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Mogli e amici a bordo di un aereo del corpo, e poi di un elicottero

per una gara di sci sulle Dolomiti. Una trasferta filmata: ecco il video

Gite in montagna e pesce fresco in baita

così Speciale usava l'Atr della Finanza

 

da Repubblica

 

il video

 

ROMA - L'ex comandante generale della Guardia di Finanza è indagato per peculato. Ovvero, uso improprio di beni dello Stato. La procura militare di Roma ha aperto un'inchiesta dopo avere ascoltato come testimone Carlo Bonini, che ha rivelato - con un articolo su Repubblica - l'utilizzo privato di mezzi delle fiamme gialle fatto da Roberto Speciale. Il procuratore militare Antonino Intelisano acquisirà il filmato che documenta l'abuso. È un video ufficiale della Guardia di Finanza, girato una fredda mattina del febbraio 2005 a Passo Rolle in Trentino Alto Adige. C'era una festa sulla neve.

Il generale con coppola e montone, la moglie in pelliccia. Ma ci sono anche gli amici. Tutti su un Atr 42 turboelica del Corpo. L'aereo destinato al contrasto del contrabbando e alle missioni umanitarie, porta Speciale, parenti e amici, alla festa in montagna.

Quella per la cinquantacinquesima edizione delle gare invernali di sci dei finanzieri. E a cena pesce fresco, trasportato in casse caricate all'aeroporto di Pratica di Mare e spedite con volo militare. Spigole mai arrivate, solo per colpa del maltempo....

 

"Un video più che esplicito, che si commenta da solo. A questo punto non c'è davvero nulla da dire. Alziamo le mani, meglio il silenzio", dichiarano all'Ansa alti ufficiali del comando.....

 

 

E questo signore pretende pure un risarcimento perché è stato allontanato dal comando? :D B)

Forse questa volta il dracula Visco aveva proprio ragione.

 

Ciao

 

Max

Postato

max già che ci sei pubblica anche le provvidenze

mensili di padoa schiappa... mi pare giusto informare

tutti su quello che percepisce il nostro ministro che

ama così tanto le tasse... ma soprattutto quanto

lui versa al fisco !

Postato

Dalla dichiarazione dei redditi del 2005 risulta che Padoa Schioppa ha dichiarato 312.728 euro.

Dal Sole 24 del 17/04/2007

I leaders

Anche quest'anno Silvio Berlusconi si conferma il più ricco tra i leaders politici alla Camera. Per il 2005 il presidente di Forza Italia ha dichiarato 28.033.122 euro. Per il 2004 il suo reddito era di 3.550.391 euro.

Il leader più "povero" è invece il presidente del Consiglio Romano Prodi: ha dichiarato 89.514 euro.

Fra i leaders alla Camera, Berlusconi è seguito da Francesco Nucara (Pri, 289.255), dall'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini (Udc, 214.787), e da Gianfranco Fini (An, 200.677).

In fondo alla classifica, Prodi è preceduto solo da Franco Giordano (Prc, penultimo con 129.569 euro) e Francesco Rutelli (Dl, terzultimo con 132.500).

 

La classifica:

Silvio Berlusconi 28.033.122

Francesco Nucara 289.255

Pier Ferdinando Casini 214.787

Gianfranco Fini 200.677

Roberto Maroni 195.701

Lorenzo Cesa 192.453

Antonio Di Pietro 187.716

Fausto Bertinotti 187.650

Massimo D'Alema 174.078

Alfonso Pecoraro Scanio 168.780

Oliviero Diliberto 138.437

Piero Fassino 135.104

Enrico Boselli 134.040

Francesco Rutelli 132.500

Franco Giordano 129.569

Romano Prodi 89.514

 

I Ministri:

È Giuliano Amato il ministro più ricco del governo Prodi: nella dichiarazione dei redditi per il 2005 ha denunciato oltre 420 mila euro, per un pagamento di imposte pari a circa 172 mila euro. Paolo Ferrero (Prc) è invece il più povero: ha dichiarato solo 20.245 euro, con un'imposta netta 2.755. Anche Cesare Damiano (Ds) è tra coloro che registrano un reddito tra i più bassi: ha denunciato al fisco poco più di 64 mila euro, per un pagamento di 20.378 euro di imposta.

Nella top ten dei ministri più facoltosi ci sono invece il responsabile delle Politiche Agricole Paolo De Castro, con 346.369 euro (imposta netta 137.719) e Linda Lanzillotta con 312.638 euro (imposta netta 124.192).

La media nello staff del governo Prodi supera di poco i cento mila euro (si oscilla dai 129 mila di Vannino Chiti ai 191 mila di Fabio Mussi).

Decisamente superiore alla media del governo è la dichiarazione dei redditi del portavoce del governo Silvio Sircana, con un imponibile di 254.575 euro (imposta netta 106.128).

 

I capigruppo:

Tra i capogruppo il più ricco a Montecitorio è Ignazio La Russa (An): dichiara 445.202 euro di reddito, per una imposta netta di 180.318 euro. Segue il presidente dei parlamentari dell'Idv Massimo Donadi, che ha dichiarato al fisco circa 200 mila euro, per un'imposta netta di 77 mila. Terzo in classifica il leghista Roberto Maroni con 195.701 euro (imposta netta 70.373). Segue di pochissimo il presidente dei deputati dell'Ulivo Dario Franceschini con poco più di 193 mila euro, a fronte di un pagamento di 69.835 euro. Quinta posizione per il capogruppo della Rosa nel Pugno Roberto Villetti con 166.734 euro, l'unico ad avere un credito di imposta di 2.647 euro.

Il più "povero" è Gennaro Migliore (Prc) con una dichiarazione di 69.103 euro.

Poi, sono a pari merito Luca Volontè (Udc) con circa 137 mila euro, Elio Vito (FI) con poco più di 133 mila euro e Pino Sgobio (Pdci) con 132 mila euro.

Li supera di poco Angelo Bonelli (Verdi), con quasi 155 mila euro e un'imposta netta di 55 mila.

 

I deputati

Con i suoi 28.033.122 euro dichiarati nel 2005, Silvio Berlusconi è il deputato più ricco alla Camera, guidando la top ten dei redditi di Montecitorio. I "milionari" sono in tutto quattro e il secondo posto è occupato dall'avvocato di An Giuseppe Consolo.

Nella testa della classifica Forza Italia gioca la parte del leone: sette dei dieci deputati più ricchi appartengono infatti al partito di Berlusconi, due sono di An e uno è della Rosa nel pugno.

A Montecitorio sono sette i deputati che dichiarano di non aver percepito alcun reddito nel 2005 e 10 di aver guadagnato fino a 10mila euro. Dei nullatenenti, due sono del Prc (il disobbediente Francesco Caruso e Ali Rashid), uno della Lega (Alberto Filippi), uno dei Verdi (Massimo Fundarò), uno di An (Maria Ida Germontani), uno dell'Ulivo (Francesco Laratta) e uno della Rosa nel Pugno (Donatella Poretti).

 

La classifica dei 10 deputati più ricchi a Montecitorio:

Silvio Berlusconi (Fi) 28.033.122

Giuseppe Consolo (An) 3.203.047

Angelo Piazza (La Rosa nel Pugno) 3.195.527

Maurizio Paniz (Fi) 1.099.518

Gaetano Pecorella (Fi) 928.247

Michele Vietti (Udc) 925.305

Denis Verdini (Fi) 799.968

Simeone Di Cagno Abbrescia (Fi) 686.942

Maurizio Leo (An) 684.311

Rocco Crimi (Fi) 541.600

 

La classifica dei 10 deputati più poveri a Montecitorio:

Francesco Caruso (Prc) 0

Alberto Filippi (Lega) 0

Massimo Fundarò (Verdi) 0

Maria Ida Germontani (An) 0

Alì Khalil (Prc) 0

Francesco Laratta (Ulivo) 0

Donatella Poretti (La Rosa nel Pugno) 0

Riccardo Merlo (Misto) 156

Mariza Bafile (Ulivo) 2.763

Gino Capotosti (Popolari-Udeur) 3.674.

 

Quanto paghino di tasse non è riportato.

Si evince però che queste persone non possono governare e legiferare su tasse, pensioni e lavoro, perché non fanno parte della realtà, del popolo italiano, ma sono dei privilegiati che non pensano altro che a ingigantire le loro sostanze e il loro potere.

Con che credibilità possono chiedere sacrifici a chi deve fare i salti mortali per tirare avanti e vive nella continua precarietà lavorativa e quindi economica?

Resta fermo il comportamento inqualificabile di chi dovrebbe vigilare e controllare proprio che tutti paghino le tasse e reprimere truffe e imbrogli quale un generale della guardia di finanza.

In questo caso dico che Sanguisuga Visco aveva ragione.

Ciao

Max

Postato

Antonio Castro per Libero

 

Vi piacerebbe pagare solo il 9,75% di tasse? Non il 23, il 33 o il 43%, come i comuni contribuenti, ma solo il 9,75%. Facile, basta farsi nominare ministro (senza passare al vaglio delle urne) dal presidente del Consiglio. È quanto paga sull'indennità da titolare del dicastero, ad esempio, il ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, ex vicedirettore della Banca d'Italia (con Carlo Azeglio Ciampi governatore) e membro del Comitato esecutivo della Banca Centrale Europea (1998-2005).

 

Sì, insomma, l'illustre economista che domenica scorsa ha elogiato la bellezza di pagare le tasse nel corso della trasmissione di Rai Tre. A spiegare quanto paga sull'indennità ministeriale Padoa-Schioppa è una circolare della Ragioneria generale dello Stato del 1 gennaio 2007, pubblicata ieri da "Italia Oggi". E così si apprende che l'indennità mensile lorda da ministro non parlamentare è di 11.269,21 euro al mese (per dodici mensilità), e, soprattutto che l'indennità netta è di 10.170,46 euro.

 

Il che, tradotto, fa un totale di 122.045 euro l'anno netti. E questo solo per l'indennità. È pur vero che il ministro Padoa-Schioppa (classe 1940) prima di approdare a via XX Settembre aveva lavorato per circa 25 anni a via Nazionale, scalando uno a uno i gradini della carriera di Palazzo Koch. Non tutti sanno però che i dipendenti della Banca d'Italia hanno diritto, oltre alla normale pensione, anche ad un secondo trattamento previdenziale integrativo (per il quale versano un contributo aggiuntivo).

 

Stando alla dichiarazione dei redditi 2005, Tps può contare così su una pensione di 312.728 euro l'anno. Ovvero un assegno mensile (per 12 mesi) di 26.060 euro. Tra pensioni e indennità ministeriale il nostro ministro dell'Economia porta a casa ogni mese 36.200 euro netti. Ma ancora non basta.

 

L'uomo che ama le tasse non disdegna le comodità. Tornato da Francoforte, Tps ha chiesto al servizio immobiliare della Banca d'Italia di poter usufruire di un alloggio. La direzione immobiliare - che gestisce il patrimonio - non ha avuti tentennamenti e ha affittato al ministro un lussuosissimo appartamento dalle parti di Torre Argentina, nel centro della Capitale.

 

Il Direttorio, infatti, ha a disposizione un certo numero di appartamenti di pregio da affidare ad alte personalità che ne facciano richiesta. Nel caso del nostro ministro dell'Economia si tratta di una decina di stanze restaurate con garbo. Gli uomini di Mario Draghi non hanno certo lesinato in marmi e rifiniture. Una sola perplessità: con questo reddito c'era bisogno di chiedere anche un canone calmierato?

_______________________________________________________________________________

 

Ecco qua pronto in tavola lo schioppo è servito :lol:

Postato

Da Repubblica

Gabriella Bottone, 67 anni, un passato alla Gucci e moglie di un militare

Ha fatto causa all'ex comandante generale della Guardia di Finanza

"Speciale pretendeva orologi e argenteria

per anni ho pagato, ora rivoglio tutto"

di CARLO BONINI

 

Roberto Speciale

ROMA - Sostiene la signora Gabriella che le spigole di Passo Rolle non sono state un inciampo. Perché "Roberto Speciale è sempre stato ossessionato dalla roba. Dall'idea del potere come privilegio". Gabriella Bottone è una donna di 67 anni dai modi e il portamento eleganti. Nipote di una medaglia d'oro, moglie del generale della riserva Gualberto Peri. Per oltre dieci anni, Gabriella e Gualberto sono stati amici di Roberto Speciale e della moglie Maria Antonietta.

Ne hanno frequentato la casa, le feste, le cene. Fino a quando non si sono sentiti "traditi". Gabriella, a metà anni '90, era stata testimone chiave di importanti inchieste condotte dalla Procura militare di Roma su episodi di malversazione nell'Esercito. Una scelta - racconta - che avrebbe pagato con "minacce", "aggressioni" e quasi due anni di vita sotto scorta. Con "l'umiliazione" inflitta al marito di un congedo "senza avanzamento di grado, come pure avrebbe avuto diritto". Roberto Speciale, allora, era sottocapo di Stato Maggiore. "Dopo averci usato per una vita, ci abbandonò. Ora, non mi voglio vendicare, ma far sapere a chi è stato affidato per anni prima il grado di sotto capo di stato maggiore e poi di comandante generale della Guardia di Finanza".

 

Come ha conosciuto Speciale?

"A metà anni '80 lavoravo alle pubbliche relazioni della 'Gucci'. Avevo rapporti istituzionali con lo Stato Maggiore dell'Esercito cui facevo applicare sconti del 50 per cento sulla merce acquistata per occasioni di rappresentanza. Speciale era tenente colonnello. Mi avvicinò e mi disse che aveva bisogno di foulard. Cominciammo a frequentarci. E dai foulard si è passato ad altro".

Cosa vuole dire?

La signora Gabriella estrae da una ventiquattro ore una lista dattiloscritta con tanto di protocollo e bolli di deposito giudiziari. Si legge: "Bicchieri da acqua e da vino in argento marca "Brandimarte"; bicchieri da liquore in argento (6) "Brandimarte"; vassoio grande in argento martellato con frutta ai lati "Brandimarte"; vassoio rotondo in argento con bordo di rose e nomi incisi "Brandimarte"; cornice in argento con specchio "Brandimarte"; oliera in argento e cristallo "Brandimarte"; caraffa da un litro in argento "Brandimarte"; cestino da pane tipo paglia in argento "Brandimarte"; litro in argento "Brandimarte"; orologi di varie marche, di cui due in oro, uno per Roberto Speciale, uno per il figlio; collana in oro con croce; collana di perle per la moglie; anello in oro con tre pietre per la figlia; antico porta vaso cinese; vestiti, scarpe, slips; piatti da parete 'Versace'".

E questa lista cosa sarebbe?

"E' l'inventario di merce che, nel tempo, il generale Speciale ha ricevuto dalla sottoscritta e per la quale la sottoscritta ha pagato dal primo all'ultimo soldo. Lui chiedeva e noi, per evitare ripercussioni negative, lo accontentavamo. Sono arrivata al punto di acquistare un paio di mocassini che aveva chiesto e di doverli cambiare perché, dopo averli provati in ufficio, li sentiva un po' stretti. Voleva gli si comprassero persino le mutande. Non le dico poi mio marito, un ufficiale che ha servito in Albania e Somalia. All'epoca, lavorava al comando "Ftase" (Forze Alleate terrestri Sud-Europa) di Verona. Lo spaccio era duty-free. E allora giù a chiedere scatole di antichi toscani e stecche di sigarette. E bottiglie di whisky. Ordinava direttamente lui e poi si occupavano del resto la sua segretaria di allora, Concetta Giuliano, o il suo segretario, il maresciallo Romani. Entrambi, a quel che mi risulta, sistemati al Sismi una volta assunto il comando della Finanza. Si occupavano anche dei biglietti per la tribuna di onore della Juve dove spesso andava il figlio del generale, Massimo. All'epoca sottotenente a Torino e poi finito al Sismi".

Lei dice che non erano regali. Ma forse il generale li riteneva tali.

"Questo lo deciderà il tribunale civile di Roma dove pende una mia causa contro Speciale per ottenere indietro parte di questa merce. Vedremo. Ma il motivo per cui le mostro la lista è per dimostrarle che Roberto è ossessionato dalla roba. E dal cibo. Il pesce a passo Rolle mi ha fatto ripensare a cosa arrivava dalla Sicilia nella sua villa alle porte di Roma".

Cosa?

"Pesce, aragoste, frutti di mare. Spiedini di carne siciliani. Montagne di marzapane. Era cibo buonissimo. E quando andavo via, spesso, mi dava anche la "mappatella", come direbbero a Napoli, con i fruttini di marzapane, che mi piacevano moltissimo".

Magari erano regali anche quelli. Oppure merce regolarmente spedita da altrettanto regolari fornitori.

"Io non ho controllato se avessero una bolla di accompagno. Ma, per dire il tipo, so per certo, ad esempio, cosa accadde un giorno in cui mio marito fu convocato in gran fretta alla Difesa. Speciale gli mise in mano un bustone in cui c'erano due leoni d'argento alti una settantina di centimetri, simbolo della brigata "Aosta" di Messina, che lui aveva comandato per un anno. Speciale disse: "Fateci qualcosa. Se potete "scioglierli" da Brandimarte per farne dei sottopiatti...". Ero fuori di me. Presi quei due leoni e li feci depositare al monte dei Pegni. Forse sono ancora lì".

 

Se confermate anche queste spero che lo degradino con disonore e gli facciano fare un po' di carcere militare, oltre ad infliggere una bella multa.

 

Ciao

Max

Postato

Sempre più interessante questo "off topic"!

:ph34r:

Dovrei leggere un pò più spesso Repubblica, ma non ho mai abbastanza tempo.

 

Grazie a chi fornisce queste notizie ;)

  • 1 month later...
Postato

Da Repubblica:

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del generale Roberto Speciale contro la revoca dal suo incarico di comandante generale della Guardia di Finanza, ma non nella parte del risarcimento di 5 milioni. E al ministero dell'Economia è stato ingiunto di pagare 6.000 euro di spese legali..

 

Per il Tar, dunque, bisogna chiedere scusa. All'uomo e al generale dalla schiena dritta. Eppure, un fascio di nuovi documenti riservati, redatti e custoditi dal Comando generale, in possesso della procura militare (che lo indaga per peculato), della Corte dei Conti (che gli chiederà conto del danno erariale) e del Governo (che lo ha cacciato), raccontano un'altra storia.

 

Non c'entrano le spigole di Passo Rolle, questa volta, ma sempre di frenesia aeronautica si parla. Duecentocinquanta voli tra il novembre del 2003 e il maggio di quest'anno, su aerei (Atr-42) ed elicotteri (Ab412) del Corpo che guidava. Documentati in diciassette pagine che propongono il dettaglio - piani di volo, passeggeri ospiti, tratte, ragioni ufficiali dei trasferimenti - della passione che aveva rapito il generale (i documenti si possono leggere integralmente nel sito di "Repubblica"). Che definiscono quale grado di parossismo avesse raggiunto e con quali costi per le casse dello Stato (un'ora di volo dell'Atr42 arriva intorno ai 6 mila euro. Per un elicottero, si superano i 3 mila).

 

Speciale volava. Volava. Ogni volta che poteva. E mai solo. Volava persino nel cortile di casa, appena fuori il Grande Raccordo anulare. Tra un umiliante battere di tacchi e i moccoli dei piloti di stanza a Pratica di Mare. Accade il 5, il 9 e il 12 dicembre del 2003. Accade di nuovo il 24 giugno 2004, il 13 novembre e il 18 dicembre 2006, il 12 febbraio e il 29 maggio 2007. Il generale deve raggiungere Ostia, viale delle Fiamme Gialle, sede della scuola di polizia tributaria. Da viale XXI aprile, sede del Comando Generale, sono 38 chilometri di asfalto. In auto e senza sirena, 45 minuti, al costo di 5 euro di benzina. In auto e con sirena, la metà (almeno in termini di tempo). Ma non è cosa da lui. Il generale vola. Anche se, va da sé, non c'è urgenza di scapicollarsi.

 

 

L'errore del governo fu di non rendere esplicite le ragioni dell'insoddisfazione per il comando di Speciale, di non fare della trasparenza di un'istituzione essenziale come la Guardia di Finanza una questione pubblica. Si può intuire che quella scelta sia stata il frutto di una sensibilità istituzionale. Il governo ha voluto risparmiare alla Finanza e agli apparati dello Stato uno strappo. Fu sottovalutato in quell'occasione il ruolo distruttivo e "politico" che, al di là di ogni lealtà istituzionale, il generale si è attribuito o gli è stato attribuito.

 

Lo stesso ingenuo errore è stato commesso quando finalmente è apparso chiaro che Roberto Speciale andava sostituito. Invece, di rendere pubbliche fin da subito le sue gravi condotte, si è cercato con il generale il compromesso, la buonuscita di prestigio alla Corte dei Conti, senza comprendere che la trattativa per Speciale era soltanto l'occasione per un nuovo "trappolone". Che puntualmente è scattato, complice l'approssimazione dello staff di Padoa-Schioppa. In questa storia, non si sa se trovare più sorprendente il dilettantismo amministrativo del governo o la cieca timidezza che impedisce all'Esecutivo di scorgere - e affrontare con la necessaria energia - avversari politici e scorretti servitori dello Stato

 

Padoa Schioppa ha sbagliato, doveva rimuovere il finanziere Speciale per gravi motivi di servizio e per abuso di risorse! Via fuori dalle balle e basta, senza cagarsi sotto per paura di qualcuno. Sei disonesto e dovresti accertare l'onestà e la correttezza degli altri cittadini? Via, fuori.... o meglio dentro......... al gabbio!

Ma la maggior parte dei nostri politici e governanti non hanno le palle, se la fanno sotto.

 

Ciao

 

Max

Postato

Veramente i più attenti ricorderanno che Speciale era stato sfiduciato per altri motivi (non aveva accettato di trasferire alcuni funzionari responsabili di delicate indagini finanziarie in lombardia che coinvolgevano persone importanti).

Altre colpe di Speciale vanno valutate a parte e non devono coprire il vero motivo del suo allontanamento.

Per chi non ci credesse il generale ebbe la lungimiranza di registrare le telefonate di "pressione" fattegli dal ministro in persona, e lo mise in vivavoce nella sua stanza dinanzi ad altri alti ufficiali.

Il tentativo di mistificazione è già partito sui media dalla memoria corta (quando conviene a "loro").

Postato

da repubblica.it

 

 

Trasferimenti anche con aerei e motovedette, quasi tutti nei fine settimana

Ischia, Capri e Lido di Venezia le mete più frequenti dei viaggi con i mezzi della Gdf

Da Gasparri a Marzano e Buttiglione

i ministri sugli elicotteri del generale

di CARLO BONINI

 

 

L'ex comandante della GdF Speciale

Il riflesso pavloviano con cui, nelle ultime quarantotto ore, parte del centrodestra è tornata a cavalcare rumorosamente l'affare Speciale, ha evidenti ragioni politiche, ma, a ben vedere, tradisce anche antiche consuetudini con il generale. Ancora una volta, sono di un qualche aiuto i documenti con cui il III Reparto Operazioni del Comando Generale della Guardia di Finanza ha dato conto a Palazzo Chigi, alla magistratura militare e contabile, del servizio che il Corpo ha offerto alla Politica nelle ultime due legislature.

 

Aerei, elicotteri, motovedette, motoscafi, messi a disposizione dell'Autorità. Di governo e di sottogoverno. Uno spensierato andirivieni, spesso difficile da giustificare con "esigenze istituzionali" vuoi per le destinazioni, vuoi per le date dei trasferimenti (spesso feriali o in coincidenza di week end), ma utilissimo ad acquisire benevolenze (i documenti, come del resto quelli relativi al solo Speciale, pubblicati ieri, sono consultabili integralmente sul sito di Repubblica.it).

 

Qualche numero. Nei cinque anni di governo di centrodestra (2001 - 2006), il "dispositivo aeronavale" della Guardia di Finanza muove 118 voli e 83 imbarcazioni per garantire il trasporto di autorità politiche. Nell'anno e mezzo successivo (attuale governo di centrosinistra), il dato scende a 24 (voli) e 31 (imbarchi). La statistica, in sé poco indicativa (al di là di un'evidente diminuzione della "prassi", circa il 40 per cento, nel passaggio di legislatura), acquista un suo significato, se si guarda al dettaglio. Tra il 2001 e il 2006, al netto dei viaggi e degli imbarchi per assicurare il movimento dei vicepresidenti del Consiglio, dei ministri dell'Economia che si succedono nell'incarico (Giulio Tremonti e Domenico Siniscalco) e dei loro sottosegretari, sui cui viaggi può essere più complesso sindacare vista la dipendenza gerarchica del Corpo dal ministero e le esigenze di spostamento di un ministro (anche se è significativa una trasferta di Siniscalco all'isola di Cavallo nell'agosto 2005), la platea dei viaggiatori resta affollata. E i loro nomi aiutano a ricostruire una geografia di amicizie e benevolenze utile forse a inquadrare anche lo spettacolo parlamentare di scena in queste ore.

 

Prendete Maurizio Gasparri. Sabato sera, l'ex ministro delle comunicazioni, componente dell'esecutivo di Alleanza Nazionale, è tra i più lesti a impugnare la sentenza del Tar come una clava. Dice: "Il Comandante Generale della Finanza ha un nome e cognome, Roberto Speciale. Lo ha chiarito la magistratura. Si proceda al suo reintegro immediato e all'immediato allontanamento dal governo di Padoa Schioppa e Visco. Due persone che hanno più volte violato le leggi. Le finanze pubbliche non possono rimanere in mani che affondano nell'illegalità". Bene, da ministro, Gasparri non solo ha stabilito rapporti di amicizia con Speciale, ma è stato più volte gradito ospite del "dispositivo aeronavale" del Corpo, prima ancora che il generale ne assumesse il comando. Qualche data e qualche destinazione. A Ferragosto del 2002, in compagnia della moglie Gaia, è su un elicottero A109 che lo porta da Marettimo, perla delle Egadi (dove evidentemente non è impegnato, vista la data, in attività di governo), a Palermo e di qui a Piano Stoccato (Reggio Calabria), Oppido Mamertina e di nuovo a Marettimo. Lo stesso accade nell'estate 2003. Il 12 luglio una motovedetta lo trasferisce, sempre insieme alla moglie, da Trapani a Marettimo. A ferragosto, si ripete in elicottero il giro in Calabria. Questa volta, per una visita alla comunità di don Gelmini in quel di Zerbo (Reggio Calabria).

 

Le isole non sono un'esclusiva di Gasparri. Il senatore Francesco Bosi, sottosegretario alla Difesa, trova più agevole raggiungere l'Elba dal continente con elicottero. E con elicottero o motovedetta farvi ritorno. Antonio Dalì, sottosegretario al ministero dell'Interno, raggiunge le Egadi dal cielo e dal mare. E non sono trasporti di linea. Anche l'austero Rocco Bottiglione, ministro delle politiche comunitarie, in un paio di occasioni, non disdegna un passaggio sulla terraferma da Ischia e da Capri.

 

Ma è Antonio Marzano, ministro delle attività produttive, il più assiduo. Fa avanti e indietro tra il molo Beverello (Napoli) e Ischia. Talvolta si allunga a Capri. Gli è stata è vero affidata una scorta della Guardia di Finanza, ma la circostanza, a leggere i documenti del Comando generale, non significa affatto che quei trasferimenti "eccezionali" siano giustificati da motivi di sicurezza. "Trasporto autorità di governo", è l'anodina giustificazione o, talvolta, "esigenze di movimento autorità di governo". Che è un po' come dire: la motovedetta salpa perché il ministro ha esigenza di salirci. Del resto, quando sono motivi di sicurezza a suggerire che Marzano venga trasportato in modo eccezionale, non è - come rendono evidente i documenti - il Comando generale della Finanza a richiedere il viaggio, ma direttamente l'ufficio scorte del Viminale. Il che accade in non più di una decina di occasioni e sempre per un trasporto in motoscafo nel lido di Venezia, non al sole di Ischia.

 

Con il cambio di maggioranza a Palazzo Chigi, si avverte, come si è detto, un certo self-restraint. Che, tuttavia, non riguarda tutti. C'è un ministro del governo Prodi che degli elicotteri del Corpo fa uso frequente: Alfonso Pecoraro Scanio (cui, per altro, è stata assegnata una scorta della Guardia di Finanza). Dicono al ministero dell'Economia che sia stato invitato a una maggiore sobrietà.

Postato

non sono informato, non entro nel merito e me ne frega anche poco, riguardo al Generale Speciale. Questo perchè non mi stupisce. dicono che sfruttava a proprio tornaconto i mezzi dello stato? beh, non sarebbe l'unico.....aaaanzi! ho "toccato con mano" realtà ancora + scandalose. almeno Speciale è un pezzo da 90....vi garantisco che a livello di sottufficiali di un qualsiasi corpo ne ho viste di cotte e di crude, e non voglio andare oltre!

 

per le polemiche sul resto, Padoa schiopppa e gli altri.....ragazzi, mi fa piacere che le notiate, ma......non ditemi che non eravate stati avvisati! :(

 

Berlusca il più ricco dei parlamentari....beh, si sa! possiede un impero, è il maggior imprenditore italiano......parliamo piuttosto delle ricchezze denunciate da chi al Berlusca......vabbè, lasciamo perdere! siete dei ragazzacci, mi provocate sempre! :( :D

Postato

Si, ma state continuando a mischiare capra e cavoli: Speciale non era stato sfiduciato per via del suo comportamento da "peculato" nell'uso dei mezzi dell'amministrazione (anche perchè sarebbe il classico caso del bue che dice cornuto all'asino).

Quello che ha fatto, qualora penalmente rilevante (moralmente lo è di certo), sarà valutato eventualmente nell'opportuna sede giudiziaria.

Invece il comandante in capo della GdF è stato riamesso nelle sue funzioni dal TAR che ha valutato l'inconsistenza delle motivazioni addotte dal governo: inoltre si era palesato che il vero motivo era stato il non aver ottemperato alla rischiesta di trasferimenti di alcuni alti ufficiali responsabili di indagini scomode.

Cosa che Speciale avrebbe potuto fare solo con abuso di autorità che evidentemente non utilizzò perchè subodorò "puzza di bruciato", infatti fece sentire in vivavoce ad alcuni ufficiali presenti nel suo ufficio e registrò le telefonate di pressione da parte del ministro.

Sarebbe come additare a motivazione del delitto di erba il fatto che il tizio marocchino spacciava droga: trattasi di due cose distinte.

Occhi aperti a non farsi infinocchiare su ste cose!

  • 4 months later...
Postato

Si sa che le cariche dello stato hanno gli sconti...non potete cascare giù dal pero...

 

Non si può giustificare un azione di Governo per le cose che non centrano...altrimenti tutti ma proprio tutti se ne devono andare...

 

Purtroppo è la solita storia...la casta ci mangia su...

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Dalla dichiarazione dei redditi del 2005 risulta che Padoa Schioppa ha dichiarato 312.728 euro.

Dal Sole 24 del 17/04/2007

I leaders

Anche quest'anno Silvio Berlusconi si conferma il più ricco tra i leaders politici alla Camera. Per il 2005 il presidente di Forza Italia ha dichiarato 28.033.122 euro. Per il 2004 il suo reddito era di 3.550.391 euro.

Il leader più "povero" è invece il presidente del Consiglio Romano Prodi: ha dichiarato 89.514 euro.

Fra i leaders alla Camera, Berlusconi è seguito da Francesco Nucara (Pri, 289.255), dall'ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini (Udc, 214.787), e da Gianfranco Fini (An, 200.677).

In fondo alla classifica, Prodi è preceduto solo da Franco Giordano (Prc, penultimo con 129.569 euro) e Francesco Rutelli (Dl, terzultimo con 132.500).

 

La classifica:

Silvio Berlusconi 28.033.122

Francesco Nucara 289.255

Pier Ferdinando Casini 214.787

Gianfranco Fini 200.677

Roberto Maroni 195.701

Lorenzo Cesa 192.453

Antonio Di Pietro 187.716

Fausto Bertinotti 187.650

Massimo D'Alema 174.078

Alfonso Pecoraro Scanio 168.780

Oliviero Diliberto 138.437

Piero Fassino 135.104

Enrico Boselli 134.040

Francesco Rutelli 132.500

Franco Giordano 129.569

Romano Prodi 89.514

 

 

La classifica dei 10 deputati più ricchi a Montecitorio:

Silvio Berlusconi (Fi) 28.033.122

Giuseppe Consolo (An) 3.203.047

Angelo Piazza (La Rosa nel Pugno) 3.195.527

Maurizio Paniz (Fi) 1.099.518

Gaetano Pecorella (Fi) 928.247

Michele Vietti (Udc) 925.305

Denis Verdini (Fi) 799.968

Simeone Di Cagno Abbrescia (Fi) 686.942

Maurizio Leo (An) 684.311

Rocco Crimi (Fi) 541.600

 

 

 

 

Ciao

Max

chiedo scusa ma passatemela...MORTACCI LORO E DE TUTI STI PAPPONI RIUNITI... io vigile del fuoco con 12 anni di servizio questo 101 ho guadagnato LORDI 21600 euro....

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