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Alle 22,39 del 9 novembre 1963 una frana da 260 milioni di metri cubi si riversa nel lago artificiale della diga del Vajont e un onda di 50 milioni di metri cubi alta 250 metri, in pochi minuti, scavalcando la diga che resta quasi del tutto integra, distrugge Longarone e frazioni vicine e porta via con se circa 1910 persone inermi e innocenti.

Tragedia annunciata, figlia della sciagurata gestione del territorio da parte di "sciacalli" estranei al territorio stesso e indifferenti alle esigenze, ma soprattutto alla vita delle popolazioni residenti.

 

Consiglio la visione del film Vajont di Renzo Martinelli, Orazione Civile di Marco Paolini, il sito internet http://www.vajont.net e http://www.progettodighe.it/reale/colomber...caratteristiche

http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_del_Vajont

http://www.vigilidelfuoco.bergamo.it/forma...jont/Vajont.htm

 

Ricordo anche l'alluvione che tre anni dopo, il 4 novembre 1966 colpì gravemente Firenze.

 

La corretta gestione del territorio e il rispetto della natura sono fondamentali per la nostra esistenza, ma troppo spesso sono trascurate o trattate in modo superficiale o non scientifico.

Per un geologo è spesso frustrante dover operare e non poter agire secondo quello che ha imparato durante il suo corso di studi, ma solo secondo esigenze economiche e politiche.

Scusate le sfogo. :D

 

Ciao

 

Max

Postato

Alle 22,39 del 9 novembre 1963 una frana da 260 milioni di metri cubi si riversa nel lago artificiale della diga del Vajont e un onda di 50 milioni di metri cubi alta 250 metri, in pochi minuti, scavalcando la diga che resta quasi del tutto integra, distrugge Longarone e frazioni vicine e porta via con se circa 1910 persone inermi e innocenti.

Tragedia annunciata, figlia della sciagurata gestione del territorio da parte di "sciacalli" estranei al territorio stesso e indifferenti alle esigenze, ma soprattutto alla vita delle popolazioni residenti.

 

Consiglio la visione del film Vajont di Renzo Martinelli, Orazione Civile di Marco Paolini, il sito internet http://www.vajont.net e http://www.progettodighe.it/reale/colomber...caratteristiche

http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_del_Vajont

http://www.vigilidelfuoco.bergamo.it/forma...jont/Vajont.htm

 

Ricordo anche l'alluvione che tre anni dopo, il 4 novembre 1966 colpì gravemente Firenze.

 

La corretta gestione del territorio e il rispetto della natura sono fondamentali per la nostra esistenza, ma troppo spesso sono trascurate o trattate in modo superficiale o non scientifico.

Per un geologo è spesso frustrante dover operare e non poter agire secondo quello che ha imparato durante il suo corso di studi, ma solo secondo esigenze economiche e politiche.

Scusate le sfogo. :D

 

Ciao

 

Max

 

pensa che ho visto il film (quello con Leo Gullotta) giusta settimana scorsa. Incredibile e appassionante e' lo spettacolo teatrale di Paolini: ogni qualvolta lo noleggio in biblioteca e lo guardo mi viene la pelle d'oca e una rabbia nel sapere che tanti sapevano ma hanno deliberatamente taciuto.

E ancora piu' rabbia sapere che gia' negli anni 70 la giustizia italiana era una farsa: se ricordo bene l'ingengnere alla direzione dei lavori trascorse pochi anni in carcere :D

Postato

 

 

pensa che ho visto il film (quello con Leo Gullotta) giusta settimana scorsa. Incredibile e appassionante e' lo spettacolo teatrale di Paolini: ogni qualvolta lo noleggio in biblioteca e lo guardo mi viene la pelle d'oca e una rabbia nel sapere che tanti sapevano ma hanno deliberatamente taciuto.

E ancora piu' rabbia sapere che gia' negli anni 70 la giustizia italiana era una farsa: se ricordo bene l'ingengnere alla direzione dei lavori trascorse pochi anni in carcere :angry:

 

 

già, peccato che pur raccontando bene le cose da un punto di vista teatrale è poco oggettivo nei giudizi e tralascia molti particolari (importanti, e agli atti nei processi che hanno seguito la tragedia) sostituiti da interpretazioni del tutto personali.

 

 

piccola precisazione: l'ingegnere alla direzione lavori (Pancini) è morto suicida poco tempo dopo la tragedia.

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piccola precisazione: l'ingegnere alla direzione lavori (Pancini) è morto suicida poco tempo dopo la tragedia.

 

allora era l'altro l'altro ingegnere: almeno cosi' era apparso poco prima dei titoli di coda.

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L'interpretazione teatrale di Paolini è stata eccezionale e innovativa per il pubblico italiano. La ricostruzione abbastanza accurata sebbene possa contenere qualche errore ed omissione.

Il giudizio è assolutamente condivisibile e non di parte.

E' stata commesso un delitto di proporzioni incommensurabili contro le popolazioni distrutte dalla tragedia prevedibile ed evitabile.

Fu un massacro deliberato, ancora più grave poiché le denunce premonitrici ci furono.

Le pene ai colpevoli risibili e offensive per chi crede nella giustizia.

I risarcimenti lenti ed ancora non arrivati del tutto.

Per la precisione:

 

Tre giorni dopo il disastro, l'11 ottobre, il Ministro dei Lavori Pubblici, in accordo con il Presidente del Consiglio, nomina la Commissione di inchiesta sulla sciagura, che si insedia il 14 ottobre. Essa dispone di due mesi di tempo per presentare una relazione.

 

Il 20 di febbraio 1968 il Giudice istruttore di Belluno, Mario Fabbri, deposita la sentenza del procedimento penale contro Alberico Biadene, Mario Pancini, Pietro Frosini, Francesco Sensidoni, Curzio Batini, Francesco Penta, Luigi Greco, Almo Violin, Dino Tonini, Roberto Marin e Augusto Ghetti. Due di questi, Penta e Greco, nel frattempo muoiono, mentre Pancini si toglie la vita il 28 novembre di quell'anno.

Il giorno dopo inizia il Processo di Primo Grado, che si tiene a L'Aquila, e che si conclude il 17 dicembre del 1969. L'accusa chiede 21 anni per tutti gli imputati (eccetto Violin, per il quale ne vengono richiesti 9) per disastro colposo di frana e disastro colposo d'inondazione, aggravati dalla previsione dell'evento e omicidi colposo plurimi aggravati. Biadene, Batini e Violin vengono condannati a sei anni, di cui due condonati, di reclusione per omicidio colposo, colpevoli di non aver avvertito e di non avere messo in moto lo sgombero; assolti tutti gli altri. La prevedibilità della frana non viene riconosciuta.

Il 26 luglio 1970 inizia all'Aquila il Processo d'Appello, con lo stralcio della posizione di Batini, gravemente ammalato di esaurimento nervoso.

Il 3 ottobre la sentenza riconosce la totale colpevolezza di Biadene e Sensidoni, che vengono riconosciuti colpevoli di frana, inondazione e degli omicidi. Essi vengono condannati a sei e a quattro anni e mezzo (entrambi con tre anni di condono). Frosini e Violin vengono assolti per insufficienza di prove; Marin e Tonini assolti perché il fatto non costituisce reato; Ghetti per non aver commesso il fatto.

 

 

 

Tra il 15 e il 25 marzo del 1971 si svolge, a Roma, il Processo di Cassazione, nel quale Biadene e Sensidoni vengono riconosciuti colpevoli di un unico disastro: inondazione aggravata dalla previsione dell'evento compresa la frana e gli omicidi. Biadene viene condannato a cinque anni

 

Sensidoni a tre e otto mesi, entrambi con tre anni di condono. Tonini viene assolto per non aver commesso il fatto; gli altri verdetti restano invariati. La sentenza avvenne quindici giorni prima della scadenza dei sette anni e mezzo dell'avvenimento, giorno nel quale sarebbe intervenuta la prescrizione.

Il 16 dicembre 1975 la Corte d'Appello dell'Aquila rigetta la richiesta del Comune di Longarone di rivalersi in solido contro la Montedison, società in cui è confluita la SADE, condannando l'ENEL al risarcimento dei danni subiti dalle pubbliche amministrazioni, condannate a pagare le spese processuali alla Montedison.

Sette anni dopo, il 3 dicembre 1982, la Corte d'Appello di Firenze ribalta la sentenza precedente, condannando in solido ENEL e Montedison al risarcimento dei danni sofferti dallo Stato e la Montedison per i danni subiti dal comune di Longarone. Il ricorso della Montedison non si fa attendere ma il 17 dicembre del 1986 la Corte Suprema di Cassazione rigetta il ricorso alla sentenza del 1982.

Infine il 15 febbraio 1997 il Tribunale Civile e Penale di Belluno condanna la Montedison a risarcire i danni subiti dal comune di Longarone per un ammontare di lire 55.645.758.500, comprensive dei danni patrimoniali, extra-patrimoniali e morali, oltre a lire 526.546.800 per spese di liti ed onorari e lire 160.325.530 per altre spese. La sentenza ha carattere immediatamente esecutivo. Nello stesso anno viene rigettato il ricorso dell'ENEL nei confronti del comune di Erto-Casso e del neonato comune di Vajont, obbligando così l'ENEL al risarcimento dei danni subiti, che verranno quantificati dal Tribunale Civile e Penale di Belluno in lire 480.990.500 per beni patrimoniali e demaniali perduti; lire 500.000.000 per danno patrimoniale conseguente alla perdita parziale della popolazione e conseguenti attività; lire 500.000.000 per danno ambientale ed ecologico. La rivalutazione delle cifre hanno raggiunto il valore di circa 22 miliardi di lire.

 

Un mostro che per motivi di guadagno e insensibilità disumana è colpevole della morte di 2000 persone fa solo 2! anni di carcere......

L'ingegnere Pancini (Leo Gullotta nel film di Martinelli) è stato l'unico ad avere il pudore di giustiziarsi da solo.

 

Ciao

 

Max

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