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L'Articolo sette della Costituzione Italiana recita: Lo Stato e la Chiesa Cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani........

 

Ritengo gravissime le esternazioni e le incursioni, ingerenze, violenze definirei, del Cardinal Ruini, spalleggiato dall'attuale Papa, sul parlamento italiano e sulle sue prerogative che sono di fare delle leggi in assoluta libertà e senza "oppressioni" esterne.

Non solo i laici, ma anche moltissimi credenti praticanti non si trovano più in sintonia con Monsignor Ruini e Papa Benedetto XVI sul tema delle nuove forme di civile convivenza, su temi tanto importanti quale la sessualità, l'aborto, la possibilità di mettere fine all'accanimento terapeutico ecc.

In proposito riporto un'intervista rilasciata a Repubblica del vescovo di Pisa:

 

Monsignor Plotti, l'argomento del giorno è la Nota sui Dico, preannunciata dalla Cei. Si sono scatenati appelli e controappelli.

"Se è un tema davvero così importante, allora è giusto che sia redatta da tutti i vescovi. Mi auguro che non la faccia solo la presidenza Cei. Una Nota dell'episcopato - sottolineo una Nota pastorale - dev'essere discussa per prassi in assemblea, il testo va mandato a tutti, bisogna poter fare emendamenti".

 

Avrebbe tempi più lunghi.

"Certamente, ma ritengo sia opportuno per motivi di collegialità".

 

Non crede sarebbe giusto anche coinvolgere i credenti laici sulla riflessione in merito alla famiglia e alla convivenza?

"Ai nostri corsi prematrimoniali la metà dei giovani, che arriva, è già convivente e si vogliono sposare in chiesa. E' un costume invalso. Un malcostume possiamo dire. Ma i nostri ragazzi ritengono di essere tranquilli vivendo così. Non è facile smontare questa mentalità. Allora questa è materia per la Chiesa di un grande impegno educativo. Non si risolve con le crociate. C'è una secolarizzazione in atto, c'è anche molta ignoranza sulle questioni di fede. Ma proprio per questo la Chiesa deve impegnarsi nell'opera di evangelizzazione, far capire al popolo cristiano che non si muove "contro" qualcosa, ma perché tutti riflettano. Bisogna far capire che i temi della sessualità e della famiglia stanno a cuore alla Chiesa".

 

Lei vuol dire?

"Che il problema è pastorale più che politico. La Chiesa deve dire la sua parola, poi la politica fa le sue scelte".

 

Quindi che fare con i Dico?

"Ci troviamo appena di fronte ad uno schema. Con la Finanziaria, lo abbiamo visto, ci sono stati emendamenti su emendamenti e poi alla fine è uscito un testo diverso. Penso sia inutile stracciarsi le vesti prima del tempo".

 

Monsignore, ciò che ha suscitato interrogativi, preoccupazioni, polemiche è l'idea che si possa diffondere una Nota impegnativa per il voto dei parlamentari cattolici. Qual è la sua opinione?

"Io penso ad una Nota pastorale. E' chiaro che la Chiesa ha tutto il diritto di dire ai politici che è giusto ispirarsi al Vangelo. Nessuno può negare alla Chiesa il diritto di ribadire principi irrinunciabili. E poi i politici cristiani, secondo la loro coscienza cristiana, agiranno negoziando per quanto è possibile".

 

Il timore di molti esponenti cattolici è che si arrivi a indicazioni presentate come vincolanti.

"Non possiamo mica tornare indietro di sessant'anni. Il nostro compito di vescovi è pastorale ed è il compito proprio della Chiesa su cui nessuno può dire niente. Toccherà poi ai politici cattolici mediare, agire nell'ambito del gioco democratico, confrontarsi con le altre forze, con le altre idee presenti nella società. Non vorrei essere nei panni di Rosy Bindi. Perché il confronto è con una società pluralista. Non ci sono mica idee che si possono imporre".

 

Qual è lo scoglio maggiore per un vescovo in questa situazione?

"Il problema fondamentale è come educare la gente. Non basta richiamare i principi. Se no va a finire che noi predichiamo certe cose e poi si aprono i giornali e troviamo che le statistiche ci dicono che i cattolici questi principi non li seguono. E' successo ieri. Sondaggi alla mano, almeno per quello che leggo, i cattolici interrogati si dicono favorevoli alle coppie di fatto. E allora i principi rimangono lì, appesi per aria".

 

Cosa fare allora?

"Far capire ai cattolici che la fede non è un fatto vago, staccato dall'esistenza quotidiana. Far capire che la vita deve conformarsi al Vangelo. Ecco il problema primario per noi vescovi. Non mi piace questo clima di scontro. Qui vanno abbassati assolutamente i toni. Dobbiamo pure dialogare con quel mondo in cui vogliamo portare il Vangelo. Il mondo e la cultura odierna sono quello che sono. Bisogna evangelizzare e confrontarsi. Le crociate sono sempre state perdenti".

 

(16 febbraio 2007)

 

Su alcuni passi dell'intervista non sono completamente d'accordo, però il Vescovo di Pisa richiama i vertici della Chiesa Romana ad una maggiore collegialità e a non fare crociate, perché sono sempre perdenti. Il referendum sul divorzio dovrebbe insegnare qualcosa.

 

Persino Oscar Luigi Scalfaro, ha ritenuto giusto invitare i vertici della Chiesa romana, Ruini in particolare a non interferire in maniera così pressante nell'attività legislativa del organo democratico sovrano dello Stato italiano, cioè il parlamento.

 

L'accoppiata Joseph Ratzinger Camillo Ruini riporta la Chiesa a tempi precedenti il Concilio Vaticano Secondo, voluto da Papa Giovanni XXIII, al secolo Angelo Roncalli, ancora per molti versi rimasto inattuato ed osteggiato fortemente da parte della Curia romana.

Si assiste oggi ad un ritorno su posizioni ortodosse, fondamentaliste e antistoriche della Chiesa Romana, o almeno dei suoi attuali vertici. Lo dico con l'amarezza e il dispiacere di credente cristiano.

Per fortuna all'interno della Chiesa stessa ci sono posizioni diverse, che però attualmente vengono soffocate dal impero Ratzinger - Ruini che hanno disconosciuto i principi di tolleranza e rispetto dell'altro, che sono valori fondamentali del cristianesimo e del Vangelo. Penso ad alcuni vescovi italiani e a gran parte della Chiesa dell'America latina.

 

Ciao

 

Max

Postato

il no al funerale cattolico per il mite Welby

ha aperto gli occhi a molti sull'effettivo

pensiero del duo in questione.

 

Le azioni del vaticano ormai non hanno

più nulla a che vedere con la parola

di Cristo, sono dettate esclusivamente

dal potere politico ed economico.

Postato

allora, scindiamo in due parti il problema. il primo è l'ingerenza ecclesiastica nello stato. è un problema vecchio come il mondo: il papa ha sempre, storicamente, preso il piccone in mano per fracassare i cog.lioni ai politicanti non conformi al proprio pensiero e convenienza; è un problema che deriva da lungo tempo: tutt'ora, per dirne una, la chiesa mantiene la scomunica ai Massoni per una vecchia ruggine, derivante dall'unità d'italia, dal risorgimento fatto da massoni che comportò la perdita del potere temporale del papa!

 

secondo problema: in fondo è giustissimo che la chiesa dica ciò che vuole per i fatti propri. nel '34 Mussolini stipulò i Patti Lateranensi proprio per stabilire la sovranità vaticana in casa propria, possibilmente senza massacrare i summenzionati cog.lioni fuori dal colonnato di san pietro. i patti lateranensi dell'anno 12° sono, probabilmente, una delle migliori azioni condotte da Mussolini. Ma, sulla scorta di ciò, e tutto ciò premesso, la Chiesa detta legge sui rituali e sulle azioni religiose, che ci piaccia o no ed è giusto che lo faccia. se ho vcapito bene nei giorni scorsi, Ruini ha detto che rivedranno anche le regole per i matrimoni. quello che faranno sarà, credo, proibire un matrimonio religioso a chi ha già in precedenza stipulato un Di.Co., cosa che avviene da sempre, ad esempio, per i divorziati. se sei divorziato e vuoi risposarti, non puoi rifarlo in chiesa ma solo in comune. a meno che non ci sia stato l'annullamento del precedente matrimonio da parte della Sacra Rota (argomento che muove un mucchio di soldi che neanche immaginate). in definitiva, se la chiesa dice "hai fatto un Di.Co. anni fa? Non ti sposo, fatti sposare dal sindaco!", 'sti caxxi, dov'è il problema? la religione la gestiscono loro e loro fanno le regole..... tutt'altro discorso quando tentano di far ragionare Rosy Bindi sui DiCo....si impicciassero per i fatti loro, anche perchè cercare di far ragionare Rosy è tempo perso...

Postato

e no qui si va a toccare la religione e non ci sto.... posso stare zitto su tutto ma qui si esagera.

 

 

auspico un ferreo ritorno alla scomunica cominciando da zapatero e compagnia bella italiana

 

e auspico sopratutto che venga sancito il diritto inviolabile di poter chiamare matrimonio solo il rito effetuato in nome e sotto giuramento al santissimo signore.

 

matrimonio è un istituzione cattolica, sta a voi laici inventarvi altra terminologia. è già intollerabile il presunto matrimonio che si fa in comune, non è un matrimoni vacca boia, è un unione di due parti, ripeto non chiamatelo matrimonio. BASTA.

Postato

allora, scindiamo in due parti il problema. il primo è l'ingerenza ecclesiastica nello stato. è un problema vecchio come il mondo: il papa ha sempre, storicamente, preso il piccone in mano per fracassare i cog.lioni ai politicanti non conformi al proprio pensiero e convenienza;

 

sempre detto io...tutti al muro ;)

 

 

e no qui si va a toccare la religione e non ci sto.... posso stare zitto su tutto ma qui si esagera.

 

 

auspico un ferreo ritorno alla scomunica cominciando da zapatero e compagnia bella italiana

 

e auspico sopratutto che venga sancito il diritto inviolabile di poter chiamare matrimonio solo il rito effetuato in nome e sotto giuramento al santissimo signore.

 

matrimonio è un istituzione cattolica, sta a voi laici inventarvi altra terminologia. è già intollerabile il presunto matrimonio che si fa in comune, non è un matrimoni vacca boia, è un unione di due parti, ripeto non chiamatelo matrimonio. BASTA.

 

 

ed io infatti nemmeno ho intenzione di sposarmi :D

 

ma continuo a chiedere dove, in che libro, capitolo, versetto della bibbia viene detto che il matrimonio è fondamento della famiglia???e se non è scritto sul vangelo non è parola del signore ma parola di sig. taldeitali <_<

Postato
ma continuo a chiedere dove, in che libro, capitolo, versetto della bibbia viene detto che il matrimonio è fondamento della famiglia???e se non è scritto sul vangelo non è parola del signore ma parola di sig. taldeitali

di fatti sulla bibbia non si parla di matrimonio ;)

comunque non è in c.... che sia religioso o che sia lo stato che ti deve dare il consenso per vivere con la propia/o amata/o

di fatti su questo argomento io lascio sempre la massima libertà personale se uno vuole si sposa in chiesa o in comuno o convive <_< non deve essere nessunaltro a decidere.

felicemente sposato da 17 anni :D

Postato

e no qui si va a toccare la religione e non ci sto.... posso stare zitto su tutto ma qui si esagera.

1- è una tua personale visione del problema, ne prendiamo atto, la rispetto pur condividendola solo in parte ;)

auspico un ferreo ritorno alla scomunica cominciando da zapatero e compagnia bella italiana

2- Torquemada e soci sono morti da tempo, per fortuna. Svegliati, il medio evo è finito nel 1492....

e auspico sopratutto che venga sancito il diritto inviolabile di poter chiamare matrimonio solo il rito effetuato in nome e sotto giuramento al santissimo signore.

matrimonio è un istituzione cattolica, sta a voi laici inventarvi altra terminologia. è già intollerabile il presunto matrimonio che si fa in comune, non è un matrimoni vacca boia, è un unione di due parti, ripeto non chiamatelo matrimonio. BASTA.

vedi punto 1. aggiungo questo sul matrimonio: cambiare terminologia? e col diritto di famiglia vigente da sempre come la metti? Tutto da rifare? Ma che sei, un seminarista in libera uscita? presunto matrimonio in comune, intollerabile? anch'io sono contro pacs e Di.co, ma non rompere le balle a coppie "regolari", eterosessuali, che si sposano in Municipio. Se per te il matrimonio è solo quello che si fa in una chiesa cattolica,allora i matrimoni con rito buddista, protestante, ebraico....che cosa sono? Cordialità! <_<

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Da Repubblica di oggi di MARCO POLITI:

 

Il cardinale Dionigi Tettamanzi sta cercando la sua via. Lontana dalla chiamata alle armi degli intransigenti ruiniani. Non piace all'arcivescovo di Milano lo stile aggressivo imboccato dal presidente della Cei e meno che mai l'idea di una forzatura nei confronti dei deputati cattolici. Milano, poi, ha sempre rappresentato - dai tempi del cardinale Giovanni Battista Montini, il futuro Paolo VI - un centro di quel cattolicesimo democratico, che coniuga l'intensità della fede con il rispetto della laicità dello Stato. Più che ai Dico il porporato ritiene vada dedicata attenzione e cura alla situazione concreta di quanti, giovani e non giovani, hanno scelto la via della convivenza.

 

Un primo segnale concreto è costituito dall'impostazione molto misurata con cui si muovono la radio e i settimanali diocesani. Non ci sono parole d'ordine, non ci sono appelli alla mobilitazione o toni allarmisti. L'indicazione è di seguire con calma gli eventi e ascoltare ciò che dice la gente.

Per stamani Tettamanzi ha convocato il Consiglio pastorale, "parlamentino" che comprende una rappresentanza del clero e dei laici impegnati nella diocesi. All'ordine del giorno: "suggerimenti" al programma triennale dedicato proprio alla pastorale della famiglia. Si parlerà di tutto. Di crisi familiare, Dico, proposte di legge e situazioni concrete.

 

L'arcivescovo arriverà probabilmente con una sua traccia, ma i concetti basilari li ha già esposti pochi mesi fa in un suo testo. Si chiama "L'amore di Dio in mezzo a noi" e parla chiaro. "Un numero sempre crescente di persone, pur provenendo dalle comunità cristiane, non sceglie l'istituzione del matrimonio per vivere il proprio amore", è scritto. Per i motivi più diversi: paure, fallimenti, incertezza sul futuro. "Scelgono o il semplice matrimonio civile o la convivenza come espressione del loro amore". Che fare in questa situazione?

 

 

La diocesi di Milano ha stabilito un percorso: "Queste condizioni di vita - è detto nel documento - non possono lasciare indifferente e assente la comunità cristiana. Essa si sente obbligata ad interrogarsi su come essere più vicina a queste persone e a queste situazioni, sia nel loro sorgere come nel loro evolversi lungo gli anni". E' questa la linea Tettamanzi: essere vicini a chi vive nelle coppie di fatto e, secondo l'espressione dell'arcivescovo, "condividere con amore paziente e incoraggiante un cammino verso la verità dell'amore".

Per capire ancora meglio quali sono gli umori all'interno della diocesi ambrosiana - che per storia e posizione geografica vive in costante collegamento con l'Europa del Nord - non bisogna dimenticare che la maggior parte dei parroci sono stati formati dal lungo "regno" del cardinale Carlo Maria Martini, predecessore di Tettamanzi. Martini nel 2000 fece un discorso sulla crisi della famiglia che, come sottolineano parecchi esponenti della diocesi, "è attualissimo e valido anche per il futuro".

 

Diceva Martini che dinanzi alla corrosione dell'istituto familiare "è importante non lasciarsi dominare dal panico da accerchiamento e da recriminazioni senza frutto". Fra i partecipanti al Consiglio pastorale di questa mattina qualcuno è già andato a ripescare il discorso. D'altronde Martini non a caso rappresentò per oltre un decennio all'interno della Cei il contraltare della visione del cardinale Ruini.

 

Tra i brani sottolineati c'è anche questo: "Sappiamo che il tentativo di imporre d'autorità e in maniera univoca e uniforme una nostra concezione della famiglia alla società civile europea sarebbe visto quale pretesa di parte e contribuirebbe probabilmente a radicalizzare i conflitti e a degradare ulteriormente il costume".

 

L'ultima frase, poi, sembra scritta in previsione della Nota che Ruini ha deciso di emanare. Perché Martini - che ora sta festeggiando il suo ottantesimo compleanno - lancia un interrogativo pungente: "Chi potrebbe oggi sostenere che, per affermare i valori per noi importanti, basterà un'opposizione frontale alle trasformazioni in atto e un'obiezione di coscienza di fronte a ogni intervento legislativo, che accetti di misurarsi con le questioni poste da un nuovo e discutibile costume?".

 

(17 febbraio 2007)

 

C'è qualcuno illuminato nella Chiesa, ma attualmente è soffocato dall'ortodossia fondamentalista dei diarchi Ratzinger Ruini. Spero che la realtà sappia smentirli clamorosamente, come già avvenuto in passato.

 

Ciao

 

Max

Postato

ed ecco spiegato perchè dall'ultimo conclave Martini non è uscito papa...troppo vecchio dissero alcuni...invece Ratzinger è un baldo 40enne.....

 

cmq, pur da ateo antipapista, vivendo in provincia di Milano, ho avuto modo negli anni di apprezzare molti interventi di Martini, una persona dall'intelligenza folgorante e dai modi garbati che non ha mai alzato la voce xchè ciò che dice ha già in sè una forza fuori dal comune...si è sempre posto in modo costruttivo, pronto al dialogo e rispettoso delle convinzioni altrui...e Tettamanzi, inutile dirlo...è stato scelto x garantire una continuità "progressista" nella diocesi più grande del mondo...nel ruolo ecclesiastico che è secondo solo al papa...il sospetto però è forte...non è che i progressisti illuminati vengono messi a Milano x poter dire a Roma "visto???abbiam messo sul soglio cardinalizio più importante un progressista...come fate a dire che siamo naziconservatori???"...anche se ho il sospetto fortissimo che ratzingerzeta col ca**o che avrebbe messo Tettamanzi a Milano.... :D

Postato

claudio,non credevo tu assumessi una posizione cosi dura nei confronti del matrimonio.

comunque,dionigi tettamanzi mi ha dato l'ispirazione su che nome dare al mio prossimo cane.il prossimo lo chiamerò dionigi.

mi da un senso di altisonante.

sono contro questa chiesa,però ammetto che farei carte false per poter essere ammesso nel mondo della cei.gia mi immagino i thè fatti nei salotti assieme a politici e cardinali,ed io e calisto(tanzi) che parliamo di belle cose,per poi fregare mezza italia.

comunque,questa vignetta che ho descritto,descrive bene la chiesa.tutti belli bravi e buoni,però poi te lo mettono sempre in quel posto e devi tacere perchè hanno una faccia irreprensbile,perchè le cose le fanno dietro le spalle..

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claudio,non credevo tu assumessi una posizione cosi dura nei confronti del matrimonio.

comunque,dionigi tettamanzi mi ha dato l'ispirazione su che nome dare al mio prossimo cane.il prossimo lo chiamerò dionigi.

mi da un senso di altisonante.

sono contro questa chiesa,però ammetto che farei carte false per poter essere ammesso nel mondo della cei.gia mi immagino i thè fatti nei salotti assieme a politici e cardinali,ed io e calisto(tanzi) che parliamo di belle cose,per poi fregare mezza italia.

comunque,questa vignetta che ho descritto,descrive bene la chiesa.tutti belli bravi e buoni,però poi te lo mettono sempre in quel posto e devi tacere perchè hanno una faccia irreprensbile,perchè le cose le fanno dietro le spalle..

 

 

anche xchè x mettertelo in quel posto devono starti giocoforza dietro le spalle ;)

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claudio,non credevo tu assumessi una posizione cosi dura nei confronti del matrimonio.

comunque,dionigi tettamanzi mi ha dato l'ispirazione su che nome dare al mio prossimo cane.il prossimo lo chiamerò dionigi.

mi da un senso di altisonante.

sono contro questa chiesa,però ammetto che farei carte false per poter essere ammesso nel mondo della cei.gia mi immagino i thè fatti nei salotti assieme a politici e cardinali,ed io e calisto(tanzi) che parliamo di belle cose,per poi fregare mezza italia.

comunque,questa vignetta che ho descritto,descrive bene la chiesa.tutti belli bravi e buoni,però poi te lo mettono sempre in quel posto e devi tacere perchè hanno una faccia irreprensbile,perchè le cose le fanno dietro le spalle..

 

 

anche xchè x mettertelo in quel posto devono starti giocoforza dietro le spalle :)

 

si,e come diceva misses doubtfire,non tutto si prende per bocca ;) ;)

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