VW GOLF IV Postato 9 Agosto 2004 Report Postato 9 Agosto 2004 Il Dream Team è l'Italia Strepitosa vittoria degli azzurri, che al preolimpico di Colonia travolgono gli Stati Uniti 95-78. Basile e Galanda scatenati, americani in tilt contro la zona. COLONIA, 3 agosto 2004 - La più bella amichevole della storia azzurra. L'Italia batte 95-78 la nazionale statunitense e costringe il Dream Team alla prima sconfitta in partite non ufficiali della sua relativamente breve vita. Non aveva mai perso il Dream Team negli anni olimpici e dalla disgraziata avventura mondiale di Indianapolis aveva infilato dodici vittorie in fila. Un successo, quello dell'Italia, che vale per la storia e per il morale e che lancia la squadra ad Atene con la convinzione di poter ambire a un risultato di valore. Per i giocatori e per tutti i tifosi un successo di quelli da raccontare a figli e nipoti, per Recalcati la certezza di avere ritrovato, se non la forma, almeno lo spirito del gruppo che conquistò il bronzo a Stoccolma. Sono in 14.821 ad affollare la KölnArena e i flash sono quasi altrettanti: l'ambiente non è molto lontano da quello di un palazzo Nba e fa un certo effetto vedere gli azzurri provare a fare la solita routine di riscaldamento, sforzandosi di non rimanere incantati a seguire i vari Iverson, Duncan e James nell'altra metà campo. Ai margini della panchina azzurra restano Mancinelli e Abbio, gli esclusi dalla rassegna olimpica: "Non sono uno polemico - il commento di Picchio -, ma ho detto al c.t. che secondo me non ha fatto la scelta giusta". Recalcati parte con Bulleri, Basile, Soragna, Galanda e Marconato; Brown risponde, modello bazooka contro fionda, con Iverson, Marbury, Jefferson, Odom e Duncan. Pronti via e sprechiamo due volte l'attacco per il vantaggio, poi dopo 83 secondi è Duncan a sbloccare le marcature. Galanda ha due falli in due minuti, ma poi è lui a cancellare lo zero azzurro dal tabellone con tre liberi dopo 2'16". Ancora due chance di mettere la testa avanti, ma Marconato sbaglia la schiacciata e Bulleri la sospensione. Dopo 4' siamo 3-4 con gli Stati Uniti che fanno più impressione per il potenziale che per quanto combinano in campo. Due canestri di Basile valgono il sorpasso sul 7-6, poi una tripla di Righetti serve il 10-8 con il solo Duncan manifestamente incontenibile per i lunghi azzurri. Gioco da tre di Righetti per il +4 e poi zona 2-3 per l'Italia. Ancora una tripla di Radulovic per il 16-11 e poi due liberi per un incredibile 18-11. Piove sul bagnato: un altro tiro "ignorante", come li chiama lui, di Basile segna il clamoroso 23-14 di fine primo quarto. Bisogna essere sinceri: il Dream Team ha giocato al contrario, ma l'Italia ha fatto di tutto per rendergli impossibile la vita in difesa e in attacco non ha avuto alcun timore di sorta, anzi con un po' di incoscienza ha osato più del solito. Brown opta per un quintetto under 22 con qualità atletiche da mille e una notte. Stoudemire mette 4 punti in fila, ma Galanda risponde con una tripla, un rimorchio su un assist di puro genio di Pozzecco, altri due liberi, un tiro da due e ancora un tiro pesante: 35-20 al 16'. Per Stoudemire, che in teoria deve marcarlo, non resta che segnarsi il numero di targa. Gli americani non ci stanno a farsi irridere e qualche giocata di Marion e di Anthony, bravi a trovare i punti deboli della nostra zona, ricuce lo strappo e a metà gara siamo 41-35: per Galanda 17 punti con 3/3 da 2, 2/3 da 3 e 5/5 dalla lunetta. Il sogno azzurro, nonostante il prevedibile passivo 12-20 a rimbalzo, continua. Si torna in campo con Basile e Bulleri che mettono subito due canestri da fuori a testa: 52-39 al 15' con gli Usa che nel tentativo di smontare la zona italiana arrivano anche a un'infrazione di 24 secondi. Duncan si prende i compagni in spalla con 9 punti in 6 minuti. Ma sale in cattedra ancora Basile con un paio di forzature vincenti per il +10 e al 30' il tabellone recita 64-56 con Pozzecco e Chiacig che giocano alla pari in confronti sulla carta improbi. L'Italia ha la lucidità di non forzare: Galanda da tre, Pozzecco da 2 e Soragna dalla lunetta riportano l'Italia 71-56 a 8'40". Anthony è l'unico yankee a trovare la strada del canestro. Il Pozz è più "Starbury" di Marbury e l'ennesima tripla di Basile vale il 76-60 al 34'. Dalle tribune si leva un timido grido "Italia, Italia" e Galanda risponde protando gli azzurri a +18. Time-out e subito altro canestro da sette metri per il +21 (81-60), ormai l'incredulità del pubblico di fede azzurra sta diventando gioia mentre la corazzata statunitense si guarda smarrita negli occhi. La partita finisce qui, non c'è neanche spazio per una fisiologica rimonta perché l'Italia questa sera vuole godersela fino all'ultimo secondo. Italia-Stati Uniti 95-78 (23-14, 41-35; 64-56) ITALIA: Basile 25 (2/2, 7/15), Galanda 28 (4/5, 5/8), Soragna 3 (0/1, 0/2), Marconato (0/1), Bulleri 5 (1/2, 1/3); Radulovic 3 (1/2 da 3), Pozzecco 11 (2/4, 0/1), Righetti 8 (1/4, 1/3), Rombaldoni 2 (0/1 da 3), Mian, Chiacig 10 (4/7), Garri (0/1). All.: Recalcati. STATI UNITI: Iverson 13 (3/4, 2/3), Marbury (0/2, 0/2), Duncan 15 (5/8, 0/2), Odom 4 (1/2, 0/1), Jefferson 2 (1/1, 0/1); Wade 4 (2/3), Boozer 2 (1/1), Anthony 19 (5/9, 2/4), James 5 (1/2), Okafor, Marion 10 (4/5), Stoudemire 4 (2/4). All.: Brown. ARBITRI: Schwarz (Ger) e Lamonica (Ita). NOTE - Tiri liberi: Italia 22/26, Usa 16/29. Rimbalzi: Italia 19 (Chiacig 5), Usa 37 (Duncan 10). Assist: Italia 23 (Pozzecco 8), Usa 15 (Marbury 6). Progressione: 5’ 7-6, 15’ 32-20, 25’ 52-44, 35’ 78-60. Usciti 5 falli: Galanda 39’38" (93-71). Antisportivo: Rombaldoni 16’06" (35-23). Spettatori: 14.821. Quote
VW GOLF IV Postato 9 Agosto 2004 Author Report Postato 9 Agosto 2004 Usa, disastro e vergogna La vittoria degli azzurri sul Dream Team è la notizia sportiva del giorno negli States. Un sondaggio Espn decreta: "L'Italia è una squadra più forte degli Usa". NEW YORK, 4 agosto 2004 - "Imbarazzante", "vergognosa", "disastrosa", la prova contro l'Italia di quello che nessuno negli States osa più chiamare Dream Team viene giudicata con aggettivi pesanti, a caldo, dai media americani. La straordinaria vittoria degli azzurri apre anche SportsCenter, la trasmissione sportiva più importante del palinsesto televisivo americano. Danno grande risalto alla notizia dell'incredibile impresa della truppa di Recalcati anche i telegiornali di tutte le reti a stelle e strisce, dalla Nbc alla Abc, dalla Cbs alla Fox. Fa un certo effetti vedere i canestri di Galanda e Basile nella sigla della Espn, ma la serata americana di martedì appartiene, meritatamente, all'Italia. C'è Jack Galanda che spiega, in perfetto inglese, agli spettatori della Espn nella conferenza stampa post partita, i motivi della debacle statunitense, la peggiore da quando la UsaBasketball ha deciso di affidarsi ai professionisti. Passa su tutte le reti, invece, l'inchino di un Pozzecco diventato, almeno per una sera, un personaggio anche negli States. La vittoria dell'Italia ha tolto ai tifosi americani la fiducia in una Nazionale che fino a lunedì sembrava aver già prenotato il gradino più alto del podio ad Atene. "Garantisco che questa squadra tornerà a casa con l'oro" aveva detto Carmelo Anthony a Jacksonville. Gli americani gli avevano creduto. Fino a lunedì, infatti, in un sondaggio della Espn.com il 75% dei votanti aveva pronosticato la squadra americana sul tetto del mondo ad Atene, mentre solamente per il 6.9% la compagine di Larry Brown sarebbe ritornata in America senza nessuna medaglia al collo. Ma la partita di Colonia ha cambiato totalmente le carte in tavola. Lo stesso sondaggio adesso dice che solo il 45% dei votanti crede nella medaglia d'oro, mentre ben il 23% dei tifosi americani ora teme che gli States non saliranno nemmeno sul podio. Potere delle triple di Galanda e Basile e delle invenzioni di Pozzecco. Un altro sondaggio, sempre del sito di Espn, propone risultati altrettanto sorprendenti. Alla domanda. "Quali sono le cause della sconfitta americana?", il 20% dei votanti ha risposto che "L'Italia e' una squadra più forte degli Stati Uniti". Davvero incredibile. Anche George Karl, il primo tecnico americano a subire una sconfitta alla guida di una Nazionale pro, adesso non è più così sicuro delle potenzialità di questa squadra. "Anche se, a mio avviso, rimangono i favoriti, per vincere l'oro dovranno sudare parecchio - dice l'ex coach - a questo gruppo manca esperienza, centimetri e un tiratore affidabile. Ma quello che i giocatori americani devono mettersi in testa è che bisogna sempre rispettare i propri avversari". Quote
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