti la sospinse in mezzo alla stanza, era dotata di una ventina di cavi che finivano con buffe ventose di plastica rosa. “Questa macchina è in grado di produrre mille kilowatt per ogni amplesso. Si collega ai due amanti e inizia a catturare l’elettricità corporea. In realtà il processo è molto complicato e si tratta di un rivoluzionario sistema di attivazione di un tipo esuberante di fusione fredda. Ma i dettagli possiamo vederli poi. Lei vorrà vedere se funziona?” “Certo.” Ero allibito. O era veramente pazzo o ero davanti all’uomo che poteva cambiare il corso della storia. “Beh, l’unico problema è che dovremmo praticare un rapporto sessuale per mettere in moto la macchina, ci vogliono due persone. Lei è omosessuale?” Scossi la testa. Non potevo crederci, questo pazzo aveva trovato il sistema per convincere la gente a farsi sodomizzare da lui per motivi scientifici e umanitari. Stavo per mandarlo affanculo ma lui continuò: “Senta in casa c’è mia figlia, Anna, gran bella ragazza, ha costumi molto disinibiti e sicuramente sarebbe lieta di accoppiarsi con lei in via amicale. Nella nostra famiglia pratichiamo tutti l’amore di gruppo. Beh, ovviamente è escluso che io possa accoppiarmi con mia figlia. Credo sia meglio mantenere qualche tabù. Credo che l’incesto sia un comportamento scellerato anche in una società sessualmente libera. I figli nascono più forti se i genitori non sono consanguinei. Basta guardare i nobili europei del settecento per comprendere i danni dell’incesto sistematizzato. E anche il tardo Egitto offre prove inconfutabili.” Poi si girò verso la porta e gridò: “Anna!!!” “Mi dispiace molto signor Donizzetti, ma non penso proprio che potrei accoppiarmi con sua figlia per far funzionare questa macchina...” “Problemi erettili? Guardi che mia figlia è una specialista diplomata in training diretto con pazienti con problemi di erezione...” Intanto sulla porta era comparsa Anna. Era veramente una ragazza di notevole bellezza, alta, slanciata, capelli neri fluenti, un sorriso cordiale e simpatico. Tentennai: “La ringrazio signor Donizzetti ma proprio non posso, sono innamoratissimo di mia moglie.” Guardai Anna, aveva l’espressione strana, come delusa dal mio rifiuto. Non potevo crederci. Ma Donizzetti non si arrese: “Lei è venuto qui da solo?” Cavolo! Mi ricordai di Sacco e Vanzetti che mi avevano accompagnato e che erano giù in macchina ad aspettare. Felice di togliermi dall’impaccio li chiamai col cellulare. Vennero su, gli spiegammo la situazione. Anna se ne stava lì a preparare i cavi della macchina e a sorridere. Indossava una tunichetta color rosa corallo chiaro e un paio di sandaletti bianchi. E basta. Quando Sacco e Vanzetti capirono perché li avevo fatti salire guardarono la ragazza e poi si scambiarono uno sguardo allibito. Sacco disse che lui non poteva perché era sposato. Sorrisi. Non facevo così romantico anche lui. Ma Vanzetti accettò spiegando che era scapolo e che la sua religione gli imponeva di fare sesso sempre e comunque perché fa parte del giusto atteggiamento vitalistico e anticapitalista che deve animare un militante sindacale. Insomma la fece lunga. Anna parve sollevata. Si levò il vestitino con un gesto plastico e per un istante non volò una mosca. Aveva dei seni veramente convincenti. Armonici, tondeggianti e inspiegabilmente alti. Ed era chiaro che nessun chirurgo plastico l’aveva mai toccata. Si aggiustò addosso una decina di ventose. Donizzetti, un po’ nervoso, iniziò a spiegare il funzionamento del commutatore di energia sessuale mentre sistemava le ventose sul corpo muscoloso e potente di Vanzetti. Quello che capii fu che servivano un accoppiamento e un orgasmo profondo, possibilmente con sentimento. Se gli amanti erano innamorati si potevano raggiungere anche più di mille kilowatt. “Ma anche con un forte desiderio sessuale si possono ottenere buoni risultati.” Concluse Donizzetti guardando l’erezione di Vanzetti mentre gli sistemava le ultime ventose. Dopo quindici minuti Anna e Vanzetti stavano ancora copulando. Suppongo che lui nella sua testa stesse cantando: “Armata Rossa torrente d’acciaio nelle tue file si vince o si muor.” Stava stantuffando con energia e metodo anche se con scarsa fantasia. La ragazza comunque urlava ininterrottamente con pochi intermezzi di ansimi soffocati. Io e Donizzetti eravamo seduti sul divano, un po’ discosti, e facevamo finta di fare conversazione. Sacco invece, essendo anche elettricista, girava intorno alla macchina, controllava gli amperometri e i contatori, cercava qualche punto dove ci potesse essere un imbroglio... Alla fine si avvicinò a noi due e sentenziò: “Per il pisello di Stalin! Questa roba funziona davvero. Non capisco come sia possibile ma hanno già immesso nella rete 1200 kilowatt! È portentoso!!! Dopodiché non fu più possibile udire niente perché Vanzetti aveva iniziato a grugnire come un branco di cinghiali ucraini, di quelli che il Partito Comunista importò in Toscana negli anni sessanta. Non so più a quale ###### di dirigente dell’Arci Caccia di Arezzo venne in mente di sostenere il socialismo russo importando enormi cinghiali sovietici per il ripopolamento delle zone di caccia. Con questa idea geniale provocarono l’estinzione dei piccoli cinghiali italiani. Quando le nostre cinghialesse vedevano com’erano fatti i cinghiali russi degli italiani non volevano più saperne. Comunque Vanzetti grugniva e si muoveva come una pressa per acciaio motivata dalla fede religiosa. Anna urlava come una cantante d’opera. Temetti che la macchina fondesse. Alla fine degli strilli avevano messo insieme 5850 kilovat. Cercammo di farli smettere ma ormai Vanzetti era partito per la seconda. La famosa “seconda senza levare” che ha reso grande il movimento metalmeccanico internazionale. Ma l’importante era che la macchina funzionava. ######, se funzionava! Andammo dal Capo e gli raccontammo tutto per filo e per segno. E Sacco fece l’imitazione del grugnito orgasmico di Vanzetti. Io e Sacco ci scompisciavamo dal ridere. Il Capo ci guardava allibito. Alla fine ci fece ripetere tutto per filo e per segno. Poi prese il telefono e chiamò la squadra di emergenza. Non so come facciano ad arrivare nel giro di sessanta secondi ogni volta che li chiama. Forse stanno chiusi in un armadio pronti a ogni evenienza. Il Capo iniziò a dare ordini. Lo seguivano in tre con tre registratori. Gli altri dieci prendevano appunti. “Ok! Abbiamo una macchina in grado di salvare il mondo. Donizzetti vi darà tutti i dettagli. Al momento probabilmente è l’unico al mondo in grado di costruire la macchina e non possiamo perderlo. Innanzi tutto andate a prenderlo a casa sua e nascondetelo in qualche posto insieme alla figlia e a tutti i parenti stretti che riuscite a trovare. Mi raccomando: solo tre persone dovranno sapere dove sono nascosti. Metteteci intorno una cinquantina di ragazzi delle fonderie, di quelli cattivi. L’ordine assoluto è: lo voglio vivo per le prossime 36 ore. Ginevra si occuperà di farsi dare da lui tutti i progetti, tutte le spiegazioni, tutto sulla macchina. Poi andrà a fare due copie della documentazione. Darà la seconda copia a un’altra persona e lei si rimetterà a duplicare. Chi riceve una copia la duplica a sua volta. E via così. Voglio cento copie di tutto sparse per i quattro angoli della terra entro domani mattina. Nessuno deve sapere chi le ha e dove. E ognuno deve continuare a copiare e distribuire tutto. E voglio una squadra che faccia un piano di produzione, trovi le materie prime e le vada a ritirare con convogli blindati. Voglio dieci punti di produzione clandestini entro sette giorni. E voglio cinquemila uomini armati di scorta a convogli, officine e centri di progettazione. Telefonate all’Arci Caccia, al Sindacato di Polizia, alle Guardie Forestali...Voglio blindati, cannoncini antiaerei, nidi di mitragliatrici, strade bloccate...” Lo interruppi: “Ma se piazziamo i blindati se ne accorgono tutti e addio clandestinità!” “Giusto!” Disse lui. “Chiamate il sindaco di Viareggio, voglio tutti i costruttori di carri di carnevale che possono tenere in mano un pennello a camuffare i carri armati da ballerine di carta pesta. E le voglio nude.” Me ne andai dalla sede del Sindacato verso mezzanotte quando ormai la potente macchina organizzativa era partita. Tornai a casa. La scena di Vanzetti e Anna mi aveva messo voglia di far l’amore. La piccola era già addormentata. Rosa era bellissima con un vestitino di cotone elastico nero che non le copriva quasi niente. Facemmo l’amore sul terrazzo. Fu bellissimo. Avremmo potuto produrre almeno settemila kilowatt di baci e sospiri. Quanto amo quella donna! Come fu che il commutatore sessuale di Donizzetti riuscì a essere prodotto nonostante i sordidi tentativi dei petrolieri e dei vescovi di bloccare tutto? Come riuscì il Sindacato a portare a termine la più grande operazione di produzione industriale segreta della storia del mondo? E Vanzetti si fidanzò con Anna Donizzetti? E il mondo fu veramente salvato dalla disperazione? Questo e molto altro fra sette giorni su “cacao della domenica” Jacopo Fo http://www.alcatraz.it/redazione/news/show...hp3?NewsID=2171 Quote
Hywel Postato 7 Settembre 2004 Report Postato 7 Settembre 2004 Si, la storiella è molto simpatica ma non capisco dove vuole andare a parare con certe caxxate: make love not war? Capirai, sti rossi sono rimasti al sessantotto, se non prima... eppoi sti riferimenti all'armata rossa, a Stalin, al PC italiano, ebbasta!! E poi chi sarebbero i conservatori?! poi certo, l'ironia in certi casi serve ad esorcizzare il dramma reale.. Quote
dbev Postato 12 Settembre 2004 Author Report Postato 12 Settembre 2004 Toni Barra: sex machine story. Seconda parte. Agguato incendiario. di Jacopo Fo L’idea di come risolvere la crisi energetica che attanagliava l’Umanità nei primi anni del terzo millennio fu veramente geniale. Fu Raul Donizzetti che una sera, osservando l’immensità della megalopoli di Città del Messico, 20 milioni di abitanti, disse: “Chissà quanta gente sta facendo l’amore in questo momento. Milioni di kilotoni di energia sprecata e ci accapigliamo per il petrolio”. Per far funzionare il Commutatore d’energia sessuale Donizzetti, era sufficiente sistemare una decina di ventose sui corpi di entrambi gli amanti. I rapidissimi cambi di polarizzazione delle cellule durante l’attività sessuale, mettevano in agitazione le molecole di acqua. L’onda veniva trasmessa all’acqua attraverso ricettori ondulatori al magnesio ricoperti di cellulosa e resina vegetale. La vibrazione, grazie a due filamenti di palladio e vanadio, attivava una fusione fredda “esuberante” di atomi di acqua che producevano energia elettrica da otto linguette di rame (positive e negative). Questo processo di produzione completamente innovativo permetteva di produrre una quantità di energia fino ad allora impensabile e le parti costituenti dell’accumulatore-generatore- commutatore di energia erano talmente semplici che il costo finale del generatore si poteva ripagare molto rapidamente. Con 5000 kilowatt da immettere nella rete per ogni rapporto sessuale si incassavano 100 euro. Praticamente più di quanto incassava mediamente una prostituta per ogni rapporto sessuale in una città europea. Cinquanta volte quanto incassava una prostituta nel terzo mondo. Questo comportò una rivoluzione totale nella modalità degli incontri erotici sul pianeta. Il fulcro di questa rivoluzione si basò sul fatto che per attivare il generatore di energia sessuale era necessario che la vibrazione emozionale arrivasse a ritmi molto alti. Una semplice masturbazione solitaria non era in grado di attivare la catena di reazioni. E questo fu un bene... altrimenti le multinazionali del dolore avrebbero rinchiuso milioni di diseredati dentro tunnel sotterranei costringendoli a masturbarsi ininterrottamente per produrre elettricità. Per arrivare alla produzione ottimale di 5000 kilowatt bisognava raggiungere un orgasmo coi fiocchi. Una sveltina senza partecipazione non produceva niente. Invece i rapporti orali appassionati davano ottimi risultati. Per la prima volta nella storia del mondo esisteva una tecnologia che funzionava solo se c’era piacere. Il Capo del Sindacato Metalmeccanici aveva predisposto la più grande rete di protezione che mai fosse stata organizzata da un’associazione di categoria per proteggere il commutatore di energia sessuale Donizzetti. Ma la difesa è un’azione passiva. Il Capo non si sentiva tranquillo... Mi disse: “Toni, intanto che aspettiamo che ci attacchino, voglio che tu scandagli lo schieramento avversario. Petrolieri, politici corrotti, generali guerrafondai, terroristi musulmani hanno tutti i motivi per non volere la fine dell’Era del Petrolio e dei Tabù Sessuali... Possiamo essere certi che saranno disposti ad uccidere pur di impedire che questa nuova macchina rivoluzioni il nostro modo di vivere. Avrai a disposizione cento tra i migliori elementi del Sindacato. Voglio sapere chi ci attaccherà, dove e come. E voglio saperlo prima che succeda. “ Preferivo essere incaricato di testare insieme a mia moglie tutti i commutatori Donizzetti che stavamo cercando di produrre in segreto. Invece mi toccò mettere insieme un piccolo esercito di investigatori. Il piano era semplice: se un uomo ha in mente di piantare un casino, due volte su dieci si sente obbligato a vantarsene con una donna. Quindi ci mettemmo a incontrare comitati di mamme, associazioni di fotomodelle, prostitute, raccoglitrici di tabacco, psicoterapeute. A tutte dicemmo solo una parte della verità. Cercavamo informazioni fondamentali per i destini dell’umanità a proposito di una macchina in grado di produrre energia pulita a costi ridicoli. Dieci ragazzi rispondevano al telefono e archiviavano le telefonate. Era come pescare trote nell’Oceano, ma non c’era molto altro da fare. I nemici potenziali erano troppi. E poi ci sono due cose che non bisogna mai sottovalutare: il potere delle donne e i colpi di fortuna. Dato l’avvio a questa specie di rete per l’intercettazione di eventuali progetti d’attacco, mi dedicai a organizzare una squadra di venti ragazzi computerizzati con i quali realizzammo l’operazione “Fumogeno”. L’idea era che chiunque cercasse di attaccarci doveva farlo in fretta. Nel giro di un paio di settimane i primi commutatori Donizzetti sarebbero stati costruiti. Decidemmo così di scatenare il caos preventivo. Se i nostri nemici avevano altro da fare non avrebbero avuto abbastanza tempo per dedicarsi a rompere le scatole a noi. E dove scatenare il caos senza provocare nè morti nè feriti e neanche disagi alla popolazione? In Borsa! Ci facemmo assegnare un fido da 100 milioni di euro dal Sindacato e iniziammo a comprare e vendere azioni sincronizzando le operazioni. Non avete idea del casino che si può produrre in questo modo. Tra le 12 e le 12,15 vengono acquistate contemporaneamente da 20 mila acquirenti azioni della General Motor per 100 milioni di euro. Quello che succede semplicemente è che i computer vanno in tilt e il titolo è bloccato per eccesso di rialzo. Per farlo ti servono almeno cinquanta server e dei software da paura. I ragazzi passarono 24 ore di seguito a attaccare prese e installare programmi operativi. Poi digitarono ininterrottamente per tre giorni per configurare sui server software complicatissimi. Il quinto giorno iniziammo a mitragliare con i nostri cortei di acquisti telematici. Poche persone con molti computer e molti soldi possono creare sconcerto tra i grandi finanzieri. Soprattutto se sanno come i computer interpretano i dati della borsa. I “ragni” informatici esplorano ogni secondo milioni di dati relativi a ogni titolo, domande di vendita e acquisto, quotazione delle vendite effettuate, settore merceologico, tendenza del titolo a perdere o guadagnare valore sul mercato. Questi dati sono poi inviati in un nanosecondo a milioni di computer di proprietà dei gruppi di acquisto che li analizzano nuovamente. Hanno l’ordine di vendere o comprare un dato titolo appena raggiungerà una data quotazione. Ogni giorno si vendono centinaia di milioni di euro di azioni di ogni azienda. Per manipolare veramente il mercato servono decine di miliardi di euro. Ma se compri cento milioni di euro di azioni in quindici minuti l’acquisto fa impennare l’attenzione dei computer, le medie statistiche sballano e migliaia di ordini di vendita o di acquisto partono simultaneamente da migliaia di computer appena si raggiunge una certa cifra. Per fare il massimo di confusione si sceglie un titolo in lieve salita da alcuni giorni. Sicuramente i computer l’hanno già schedato come possibile titolo in rialzo. Si aspetta che cresca fino a che il suo valore si avvicina a una cifra tonda (perché chi programma quando vende o compra tende a scegliere cifre tonde) e poi si lancia l’acquisto suddiviso su centinaia di banche sparse per tutto il mondo. Se tutto va bene si ottiene un’impennata del titolo. Ma tu hai già venduto tutto. Hai comprato per quindici minuti e poi vendi per tre ore. Non è un sistema per guadagnare, perché quando inizi a vendere i prezzi rischiano di crollare di nuovo, magari al di sotto di quel che erano quando hai iniziato a comprare. Ma noi non volevamo fare soldi, volevamo che tutti gli uomini più ricchi del pianeta perdessero tempo a chiedersi: “Che cosa sta succedendo nel settore assicurativo? Cos’è questa turbolenza nel petrolifero? Forse non so qualche cosa che dovrei sapere? Chi non mi ha informato? Perché? C’è un complotto contro di me?” Giocammo al rialzo per due giorni. E ci accorgemmo subito che una certa turbolenza era già in atto. Appena attaccavamo un titolo quello schizzava in alto di 50 centesimi. Compravamo e vendevamo facendo guadagnare più che altro le banche, che sulle compravendite trattengono una percentuale. Comunque raccattammo qualche milione di euro che ci permise di passare alla fase due, quella cattiva. Iniziammo ad attaccare al ribasso. Compravamo per tre ore un titolo in discesa, poi, improvvisamente mettevamo tutto sul mercato. Il titolo cadeva, ma noi ci eravamo coperti comprando “future” al ribasso, molto al ribasso. Se fai le cose per bene puoi guadagnare qualche centesimo per ogni colpo. E mentre vendi puoi iniziare a comprare in sordina un altro titolo. Così dinamizzi due titoli ogni 3 ore. E siccome il sole gira sopra il nostro pianeta puoi fare questo giochino 24 ore su 24, c’è sempre una borsa aperta da qualche parte. Era come scommettere su un incontro di pugilato puntando su tutti e due i giocatori. Anche qui ci guadagnava solo la banca. Ma per noi l’importante era non perderci. Comunque aveva ragione Beppe Grillo: la metà delle grandi multinazionali del mondo sono farlocche come Enron e Parmalat. Giocando al rialzo ottenemmo piccoli risultati, ma quando iniziammo a puntare sul crollo di un’azienda vedemmo che bastava dargli solo un colpettino per farla precipitare. Appena gli amministratori delegati vedevano che le vendite si erano impennate se la facevano sotto e pensavano: “######! Ci hanno scoperti.” E si precipitavano a vendere le scorte di azioni della loro azienda. Dopodiché era il caos. Fu come giocare ai birilli. Anzi a quel gioco giapponese che metti una vicina all’altra centinaia di tessere del domino e poi dai un colpetto alla prima e una dopo l’altra vengono giù tutte. La borsa internazionale era marcia dentro. La nostra azione scatenò un crollo generalizzato e un paio di grossi gruppi saltarono del tutto. Venti giorni dopo che tutto era iniziato, quando già si stavano assemblando i primi pezzi del generatore Donizzetti, la nostra rete di informatrici ci fece sapere che qualche cosa si stava muovendo. Una ragazza, che arrotondava facendo indagini aziendali, era stata ingaggiata da un’agenzia investigativa per trovare tutto quanto era possibile su un “commutatore di energia sessuale”. Tutti i campanelli d’allarme iniziarono a suonare nella mia testa. Il giorno dopo un’ispezione dei Vigili del Fuoco arrivò in uno dei dieci capannoni segreti dove avevamo iniziato a fabbricare i commutatori Donizzetti. Avevano tutte le carte in regola ma i ragazzi del servizio d’ordine dissero che non sembravano veri pompieri. Decidemmo di giocarli d’anticipo. Facemmo un comunicato stampa annunciando un tentativo di intimidazione nei confronti del “centro ricerca sperimentale tecnologie ecologiche” del Sindacato Metalmeccanico. Invitammo “le masse popolari” a presidiare l’area giorno e notte e organizzammo pullman da tutta la penisola. È una tattica che nel gioco del Go si chiama “Far gridare le oche per rubare le anatre”. Volevamo che ci attaccassero là, sperando che non si accorgessero che c’erano altri nove punti di produzione clandestini. Funzionò, solo in parte però. Durante la notte un aereo precipitò sul capannone distruggendolo completamente. Il pilota si era gettato con il paracadute. Per fortuna avevamo ordinato a tutti di fermare la produzione e starsene fuori dal capannone. I macchinari li avevamo trasferiti un po’ per volta e quando l’aereo precipitò non morì nessuno. Il giorno dopo con un comunicato stampa dichiaravamo che tutto era stato distrutto ed era andato in fumo un importantissimo progetto ecologico. La mattina stessa mi recai all’agenzia di investigazioni che aveva commissionato alla nostra informatrice la ricerca sul commutatore Donizzetti. Il proprietario era un tipo azzimato con una cresta di capelli bianchi. Gli dissi chi ero, perché ero lì e perché gli conveniva dirmi chi gli aveva commissionato l’indagine. Un centinaio di operai ubriachi che stazionano davanti al portone possono rovinare le attività commerciali di chiunque. Lui fu ragionevole. Mi diede nome e indirizzo. Strabuzzai gli occhi quando mi disse che il mandante dell’indagine era l’Arcivescovado. Evidentemente l’ala dura della Chiesa Cattolica aveva paura che si minasse la morale fin dalle fondamenta. Usare aerei kamikaze era moralmente meglio. Andai dall’arcivescovo e gli dissi: “Abbiamo le foto di te che fai il ######. Se rompi i ###### ti spazziamo via. E rassegnati: il commutatore Donizzetti arriverà sul mercato e il cattolicesimo sarà solo un ricordo. Inizia a cercarti un lavoro vero.” Intanto venivano completati i primi dieci esemplari del generatore Donizzetti. Bastò che arrivassero a Shanghai perchè la potente macchina produttiva cinese iniziasse a smontarli, copiarli e a sfornarne a migliaia in decine di piccole imprese, ovviamente non rispettando nessun brevetto. Era quello che volevamo. Il primo generatore corporeo di elettricità messo sul mercato pesava trenta chili, era grosso come un televisore a 24 pollici, costava 20 mila dollari e produceva fino a 5000 kilowatt di energia elettrica per ogni accoppiamento, con un controvalore medio di circa 100 euro. Quando i primi mille commutatori furono venduti scoppiò il caso mediatico. A Città del Messico, New York, Londra e Amsterdam vennero affittati interi alberghi. Si andava lì a far l’amore e si ricevevano 50 euro. C’era la fila. Le televisioni non parlavano d’altro e i grossi industriali facevano a pugni per comprare i diritti di produzione e le esclusive territoriali di vendita. Una volta che il millionesimo marchingegno orgasmico uscì da un’officina di assemblaggio di Bombay la diga crollò. C’erano troppi soldi in ballo. C’erano troppe guerre sul pianeta. E la gente aveva una voglia di sesso accumulata in millenni di repressione erotica e colpevolizzazione della libido. Una coppia di sposi poteva vivere decentemente facendo sesso una volta al giorno. Se volevano comprarsi la macchina nuova guzzavano come mandrilli in scatola per un paio di settimane. Molti temevano che se le persone avessero potuto guadagnarsi da vivere scopando avrebbero smesso di lavorare e nessuno avrebbe più prodotto niente. E alla fine l’energia elettrica non avrebbe più avuto valore perché tutte le fabbriche avrebbero chiuso. Non avevano fatto i conti con la cupidigia umana. La gente incassava l’extra di provenienza sessuale e se lo spendeva in un istante. E poi voleva ancora soldi e andava a lavorare, visto che nessuno riusciva a produrre più di un paio di accoppiamenti energeticamente decenti, al giorno... Beh, ci furono un paio di casi registrati di quattro rapporti sessuali al giorno con 20 mila kilowatt prodotti complessivamente. Ma è roba da maniaci. In realtà fu come se tutti avessero un salario minimo garantito. Furono pochi quelli che decisero di non fare più niente e accontentarsi. Al contrario la gente era più attiva perché si sentiva più ricca e sentirsi ricchi dà fiducia. In compenso non ci fu più nessuno che morisse di fame o di miseria. Chiaramente ci fu chi se ne approfittò. Ai primi tempi c’erano individui che caricavano dieci generatori Donizzetti e un grosso accumulatore al magnesio sopra un camion e giravano per i villaggi e per le bidonville pagando dieci euro per ogni accoppiamento e intascandone 90. Ma nel giro di tre anni la concorrenza tra i raccoglitori di energia era diventata talmente alta che nessuno pagava meno di 50 euro a coito. Un altro grosso problema iniziale fu che si scoprì che metà della popolazione era frigida. Maschi compresi. Godevano pochissimo e producevano solo qualche euro di energia a accoppiamento. Ma sai com’è, quando ci sono di mezzo i soldi la gente fa miracoli. C’erano ragazze che facevano sesso fino allo sfinimento per esercitarsi. E fiorirono decine di scuole di orgasmo dove passavi la giornata a farti massaggiare e a guardare film d’amore perché ti si scaldasse l’anima. Provarono anche le droghe, alla ricerca di qualche cosa che aumentasse il rendimento energetico ma non trovarono niente di utile. Per fortuna, sennò avrebbero trasformato il pianeta in un covo di tossicomani. Nel giro di pochi anni la morale fu rovesciata. I generatori Donizzetti si diffondevano con la velocità dei cellulari. Tutti ne volevano uno. Nessuno moriva più di fame e tutti facevano sesso. Alla fine anche la chiesa Cattolica accettò che i preti e le suore si sposassero. Non potevano rinunciare a incassare una percentuale devozionale sugli amplessi. Poi si scoprì che la meditazione, lo Yoga, il sesso tantrico e i massaggi permettevano di aumentare del 20% la produzione di energia durante l’orgasmo, oltre a renderlo maggiormente piacevole. Fu una rivoluzione nella rivoluzione. E anche lì qualcuno ne approfittò per creare sette dedite a orge incredibili durante le quali si donava elettricità al maestro spirituale. Dopo la prima curiosità, la gente perse interesse per questi misticismi. Anche perché molti gruppi musicali iniziarono a organizzare immensi rave party orgiastici. La musica e i succhi di frutta erano gratis e in più ti davano 60 euro per ogni accoppiamento. Ma questo poté funzionare solo quando arrivò l’invenzione dei commutatori da polso. Il pavimento del Palazzetto dello Sport era coperto di lastre di rame che interagivano con i commutatori da polso che trasmettevano l’energia prodotta dall’amplesso attraverso modificazioni ondulatorie del campo quantico dei satelli degli atomi. Una volta cinquemila spettatori riuniti nel London Palasport produssero 7 milioni di kilowatt. Far scaldare sessualmente la gente con la musica rendeva più che far sentire Mozart alle mucche da latte. Alla fine la morale sessuofobica crollò come il consumo del petrolio. Le centrali nucleari chiudevano. Il consumo delle droghe calava paurosamente. Il racket della prostituzione era alle corde. Nei casini si installavano commutatori e poi si pagavano i clienti 30 euro a accoppiamento. La malavita mondiale aveva difficoltà a trovare manovali disposti a uccidere per mille dollari. Le megadighe e le centrali nucleari furono abbandonate. Nessuno aveva più voglia di andare in guerra. La gente iniziò a pensare che le cose andavano veramente meglio. L’inquinamento scendeva vertiginosamente, il clima si stabilizzava, le canzoni di San Remo iniziavano a essere decenti. Insomma ci si sentiva ottimisti. E questo fu un grande bene. Il mondo girò pagina e iniziò un’era completamente nuova. Quando quasi tutti gli esseri umani fanno l’amore tutti i giorni si inizia a respirare un’aria più rilassata. E per farti venir voglia di sparare devono proprio tirarti per i capelli. http://www.alcatraz.it/redazione/news/show...hp3?NewsID=2178 Quote
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