Maxj Postato 9 Novembre 2007 Report Postato 9 Novembre 2007 Farmacisti contro i medicinali nei market "Dal 19 novembre potremo farli pagare" di ANNA RITA CILLIS ROMA - Stop ai farmaci gratis. Dal 19 novembre gli italiani potrebbero ritrovarsi a pagare di tasca propria i medicinali erogati dal Servizio sanitario nazionale. La "minaccia" arriva dai titolari di farmacia che aderiscono a Federfarma, la Federazione di categoria, compatti nel respingere la possibilità che anche "gli angoli della salute" - quelli nati a partire dall'estate 2006 nei supermercati - e le parafarmacie possano vendere medicinali con obbligo di ricetta così come prevede l'articolo 2 del disegno di legge Bersani Ter (la terza lenzuolata sulle liberalizzazioni), provvedimento ora fermo al Senato. Niente ripensamenti, aggiustamenti, limature. L'articolo in questione, per i farmacisti va eliminato. La posta è alta. C'è di mezzo la convenzione stipulata dalla farmacie con il Servizio sanitario nazionale e l'eventuale stop comporterebbe ai cittadini il pagamento dell'intero prezzo del farmaco solo successivamente rimborsato dalle Asl. Ma la contrattazione con il governo è aperta. I farmacisti, infatti, mettono sul piatto un piano realizzato per modernizzare il "comparto" ed elaborato nei mesi scorsi da un tavolo tecnico al quale hanno partecipato anche rappresentanti delle Regioni e del ministero dello sviluppo economico. Piano che prevede la nascita di oltre 2.000 farmacie (circa 17.000 quelle già esistenti) orari più lunghi e ritagliati sui bisogni dei cittadini e soprattutto nuovi criteri per la nascita di esercizi nelle zone disagiate italiane (paesi rurali, isole, ma anche autostrade, aeroporti, porti). "La convenzione è scaduta da 9 anni", spiega Giorgio Siri, presidente Federfarma - resta in piedi perché viene rinnovata automaticamente ma le cose sono cambiate, per noi è come se lo Stato l'avesse annullata". E, se non si "avranno segnali dal governo", aggiunge Siri, dal 19 novembre niente più medicinali gratis: "Per avere il rimborso dei farmaci di fascia A i cittadini dovranno rivolgersi direttamente alle Asl". E, preoccupato, aggiunge: "E' bene sapere che potrebbero essere distribuiti al supermercato psicofarmaci come il Roipnol o il Viagra". Ma un margine per fare dietrofront c'è perché "l'assemblea di Federfarma", spiega sempre il presidente, convocata per giovedì prossimo deciderà "tempi e modalità dell'iniziativa. Non è una forma di ricatto la nostra. Noi speriamo ancora di non dover arrivare a tanto". Il piano di "riammodernamento" della farmacie è stato presentato oggi a Roma ed è stato realizzato oltre che da Federfarma e Fofi anche da Assofarm, l'associazione delle farmacie comunali. Anche quest'ultima decisa a evitare la vendita dei farmaci con obbligo di ricetta anche nei supermercati e nelle parafarmacie così come prevede la cosiddetta terza lenzuolata: "E' la prima volta che medicinali con ricetta escono dalle farmacie tradizionali", spiega al riguardo Giacomo Leopardi, presidente Fofi, la Federazione degli ordini dei farmacisti italiani. "Non siamo contro le parafarmacie, ma chiediamo che i farmaci con ricetta siano venduti esclusivamente nelle farmacia", conclude Siri. Inaccettabile il "ricatto dei farmacisti: a pagarne le spese sarebbero solo i cittadini", per le associazioni dei consumatori Adiconsum, Cittadinanzattiva, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. I consumatori "invitano i ministri Turco e Bersani e il Parlamento a respingere questo aut-aut inaccettabile. Questa minaccia è un'indebita forma di pressione lobbistica sul Parlamento e a pagarne le spese sarebbero solo i cittadini''. Inoltre, sottolineano i consumatori replicando al presidente di Federfarma Giorgio Siri, non sono i punti vendita a vendere anche altri prodotti oltre quelli farmaceutici, ma "le farmacie a essere diventate dei veri e propri bazar, in cui accanto ai farmaci si vendono prodotti cosmetici e di bellezza, spesso con ingannevoli promesse di riduzione di peso e cellulite, giocattoli e calzature eccetera". (Repubblica 8 novembre 2007) Continua la difesa di privilegi da parte dei farmacisti, tali per diritto di nascita, che molte altre categorie non hanno. Niente da fare le corporazioni o lobby che dir si voglia sono sempre più prepotenti. E' uno dei sintomi di cronica arretratezza politica, economica e culturale del nostro Paese. Ciao Max Quote
pelicella Postato 9 Novembre 2007 Report Postato 9 Novembre 2007 Maxj spiegami cosa è cambiato rispetto al governo Berlusconi in questo campo? non voglio difendere il berlusca però le corporazioni esistono ancora; i tassisti l'hanno avuta vinta, su molte loro richieste il governo Prodi ha accettato, su altre lobbies non è cambiato nulla o perlomeno poco... tante promesse e allora? una cosa l'hanno ottenuta, pubblicità... otterranno forse più voti, perché la gente ha visto che questo governo ha FATTO FINTA DI CAMBIARE qualcosa, ma alla fine molto è come prima; per dirne una stamattina telefono ad una compagnia telefonica privata per protestare su un dato della bolletta che non è chiaro, praticamente un addebito di 2,50 euro in più secondo me, beh... mi collegano ad un numero dove pago 60 cents al minuto per avere informazioni in proposito e dove rimango svariati minuti... UNA TRUFFA BELLA E BUONA questo dovrebbe cambiare in Italia, ma quando?! Quote
alfo Postato 9 Novembre 2007 Report Postato 9 Novembre 2007 E' sempre il solito maledettissimo vizio degli italiani: giustamente sono sempre pronti a scandalizzarsi per sprechi, inefficenze e privilegi. Sempre giustamente pretendono che vi ponga rimedio. Quando però c'è un tentativo di fare qualche riforma ecco che cominciano i distinguo, gli scioperi e le manifestazioni di piazza perchè ognuno vuole che i "ritocchi" vengano fatti sempre agli altri, anche quando si tratta di spudorati e illogici privilegi per i quali si tirano fuori fantasiose giustificazioni: mi viene in mente lo "sciopero" (termine inadatto, visto che il costo della giornata persa ricadeva sui clienti) degli avvocati perchè "togliere la limitazione della tariffa minima va contro gli interessi dei consumatori ( ) perchè abbassa il livello qualitativo...agevola i grandi e affermati avvocati a discapito dei piccoli ( ); mi vengono in mente i tassisti che, benchè anni prima fosse stato approvata la possibilità da parte delle amministrazioni comunali di aumentare le licenze in cambio di ritocchi verso l'alto delle tariffe, hanno subito ottenuto l'applicazione degli aumenti salvo poi dimenticare e manifestare contro, giusto un annetto dopo, l'aumento delle licenze; si inseriscono pure i farmacisti, i benzinai, gli impiegati statli, ecc...: tutti parlano dei problemi dell'Italia ma nessuno vuole che si venga a toccare il proprio orticello. Al limite si è d'accordo a togliere privilegi "agli altri", ai politici in primis, ma mai a fare autocritica seria. E questo vale pure per strada: tutti si ritendgono in diritto di pretendere eccezioni all'applicazione del codice: perchè hanno premura e quindi ci sta il sorpassino azzardato, il passaggio col rosso ("solo per questa volta..."), la velocità un tantinello elevata ("ma tanto io so guidare, non come quell'incompetente che ho appena passato), l'auto ferma in doppia fila ("è solo per un attimo..."); e guai se un tutore dell'ordine non chiude un occhio visto l' "eccezzionalità" della situazione. Poi ci sono quelli che ritengono corretto fare "autogestione": "quel semaforo è inutile...; la mia auto a 130 pare ferma e quasi mi addormento, quindi è più "sicuro" se accellero ...". Naturalmente le medesime persone si chiedono sempre dove siano i vigili quando qualcuno passa col rosso appena scattato per non restare fermo, oppure quando sorpassa tutta la fila dove siamo incolonnati, oppure quando c'è l'auto in doppia fila che da fastidio, oppure ancora a sperare nella presenza (sic!) di un autovelox quando qualcuno ha osato passarci a velocità sostenuta. Il problema sono sempre "gli altri", i nostri "privilegi" sono giusti... Quote
Maxj Postato 9 Novembre 2007 Author Report Postato 9 Novembre 2007 In effetti io sono molto deluso dal governo a livello statale e locale. Poco è cambiato nonostante buone intenzioni iniziali e la tentazione di non andare a votare alle prossime elezioni è molto forte. Destra e sinistra alla fine si accordano facendo finta di litigare e tutte e due sottostanno ai poteri forti, alle corporazioni alle caste, alle lobbies che li votano. Tassisti, farmacisti, notai, professori universitari o meglio i baroni dell'università, le compagnie telefoniche e quelle dell'energia, le banche, nessuno vuole cedere, tutti arroccati a difendere il proprio profitto a discapito della maggioranza dei cittadini e contribuendo alla arretratezza economica e culturale dell'Italia. Le liberalizzazioni sono giuste solo quando toccano ad altri e quando pure si accettano, i pochi soggetti (vedi telefoniche, assicurative o petrolifere) si mettono d'accordo e fanno cartello. Qual'è la via di uscita? L'unica cosa che è cambiata in meglio è che non sono state fatte altre leggi ad personam per salvare gli amichetti o lo stesso Berlusconi, tipo la legge sul falso in bilancio, la Cirielli, assieme alla legge elettorale porcata. Ma tutte le promesse sul cambiamento della legge 30, sui precari, sul cambiamento della legge elettorale ovvero il porcellum di Calderoli......... Non conviene alla casta, persino alle primarie del PD non hanno permesso la preferenza e perciò non sono andato a votare. La politica è autoreferenziale e sostanzialmente scollata dalla realtà del Paese, vede solo il proprio interesse ed è immobilizzata da tanti piccoli o grandi particolarismi egoistici. L'Italia è una Repubblica partitocratica fondata sul voto di scambio e sul privilegio. Questo è il vero primo articolo della Costituzione Italiana purtroppo. La vera Costituzione è villipesa e ignorata da 50 anni! Ciao Max Quote
pelicella Postato 9 Novembre 2007 Report Postato 9 Novembre 2007 In effetti io sono molto deluso dal governo a livello statale e locale. Poco è cambiato nonostante buone intenzioni iniziali e la tentazione di non andare a votare alle prossime elezioni è molto forte. Destra e sinistra alla fine si accordano facendo finta di litigare e tutte e due sottostanno ai poteri forti, alle corporazioni alle caste, alle lobbies che li votano. Tassisti, farmacisti, notai, professori universitari o meglio i baroni dell'università, le compagnie telefoniche e quelle dell'energia, le banche, nessuno vuole cedere, tutti arroccati a difendere il proprio profitto a discapito della maggioranza dei cittadini e contribuendo alla arretratezza economica e culturale dell'Italia. Le liberalizzazioni sono giuste solo quando toccano ad altri e quando pure si accettano i pochi soggetti (vedi telefoniche, assicurative o petrolifere) si mettono d'accordo e fanno cartello. Qual'è la via di uscita? L'unica cosa è cambiata in meglio sono che non sono state fatte altre leggi ad personam per salvare gli amichetti o lo stesso Berlusconi, tipo la legge sul falso in bilancio, la Cirielli, assieme alla legge elettorale porcata. Ma tutte le promesse sul cambiamento della legge 30, sui precari, sul cambiamento della legge elettorale ovvero il porcellum di Claderoli......... Non conviene alla casta, persino alle primarie del PD non hanno permesso la preferenza e perciò non sono andato a votare. La politica è autoreferenziale e sostanzialmente scollata dalla realtà del Paese, vede solo il proprio interesse ed è immobilizzata da tanti piccoli o grandi particolarismi egoistici. L'Italia è una Repubblica partitocratica fondata sul voto di scambio e sul privilegio. Questo è il vero primo articolo della Costituzione Italiana purtroppo. La vera Costituzione è villipesa e ignorata da 50 anni! Ciao Max apprezzo il tuo spirito critico e non di parte ciao Quote
gekko Postato 9 Novembre 2007 Report Postato 9 Novembre 2007 ed anch'io apprezzo il vostro approccio! manco da qui sopra da tempo, ma ricordo che molti mesi fa avevate un'approccio forse più "entusiasta" nei riguardi di questi signori che ci governano. Siccome state ragionando a freddo e vi basate sull'evidenza dei fatti, state semplicemente constatando chi realmente siano i vincitori delle ultime elezioni, lo state toccando con mano. E questo mi fa piacere. Mi dispiace solo che a pagarne le conseguenze siano, come sempre, le nostre chiappe! Benvenuti nella ######, cari amici! ve lo stavamo dicendo da molto tempo, forse ora ci credete! Quote
alfo Postato 9 Novembre 2007 Report Postato 9 Novembre 2007 A parte il fatto che non ho votato l'attuale coalizione di pseudomaggioranza, ma ho solo scelto nell'attuale minoranza il "meno peggio" perchè era chiaro che Prodest Gump era solo latore di interessi di alcuni potentati economici, il mio discorso non era contro l'attuale governo. Quello che volevo intendere è che, visto l'egoismo della visione dei cittadini, attualmente nessun governo potrà mai fare riforme "serie" perchè trattandosi di professionisti della politica l'unica cosa che possono fare appena insediatisi a montecitorio è di pensare a come essere rieletti per conservare il posto, quindi non potranno mai fare PROGETTI A LUNGO TERMINE perchè nel breve scontentano alcune categorie e alungo termine si prenderebbero gli onori gli avversari politici nel frattempo saliti al governo (mi pare esaustivo il caso ponte di messina: propugnato dal precedente governo prodi e poi affondato dal successivo omonimo perchè stava per passare come una vittoria del Berlusca che in effetti aveva quasi inaspettatamente portato all'inizio i lavori). Finchè non cambia la legge elettorale (magari eliminando i professionisti della politica...tipo max due legislature, così c'è più probabilità che il loro unico pensiero sia essere rieletti) e comunque la realtà normativa politica non può cambiare seriamente nulla: solo piccole aggiustatine che sanno più di cure omeopatiche. Quote
pelicella Postato 10 Novembre 2007 Report Postato 10 Novembre 2007 state semplicemente constatando chi realmente siano i vincitori delle ultime elezioni, lo state toccando con mano. la questione non è chi sia il vincitore ma come governano i vari schieramenti politici che si alternano, se leggi bene i post precedenti puoi vedere che la critica è anche per il berlusca, ognuno di loro non fa gli interessi dei cittadini e se ne frega di come vanno le cose... ognuno tende a dare la colpa all'altro dell'inefficienza nel governo del nostro Paese; poi non penso nemmeno che la questione si risolva con l'evitare di far eleggere per più legislature i parlamentari, il problema è che chi va al potere pensa al proprio tornaconto anche se per un breve periodo... Quote
gekko Postato 10 Novembre 2007 Report Postato 10 Novembre 2007 si, cmq mi riferivo, in particolare, all'amico Maxj che dice, a chiare note, di sentire una delusione verso questo esecutivo. Penso invece che l'idea dello stop a due legislature sia ottima, si eviterebbero i professionisti della politica. generalmente trattasi di gente che, da sempre, non ha mai fatto un °°°°° nella vita e si è riciclata facendo i gruppettari alle università o in fabbrica, partendo per la scalata a Montecitorio. Spesso, presa singolarmente ed esaminata a fondo, è gente che vale meno di zero, e sta lì a legiferare per noi! E ce ne sta pure a destra, sarei un ipocrita se lo negassi: vorrei tanto fare dei nomi di uomini (... e donne...!!!!) che non sopporto, ma vorrei evitare di beccarmi una querela! Ci sono in particolare alcune rappresentanti del gentil sesso che nella vita, prima di entrare in parlamento, secondo me hanno fatto solo marchette (libera opinione personale)! Per questa utopia di uno stop alle rielezioni, sarebbe solo un sogno! Non firmerebbero mai la loro condanna a morte! finita la pacchia parlamentare, non avendo (spesso) un "vero" mestiere nelle mani, come farebbero per il resto della vita a mettere insieme il pranzo con la cena? Quote
alfo Postato 10 Novembre 2007 Report Postato 10 Novembre 2007 Anche loro tengono al loro "orticello", con la differenza che hanno potestà per decidere su loro stessi perchè legiferano e non c'è alcun ente superiore che deve accordare loro aumenti, fondi spesa, privilegi pensionistici, ecc...Chi glielo fa fare di rinunciarci visto che non c'è nessuno che glielo può imporre "ope legis"? Ma tutte le altre categorie, se la Costituzione lo consentisse pure a loro, si comporterebbero in maniera analoga infischiandosene se "si è superato il tetto di spesa". Quindi se non finisce la corsa alla rielezione è quasi matematicamente dimostrato che non potrà cambiare nulla! Invece se si fa parte di una categoria "a scadenza" allora magari qualcosa di "azzardato" (per il loro futuro politico) la fanno pure... Quote
gekko Postato 10 Novembre 2007 Report Postato 10 Novembre 2007 Anche loro tengono al loro "orticello", con la differenza che hanno potestà per decidere su loro stessi perchè legiferano e non c'è alcun ente superiore che deve accordare loro aumenti, fondi spesa, privilegi pensionistici, ecc... già! sopra di loro ....nessuno! In teoria ci saremmo noi, il popolo, a decidere i "cambiamenti" con l'arma elettorale garantitaci dalla Costituzione. Ma ovviamente il cerchio si richiude sempre dove dici tu, perchè nessuno controlla neanche il loro gioco delle parti. La storia ci insegna che in certi casi si è arrivati a sfasciare tutta la baracca, quando era ormai marcia. ed allora si scendeva in piazza con i forconi o, come si farebe oggi che i tempi son cambiati, si ricorrerebbe al C4 ! e qui mi fermo, che è meglio Ma da noi certe cose non accadono: abbiamo troppo paura di perdere le nostre piccole certezze quotidiane e le nostre cosucce da piccoli borghesi quali siamo. Sull'onda del vecchio "O Francia o Spagna purché se magna", l'importante per noi è che a mezzogiorno non manchi il piatto di pasta, che a Natale ci siano i regali e la settimanella d'agosto sul mar rosso! Poi per il resto andassero aff°°°° tutti! Siamo fatti così, non c'è niente da fare. Se non cambiamo noi come possiamo pretendere che cambino i signori nelle stanze dei bottoni? Ogni popolo ha i governi e la classe dirigente che si merita, ricordiamocelo! La nostra politica del "volemose bene" non ci porterà mai lontano! Quote
pelicella Postato 10 Novembre 2007 Report Postato 10 Novembre 2007 . Sull'onda del vecchio "O Francia o Spagna purché se magna", l'importante per noi è che a mezzogiorno non manchi il piatto di pasta, che a Natale ci siano i regali e la settimanella d'agosto sul mar rosso! Poi per il resto andassero aff°°°° tutti! Siamo fatti così, non c'è niente da fare. Se non cambiamo noi come possiamo pretendere che cambino i signori nelle stanze dei bottoni? Ogni popolo ha i governi e la classe dirigente che si merita, ricordiamocelo! La nostra politica del "volemose bene" non ci porterà mai lontano! ti quoto le ultime frasi, sono d'accordo con te, molti italiani sono così, allora cosa gli importa di cambiare effettivamente qualcosa? considera che anche i politici rispecchiano il modo di fare e di pensare del popolo e allora il gioco è fatto ripeto un parlamentare che rimanga poche legislature potrebbe anche ragionare dicendo "perché mi devo dannare l'anima a cambiare le cose se poi me ne dovrò andare e magari non potrò prendermi i meriti?!" senza considerare che altri dopo di lui potrebbero anche cambiare quello che è stato fatto di buono; per me bisogna cambiare la mentalità, avere a cuore il proprio Paese ed avere un senso civico profondo Quote
massicre64 Postato 13 Novembre 2007 Report Postato 13 Novembre 2007 . Sull'onda del vecchio "O Francia o Spagna purché se magna", l'importante per noi è che a mezzogiorno non manchi il piatto di pasta, che a Natale ci siano i regali e la settimanella d'agosto sul mar rosso! Poi per il resto andassero aff°°°° tutti! Siamo fatti così, non c'è niente da fare. Se non cambiamo noi come possiamo pretendere che cambino i signori nelle stanze dei bottoni? Ogni popolo ha i governi e la classe dirigente che si merita, ricordiamocelo! La nostra politica del "volemose bene" non ci porterà mai lontano! ti quoto le ultime frasi, sono d'accordo con te, molti italiani sono così, allora cosa gli importa di cambiare effettivamente qualcosa? considera che anche i politici rispecchiano il modo di fare e di pensare del popolo e allora il gioco è fatto ripeto un parlamentare che rimanga poche legislature potrebbe anche ragionare dicendo "perché mi devo dannare l'anima a cambiare le cose se poi me ne dovrò andare e magari non potrò prendermi i meriti?!" senza considerare che altri dopo di lui potrebbero anche cambiare quello che è stato fatto di buono; per me bisogna cambiare la mentalità, avere a cuore il proprio Paese ed avere un senso civico profondo due, tre, quattro legislature... io direi due, tre, quattro generazioni, per avere un ricambio Quote
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