massicre64 Postato 16 Novembre 2007 Report Postato 16 Novembre 2007 da corriere online Anche l'Italia ha la sua "class action" Via libera a cause collettive risarcitorie contro le società. Confindustria dura: "E' un atto ostile e rozzo" ROMA - Arriva anche in Italia la class action, cioè la possibilità per i consumatori di partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni o servizi. Il Senato ha infatti approvato (158 voti a favore, contrari 49 e 116 astenuti) l'emendamento alla Finanziaria proposto dai senatori Manzione e Bordon (Unione democratica), che introduce la "disciplina dell'azione collettiva risarcitoria a tutela dei consumatori". Le nuove misure entreranno in vigore trasmessi sei mesi dall'approvazione della legge Finanziaria. Anche se risulta davvero singolare che questa svolta storica nei rapporti fra co0nsumatori e aziende arrivi da un errore di voto del senatore di Forza Italia, che dopo essersi accorto dell'ersito della votazione si è messo a piangere in aula. "CONFINDUSTRIA: GRAVI RISCHI" - Che si tratti di un cambiamento di non poco conto lo si capisce dalla reazione immediata di Confindustria. "È un atto di grave di ostilità all'impresa - sostiene - costituirà un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro Paese che già è agli ultimi posti in Europa per attrazione di capitali stranieri. È un provvedimento rozzo che espone le aziende italiane e i loro lavoratori a gravi rischi". AZIONE COLLETTIVA -Ma come funziona la "class action"? La possibilità di "azioni risarcitorie collettive" non è prevista nel nostro ordinamento, mentre lo strumento è molto diffuso in altri Paesi d'Europa e negli Stati Uniti. La class action è uno strumento processuale che consente a una pluralità di soggetti che intendano far valere un diritto - siano essi consumatori o utenti di un certo servizio - di adire l’autorità giudiziaria con un’unica causa i cui esiti si riflettano su tutta la categoria. La norma approvata dal Senato prevede l'ampliamento della platea dei soggetti che possono avviare l'azione, rispetto alle 16 associazioni del Consiglio nazionale consumatori e utenti che ne avevano facoltà secondo il ddl Bersani, attualmente all’esame della commissione Giustizia della Camera. L’obiettivo è quello di non privare della possibilità di agire per azioni risarcitorie agli altri soggetti portatori di interessi collettivi. Le ulteriori associazioni legittimate ad agire saranno individuate con decreto del ministro della Giustizia, di concerto con il ministro dello Sviluppo economico, sentite le competenti commissioni parlamentari. TUTELA DELL'AMBIENTE - La class action era attesa già nella precedente legislatura perché il disegno di legge fu approvato dalla Camera dei deputati il 21 luglio 2004. A quell'approvazione non seguì però quella del Senato. E il provvedimento è rimasto in sospeso. Tra le grandi battaglie vinte in altri Paesi attraverso le class action ci sono, per esempio, le grandi cause contro le multinazionali del tabacco o quella contro la Pacific and Gas Company che contaminò le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti, per la quale venne ottenuto un cospicuo risarcimento. "I diritti dei consumatori saranno sempre più intrecciati alla salute pubblica, alla sicurezza e all'ambiente", ha sottolineato Legambiente. L'ERRORE E LE LACRIME - L'emendamento sarebbe passato per un voto sbagliato del senatore di FI, Roberto Antonione. Un errore che ha salvato la maggioranza a Palazzo Madama. Antonione, secondo quanto risulta dai tabulati, ha votato per errore con l'Unione a favore dell'emendamento: la norma è passato con 158 voti a favore. Sempre secondo i tabulati, erano presenti in aula ma non hanno votato, i senatori Dini, Barbieri, Turigliatto e Saporito. Si sono astenuti invece Giulio Andreotti e Ferdinando Rossi. L'astensione in Senato equivale a voto contrario. "Eravamo pari - ha detto lasciando l'aula il senatore forzista Maurizio Sacconi - senza quel voto la maggioranza avrebbe avuto un numero in meno e noi uno in più e sarebbe cambiato tutto". "Sarebbe successa l'ira di Dio", ha chiosato il senatore di FI Gaetano Quagliariello. Subito dopo Antonione è scoppiato in lacrime, consolato dai colleghi del suo gruppo. Lapidario il leghista Roberto Calderoli: "Hanno vinto per un ennesimo colpo del fattore c...". speriamo che non venga snaturata e sia utile, un passo importante che ci avvicina gli altri paesi europei e agli USA che in questo campo sono in prima linea come difesa dei diritti dei consumatori Quote
Maxj Postato 16 Novembre 2007 Report Postato 16 Novembre 2007 Anche a me sembra uno strumento utile e democratico. Sul fatto di tutti questi errori nel votare, da una parte e dall'altra mi chiedo: hanno problemi neurologici derivanti dall'età? Non credo dato che i senatori a vita pare che non sbagliano mai e sono più vecchi, oppure fumano qualcosa prima delle votazioni , oppure hanno la testa altrove mentre decidono delle leggi che servono per gestire democraticamente lo Stato e quindi condizionano la vita di tutti nel bene e nel male? MAh.... Ciao Max Quote
alfo Postato 16 Novembre 2007 Report Postato 16 Novembre 2007 A proposito avevo letto una nota di un'associazione consumatori che faceva aprire gli occhi sulla class action "all'italiana" che è un tantino diversa da quella americana in senso limitante per i cittadini....alla fine era una mezza presa per i fondelli. Non ricordo i termini precisi della questione ma la sostanza dovrebbe essere questa. Quote
massicre64 Postato 16 Novembre 2007 Author Report Postato 16 Novembre 2007 A proposito avevo letto una nota di un'associazione consumatori che faceva aprire gli occhi sulla class action "all'italiana" che è un tantino diversa da quella americana in senso limitante per i cittadini....alla fine era una mezza presa per i fondelli. Non ricordo i termini precisi della questione ma la sostanza dovrebbe essere questa. sì è vero Alfo proprio ora stavo leggendo l'articolo su corriere.it che posto La class action divide i consumatori Codacons: una schifezza, per chiudere un procedimento necessari nove processi. Ma per gli altri è una vittoria ROMA - "Purtroppo l'Italia avrà la class action all'italiana, ossia una schifezza". Il Codacons prende le distanze dalle altre associazioni dei consumatori, che giovedì avevano applaudito l'approvazione della class action da parte del Senato. Secondo il Codacons, "ben lungi dall'essere un'azione collettiva dei consumatori simile a quella americana, il Senato ha approvato un pastrocchio. Non c'è danno punitivo e i consumatori potranno avere un risarcimento solo se giovani, visto che dovranno aspettare almeno 20 anni prima di poter avere una liquidazione dei danni". NOVE PROCESSI - Secondo il Codacons, infatti, sarebbero almeno tre i giudizi, con almeno tre gradi l'uno, per un totale di nove processi, per chiudere un procedimento. "Evidentemente il Parlamento è in mano alle lobby economiche, alle banche, alle assicurazioni, alle compagnie telefoniche. Una sconfitta per il Paese e per i consumatori". LA SVOLTA - Da notare che questa svolta, comunque storica, nei rapporti fra consumatori e aziende arrivi da un errore di voto del senatore di Forza Italia, che dopo essersi accorto dell'esito della votazione si è messo a piangere in aula. UNA VITTORIA - Non tutte le associazioni sono però convinte che la normativa sia così pessima. Anzi la stragrande maggioranza delle organizzazioni dei consumatori la considera una vittoria. Come Cittadinanzattiva o Legambiente. E mentre Confindustria considera un atto ostile alle aziende la possibilità di promuovere cause collettive per ottenere rimborsi in caso di imbrogli e danni - la confederazione degli industriali teme che il provvedimento costituisca "un nuovo pesante disincentivo a investire nel nostro paese" - il presidente di Adiconsum, Paolo Landi, definisce "artificiosi" i timori espressi da Confindustria e sottolinea che "l'azione collettiva non esiste soltanto negli Stati Uniti, ma anche in altri Paesi europei, quali Portogallo, Francia, Spagna, Inghilterra e, con procedure sostanzialmente simili, anche in altri Paesi. Ciò - rileva Landi in una nota - non ha impedito né ostacolato investimenti stranieri in questi Paesi o provocato azioni temerarie da parte delle associazioni consumatori". L'azione giuridica individuale, aggiunge Landi, "non tutela il consumatore. Vale un esempio: la vicenda dei bond. Sono state circa mezzo milione le vittime tra Parmalat, Cirio e Argentina, ma solo pochissimi consumatori sono ricorsi dal giudice". CIVILTA’ GIURIDICA - Anche il leader dell'Adusbef, Elio Lannutti, respinge le critiche di Confindustria sulla class action: "Confindustria sbaglia perché con uno strumento come questo si cacceranno i truffatori e rimarranno le imprese più virtuose", aggiunge Lannutti, sottolineando come la class action sia "uno strumento di civiltà giuridica che rafforzerà le aziende più serie". secondo il CODACONS non vale nulla, ma per Confindustria anche quel poco da fastidio ed è tutto dire... cmq lo sospettavo già dal primo messaggio postato che qualcosa non quadrava e non c'era ancora l'articolo di cui sopra, purtroppo in Italia non si riesce mai ad ottenere nulla di serio a quanto pare Quote
procton Postato 16 Novembre 2007 Report Postato 16 Novembre 2007 Salve a tutti, ho letto una mail inviatami da generazione attiva, a quando sembra si fanno distinzione di associazioni di consumatori, qui già non va bene, poi i lunghi procedimenti sembra che come sempre si divertano a prendere in giro i sudditi, visto che i nostri cari rappresentanti in parlamento una volta li si eleggono a classe superiore e come tale vanno di pari passo con le varie lobby, della serie volevamo fare come in America, ma all'Italiana non ci perdiamo niente Quote
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